La Trappola. 3. Il Peccatore

La TRAPPOLA per una FORMA-PENSIERO
un romanzo filosofico e mistico
della serie “Il GIOCO in un’ALTRA REALTA`”,
di Alessandra Kriuchkova

3. Il PECCATORE

– Che annuncio buffo! – sussurro` dolcemente il Guardiano, aiutando a togliermi la pelliccia. – E` vero che lo scrittore e` un burlone?

– Non hai letto attentamente l’annuncio. Il suo libro si intitola “Il Peccatore”! Comunque, non ci ho provato.

Lasciando la mia tazza di caffe` sul tavolo, quasi per sempre registrato per me, mi infilai nella stanza del museo, che si trovava accanto alla sala delle nostre serate. Il Guardiano mi segui`.

– Ecco una cassetta postale per le lettere al Creatore, – mi disse.

– E la cassetta postale fuori, alla porta d’ingresso?

– Si`, la seconda.

– Gli ho inviato le mie poesie. Anni fa, Natasha Nikiforova mi ha invitato all’azione della TV “Mosca di Sera” per recitare poesie sugli Stagni del Patriarca. C’era una bufera di neve simile a quella di oggi. I versi che ho recitato, li ho imbucati nella cassetta postale alla porta d’ingresso. Non avevo una penna con me, quindi Gli ho inviato le poesie invece di una lettera.

Il Guardiano tiro` fuori dalla tasca una penna e un piccolo taccuino.

– Scrivila ora, – sussurro` all’improvviso, avvicinandosi a me.

– E` gia` tutto deciso, – risposi categoricamente, assorta nei miei pensieri: “Che senso ha ora?”

Per qualche ragione, volevo abbracciare il Guardiano, ma rimasi immobile come un idolo. E lui mi abbracci;.

– Eccolo!!! – d’improvviso sentii qualcosa e feci un passo di lato. – Il Portale e` qui, vero?

Il Guardiano ridacchio`, ma non ebbe il tempo di rispondere, perche` la porta della stanza si apri` leggermente e il Gatto apparve sulla soglia.

– Miao?! – ci disse sorpreso.

Uscii dalla stanza senza scrivere nulla al Creatore.


***

Il Peccatore imbarazzato stava sul palco, come di fronte a Cristo. La sala era piena di donne. Mentre l’eroe della serata recitava poesie, percepite come una rivelazione divina in anticipo, le donne, nei loro sogni, gli avevano gia` stretto le braccia al collo e gli sussurravano ogni sorta di tenerezza all’orecchio...

Tornai al mio tavolo. Roman emerse dalla folla sorridendo furbescamente, e sentii i suoi pensieri nella mia mente: “Come va la tua palude, Alice? Hai buttato via un sacco di roba?”

– Ciao!

Roman si sedette accanto a me e mi tese la mano. Gli porsi cautamente la mia in risposta. Mi guardo`, accarezzandomi le linee sul palmo e probabilmente cambiando qualcosa.

– Dimmi, Alice, questo e` un posto magico?

– Si`, certo.

– Dovrebbe risvegliare in qualche modo la realta` di chiunque in contatto con esso?

– Si`. Perche`?

– Vuoi ancora andartene?

Ritirai la mano pensando: “Come fa a sapere perche` sono qui?”

– Nel tuo romanzo precedente, hai gia` lasciato il mondo, – rispose Roman con la stessa mentalita`, dopo aver letto i miei pensieri. – Ma la tua realta` non e` cambiata?

– Cosa intendi? – chiesi per chiarire.

– Forse cosa o forse chi. Spero che il tuo prossimo compito di casa sia... peccare? – Roman sorrise ad alta voce, annuendo al Peccatore. – A proposito, da quale palude proviene?

– Il compito e` pentirsi, – sospirai. – Lavora in una scuola.

– I peccatori lavorano nelle scuole! Davvero, dove altro lavorerebbero? Perche` non l’ho intuito me stesso! Perche` pentirsi, Alice? Pensi che quelle persone che fanno del male agli altri, inclusi quelle che lo hanno fatto a te, si siano davvero pentite?

– Lascia perdere.

– Ma ti hanno fatto male! Anzi, mortalmente. Chi di loro ha finito per chiedere perdono? Nessuno? Ah-ah-ah! Non e` giusto, vero?

– Lassu`...

– In Paradiso? – Roman sorrise velenosamente, ricordandomi Ray. – E cosa hanno fatto li`, in Paradiso, per te, cosi` pura e luminosa? I tuoi carnefici sono stati puniti? L’equilibrio delle Forze e` stato ripristinato? Forse ti hanno cambiato la vita in meglio? Di che tipo di pentimento stiamo parlando? I tuoi carnefici, ottenuto la loro parte di gioia, continuano ad godere la Vita al massimo! E tu stai sognando la Morte!

Mi alzai bruscamente dal tavolo, ma mi scontrai subito con...

– E` ora di annunciare il Microfono Aperto, – disse il Guardiano.

– Beh, dammi un secondo, – annuii e mi rivolsi a Roman. – Non diventeranno mai dei veri maghi. Scrivilo sul tuo quaderno o l’hai comprato per niente?


COMPITO n. 3. Il PERDONO

…Comincia a ricordare la tua vita dall’inizio, da dove la ricordi. La prima persona che ti verra` in mente e` molto probabilmente tua madre… Ripercorri la tua storia personale con ogni persona, con cui sei entrato in contatto nella vita, dalla vostra conoscenza fino alla sua conclusione o al momento presente, se sei ancora in contatto, cerca di ricordare tutto.

Chiedi perdono per cosa:

* ricordi, e ti senti a disagio nel cuore,

* non ricordi, o forse non lo sai nemmeno, ma questa persona potrebbe essere stata offesa da te inavvertitamente…

Devi rivivere mentalmente la tua vita, con ognuno inviato a te dal Cielo. Non c’e` stato nulla di casuale nemmeno nelle persone fugaci. Loro, tu e ognuno di noi siamo Insegnanti e Studenti allo stesso tempo. Chiedi ognuno di perdonarti, meglio verbalmente, chiamandolo o incontrandolo, se e` vivo, o mentalmente… Puoi anche scrivere una lettera di perdono sul tuo quaderno magico. Alla fine del lavoro, ti troverai ad affrontare la cosa piu` difficile: perdonare ognuno di loro. Perdonare e lasciar andare per sempre senza emozioni, tranne la gratitudine, cosi` che piu` tardi, ricordando quella persona, nulla sussulti nella tua anima o reagisca con dolore.

Altrimenti, non sarai in grado di diventare cio` che sei veramente – il Mago.

***

Tornata a casa, accesi le candele e iniziai a scorrere la mia vita, verificandomi il compito che avevo assegnato a Roman quella sera, se qualcuno potesse farmi sentire a disagio al punto di andarmene.

“Come stai, ragazza mia?” – apparve un messaggio sul telefono.

“Bene, grazie.”

“Vado da tu. Vuoi?”

“Adesso?!”

“Voglio veder tu. Tu? Si` / no? Di’ la verita`. Arrivo! Non so quando, ma non problem. Quando posso volare. Vedo Internet: voli cancellati. Frontiere chiuse. Tutto chiuso. Arrivo e andiamo x caffe`! Di’ che vuoi. Si`?”


Рецензии