La Trappola. 17. Le lettere di neve

La TRAPPOLA per una FORMA-PENSIERO
un romanzo filosofico e mistico
della serie “Il GIOCO in un’ALTRA REALTA`”,
di Alessandra Kriuchkova

17. Le LETTERE di NEVE

Tutto si ripete`: dopo aver appeso la mia pelliccia, il Guardiano mi prese per mano e mi condusse alla caffetteria.

– “Le Lettere di Neve” da presentare oggi, – borbotto`, mentre preparava il caffe`, – chi e` l’autore?

– Aladino con la lampada magica, – sorrisi.

– Aladino e la neve sono compatibili?

– Immagina, si`. Anche lui non ha avuto un’infanzia, come me.

Il Guardiano sospiro` profondamente e aggrotto` la fronte, ma non disse nulla, come se non avesse sentito le mie parole.

– Viene da un orfanotrofio, – continuai. – Sognava di diventare uno scrittore famoso e realizzo` il suo sogno. Da bambino, appassionato di film indiani, scrisse una lettera all’attore piu` famoso di Bombay. Tutti risero del ragazzo: tieni le tasche ben aperte! Tuttavia, l’attore gli rispose. Il ragazzo credette che i miracoli potessero accadere. Comincio` a scrivere fiabe per adulti e bambini. A piu` di 75 anni ha vinto molti concorsi, e se lo merita.

– Non credo ne` ai miracoli ne` alle fiabe, – abbaio` il Guardiano in modo sgarbato e quasi getto` la tazza sul tavolo. – Dove sono, i miracoli, Alice?? Dove sono le fiabe? Dov’e` l’Amore??? IL TUO AMORE, dov’e`???

Vidi di nuovo la follia nei suoi occhi. Volevo aiutare il Guardiano in qualche modo, rassicurarlo che la vita non era finita e che tutto era ancora davanti a lui, ma nemmeno il mago piu` potente sarebbe mai stato in grado di aiutare qualcuno contro la sua volonta`...

***

“Com’e` andato il tuo incontro con la Strega nella Bufera di Neve?” – mi chiese Roman, finendo il suo caffe`.

Raccontai l’accaduto e aggiunsi: “Stasera, non dirmi che sono pazza, ho deciso di trovare quella chiesa e di rotolarmi sulla neve!”

“Al posto tuo, chiederei al Re di Spade di farti compagnia...”

Guardai Roman con una tale tristezza che non ebbe nemmeno bisogno dei miei pensieri.

“Scusa, non intendevo...” – mi abbraccio` e, come al solito, mi bacio` il terzo occhio.

Appoggiai la testa sulla sua spalla. Volevo fermare il tempo e tacere. Non pensare piu` a niente. Mai piu`. Ma... era imbarazzante per me anche tacere! Avevo paura che un altro secondo, e Roman mi avrebbe spinta nell’Abisso della nostra NON-esistenza... Quindi, attivai il flusso di Coscienza fermato.

“A quanto pare, mi sono dimenticata di raccontarti del Vagabondo!”

Roman mi ascolto` pazientemente sia riguardo al Vagabondo che a Pasha, e mi accarezzo` persino la schiena, quasi come la mamma. Ma non ebbe il tempo – o voglia? – di dirmi qualcosa, perche`... il campanello del Guardiano suono` di nuovo.


COMPITO n. 17. SCRIVERE una FAVOLA

Scrivi una favola su un oggetto inanimato qualsiasi – un libro, una penna, una scrivania o una tazza di caffe` – l’oggetto non e` importante. E` importante animarlo, come fa il vero Creatore, e poi sentirne i suoi problemi e i dolori, i desideri, i sogni e le speranze, e guidare il tuo personaggio principale attraverso le spine fino alle stelle – verso un lieto fine. Non dimenticare che stai scrivendo una favola, quindi i modi per superare gli ostacoli possono essere assolutamente incredibili. Tutto e` possibile in una favola: bacchette magiche, tappeti volanti, stivali veloci, cappelli dell’invisibilita`, tovaglie autoassemblate che appaiono al momento giusto. Il Mago puo` creare un numero infinito di accessori magici o utilizzare quelli gia` esistenti, fornire facilmente superpoteri ai personaggi e indirizzare la trama verso una direzione felice al momento giusto...


Il Re di Spade acconsenti` gentilmente ad aiutarmi a trovare la chiesa nella foresta. Mi aggrappai alla sua mano e la Bufera di Neve ci travolse nella notte attraverso la citta`, mentre invocavo mentalmente tutte le Forze Superiori affinche` mi guidassero alla chiesa per la via piu` breve. Presto ci trovammo alla periferia della citta` e mi lasciai andare, ascoltando il mio cuore, vagavo, sempre tenendo per mano il Re di Spade, attraverso la stessa Bufera di Neve, ma gia` al suono delle campane che si udiva sempre piu` forte nel Silenzio assoluto. Tuttavia, il mio compagno non le senti` affatto.

Ed eccolo – un miracolo! – raggiungemmo il campanile ai margini della foresta.

– Chiesa!!! Guarda!!! Si`!!! Eccola!!! Vedi il campanile?! Le sue campane suonavano davvero!!! Mi hanno chiamato!! Mi hanno portato qui!!! La chiesa esiste davvero! Allora, anche noi esistiamo!

Il Re di Spade mi guardo` tristemente e disse a bassa voce:

– Mi dispiace, Alice, ma non vedo nessuna chiesa qui.

Gli lasciai la mano e, con infinita gioia nel cuore, mi tuffai nella neve!!!


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