La Trappola. 36. I viaggi dell ottimista
un romanzo filosofico e mistico
della serie “Il GIOCO in un’ALTRA REALTA`”,
di Alessandra Kriuchkova
36. I VIAGGI DELL'OTTIMISTA
– Ti ho comprato l’abito, – disse gentilmente il Guardiano, togliendomi la pelliccia.
– Grazie!
– Andiamo a dargli un’occhiata, sarai la vera Regina!
Seguii il Guardiano nel Semiterrato. Entrammo nella sua stanza dietro le quinte.
Lanciai un’occhiata al tavolo. Il suo diario era sulla destra, ed era chiuso, ma il Guardiano mi spinse gentilmente verso il letto, dove l’abito giaceva regalmente. Si`, quello che avevo scelto. Con le etichette.
“Tuttavia, come ha detto correttamente Roman, ognuno vede cio` che e` pronto / si aspetta di vedere. E l’abito non e` una prova che non siamo fantasmi,” – pensai e sospirai.
– Grazie, Guardiano! Andiamo alla presentazione dell’Ottimista! – dissi e andai al tavolo per guardare di nuovo il suo quaderno. – Il tuo diario?
Il Guardiano afferro` immediatamente il quaderno e lo mise nello scaffale.
– No, sto solo lavorando...
– Beh, si`, hai detto, lo scenario?
– Si`, potresti dirlo anche cosi`, – il Guardiano mi abbraccio` e sussurro`: – Vivrai per sempre, Alice, qui con me, felice e a lungo, come in una favola, e...
– E moriremo lo stesso giorno, vero? – risi d’improvviso. – Ma chi mi hai detto, che viviamo per sempre?
Il Guardiano si fece piu` scuro all’istante e mi scaravento` contro la porta, come una bambola.
***
Quella sera c’era la presentazione di “I Viaggi dell'Ottimista”, una raccolta di storie scritte dall’Uccello Fenice. Nonostante che avesse innumerevoli anni, continuava a condurre una vita attiva e a volare in giro per il mondo.
“Peccato che al Professore, durante la sua lezione sui Non Morti, non sia stato chiesto se gli Uccelli Fenici vivono davvero per sempre,” – pensai.
“Ognuno di noi e` un Uccello Fenice, Alice!” – esclamo` Roman mentalmente, apparendo nella sala.
Durante la pausa, rifiutai il caffe`, ma lo preparai per Roman.
“Probabilmente, anche una serata senza caffe` e` un’eccezione alle regole. Dopotutto, oggi non abbiamo bevuto caffe` con il Guardiano, mi ha portato direttamente al Semiterrato.”
“Al Retropalco?” – chiese Roman.
“Si`. L’abito, ha comprato quello che avevo scelto io. Ora e` nella sua stanza. Con le etichette. Comunque, e` tutto vano. Tutto per niente...”
“D’accordo, perche`...”
“Perche` oggi, – ricordai e sorrisi, – il Vagabondo ha promesso di spedirmi alcuni miracoli babilonesi!”
“Ricevuti?!”
“Non ancora! Comunque, sai, il diario del Guardiano mi perseguita. Ho provato a leggerlo oggi, ma il Guardiano ha preso il quaderno e l’ha subito nascosto nello scaffale. Voglio tornare qui di notte, nel mio corpo astrale. Spero che il Guardiano prenda il diario e scriva qualcosa. Forse le sue parole...”
“La tua Coscienza si sottrae costantemente al compito principale, Alice. Mancano 3 serate e il Ballo, la stessa quarantesima sera, in cui attraverserai il Portale verso la tua nuova e sicuramente Felice Realta`. Devi concentrarti il piu` possibile su questo, invece di dedicarti agli enigmi del Guardiano! Ti fa paura pensare a cosa succede dopo? Stai cercando in ogni modo possibile di distrarti dai pensieri pericolosi, e il tuo Subconscio e` ansioso di inventare trucchetti.”
“Hai ragione,” – gli appoggiai la testa sulla spalla.
(“...Ho paura di perderti e forse del Vuoto, dove non c’e` niente e nessuno, nemmeno la Bufera di Neve, di cui sono gia` stufa...”)
“Alice, andra` tutto bene! Credi in te stessa e fidati di me.”
“Forse non esisti, sto parlando mentalmente con me stessa...”
“Forse non esistiamo tutti,” – sorrise Roman.
“Ecco! – esclamai dal pensiero improvviso. – Il Tempo! Ecco cosa che non va!”
“Spiegami la tua idea!”
“Il Vagabondo ha detto che il Tempo e` una delle coordinate del nostro Spazio. Se impostiamo la coordinata esatta del Tempo, quando ci muoviamo nello Spazio, arriveremo ovunque in qualsiasi momento.”
“E...?”
“Beh, come non riesci a capire! La Bufera di Neve sta sempre girando, sempre in cerchio! Vivremo per sempre, mentre la Bufera di Neve sta girando! Il tempo e` stato fermato qui dalla Bufera di Neve! Non c’e` la Morte in questo segmento di coordinate lungo l’asse del Tempo! O meglio, fino al momento, in cui entro nel Portale!”
“E allora...?” – aggiunse Roman tristemente per qualche motivo, ma non ebbi il tempo di sviluppare la mia idea.
Il familiare trillo mi riporto` alla realta`.
– Non ci sono ancora paure nel menu? – sorrise Roman.
– Abbiamo ancora altre 3 serate e... il Ballo!
COMPITO n. 36. Il PIANO per un MESE
…Prendi il tuo piano per 6 mesi e immagina che ti resti solo un mese nella nostra Realta`. Riscrivi il piano, lasciando dentro le cose piu` importanti che vuoi fare qui prima del passaggio all’Altra Realta`, in modo da non pentirti di nulla in seguito…
***
Addormentata verso le due e mezza, mi diressi subito al Semiterrato. Avvicinandomi alla stanza del Guardiano, pensavo al Tempo e alla Bufera di Neve.
Una dolce ninna nanna risuonava nella stanza della Bambola e si sentivano passi attutiti. La porta della stanza del Guardiano era socchiusa, dunque, guardai dentro e non trovai il quaderno sul tavolo.
“Che peccato!”
Provai ad aprire la porta dello scaffale, ma – ovviamente! – non ci riuscii, perche` ero arrivata li` senza il mio corpo fisico.
“Dove sono le tue meraviglie babilonesi, Vagabondo?” – mi chiesi tristemente e tornai indietro. Alla porta nella Bufera di Neve improvvisamente sentii un’esclamazione salvante:
– Miao!
“Buonanotte, Signor Gatto! – gli dissi mentalmente. – Sai, durante la costruzione della Torre di Babele, tutti gli umani comunicavano nel linguaggio del pensiero. Credo che fosse facile comunicare con gli animali allora, giusto? Mentre adesso...”
“Ognuno comunica come e` pronto di / si aspetta / vuole / si e` abituato a comunicare, Alice,” – sentii in risposta.
“Signor Gatto!!! Sai parlare!!!” – esclamai felice e lo accarezzai delicatamente.
“Oh, Alice, e` solo perche` pensi di essere in un sogno e quindi sei pronta ad ascoltarmi.”
“Senti, cosa sta succedendo qui? Puoi spiegarmi? Mi restano solo 3 serate e...”
“Dipende da come si conta,” – il Gatto si sedette alla porta nella Bufera di Neve e mi lancio` un’occhiata significativa.
“C’e` qualcosa che non va con il Tempo in questa Casa?” – supposi.
“Ognuno ha il suo rapporto con il Tempo, ovviamente,” – rispose il Gatto evasivamente.
“La Morte vive nel Portale che usavi per viaggiare per i mondi?”
“Non esiste la Morte, lo sanno tutti i maghi!”
“D’accordo, mi dispiace... Ma come posso formulare correttamente la domanda?!”
“Se formuli la domanda correttamente, otterrai immediatamente la risposta senza il mio aiuto!”
“Sei un filosofo, vero?” – sorrisi, continuando a dibattermi nel caos dei pensieri per atterrare sul solido terreno della mente, rendendomi conto allo stesso tempo, che a causa di un lavoro cosi` convulso, la mia Coscienza stava per svegliarsi, avvertendo degli errori nella Matrice, e mi sarei ritrovata a casa. Oh, era cosi` difficile pensare correttamente in un sogno! Tuttavia, chiesi di nuovo al Gatto:
“Il Guardiano e` pazzo? Mi uccidera`?”
“Tutti sono pazzi a modo loro, soprattutto i Creatori, come gli scrittori: praticano la vera magia, la magia della Parola. I piu` talentuosi sono i piu` pazzi. Ma continui a dimenticare che la Morte non esiste! Chi puo` ucciderti?”
“Quella Bambola nella sua stanza segreta... sono io?”
“Quella Bambola e` nella sua stanza segreta, e tu sei qui... O non sei tu?”
“Esisti davvero?”
“Proprio come te, Alice…”
I confini si stavano spostando. Capii che la mia Coscienza stava per buttarmi fuori dal sogno.
“Vuoi un consiglio? – il Gatto improvvisamente ebbe pieta` di me, e annuii, lottando per aggrapparmi alla porta. – VAI VIA…”
Non sentii cosa mi disse dopo, se mai qualcosa, perche` mi svegliai all’istante nel mio letto…
Non avevo la forza di tornare indietro, e la mia coscienza non mi permetteva di disturbare il Vagabondo a quell’ora.
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