La Trappola. 13. I beccofrusoni
un romanzo filosofico e mistico
della serie “Il GIOCO in un’ALTRA REALTA`”,
di Alessandra Kriuchkova
13. I BECCOFRUSONI
– Raccontami di te, – chiesi al Guardiano, mentre bevevamo un caffe` in attesa della presentazione del libro del Fauno “I Beccofrusoni”.
– Perche` hai bisogno di sapere di me? – chiese il Guardiano sospettoso.
– Sono interessata, – dissi scrollando le spalle. – Voglio sapere di piu` su di te di quanto so ora. Cosa c’e` di strano?
– Non mi piace parlare di me.
– Sei introverso? Qualcuno ti ha fatto male?
Il Guardiano si rabbuio` bruscamente e fece roteare nervosamente il cucchiaino.
– Posso aiutarti in qualche modo? – gli rivolsi una delle mie domande standard.
– Si`! Smettila di chiedermelo!!! – il Guardiano balzo` in piedi e lancio` il cucchiaino contro il muro.
Indietreggiai e il Gatto apparve immediatamente tra di noi. Il Guardiano lascio` la sala. Un pensiero inaspettato mi ispiro`! Decisi di approfittare della scomparsa del Guardiano, scesi nel Semiterrato e corsi al Teatro. Cosa stavo cercando li`, nelle Segrete della Casa? La risposta alla domanda: “Cosa sta succedendo?” A me? Al Guardiano? O a tutti noi? Non lo sapevo, ma era chiaro che qualcosa si nascondesse li`.
La porta nel corridoio semiterrato, che conduceva al grande palcoscenico, era aperta. Non c’era luce, tranne una lampada da terra accesa nell’angolo destro del palcoscenico, tra le scenografie. Mi avvicinai con cautela al palcoscenico, osservando le decorazioni con timore e curiosita`. Una varieta` di cornici vuote – per ritratti o dipinti? – legate al soffitto con nastri colorati di varie lunghezze, appese in modo fantasioso, in attesa che lo spettacolo iniziasse o... continuasse.
Nell’angolo destro, dietro la lampada da terra, c’era un passaggio per il Retropalco. Entrai e trovai tre porte. Proprio come in una fiaba! Una di quelle, apparentemente socchiusa, conduceva allo spogliatoio. Le altre due porte erano chiuse a chiave.
Nello spogliatoio era buio, ma cercai a tentoni l’interruttore della luce e la luce fioca illumino` l’ambiente. Lungo tutta la stanza, a sinistra, c’era un armadio, e di fronte, a destra, c’era una parete di specchi. Aprii l’armadio, si`, la mia paura cedette il passo alla curiosita`!
C’erano degli abiti appesi alle grucce. Abiti da sera o semplicemente fuori moda? Camminai lungo le grucce – solo abiti da donna. Ma una strana sensazione (una premonizione?) mi fece guardarli piu` da vicino. E il pensiero inquietante del dettaglio comune scoperto mi fece congelare! Nonostante che solo alcuni abiti fossero strappati, tutti avevano... macchie di sangue!!!
Saltai fuori da quella stanza spaventosa e corsi indietro a capofitto. Inciampai sulla soglia del corridoio e quasi caddi, quando qualcuno mi afferro` il braccio in tempo.
– Grazie! – sussurrai.
Un uomo vestito da monaco si fermo` davanti a me.
– Ciao, Alice djan, – disse con calma.
– Ciao, chi sei?
– Un Vagabondo.
– Sei qui per la serata del Fauno?
– No, sono finito qui per caso, anche se... non piu` per caso!
– Mi hai chiamato per nome! Mi conosci?
– No, comunque spero di fare conoscenza. E` ora che tu apra la serata! Ti contattero` il prima possibile!
– Dove sei stata?! – il Guardiano mi afferro` la mano.
– Te ne sei andato cosi` all’improvviso! Ti ho cercato...
Mi voltai, ma il Vagabondo non si vedeva da nessuna parte.
***
Il Fauno era al suo meglio. Brillava di speranza per il futuro e fischiettava. Ricordai il Fauno come la creatura piu` cupa, spinta in un angolo da una vena nera di vita, quando sei mesi prima avevamo comunicato con lui via email sull’edizione del suo libro. "Davvero, tutto passa prima o poi. Per fortuna o sfortuna."
– Alice! – esclamo` il Fauno, volando verso di me durante la pausa per regalarmi i suoi “Beccofrusoni” autografato. – Questa e` la prima volta che finalmente ci incontriamo faccia a faccia, beh... cosa ne pensi di me?
– Uno sposo!!! – sorrisi.
– Il tuo??? – il Fauno ricambio` il sorriso, ma poi, lanciando un’occhiata a Roman, si inchino` e galoppo` gioioso tra la folla, sperando di trovare la sua seconda meta`.
– Ha piu` di 60? – chiese Roman per chiarire, seguendo il Fauno con lo sguardo.
– Vorrei che tutti noi saltassimo a 40 anni come fa lui a 60+, – annuii.
Finito il caffe`, continuai a parlare mentalmente con Roman: “Pensi che il Guardiano sia in grado di leggerci nel pensiero?”
“Chiamalo!”
“GUARDIANO!” – gridai mentalmente, guardando dritto al Guardiano, che ci osservava dal fondo del corridoio, ma lui non si mosse nemmeno.
“Digli qualcosa a cui dovrebbe rispondere istintivamente”.
“HO SVELATO IL TUO SEGRETO!”
“Non ti sente, – affermo` Roman. – Beh, quali delle tue paure hai deciso di confessarmi oggi se non vuoi parlare ad alta voce?”
No, no... Raccontai a Roman della mia visita al Semiterrato.
“E` spaventoso solo immaginare cosa si possa trovare in quelle due stanze, accanto allo spogliatoio!”
“Dopotutto, un’ottima ragione per combattere le tue paure, Alice!”
“E se il Guardiano e`...”
“Assassino? – ipotizzo` Roman logicamente. – Forse lo e`, ma tra 27 serate, o quante mancano, non pensi piu` di andare direttamente nell’Aldila`? Preferisci restare qui piu` a lungo per giocare a Sherlock Holmes e Dr. Watson? Hai gia` cambiato idea?”
“E` il MIO assassino!” – riassunsi all’improvviso e mi rabbrividii.
“Se hai deciso di partire per l’Altro Mondo, che importanza ha? – Roman sorrise, ma senti` subito che mi ero offesa e mi prese la mano. – Beh, calmati, calmati... Mi nominerai Mago e troveremo una soluzione. Fino alla quarantesima serata, e` improbabile che il Guardiano ti tocchi. Ma ti consiglio di passare rapidamente alle missioni globali, altrimenti, il diavolo puo` scherzare in qualsiasi modo, il Guardiano potrebbe superarci.”
– Per diventare un Mago, – dissi ad alta voce, – intendo uno che crea la propria realta`, prima devi raggiungere il “punto zero”, liberandoti dalla negativita`, dai debiti e dalla palude del passato, poi riempirti di Luce, elevandoti al “piu`” e solo dopo...
Il familiare trillo risuono` nella sala.
“Il Guardiano suona non appena iniziamo a parlare ad alta voce?”
– Non perdere tempo, Alice!
COMPITO n. 13. ASCOLTARE per UDIRE
...Il Mago sa ascoltare e udire simultaneamente. Il compito nella prima fase e` far parlare l’interlocutore invece di raccontargli di se` o rispondere alle sue domande. Quando il tuo interlocutore comincia a parlare, non limitarti ad ascoltare, ma udilo davvero. Devi imparare a mostrare interesse per l’interlocutore, mettendo il tuo Se` in secondo posto durante la conversazione, riconoscendo che il Se` di un’altra persona non e` meno importante per Dio del tuo; cosi` come imparare a leggere gesti, sguardi, posture, sospiri... con il cuore... Praticando questo compito ogni giorno in qualsiasi conversazione con qualsiasi persona, molto presto ti renderai conto di leggere le anime come libri aperti, anche quando l’interlocutore rimane in silenzio. Tali abilita` ti permettono non solo di ottenere informazioni, ma anche di risparmiare molto tempo, che e` la cosa piu` preziosa che possiede il Mago.
***
Pasha non mi scrisse ne` telefono` piu`. Ero felice, perche` significava che Dio aveva udito le mie preghiere e aveva affidato la cura di Pasha ai suoi servitori.
“Che Dio ti salvi!” – augurai mentalmente a Pasha e mi rifugiai tra le braccia di Morfeo, ma al confine tra sogno e realta`, mi resi conto all’improvviso di non ricordare affatto come io fossi tornata a casa dalla Casa-Museo quella notte.
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