La Trappola. 4. Il Mulino maledetto
un romanzo filosofico e mistico
della serie “Il GIOCO in un’ALTRA REALTA`”,
di Alessandra Kriuchkova
4. Il MULINO MALEDETTO
– Un’altra strega sta arrivando qui dal “Mulino Maledetto”? – una voce familiare mi arrivo` da dietro.
– Hai indovinato quasi giusto, – mi voltai e sorrisi al Guardiano. – Stasera abbiamo dei diavoletti della palude nel menu!
– Quanti in una volta? Direttamente dalla palude? Caffe`?
– Beh, alcuni, credo, ma il piu` importante e` il loro Padrone, e si`, dalla palude, e si`, doppio espresso con latte, per favore! – Mi sedetti al tavolo nella caffetteria. – La palude esiste davvero, puoi starne certo. Ho un intero cesto di mirtilli rossi da li`. Lo scrittore del libro porta l’impronta minacciosa di Saturno a XII. Non preoccuparti, se non sei a conoscenza delle interpretazioni. Probabilmente, a giudicare dai versi, ci troviamo di fronte ad una parziale reincarnazione del poeta Alexander Blok. A proposito, il nostro eroe salva la gente.
– Nella palude? Dai diavoletti? – sorrise il Guardiano, porgendomi il caffe`.
– Forse, – risposi evasivamente.
– E perche` “Il Mulino Maledetto”?
– Chiediglielo tu stesso. Avrebbe vinto il Premio di A. Blok, in assenza del suo Saturno a XII.
– Scrive davvero bene?
– Relativamente non male.
– Si e` dannatamente innamorato di te? – il Guardiano mi guardo` negli occhi con curiosita`.
– Quanti anni hai? – chiesi, cambiando argomento.
– Ha importanza? Per me – no, – rispose in un modo tale che rabbrividii, ricordando le parole di Pasha.
Il Guardiano aveva la stessa eta` di Roman e, in confronto a Pasha, praticamente la mia. Forse ci facevo troppa attenzione.
Finii il caffe`. Il Guardiano diede un’occhiata al fondo della mia tazza, nel bel mezzo...
– Cosa vedi li`? – gli chiesi.
– Un portale, – mi sussurro` all’orecchio e rise.
***
Diedi il benvenuto agli ospiti e chiamai sul palco, davanti allo Specchio Gigante, il personaggio piu` cupo tra i poeti del nostro tempo, l’autore del libro “Il Mulino Maledetto”, che recito` le sue poesie gotiche-paludose, alternandole ai discorsi con gli ospiti.
D’improvviso, la luce nella sala – gia` cupa, forse per la scarsa illuminazione, forse per i versi piu` cupi e le emanazioni di Saturno a XII – si spense. Il Guardiano accese all’istante un’antica lanterna e chiese agli ospiti di non preoccuparsi, poiche` tali fenomeni con l’elettricita` erano i piu` comuni nelle zone anomale, per questo motivo c’erano dei candelabri su ogni tavolo. Dopo un paio di minuti, la loro luce illumino` lo spazio e la serata continuo`.
Il Guardiano scomparve dietro le quinte per occuparsi dell’elettricita`, o meglio, degli spiriti che la usavano per fare scherzi.
Notai Roman seduto al mio tavolo, anche lui illuminato da una candela. Romanticismo! Saturno a XII non pote` fare a meno di notare chi continuavo a guardare durante la presentazione e, invece di chiacchierare con gli infernali durante la pausa, si diresse dritto verso di me.
– Alice, cosa fai stasera? – mi chiese cupamente, mentre atterravo al mio tavolo vicino a Roman.
– Meditazione, – espirai e guardai Roman come facevano le ragazze, dando all’uomo il diritto di correggerle in caso di necessita`.
Tuttavia, Roman stava osservando me e Saturno a XII con interesse, chiaramente senza alcuna intenzione di interferire.
– Vorresti meditare con me? – il Padrone dei diavoletti della palude non si arrese.
“Nella palude?” – mi baleno` in mente.
“Non ti piacciono le paludi?” – sentii la voce di Roman nella mia testa.
“Dipende da quale palude e con chi meditare”, – risposi a Roman mentalmente, interrompendomi immediatamente al pensiero che...
– Scusa, medito solo da sola.
Probabilmente, Saturno non avrebbe mai lasciato me e Roman in pace, se non fosse stato per uno stormo delle donne infernali che si erano avvicinati all’eroe della serata per un autografo, sognando di trasferirsi definitivamente nella sua palude.
– Sei riuscita a perdonare tutti? – chiese Roman, riportandomi al compito di ieri.
Sapevo esattamente a chi (dalla palude in cui ci eravamo incontrati) si riferiva, tuttavia, evitai di rispondere, poiche` non avevo alcuna voglia di discutere del mio Passato con Roman.
– No stiamo parlando di me adesso.
Per un attimo, pensai persino: “Perche`? Perche` non voglio parlare con Roman del Passato, che lui gia` conosce, in parte, essendone stato testimone? Forse perche` il Passato, che ci ha fatto incontrare, ci ha anche separati, impedendomi di avvicinarmi a lui? O perche` improvvisamente, solo per un attimo, ho desiderato vedere Roman nel mio Futuro? Proprio in quello che, in 36 serate – o quante ne restano? – non esiste piu`!... Basta con queste sciocchezze!” – interruppi il flusso dei pensieri audaci per non perdermi in fantasie inutili.
– Non hai detto tu ieri, – Roman mi mise improvvisamente un braccio intorno alle spalle, attirandomi a se` e sussurrando, – che ogni persona e` Insegnante e Studente allo stesso tempo? In un certo senso, tu sei certamente il Maestro per me, ma in un certo senso, forse, anche la mia Studentessa. No?
La luce elettrica torno` d’improvviso, cosi` come era andata via. Mi staccai bruscamente da Roman. Il Guardiano apparve da dietro la tenda nera e spense l’antica lanterna, tuttavia le candele sui tavoli degli ospiti continuavano ad ardere a lungo.
– Il prossimo compito e` uno dei piu` facili.
COMPITO n. 4. Il RINGRAZIAMENTO
…Ricorda almeno 50 persone che hanno influenzato il tuo destino. Possono essere non solo genitori, ma anche scrittori, non solo persone gentili, ma anche coloro che ti hanno offeso. L’importante e` che grazie a queste persone si siano verificati dei cambiamenti positivi in te e/o nella tua vita. Fai un elenco di queste persone, poi rivolgiti mentalmente a tutti e ringrazia, dal profondo del cuore, sinceramente, anche coloro che ti hanno ferito. Ti sono stati inviati dal Cielo ed esclusivamente per il bene. Tuttavia, a volte e` possibile capirlo solo molti anni dopo. O, come ha saggiamente formulato Sergey Esenin: “Non puoi vedere un faccia a faccia, le grandi cose si vedono a distanza”.
Il Guardiano mi si avvicino` e suono` il campanello con aria di sfida. La pausa era finita. Salii sul palco e annunciai il Microfono Aperto. Il Gatto si materializzo` al posto di Roman.
***
“Perche` non vuoi chiamo tu?”
“E` notte”.
“Voglio veder tu in faccia. Veder tu. Nient’ volo. Cancellato. Voglio tu... Traduzione: Voglio abbracciarti e baciarti ovunque... Vuoi?”
“Fermati, Pasha!”
“No! Voglio tu! Tant’anni vicina. Volevo tu... Vedo tu, non posso toccar tu. Mi piaci tant’tant’! Bellissima! Ma sei lontana! Non vuoi?... Si` / no?... Di’ la verita`! Di’ vuoi cosi` anche tu!”
“Sono stanca. Voglio dormire.”
“Voglio dormir con tu! Voglio tu tant’tant’! Traduzione: Ti voglio. E` sbagliato dire quello che provi? Dimmi cosa sbaglio?”
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