La Seconda Morte. 10. 4. Il Cimitero dei Ricordi

L’ISOLA di CARONTE
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”

10. La SECONDA MORTE

10.4. Il CIMITERO dei RICORDI

Raggiungemmo il Cimitero dei Ricordi.

Mi fermai al cancello aperto. Gli uccelli neri di Caronte ci scrutarono. Tata si ritrasse per la paura e strinse la sua minuscola manina nel mio palmo. Marco mi lancio` il suo sguardo speciale.

– Scusa, Marco, – sussurrai, – ma tu e Tata siete solo illusioni, i miei ricordi e i miei sogni. Non esistono davvero ne` Yanis ne` Tata. Non sono ne` nel Libro del Sole ne` nel Libro della Luna.

– Marco esiste davvero! Sia nel Libro della Luna che accanto a te, – Marco si immerse nella mia anima con il suo sguardo pietoso.

– Non accanto a me. In effetti, l’ho trovato nel Libro della Luna. Ed e` salito sul Monte Athos, essendo gia` un fantasma, e si e` confessato al monaco che l’ha visto e sentito davvero. Marco mi ha chiesto mentalmente di perdonarlo ed e` corso a Las Vegas, al suo sogno terrestre: se non per comprare, almeno per giocare in un casino`.

Marco si fece scuro in volto, ma continuai:

– Se tu fossi il vero Marco, ti vedrei come Marco fin dall’inizio. Ma sei un’illusione, creata dal mio Se` Inferiore, terrestre, come tentazione per tenermi nel Mondo Astrale per un po’ di tempo o addirittura per sempre. Il mio Spirito voleva che perdonassi Marco e l’ho fatto. Tuttavia, e` ora di salutarci... qui e ora...

Gli occhi di Tata si riempirono d’orrore, si aggrappo` a Marco, che continuava a tormentarmi l’anima con il suo sguardo, ma dissi:

– Perdonami e lasciami andare avanti, cosi` come io ti perdono ora e ti lascio andare per sempre!

Con la forza del mio pensiero, diressi i loro fantasmi verso la casa di Caronte, e loro si allontanarono obbedienti, mano nella mano.

Ad un certo punto, vidi gli uccelli neri staccarsi dai loro posti. Fecero roteare Mark e Tata in un vortice furioso, e sia Tata che Marco cominciarono improvvisamente a sbriciolarsi in piccole particelle, e qualcosa stava morendo in me insieme a loro, per sempre, ma ancora per molto tempo gli uccelli neri volteggiavano sopra il luogo, dove non c’era piu` nessuno, mentre...

... ero seduta ai cancelli del cimitero, sfogliando la mia vita sulla Terra, cercando invano di comprenderne il senso e lasciando andare da Caronte i fantasmi di coloro che affioravano nella mia memoria.

Tuttavia, ero ancora li`, sull’isola...


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