Il Libro della Luna. 7. 1. Ombra dell Apicoltore

L’ISOLA di CARONTE
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”

7. IL LIBRO della LUNA

7.1. L’OMBRA dell’APICOLTORE

Tornavo da Sofia a casa a mezzanotte.

Ogni sera, dopo il tramonto, osservavo il rituale di passeggiare per l’isola, fermandomi al molo e visitando Sofia. Durante la stagione (da aprile a settembre compresi) lavorava fino a tarda notte nel suo negozio di souvenir. Bevevamo caffe`, discutevamo di varie cose e a volte facevamo una passeggiata lungo il mare e la strada principale. Poi di solito cenavo e tornavo a casa mia, anche se, sarebbe piu` corretto dire, a casa dell’apicoltore Panagiotis, dove vivevo in affitto.

Quella casa accogliente e tipicamente greca a tre piani si trovava dall’altra parte dell’isola, su una roccia, ad un chilometro dal molo. L’unico sentiero per raggiungerla passava per la Cappella di San Giorgio, che era aperta 24 ore su 24, a differenza della vicina chiesa. A volte mi fermavo alla Cappella per accendere una candela. In Grecia, tutte le cappelle erano aperte 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e avevano persino candele da accendere. Stavo tornando a casa cantando una canzone greca che avevo sentito in un ristorante sulla spiaggia, quando, passando davanti alla Cappella, improvvisamente sentii qualcuno seguirmi. Mi fermai ad ascoltare il silenzio, disturbato dalle cicale, ma non si udivano passi.

Continuai per la mia strada senza quella canzone greca e ovviamente accelerando il passo. Tuttavia, dopo aver passato un paio di lanterne, la sensazione di essere seguita da uno sconosciuto non fece che intensificarsi.

Trovai il coraggio di voltarmi indietro e...

L’orrore mi rubai la voce, non potevo gridare! La figura bianca di un uomo con la rete nera da apicoltore al posto del volto era a circa venti metri da me! E nessuno, non c’era nessuno in giro, tranne le lanterne!

“Dio! Aiutami!”

Corsi a casa di Panagiotis il piu` velocemente possibile, cercando di recitare una preghiera, ma continuavo a confondermi, dimenticando le parole e il loro ordine. Alla fine, aprii la porta d’ingresso della casa di Panagiotis – che fortuna! Salva! – e nello stesso istante, una mano pesante mi afferro` la spalla!

Avendo chiuso gli occhi per l’orrore, gridai a squarciagola!

– Alice! Scusa! Ti ho spaventata? – risuono` la voce di Panagiotis sorpreso.

– Ufff... – sussurrai, aprendo gli occhi e girandomi. – Si`, un po’!

– Ti ho vista correre qui come se qualcuno ti stesse inseguendo! Stai bene?

– Tutto bene, – dissi confusa, incapace di riprendere fiato cosi` presto. – Comunque, se...

– Se cosa? Se qualcuno venisse qui per te, intendi?

– Beh... si`... Se qualcuno mi chiede...

– Non dirgli che sei qui, giusto?

– Si`, – annuii.

– La mia casa e` la tua fortezza! – sorrise Panagiotis. – A proposito, vorresti un barattolo del mio miele in regalo? La sera con il te`, e` fantastico!

Ringraziai il proprietario di casa per un’offerta cosi` dolce, ma rifiutai gentilmente, salii di sopra, chiusi a chiave la porta e controllai persino la porta del balcone. Anche quella era chiusa. Chiusi la finestra con le tende e chiamai Sofia al telefono.

– Alice! Cos’e` successo? Un altro maniaco? – Sofia esclamo` sorpresa, rendendosi conto che non l’avrei disturbata mai per niente.

– L’ho visto... di nuovo!

– Chi?

– L’Apicoltore!

– E` morto! Smettila!

– Per favore, Sofia, credimi! – le raccontai della mia strada a casa.

– Beh, – sospiro` pensierosa. – O e` la fantasia dei tuoi nervi, o l’umorismo nero di una persona chiaramente cattiva.

– Ma hai detto che il Pasticcere era gia` arrestato!

– Si`, non e` piu` sull’isola. E` a Salonicco. Il falso Apicoltore ti ha scritto altro?

– No, grazie a Dio!

– Allora l’unica cosa che posso immaginare, Alice, accettando l’assenza delle tue allucinazioni in questa oscura storia… Domani e` venerdi` 13. In Grecia, lo consideriamo…

– Si`, non devi spiegarmelo, ce l’abbiamo anche noi, – sospirai.

– Quindi, ti consiglio di stare estremamente attenta, – riassunse Sofia cupamente. – Soprattutto di notte! Purtroppo, non posso chiedere a mio marito di accompagnarti a casa domani sera, perche` sta per partire per il mare. Domani e` la Luna Piena, il momento migliore per pescare il pesce dal naso lungo, tanto amato e atteso da tanto tempo dai monaci del Monte Athos. Ad agosto ci sono molte festivita`, quindi...

– Si`, mi ricordo, me l’hai detto. Va bene, scusa per disturbarti!

– Non preoccuparti. Credo che tu sia solo nervosa. Vai a letto, ne parliamo domani, va bene?

E ci salutammo.

Non riuscivo ad addormentarmi per molto tempo. Per distrarmi in qualche modo, rividi un migliaio di foto che avevo gia` scattato ad Ammouliani.

Pubblicai un post con una foto di due onde che si incontravano e lo firmai: “Incontriamoci?!” E… Marco commento` la foto, rispondendomi in una chat privata: “Si`”.

E saltai di gioia! Si`! Si`!! Si`!!! Che fortuna, si`!!! Incredibile! Finalmente!!! Quelle due lettere mi fecero gridare all’Universo intero! Si`, gridai: “Ti voglio anch’io!”, ma dopo averci pensato un po’, scrissi in risposta:

“Lo voglio anch’io.”

“Cosa vuoi?”

“Vederti…”

Era una follia! Capivo tutto, ma appellarsi alla ragione in quei momenti era completamente inutile! Certo, non era il capitano della nave “Vele Scarlatte”, e mi sentivo soprattutto la protagonista del film “Titanic”.

Non ti e` mai capitato di essere attratto/attratta dai cattivi ragazzi/ragazze?! E pensavi in quei momenti che il tuo “Titanic” fosse gia` predestinato a…?! Nemmeno io, essendo pronta ad annegare… qualche tempo dopo… non allora…

“Verrai davvero domani, Marco?! Mi hanno detto che dal tuo paese dal 1° agosto e` vietato viaggiare in Grecia!”

“Verro` stasera. Voglio che tu venga da me. Puoi passare la notte da me. Comunque, domattina parto presto per Athos.”

“Dove alloggerai qui?”

“Da Maria.”

“Non so dove sia.”

“Accanto a te, sulla scogliera...”


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