La Trappola. 0. Prologo. I guanti
un romanzo filosofico e mistico
della serie “Il GIOCO in un’ALTRA REALTA`”,
di Alessandra Kriuchkova
PROLOGO. I GUANTI
***
Qualche anno prima
Stavo in riva al mare, con la schiena contro la Torre Oscura, a guardare il cielo stellato. Ad agosto, le stelle cadevano li`. Volevo catturarne una per esprimere un desiderio (il piu` comune, quello d’amore reciproco), quando improvvisamente squillo` il telefono.
– Ciao, Alice, – mi chiamo` Ray, come al solito, da un numero sconosciuto.
– Ciao, – dissi dolcemente, temendo che fosse solo un sogno.
– Come stai? Dove sei adesso?
– Sto catturando stelle alla Torre Oscura. Sembra la tua Torre. Vorrei che fossi qui ora con me...
– Non dimenticare che sono un fantasma.
E mi svegliai.
***
– Mi ricordi quell’uomo, quindi...
– Lo stregone? – chiese Roman.
– Il Mago, – chiarii, trovandomi mentalmente nell’Altra Realta` alla ricerca dei miei guanti. – Daremo uno spettacolo il 14 febbraio. Voglio che tu interpreti il suo ruolo.
– Come Le piace e pare, – sorrise Roman.
Probabilmente mi ammirava in qualche campo e in qualche modo, silenziosamente e da qualche parte nel profondo della sua anima. Tuttavia, c’era un’invisibile connessione interiore tra di noi, che probabilmente non sentiva. Roman mi ricordava Ray.
– Qual’e` il mio ruolo?
– Verrai da me dallo Specchio ogni sera. Finche` non mi porterai via da qui.
***
– Come al solito? Insalata di mare o pollo? – mi chiese Pasha sorridendo. Era un ragazzo bonario, cameriere in un ristorante in riva al mare vicino alla Torre Oscura, e parlava un po’ la mia lingua.
– Ieri ho mangiato pollo, quindi oggi portami l’insalata, per favore.
Guardai l’orologio – “Quasi mezzanotte!” – ma non ero sola nel ristorante. Comunque, li` era sempre tranquillo, e non avevo mai avuto paura di tornare a casa tardi. O meglio dire, nella casa dove vivevo d’estate.
– Va buh. E un caffe` da me. Lo vuoi, ragazza mia?
Non rimproverai Pasha per essersi rivolto a me come “la sua ragazza”, e gli lasciai un euro. Da quanti anni venivo li`? E sempre, a parte le serate con Dimitra, la mia amica, una residente del posto, cenavo in quel ristorante.
***
Guanti... quelli neri...
“Ma da dove?”
Il Guardiano del Portale ne annoto` l’apparizione nel suo diario. Amava i numeri, le date. Erano simboli. Cosi` come i guanti.
Il Guardiano sospiro`, prese con cura i guanti da donna in una mano e l’antica lanterna nell’altra, lascio` il Portale per dirigersi verso la stanza e poi scese nel Semiterrato per nascondere la sua scoperta nel tetro cassetto della scrivania nella dispensa.
“E` tornata?”
***
Un anno prima
Tre scatole di scarpe... Le aprii una per una e tirai fuori tre paia di sandali arancioni nuovi. Un uomo mi si avvicino`. Riuscivo a vedere chiaramente la sua figura, ma il suo viso era annebbiato. Abbracciai lo sconosciuto e... mi svegliai.
– Un uomo con la pancia e` apparso nel mio sogno la notte scorsa.
– Sto dimagrendo! Rivedi il sogno! Probabilmente e` gia` senza pancia!
– Quando torni?
– Tutti i voli sono cancellati! Le frontiere sono chiuse! Ho i biglietti per agosto, ma non ne sono sicuro. Grazie a Dio sono vivo e sto bene.
“Da quanto tempo credi in Dio?” – pensai sarcasticamente e involontariamente mi ricordai di Ray, e poi, per qualche motivo, di Roman. Cosi`, furtivamente, l’autunno mi colse di sorpresa, come al solito, provocandomi attacchi di nostalgia.
***
– Dove desidera andare a passeggio Sua Maesta`? – mi chiese il Re di Spade. Come tutti i Re, era sposato, e come le Spade, era un militare, e per qualche ragione i militari mi adoravano. A volte mi accompagnava a spasso per la citta`.
– Portami a quella Casa dello Scrittore, – risposi all’improvviso.
– Forse e` meglio...
– Alla Casa! – continuai a insistere.
La pioggia si mescolava alla nebbia della sera. Entrammo nel cortile, ed ero pronta ad aprire la Porta desiderata alla mia sinistra, ma il Re di Spade non me lo permise.
– E` la porta sbagliata. Le serve quella Destra.
Avevo bisogno della Porta Sinistra! Non avevo piu` la forza di rimanere nella nostra Realta`... completamente sola... inutile...
Tuttavia, aprii obbedientemente quella Destra.
“Non ora. O non con lui?”
Salii lentamente le scale, entrai e fluttuai lungo il corridoio fino alla cucina e poi nella stanza, assorbendo non suoni, ma ricordi, custoditi dalle pareti di qualsiasi spazio. Mia nonna, la madre di mio padre, con sua sorella e loro padre, il mio bisnonno, andava spesso a trovare il suo amico, lo Scrittore, in quell’appartamento.
C’erano due musei nella Casa. Uno era dietro la porta di destra, l’altro – dietro la porta di sinistra.
Non sentii una parola di quello che diceva la guida turistica, ovviamente superflua per me. Volevo sentirmi li` – con le mie nonne – nel loro Tempo, per soffocare il dolore e reprimere un altro attacco di nostalgia.
***
Sei mesi prima
Il Guardiano del Portale tiro` un sospiro di sollievo: finalmente, il suo diario era stato pubblicato in modo umano. In tutti i sensi. Apri` il libro ad una pagina a caso e si fermo` su “I Guanti”.
“Lei tornera`! Si`! Si`! Sta per arrivare qui!”
***
Le feste di maggio
Il nome magico apparve sul telefono.
“Se sapessi quanto sono felice di sentirti...”
Lui mi ricordava troppo Ray, e sorrisi: qualcosa di caldo e soffice mi tocco` il cuore. Roman era un filo invisibile (e forse l’unico) che mi collegava a cio` che era gia` irrevocabile.
– Ho ricordato il mio passato sovietico oggi, – sembrava un’improvvisa intromissione in una conversazione di lavoro in un giorno di riposo.
“Lo avevi?” – sorrisi di nuovo e presi i Tarocchi.
– Ho letto il Suo libro “La Confessione di un Fantasma” sulla Matrice, come promesso. Ricorda?
– Davvero?! – tirai fuori due carte.
– Allora, si`... sono andato in vacanza col Suo libro.
La prima carta era “Il Cavaliere di Coppe” e...
– Che ne pensi?
– Ho riconosciuto tutti! L’Imperatore e lo Stregone. Mi scusi, il Mago! Lei scrive in modo tale che...
– Ma non ci sei, vero? – gli chiesi con un sorriso triste, guardando le carte: “Il Cavaliere di Coppe” e... “Il Mago”!
– Nel Suo libro o nella Sua Matrice? – Roman ridacchio` e confesso`: – A dire il vero, nella magia mi sento un bambino!
“E ti piacerebbe diventare Lui?”
***
Il Guardiano del Portale avrebbe dovuto compiere quel passo importante molto tempo prima, lasciando la vecchia Casa dello Scrittore e percorrendo solo poche case fino alla Casa della Letteratura, dove... Dove cosa? O chi? Era stato chiamato a portare il suo libro. Il Guardiano non sapeva perche`. Varrebbe la pena chiarirlo, anche se capiva che era necessario. Tuttavia, stava aspettando... la data giusta? Un numero? Un simbolo? Cosa stava aspettando?
***
Agosto
Dall’autunno, quando il Re di Spade mi aveva permesso di aprire la Porta Destra della Casa dello Scrittore, mi ero sforzata di tornare indietro per aprire quella Sinistra, perche` il Portale principale della citta`, quello di transizione verso un’Altra Realta`, era nascosto proprio dietro di essa. Ero troppo stanca, annoiata e tormentata dalla premonizione di qualcosa che sarebbe sicuramente accaduto appena avessi aperto QUELLA PORTA. Cosa esattamente?
– Alice, non dovresti entrare in quella Casa. E` pericoloso! Vuoi che ti mostri il luogo dove... – mi disse all’improvviso un poeta familiare, un tempo il Fante di Coppe.
– Devo andare a quella Casa. Devo aprire la sua Porta Sinistra, – supplicai, guardandolo pietosamente negli occhi.
– Bene, allora... domani?
– Si`, domani, per favore!
Nello stesso momento il poeta grido` e mi fece voltare verso la casa, sulla cui facciata c’era un gigantesco ritratto dello Scrittore di quella Casa.
– Vicino ad Alice c’e` solo misticismo... E` un segno!
Tuttavia, “domani” inizio` a piovere e il viaggio a Casa fu rimandato.
Nel frattempo, la Porta Sinistra mi attraeva sempre di piu`. Di tanto in tanto, mi mandavano delle persone strane: scrittori che mi chiedevano di organizzare serate letterarie a quella Casa, una grande opportunita` per combinare il mio desiderio con il mio lavoro, ma a causa dell’epidemia, la Casa rimaneva chiusa per molto tempo.
***
Cercavo ogni tanto di tornare a quel dolce sogno di tre paia di sandali arancioni, per ritrovare li` l’uomo con la pancia piccola e il viso annebbiato, con cui mi sentivo felice. Invano, mi ritrovavo sempre nel passato, dove Roman appariva seduto accanto a me, alla mia destra. C’era molta gente li`.
– Se non fosse per la differenza d’eta`, – lo guardai quasi scherzosamente e sospirai.
– Che differenza c’e`? – mi interruppe immediatamente. – Non c’e` nessuna differenza!
– Mi sarei innamorata pazza di te, – conclusi la frase.
Quante volte gli avevo detto “addio”? Anche nei miei sogni non potevo permettermi nulla... Forse, non volevo ferire… lui o entrambi?
Tuttavia, il mio Sole stava gia` per tramontare nell’ultimo, il dodicesimo settore dell’Orologio Astrologico della vita. Il settore di tutto il Segreto e il Non Rivelato, simbolicamente chiamato la Dimora Mistica o l’Isola Misteriosa, il Portale per un’Altra Realta`. Sarebbe riuscito a malapena a uscirne, il mio Sole...
***
Settembre
– Chi sei? – chiesi quando un altro Autunno mi si avvicino` furtivamente con un altro strano uomo che era venuto all’Unione degli Scrittori per presentare il suo libro per un concorso.
L’uomo si presento`, sussurrando qualcosa in piu` e a bassa voce come una password.
Lo guardai brevemente senza ricordare ne` il suo nome ne` il suo cognome, e non capii nemmeno cosa mi aveva sussurrato, perche` mi ricordo` Roman e Ray allo stesso tempo.
“Un errore nella Matrice!” – mi baleno` in mente.
– Ci hai portato il tuo libro? – decisi di chiarire.
– No... Si`... Ma...
– Alice, non hai sentito? – la mia collega interruppe improvvisamente i miei pensieri, tirandomi la manica del vestito e aggiungendo distintamente con una voce misteriosa: – Quest’uomo e` della tua Vecchia Casa!!!
– Sei davvero di quella Casa dello Scrittore!? – chiesi incredula.
– Si`, – annui` l’uomo con calma. – Lavoro li`, dietro la Porta Sinistra, fin dall’inizio. Vieni a trovarci domenica! E ti daro` il mio libro per il concorso. Ho dimenticato di portarlo con me.
***
Il giorno prima
Faceva molto freddo. Stavo gia` uscendo dal negozio, quando la commessa mi corse incontro porgendomi il pacco.
– Un regalo per Lei! – disse misteriosamente.
Aprii il pacco e vidi una sciarpa grigia. La tirai fuori e la attorcigliai tra le mani. Un cappio... Ero troppo stanca, e il mio Sole stava gia` alle soglie del 12...
Rimisi a posto la sciarpa. Arrivata a casa, riaperii il pacco, ma insieme alla sciarpa trovai...
...i GUANTI...
neri...
***
L’Inizio, in cui c’era una Parola...
e non solo
Si`, c’era una Parola all’Inizio, e quella Parola era "i Guanti", e faceva anche molto freddo, il momento giusto per farli apparire. Tuttavia, tutto cio` che volevo fare quel giorno era restare a casa e crogiolarmi sotto un plaid vicino al camino con il Gatto della Luna e un libro sui fantasmi, perche` l’idea di visitare quella Casa dello Scrittore mi aveva improvvisamente spaventata. Si`, avevo paura di quello che sarebbe successo.
Comunque, con un profondo sospiro, mi costrinsi ad alzarmi dal letto, afferrai la nona edizione del mio “Libro della Conoscenza Segreta” (o “Il Libro della Magia Bianca e Nera”), il primo romanzo della mia serie “Il Gioco in un’Altra Realta`”, e mi diressi risolutamente verso il Portale.
Con il cuore che sprofondava, tirai la Porta Sinistra verso di me e feci un passo dentro.
C’erano molte persone li`, che camminavano avanti e indietro senza notarmi. Nessuno mi chiese il biglietto d’ingresso, sebbene l’ingresso non fosse gratuito. Fluttuai fino alla caffetteria e mi sedetti ad un tavolo accanto ad un enorme Gatto Nero. Il Gatto mi scruto` attentamente e mi saluto`, mentre la gente andava e veniva, senza prestarci la minima attenzione in quel luogo, dove il Passato e il Presente – e il Futuro? – si fondevano.
“Non esisto piu` per tutte queste persone?”
D’improvviso, accanto a me apparve l’uomo che mi aveva invitato li`.
Mi alzai e gli toccai la mano. Si volto`. Lo guardai silenziosamente negli occhi. A differenza di altre persone, mi noto` (come, in effetti, il Gatto) e mi saluto`. Gli porsi il mio libro. L’uomo lesse il titolo e rabbrivid; involontariamente.
– Questo e` il mio regalo per il Museo, – spiegai. – E il libro delle mie poesie, “Il Gatto della Luna”, e` per te.
Avevo fretta di lasciare la mia traccia prima che tutti, compreso quell’uomo, smettessero di notarmi.
L’uomo scomparve e riapparve con il suo libro, porgendomelo. Aprii il libro ad una pagina a caso e il titolo del racconto catturo` la mia attenzione: “I GUANTI caduti dal Cielo”. Rabbrividii anch’io.
Ci sedemmo ad un tavolo uno di fronte all’altro. In silenzio. Lui prese la mia “Magia” e “Il Gatto della Luna”, ed io – i suoi “Guanti”. Lavorava nella Casa come Guardiano del Portale. Sicuramente, tutte quelle persone li` intorno esistevano in qualche altra dimensione, dove non c’eravamo ne` io ne` il Guardiano, che comunque mi ricordava Roman e Ray.
Restituii “i Guanti” all’autore, chiedendogli di firmarli per me.
– Hmm... oggi e` una data magica, – scrivendola sotto la dedica, il Guardiano disse a me o a se stesso. Date e numeri avevano un significato per lui.
“E` tornata?!” – penso` il Guardiano.
“Fammi vedere la Casa, per favore!” – gli chiesi mentalmente.
Il Guardiano si alzo` dal tavolo e mi tese la mano. Dopo aver preso una lanterna antica lungo il cammino, scendemmo lentamente nel Semiterrato, e sentii sempre piu` forte che il Portale era li`, e che l’avrei trovato di sicuro!
– A destra c’e` il Teatro, dove si svolgono i nostri spettacoli, – il Guardiano mi guardo` con sincero interesse, – ma preferisco mostrarti qualcosa d’insolito. Sai, storie estremamente strane accadono costantemente in questa Casa. Forse mi aiuterai a svelare il significato di una di esse!
Il Guardiano tiro` fuori un mazzo di chiavi, apri` la porta della dispensa segreta sul lato sinistro del corridoio e poso` la lanterna su una piccola scrivania antica con uno specchio e alcuni cassetti.
– In quello di sinistra, – sussurro` misteriosamente il Guardiano, facendomi capire con un’occhiata che avrei potuto aprire il cassetto da sola, cosa che feci, ma si rivelo` completamente... vuoto, e per qualche motivo quel fatto allarmo` il Guardiano.
Frugava a lungo nella dispensa, scrutandola da cima a fondo con la lanterna, gli occhi e le mani. Invano. Allora tirai fuori dalla mia borsa e in silenzio gli consegnai...
...i GUANTI...
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