Venerdi 13. 8. 2. Il Lago degli Innamorati
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”
8. VENERDI 13
8.2. Il LAGO degli INNAMORATI
Mi avvicinai silenziosamente a Yanis e, rimanendo in punta di piedi, gli coprii gli occhi con le mani.
– Alice… – disse, voltandosi e abbracciandomi.
– Quanti minuti vive il cervello dopo la morte? – gli chiesi.
– Dipende. Dicono non piu` di dieci, – rispose Yanis con un sospiro. – Perche` me lo chiedi?
Alzai le spalle e fissai di nuovo gli innumerevoli braccialetti ai suoi polsi. Yanis noto` il mio genuino interesse per i rosari dall'Athos, ma si mise le mani dietro la schiena.
– Vuoi ancora lasciare Camotes? – mi chiese.
Alzai di nuovo le spalle, mi voltai verso l’Oceano e sospirai:
– Non posso nuotare qui.
– Ti piacerebbe nuotare nel Lago stasera? – suggeri` Yanis all’improvviso.
– Il Lago con l’acqua morta? – sorrisi, ricordando il mio incubo: “Acqua... acqua... tutto intorno e` acqua”.
– C’e` un magico Lago salato ad Ammouliani, e c’e` un meraviglioso Lago Danao a Camotes. La gente del posto lo chiama il Lago degli Innamorati, perche` ha la forma di un cuore.
– Dov’e` Tata? – chiesi, non vedendo la Bambina in giro.
– Ti manca gia`? – sorrise Yanis. – Ho chiesto alla madre del suo piccolo principe di portare Tata con loro oggi. Ma se proprio ti dispiace...
– Non mi dispiace. Va bene, – annuii obbediente, – diversifichiamo il nostro tramonto insieme, incontrando una notte stellata al Lago invece che all’Oceano.
Attraversammo il villaggio e le file di mercati, sbucammo sulla strada principale e svoltammo a sinistra.
– C’e` solo una strada qui, in cerchio, – commento` Yanis alla mia domanda muta. – Ovunque tu vada, a sinistra o a destra, prima o poi tornerai al punto di partenza.
– Non voglio tornare indietro, – dissi tristemente, mentalmente immersa nel mio ultimo sogno. – Parlami di te, Yanis. Hai sempre fatto delle domande a me. Ora tocca a te essere sincero.
– Chi e` qui la nipote della strega? – rise lui. – Non sai leggere le anime senza parole?
Yanis mi prese la mano e passeggiammo lungo le palme dalle lunghe gambe che trafiggevano il cielo nero.
– Voglio che me lo dica te stesso.
– Non mi piace parlare di me, Alice.
– Quindi, anche tu sei introverso.
– A quanto pare, si`.
– Hai mai praticato la magia? – feci una domanda specifica per far parlare Yanis.
– Mio nonno la praticava. La gente andava da lui costantemente. Un giorno sua figlia, mia madre, gli ha chiesto di aiutarla. E lui l'ha fatto. Tuttavia, il prezzo della questione era troppo alto.
– Cosa ha fatto lui?
– Non importa piu`.
– E qual’era il prezzo?
Yanis esito` e involontariamente comincio` a stringermi la mano.
– Beh, se non vuoi, non dirmelo, – dissi con calma. – E il tuo desiderio? Perche` ci vuole cosi` tanto tempo per avverarsi? Cosa hai chiesto all’Albero? Perche` hai preso quel sangue con latte dei maghi se dopotutto non hai usato la loro pozione?
Yanis si fermo` un attimo e mi guardo`, come Marco in una delle sue foto mandata a me una volta. Era lo sguardo sinceramente pentito di un uomo dispiaciuto per quello che era successo.
– Perche` hai quell’aria? – sorrisi. – Hai chiesto qualcosa che riguardava… me?!
– Perdonami, – disse, e continuammo a camminare verso il Lago.
– Dove vivevi prima di Camotes?
– A Salonicco, – rispose Yanis con riluttanza.
– E i tuoi genitori?
– E i tuoi genitori? – Yanis ovviamente non voleva parlare di se`.
– Sono morti quando ero bambina. Mi vergogno ad ammetterlo, ma li ricordo a malapena. Come se non fossero mai esistiti nella mia vita, ma in una delle mie precedenti.
– Mi dispiace… Ieri parlavi di Marco, – Yanis decise di cambiare argomento. – Allora l’hai incontrato?
L’argomento era stato scelto male, ed era il mio turno di non avere voglia di dire nulla in risposta.
– Perche` me lo chiedi, Yanis?
– Per capire se sei una donna libera, – confesso` lui con un sospiro.
– Capito, – sorrisi con una leggera tristezza e confessai in risposta, – Probabilmente, ogni persona, fino ad un certo punto della vita, si apre come un fiore e cerca il Sole, e poi... Come tutti, anch’io cercavo l’Amore, ma, purtroppo, non ho trovato un uomo giusto tra quelli inviati a me dal Cielo.
– E Michele, no?
– Michele, si`. Ma non era una strada giusta, volevo un’altra, sai.
Il Faro abbandonato apparve in lontananza e Yanis mi chiese:
– Hai visitato l’Osservatore delle Stelle a dare un’occhiata ai Libri della Luna e del Sole?
– Si`. Dice che tutto e` predeterminato. Forse la solitudine e` destino. Credi che scendiamo, sapendo gia` cosa ci aspetta sulla Terra?
– Forse, – disse Yanis incerto.
Passammo davanti al Faro e camminammo lentamente lungo la baia del Molo.
– Yanis, quel Vecchio, – mi ricordai all’improvviso, – il proprietario dell’isola... Dicevi che vive nel cimitero. Stavi scherzando?
– No, ha una casa li`. Ma perche`?
– Dov’e` il cimitero?
– Dietro la Grotta dei Maghi. Perche` me lo stai chiedendo?
Alzai le spalle. L’oscurita` si dissipo` gradualmente, grazie al bagliore dell’Albero dei Desideri.
– Hai detto che ho attirato due anime qui con le mie lanterne. Perche`, Yanis? Hai appeso anche tu almeno una lanterna all’Albero.
Yanis mi mise un braccio intorno alle spalle, continuando a camminare verso il Lago.
– Su quest’isola, Alice, il Faro vero e` l’Albero dei Desideri. La luce delle sue lanterne non puo` che attrarre le navi che passano. Pensa, quante persone hanno sogni irrealizzati! L’Albero ha anche il tuo, vero?
– Anche il mio, si`...
– Hai desiderato di lasciare l’isola, no?
– Oh! Un ottima idea per la mia prossima lanterna! Grazie! – esclamai eccitata, ma Yanis per qualche motivo sorrise.
Camminammo ancora un po’ e vidi una distesa d’acqua nera senza onde e tutta di stelle!
“Il Signor Vento e` di nuovo assente oggi, – pensai, – ma le stele davvero si riflettono nei laghi?”
Yanis si tolse la maglietta e si tuffo` in acqua.
– Non aver paura! Forza! – mi grido`, mentre nuotava a pochi metri dalla riva.
All’improvviso sentii dei fruscii tra i cespugli dietro di me e rabbrividii... l’Apicoltore?!
– Vieni qui! – grido` di nuovo Yanis.
Indossavo il sottile vestito di seta, comprato ad Ammouliani per incontrare Marco, ma senza spogliarmi ne` voltarmi, entrai in acqua e nuotai.
Improvvisamente torno` il Vento! Le nuvole cominciarono a correre nel Cielo. Lampeggiava e la timida pioggia si trasformo` all’istante in un’acquazzone tropicale.
– Vieni qui, – sussurro` Yanis e mi abbraccio`, quando nuotai vicino a lui. – Non aver paura! Non ti voglio del male. Voglio che tu compia un piccolo miracolo e che impari a respirare in un modo diverso!
Sembrava che la mia coscienza, stanca dei continui fallimenti nella matrice dei programmi dello standard, fosse in agonia. Con la coda dell’occhio vidi i contorni della Nave Gigante in lontananza e, voltandomi verso la riva, in un altro lampo notai... l’Apicoltore! Yanis mi bacio` al suono del tuono, mi prese la mano e mi tiro` bruscamente sott’acqua.
– No! – gridai, ma era troppo tardi.
“…Acqua, acqua, tutto intorno e` acqua, e un terrore di panico mi assale. Cerco di risalire in superficie, ma per qualche motivo non ci riesco, e…”
– Apri gli occhi! Aprili! – insistette Yanis.
Obbedii, e… non era un sogno!
Acqua… acqua, tutto intorno a me era acqua! Cercai di sfuggire dalle sue mani, ma…
– Respira, Alice! Non aver paura! Respira!
Scossi la testa in segno di rifiuto: era pazzo! L’aria stava per finire…
Tuttavia, Yanis mi lascio` andare. Risalii immediatamente in superficie e nuotai fino alla riva.
– Alice, – la sua voce risuono` attraverso la pioggia battente e il minaccioso tuono, – perdonami!
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