Àngelo Custode. Prefàziîne in Italiànî
ALESSANDRA KRIUCHKOVA e` Scrittrice Onorata dell’Unione degli Scrittori della Russia, vincitrice di premi nazionali: “Eredita`”, “Libro dell’Anno”, M. Bulgakov, F. Dostoevsky, ecc. Beneficiario dello stipendio statale nella categoria “Personalita` di spicco nel campo della cultura e dell’arte della Russia”. L’ospite della TV: “Cultura”, “Mosca di Sera”, “Mondo Russo”, “Doverie”, “Artista”, “Dialogo”. L’autore del famoso “Il Libro della Conoscenza”. Candidata al Premio Nobel per la Letteratura.
***PREMI del LIBRO:****
“L’Olimpo Letterario” 2014
la Lega degli Scrittori dell’Eurasia
“L’Angelo d’Argento” di F. Sagan 2015
il Club Letterario Aperto “Risposta”
“Le Ali del XXI secolo” di O. Wilde 2021
il Dipartimento di Mosca dell’Unione degli Scrittori della Russia
& NP “Repubblica Letteraria”
****SUL LIBRO*****
*****T. Trubnikova: “Gli ANGELI CUSTODI ESISTONO DAVVERO!”*****
“Angelo Custode” di Alessandra Kriuchkova, che ha vinto dei premi: “Le Ali del XXI secolo” di Oscar Wilde (Dipartimento di Mosca dell’Unione degli Scrittori della Russia, Repubblica letteraria, 2021), “Angelo d’argento” di Francoise Sagan (Club Letterario Aperto “Risposta”, 2015) e “Olimpo letterario” (Lega degli Scrittori dell’Eurasia, 2014), e` un romanzo-rivelazione molto insolito, incredibilmente profondo e franco, basato su eventi reali.
Fin dalle prime righe si pensa a Paulo Coelho e Bernard Werber, ma proseguendo nella lettura, si viene in mente Carlos Castaneda e gli hacker dei sogni, e in qualche modo, Gabriel Garcia Marquez e Vadim Zeland. I fatti reali del destino unico della scrittrice sono cosi` strettamente interconnessi e armoniosamente intrecciati con un’Altra Realta` e i Mondi della Nebbia e dei Sogni, cosi` come i loro rappresentanti, angeli custodi e fantasmi, che i confini spazio-temporali vengono cancellati completamente e irrevocabilmente, e tutti gli eventi sono percepiti dal lettore come un insieme indivisibile – l’unico possibile e veramente reale.
Nella trama non lineare e non banale – che parla d’Amore, ovviamente! – con intrecci temporali e viaggi vertiginosi, simili a montagne, nello Spazio delle Opzioni, poiche` il Futuro non e` predeterminato e quindi puo` essere riscritto, risuona la musica dei ritornelli – incontri, sentimenti, visioni e sogni si ripetono, ricreando la spirale dell’esistenza e cullando la mente, creando increspature nell’acqua. Ma una trama ingannevole con un tocco da giallo tiene davvero i lettori col fiato sospeso fino alla fine, e tutte le loro versioni si dissolvono una dopo altra che si avvicinano al culmine, e sembra impossibile collegare i diversi anelli in un’unica catena d’eventi, che conduce la protagonista Alice alla propria morte a Venezia, il puzzle non si ricompone! Ma… “sembra solo cosi`”!
Venezia, una citta` mistica, un viaggio in cui, secondo la leggenda italiana, con una persona cara minaccia la separazione eterna, appare nel romanzo come una sinistra citta` nera in lutto per fantasmi. La descrizione della Luna di cartone nel cielo e del suo riflesso di cartone nell’acqua di cartone (!) fa una forte impressione – come un tuffo nella follia nel momento, in cui provi tu stesso i sentimenti del protagonista e realizzi il cambiamento di sfaccettature nella tua propria testa.
Tuttavia, nonostante il dramma degli eventi, la scrittrice e` riuscita a descrivere il lato oscuro della sua vita con relativa facilita` e in alcuni momenti persino ironicamente, a guardarsi dall’esterno – attraverso gli occhi del suo Angelo Custode, scherzando su se stessa, cosa tipica di una persona saggia e brillante, che ha attraversato fuoco, acqua e tubi di rame, ma non amareggiata dal mondo.
“Ognuno ha il suo Diavolo”, ma la cosa peggiore e` perdere Se` stesso. Vagando nel Mondo della Nebbia, Alice deve visitare la Biblioteca dell’Universo, raggiungere le pagine giuste nelle Tavole Astrali, entrare nella Casa della Vita e trovare la ragione per cio` che sta accadendo nel Labirinto del Subconscio per riscrivere lo scenario.
A differenza di altri romanzi di A. Kriuchkova, “Angelo Custode” e` scritto in russo nello spirito della sceneggiatura – al Presente, forse come un sottile suggerimento al lettore sull’importanza di vivere qui e ora piuttosto che soffermarsi sul Passato e sul Futuro. La prosa include anche poesie di Alessandra, da deliziose illustrazioni, brillanti lampi d’accenti, come i papaveri rossi sull’abito bianco della protagonista, vincitrice del concorso “Il Re dei Poeti” (organizzato dall’Unione degli Scrittori della Russia nel 2013) e del premio nazionale “Eredita`” (organizzato dalla Casa Imperiale Russa nel 2014).
Anche il posizionamento di Alice come poetessa e` curiosa. Facendo riferimento ai tre maestri della poesia dell’Epoca d’Argento – A. Blok, M. Tsvetaeva e A. Achmatova – abitanti della Biblioteca dell’Universo e personaggi del romanzo, Alice non si paragona a loro, ma chiede aiuto e lo riceve in situazioni critiche. Cosi`, si reca da Marina Tsvetaeva a Elabuga prima di un intervento chirurgico, e prima dell’incidente d’auto, accaduto proprio il giorno del compleanno di Anna Akhmatova, rilegge una raccolta di poesie di Alexander Blok, il libro preferito della scrittrice nella sua infanzia.
Come diceva Sergey Yesenin, nulla di valido si puo` ottenere senza un messaggio alla Morte, e aveva ragione! Alice non ha paura di guardare negli occhi la propria Morte, anzi, la guarda persino attraverso, non solo credendo nell’esistenza postuma, ma esplorandola in stati critici. Allo stesso tempo, Alice ha una paura angosciante della... vita! – Si`, eccolo li`, il suo Uomo in Nero, conosciuto da Yesenin, Pushkin e Mozart. Cosi`, la misteriosa morte della protagonista a Venezia appare sotto una luce completamente diversa: non e` l’Uomo in Nero a uccidere Alice, ma la sua stessa paura del Futuro, poiche` esso puo` causare dolore.
E qui la frase “noi tutti proveniamo dall’infanzia” viene confermata al 100% dalla scrittrice: alla ricerca della forza per superare la paura del Futuro, l’anima di Alice adulta ritorna innanzitutto al suo tragico Passato, rivivendone i frammenti piu` drammatici e rivolgendosi ad Alice bambina, per trovare sostegno in un momento difficile. E questo tuffo a capofitto nel fondo dell’oceano del Subconscio, tra i ricordi della casa bruciata e dei genitori prematuramente morti, tra i dialoghi con la madre nella realta` e nei sogni, e` spaventoso e struggente, toccante fino alle lacrime.
All’inizio del romanzo, sentiamo chiaramente le voci degli invisibili angeli custodi delle persone – gli angeli che si accordano tra di loro per aiutare i loro protetti a compiere il passo giusto in una direzione o nell’altra.
Tuttavia, capitolo dopo capitolo, la loro voce diventa sempre piu` bassa, cedendo il passo alla forza dello Spirito umano. Ed infine, sullo sfondo d’eventi emozionanti, ordinari e del tutto incredibili, appare il personaggio piu` importante, ovvero l’Amore Divino, che raggiunge il suo culmine nel finale: all’ultimo secondo di un terribile incidente d’auto, ad Alice viene data la possibilita` di scegliere... Ma vale la pena tornare dall’Aldila` per diventare l’angelo custode dell’uomo che l’ha tradita e per il quale desiderava morire in quell’incidente?
Come tutti i romanzi di A. Kriuchkova, “Angelo Custode” meriterebbe un adattamento cinematografico di lusso! Ebbene, il seguito della storia e` in arrivo! “La Confessione di un Fantasma”, un nuovo romanzo filosofico-mistico della serie “Il Gioco in un’Altra Realta”, ha gia` vinto i premi “Creatore dei Mondi” di D.L. Andreev (Clup Letterario Aperto “Risposta”, 2019) e “La vita soffoca senza scopo” di F. M. Dostoevsky (Unione degli Scrittori della Russia, 2021). Mi unisco sinceramente alle congratulazioni alla scrittrice e non vedo l’ora di leggere i suoi prossimi romanzi!
Tatiana TRUBNIKOVA,
scrittrice e sceneggiatrice,
membro dell’Unione degli Scrittori della Russia
Giornale “Notizie letterarie” / “Literaturnie izvestia” n. 11–12 (197–198), novembre-dicembre 2021
http://litiz.ru/archive/litiz_2021_11-12(197-198).pdf
https://reading-hall.ru/contents.php?id=2864
https://reading-hall.ru/publication.php?id=30038
*****B. MIKHIN, “ANGELI e STELLE: M. Tzvetaeva, E. Rein e A. Kriuchkova”*****
Il romanzo “Angelo Custode” di Alessandra Kriuchkova e` un’opera sfaccettata in cui ognuno trovera` qualcosa di diverso. Per me, personalmente, non e` solo un romanzo insolito sulla ricerca dell’amore terrestre e le passioni di un triangolo amoroso con un tocco investigativo, una calligrafia astrologica e un’affascinante autoironia della scrittrice. A proposito, come ha osservato Peter Guldedava, scrittore onorato dell’Unione degli Scrittori della Russia, in una recensione (qui cito la prefazione alla precedente edizione del romanzo in “RIPOL Classic”, 2015),
“Per i miei gusti, c’e` troppo poco di terrestre. Esaltando l’immagine idealizzata dell’amato semi-fantasma, la protagonista sembra sottolineare la propria inaccessibilita`, mentre il lettore medio aspira a cio` che e` accessibile.”
Anche la scrittrice e pubblicista ortodossa Inna Butorina ha lasciato un retrogusto celestiale dopo aver letto il romanzo:
“Un vero diario di un angelo! Una rarita` esclusiva, un gioiello fragile. Un soffio di pura acqua di sorgente per ogni viandante stanco dalla vita. Un libro che ricorderete per sempre...”.
“Angelo Custode” per me non e` tanto un affascinante e illuminante “Gioco in un’Altra Realta`” (come suggerisce il titolo della serie), grazie al quale il lettore penetra certamente nelle Sfere Sottili, compresi i mondi degli angeli, dei fantasmi e dei sogni, per superare le proprie paure e i propri complessi e riscrivere un Futuro a opzioni multiple, cosa che e` giustamente ammirata da Irina Legiava, scrittrice di fantascienza:
“Tuttavia, una trama tutt’altro che banale! Oltre al triangolo d’amore, c’e` l’abisso del Subconscio, il Mondo dei Sogni, la Valle della Nebbia, le infinite sale della Biblioteca dell’Universo, le pagine delle Tavole Astrali, il fruscio delle ali degli angeli custodi ironici e l’Anima cosmica della scrittrice, la cui missione sulla Terra e` portare la Luce alla gente!”
Per me, “Angelo Custode” di A. Kriuchkova e`, da un lato, uno splendido romanzo su una donna dallo spirito forte (ovviamente non la dama di ferro), che si bilancia, come un’artista del circo, su un filo sottilissimo, teso sull’abisso del Non-essere, danzando con la Morte. La Morte o si ritira, facendo un passo indietro, o si avventa su Alice, soffocandola nel suo abbraccio appassionato. Questo romanzo parla della lotta con la Morte nelle sue diverse forme, non di una persona in particolare, ma della Vita stessa.
Quasi la stessa cosa e` stata detta dalla scrittrice Elena Gramenitskaya:
“La forza dell’Amore della protagonista, ipnotizzata dalla Morte, ma follemente desiderosa di vivere, e` capace di distruggere e far rivivere mondi, crea un potente vortice che toglie il fiato! Ho perso la mia fermata della metropolitana, leggendo il romanzo, completamente immersa in un’Altra Realta`.”
E per me, leggere i libri di Kriuchkova e` come meditare. Sia la poesia che la prosa di Alessandra – non meno poetiche! – possiedono un inspiegabile effetto magico, come notato nelle recensioni di Elena Tallenika (“L’Isola di Caronte”), di Konstantin Bely (“La Trappola per una forma-pensiero”), di Peter Guldedava (“Il gatto della Luna” e “Angelo custode”). Questa magia, in modo discreto ma persistente e potente, influenza il lettore, spingendolo a riflettere non solo sulle cose terrene, mentre ogni romanzo di Kriuchkova e` una scoperta, un chiaro anticonformismo, una rottura degli schemi, un enigma, un fuori standard, qualcosa d’insolito.
Concordo con Vadim Shiltzyn, scrittore e critico:
“La prosa di Kriuchkova e` unica come un’impronta digitale. Una rara combinazione di talento di scrittura e conoscenza segreta. Il modo piu` semplice per descriverla e` paragonare il suo “Angelo Custode” a Bernard Werber e Paulo Coelho, ma Kriuchkova ha una percezione cosi` vivida di questo mondo che le opere di Werber e Coelho non possono nemmeno competere con la sua “Altra Realta`”. “Angelo Custode” e` una lettura affascinante e una sceneggiatura eccellente per un film straordinario che potrebbe vincere al Festival del Cinema di Venezia!”
D’altro lato, “Angelo Custode” rappresenta uno spaccato di un intero decennio, della nostra storia letteraria con i nomi di spicco dell’epoca, che emerge davanti agli occhi del lettore, poiche` Alessandra descrive eventi reali accaduti negli ambienti letterari dell’inizio del XXI secolo. Il lettore partecipa al falo` di Tsvetaeva a Elabuga, si aggira tra le mostre del libro a Parigi e Londra, frequenta i seminari di Eugeny Rein e Victor Erofeev alla Scuola dei Laureati di Booker a Milano, si reca a Venezia per visitare la tomba di Joseph Brodsky, visita il 3° Festivale Internazionale di Poesia in Ungheria, si presenta ai preparativi e alla finale del concorso “Il Re dei Poeti” alla Casa Centrale degli Scrittori di Mosca, vince il premio “Eredita`” imperiale e pianifica un viaggio al festivale “Amo questo mondo!” in Bulgaria. A mio parere, e` interessante perche`, innanzitutto, questi eventi non sono ordinari, ma significativi per il loro tempo, e in secondo luogo, la scrittrice vi e` stata direttamente coinvolta, offrendo cosi` al lettore l’opportunita` di immergersi nel vero ambiente letterario e di entrare in contatto con le personalita` di spicco, il che e` molto piu` piacevole che leggere aride informazioni tratte da opere enciclopediche.
E la scrittrice? Qual’e` il suo ruolo negli eventi descritti?
Dal 2001 Alessandra Kriuchkova partecipa attivamente agli eventi letterari a Mosca e San Pietroburgo, e la sua prima esibizione all’estero si e` tenuta l’11 aprile 2010 su invito della societa` “Carte Blanche” della Repubblica Ceca, con il pianista Philippe Subbotin, direttore della scuola di musica “Gradus ad Parnassum” presso il Centro Russo per la Scienza e la Cultura di Praga (Repubblica Ceca). Si e` trattato di un concerto musicale e poetico di tre ore presso la Chiesa di Santa Maria a Praga (Kostel Panny Marie Snezne), trasmesso in diretta dalla televisione russa di Praga.
Nel settembre 2011, grazie all’Unione degli Scrittori del XXI secolo e al suo presidente Evgeny Stepanov, Alessandra Kriuchkova ha rappresentato la Russia al 3° Festivale Internazionale di Poesia in Ungheria, organizzato col supporto della fondazione culturale e creativa internazionale E.O.S., diretta dal poeta e traduttore Aron Gaal. Dopo le esibizioni a Budapest, Szentendre e Isaseg, e` stata proclamata vincitrice del Festivale e il suo libro, tradotto in ungherese, e` stato pubblicato gratuitamente a Budapest. Il suo nome e` stato inciso su una lapide commemorativa nel Parco delle Stelle, la Valle di Fama. Le e` stato conferito la medaglia di G.R. Derzhavin dall’Unione degli Scrittori della Russia. Dopo la pubblicazione del suo libro “Ez a – Szerelem!” (“Questo e` amore!”), una raccolta di poesie tradotte in ungherese da A. Gaal, Alessandra ha ricevuto il premio internazionale ungherese “Nuove Pleiadi” 2012 per i suoi meriti in campo letterario.
Successivamente, A. Kriuchkova, in qualita` di poetessa e scrittrice, ha rappresentato la Russia come parte della delegazione dell’Unione degli Scrittori della Russi alla fiera dei libri a Parigi (2012), dove, proprio come nel romanzo, ha parlato con il Ministro della Cultura francese. In seguito, e` stata relatrice al convegno “La Nuova Rivoluzione Russa nella Letteratura”, organizzato dalla casa editrice italiana “Edizioni Spirali” a Milano (2012); ha tenuto seminario al Festivale Letterario a Varna (Bulgaria) e ha letto poesie nell’Unione degli Scrittori Bulgari, dove ha incontrato la leggendaria poetessa e traduttrice bulgara Elka Nyagolova, che aveva tradotto le poesie di Kriuchkova in bulgaro. Alessandra si e` esibita alla fiera dei libri a Londra (2013) e ha guidato un tour letterario in Italia (2014) come capo della delegazione di scrittori e poeti russi. E` stata l’iniziatrice dei progetti internazionali del Dipartimento di Mosca dell’Unione degli Scrittori della Russia, tra cui: “Russia-Repubblica Ceca”, “Russia-Germania”, “Russia-Ungheria”, “Russia-Spagna”, “Russia-Italia” e “Russia-Grecia”. Ciascuna delle sue performance all’estero e dei suoi progetti internazionali e` stata premiata con un diploma dal Dipartimento di Mosca dell’Unione degli Scrittori della Russia, e le sue opere sono state parzialmente tradotte in inglese, tedesco, italiano, bulgaro e ungherese. Il libro “Senza maschera”, citato nel romanzo, e` stato infatti pubblicato in Germania dalla casa editrice “Stella-Verlag”.
Alessandra Kriuchkova ha vinto tre volte il premio “Olimpo letterario” della Lega degli Scrittori dell’Eurasia nella categoria prosa, incluso il romanzo “Angelo custode” (2014), ma un ruolo speciale nel suo percorso creativo e` stato svolto dai poeti Evgeny Rein e Marina Tsvetaeva. Non e` un caso che nei ringraziamenti lei citi per primo E. Rein. Il romanzo e` dedicato anche ad Anna Akhmatova e Alexander Blok. Allo stesso tempo, E. Rein e` un personaggio reale del romanzo, mentre Tsvetaeva, Akhmatova e Blok aiutano la protagonista dall’Aldila`, incontrandola nella Biblioteca dell’Universo.
Alessandra ha incontrato E. Rein tre volte, sia nella vita che nel romanzo. Nel marzo 2012, ha frequentato il suo seminario di poesia presso la Scuola dei Laureati di Booker a Milano, di cui e` stata dichiarata la vincitrice (ha ricevuto un diploma, la medaglia di S.A. Yesenin “Autunno d’Oro” e la pubblicazione del libro delle sue poesie da parte dell’Unione degli Scrittori della Russia). Insieme al gruppo di seminaristi, si e` recata a Venezia per visitare i luoghi legati a Joseph Brodsky. Nell’autunno 2012, Alessandra si e` esibita sul canale televisivo “Cultura” (nel programma “Ad alta voce. Poesie su se stessi. Come elevarsi sopra la graphomania?”), con Alexander Kushner ed Evgeny Rein in giuria. Kriuchkova e` stata annunciata vincitrice del programma. Nell’aprile 2013, ha frequentato un altro corso di poesia di E. Rein presso l’Unione degli Scrittori della Russia ed ha ricevuto un diploma.
Nel 2009, la casa editrice “RIPOL Classic” ha pubblicato una raccolta delle sue poesie col titolo provocatorio “Marina. Anna. Alessandra”, il libro citato ripetutamente nel romanzo e presentato insieme al libro “Un grido senza risposta” al giudizio di E. Rein. Sembrerebbe logico supporre che il legame tra Rein e Kriuchkova sia Anna Akhmatova (Rein conosceva bene Akhmatova ed e` tradizionalmente considerato, insieme a Brodsky, un suo allievo), e nel romanzo (come nella vita reale) la protagonista Alice e` coinvolta in un incidente stradale mortale proprio il giorno del compleanno di Akhmatova. Tuttavia, in un momento difficile della sua vita e nel giorno del suo compleanno, Alice (la stessa scrittrice) si reca a Elabuga, e Marina Tsvetaeva, a differenza di Anna Akhmatova, e` presente in quasi tutti i romanzi di Kriuchkova.
La protagonista del “Angelo Custode” ci rivela molte sfumature, che la rendono simile a Marina, e nel romanzo successivo, “La Confessione di un fantasma”, ripete periodicamente la frase “Io non sono Akhmatova”. E` significativo, a mio avviso, che nonostante le numerose opportunita`, Kriuchkova non abbia mai partecipato ai concorsi di Akhmatova, ma abbia vinto il concorso “La galleria di poesie selezionate” nella categoria “Cosmo femminile” di M. Tsvetaeva con la poesia “1m e 58 cm” (ottobre 2010), e nel concorso “Falo` di Tsvetaeva” 2013 (ottenuto il primo premio con la statuetta “M. Tsvetaeva” e un certificato per la pubblicazione gratuita del libro). In diverse occasioni, Alessandra ha recitato poesie e organizzato serate letterarie presso la Casa-Museo di M. Tsvetaeva in via Borisoglebsky a Mosca, e insieme alla fondazione letteraria “Svetoch” si e` esibita presso il Liceo V.P. von Dervis, la scuola di M. Tsvetaeva.
Kriuchkova ha visitato Elabuga tre volte, due dei quali sono descritti in “Angelo custode”. Secondo la decisione della direzione del Museo-Riserva Statale di Elabuga dedicato a M. Tsvetaeva (EGMZ), le e` stato concesso il diritto di accendere l’undicesimo Falo` di Tsvetaeva a Elabuga il 5 ottobre 2013 e di aprire le letture di poesie. Il suo discorso e l’intervista rilasciata alla televisione regionale sono stati ampiamente riportati dai mass media (“Tatmedia”, “New Kama”, “Elabuga di Serata”, “Elabuga senza formato”, “Giornale Letterario Comune” e altri). Nell’ottobre del 2020, Alessandra ha partecipato per la seconda volta al Falo` di Tsvetaeva, come capo della delegazione del Dipartimento di Mosca dell’Unione degli Scrittori della Russia. Ha ricevuto un diploma firmato dal direttore dell’EGMZ e dal presidente dell’Unione degli Scrittori per la sua partecipazione al Falo` di Tsvetaeva e le e` stata conferita la medaglia “Falo` di Tsvetaeva”.
Il romanzo “Angelo Custode” include anche delle poesie di Kriuchkova come illustrazioni, aggiungendo il tocco finale al suo ritratto: si`, e` una maestra! Come vincitrice del concorso “Il Re dei Poeti” (l’Unione degli Scrittori della Russia, 2013), e` apparsa nel programma “Sala letteraria” di Dmitry Silkan e nel programma “Strato culturale” di Natalia Osipova sul “Mondo Russo” alla radio e alla TV. Nel 2014, la casa editrice “RIPOL Classic” ha pubblicato la sua raccolta di poesie, “La Regina dei Poeti”, e in seguito Alessandra, una delle poche ad essere insignita della medaglia di Santa Grande Martire Anastasia dalla Casa Imperiale Russa dei Romanov per il suo contributo alla cultura russa, ha vinto il premio letterario nazionale “Eredita`”. Pertanto, l’ultima pagina di “Angelo Custode” e` illuminata dai riflettori della cerimonia di premiazione dei vincitori di “Eredita`” nella Sala Grande della Casa Centrale degli Scrittori.
Come ha scritto Nadezhda Schlesiger, scrittrice e ammiratrice di Marina Tsvetaeva, su “Angelo Custode",
“Alessandra Kriuchkova cammina sul filo del genio. Le sue poesie germogliano nell’anima, colpendo con sincerita` e profondita` di pensiero. La sua prosa sorprende sia nella forma che nel contenuto e, naturalmente, per la potenza dello Spirito. La sua Altra Realta` e` la verita` della nostra vita...”.
Tuttavia, vorrei concludere la mia recensione del libro “Angelo Custode” con le parole di Peter Guldedava, presidente dell’associazione letteraria “Lo Sguardo Fresco”, gia` citato all’inizio, il quale, nonostante il suo rimprovero per l’eccessiva celestialita` della protagonista, continua la sua recensione cosi`:
“Ma e` nella pura spiritualita` che si rivela la forza d’impatto delle opere di Kriuchkova, la chiave della sua creativita` ad alto livello. Qualunque cosa dica, ogni parola e` una parola d’amore, di fede e di speranza, che irradia il fascino magico del talento e della bellezza. Purtroppo, la gente ha dimenticato di apprezzare i propri contemporanei piu` vicini, perche` ne hanno due occhi per vedere, due orecchie per udire e una bocca che, oltre a pronunciare parole argute, esige il pane quotidiano. E` difficile per loro raggiungere un livello di obiettivita` pari a quello dei grandi doni dei loro simili. Soprattutto se Dio ha permesso loro di nascondere la propria ottusita` dietro un’abbondanza di citazioni in rima di verita` ben note e parafrasi di affermazioni d’autorita` riconosciute. Forse il tempo passera` e solo i discendenti saranno in grado di discernere la vera portata della grandezza della Maestra dalla distanza di decenni. Seguendo un esempio contagioso e parafrasando le parole di Franz Liszt su Pauline Viardot, vorrei affermare con piena responsabilita`: Alessandra Kriuchkova non e` semplicemente una figura letteraria russa. E` un fenomeno culturale, e un giorno verra` il momento di degustare i vini pregiati delle sue opere inimitabili!”
Boris MIKHIN,
poeta, membro dell’Unione degli Scrittori della Russia,
vincitore di premi letterari
Rivista “Note straniere” ("Zarubezhnie Zapistki") n. 1 (47), 2022
http://z-zapiski.ru/archive.php
https://reading-hall.ru/publication.php?id=30990
*****L.M. Kuzminskaya: “VENEZIA nell’opera di ALESSANDRA KRIUCHKOVA”*****
Il libro “Angelo Custode” della famosa poetessa moscovita Alessandra Kriuchkova include molte poesie interessanti degne di attenzione, tuttavia, a mio avviso, le poesie su Venezia vanno notate particolarmente.
Venezia e` una delle citta` preferite di Alessandra, di cui ha parlato nelle pagine dei suoi romanzi della serie “Il gioco in un’Altra Realta`”, ed e` quasi un personaggio indipendente nel romanzo “Angelo Custode”. Alessandra ha visitato Venezia piu` volte, sia per affari che per presentare la sue opere letterarie.
“– Sono appena tornata da un viaggio d’affari, da Venezia, – sospirai, continuando a guardare i guadri. — La mia citta` preferita. Vado spesso a Venezia. Sia per lavoro che per conto mio. C’e` qualcosa di magico in questa citta` che mi fa tornare…”
(A. Kriuchkova, romanzo “Angelo custode”, parte 2. “La trappola dei sogni”, capitolo 4. “La Ragazza e il Lupo”)
Il viaggio piu` importante per la scrittrice, descritto nel romanzo “Angelo custode”, ha avuto luogo nel marzo 2012: e` stata una gita a Milano alla Scuola di Laureati di Booker, dove Alexandra ha seguito un seminario di poesia da Evgeniy Rein (un amico di Joseph Brodsky, Laureato del Premio Nobel per la letteratura). Insieme a Evgeny Borisovich Rein, i seminaristi hanno visitato anche la tomba di Brodsky al cimitero di San Michele.
(B.B. Mikhin: “Angeli e stelle: M. Tsvetaeva, E. Rein e A. Kriuchkova”, la rivista “Note straniere”/ “Zarubezhnye Zapiski” n. 1 (27), 2022).
“Mi trovai... al cimitero! circondata da lapidi! Mi avvicinai ad una di esse e lessi: “Joseph Brodsky”. “Come sono finita a Venezia? Cosa sto faccendo qui? Forse e` solo il sogno, in cui l’Uomo in Nero mi seppellisce qui… Si udirono delle voci in lontananza. Mi chiamavano. Le raggiunsi e... d’improvviso, mi ricordai con gioia di essere li` con un gruppo di scrittori e poeti, ai seminari di Evgeny Rein e Victor Erofeev! Dmitry Nemelstein, poeta e storico, mi si avvicino`:
– Alessandra, non essere triste! Ce la farai!
“Non sto dormendo! Si`! Esatto! Mi ha chiamato col mio nome terrestre! Eravamo li` per un tour dei luoghi di Brodsky!” – la mia memoria torno`, ricordai piano piano come eravamo partiti da Milano in autobus, arrivati al molo di San Marco e dopo in barca all’isola-cimitero di San Michele.”
(A. Kriuchkova, romanzo “Angelo custode”, parte 3. “Sette secondi”, capitolo 3. “Labirinto del Subconscio”)
Gli italiani hanno una superstizione: non si puo` andare a Venezia con la persona amata, altrimenti ci si lascia per un motivo o per l’altro dopo il viaggio.
“ – Devi andare a Venezia con la tua persona amata!
— Lo pensavo anch’io. Ma l’italiano, il direttore della fabbrica, con il quale comunichiamo per lavoro, ha detto che Venezia e` considerata in Italia una citta` sfortunata per gli innamorati, che porta alla separazione eterna. Mi ha fatto degli esempi dalla sua vita e da quella dei suoi amici, quando dopo il viaggio i fidanzamenti furono annulati ed una ragazza mori` addirittura!
– Forse e` per questo che Venezia piange!”
(A. Kriuchkova, romanzo “Angelo custode”, parte 2. “La trappola dei sogni”, capitolo 4. “La Ragazza e il Lupo”)
Forse e` per questo che Venezia appare nelle poesie di Kriuchkova come una citta` di fantasmi, e nella sua prosa come un «palcoscenico teatrale con decorazioni di cartone», dove anche «La Luna nel cielo e` di cartone» e si riflette «nell’acqua di cartone».
“Venezia, una citta` mistica, un viaggio in cui, secondo la leggenda italiana, con una persona cara minaccia la separazione eterna, appare nel romanzo come una sinistra citta` nera in lutto per fantasmi. La descrizione della Luna di cartone nel cielo e del suo riflesso di cartone nell’acqua di cartone (!) fa una forte impressione – come un tuffo nella follia nel momento in cui provi tu stesso i sentimenti del protagonista e realizzi il cambiamento di sfaccettature nella tua propria testa.”
(T. Trubnikova: “Gli angeli custodi esistono davvero”, giornale “Notizie Letterarie”/ “Literaturnye Izvestiya” n. 11-12 (197-198), 2021)
“– Cos’e` questo? – esclamai involontariamente.
– Dipingo, – disse il compositore, imbarazzato.
C’erano dei quadri sugli scaffali vicino alla finestra, tanti quadri. Mostravano tutti una citta` nera, con case nere, piccole finestre cieche, nebbia grigia e Luna piena, su ogni quadro. Quella mi era la citta` fin troppo familiare, la mia citta` preferita, la Citta` sull’Acqua. Ma in quei quadri sembrava completamente di cartone, come la scenografia sul palcoscenico: artificiale, spaventosa, inquietante.
— Sei mai stato a Venezia?
— No, mai…
— Perche` e` nera?
— Forse sta… piangendo?”
(A. Kriuchkova, romanzo “Angelo custode”, parte 2. “La trappola dei sogni”, capitolo 4. “La Ragazza ed il Lupo”)
Infatti, sia le poesie che la parte centrale del romanzo “Angelo Custode”, “La Trappola dei Sogni”, sono collegate al misterioso sogno della scrittrice sul proprio funerale a Venezia, descritto sia nel romanzo che nella poesia “Chimera”.
“– Ho fatto uno strano sogno circa un anno fa. Mi stavano seppellendo a Venezia. L’avevo completamente dimenticato, ma me ne sono ricordata di recente, durante il mio ultimo viaggio di lavoro, mentre passeggiavo per San Marco. Sono andata al molo e ho visto una barca che si allontanava dalla riva. Proprio come in quel sogno...
– Quindi sarai sepolta a Venezia?
– Non lo so. Era mattina presto. Sembrava primavera. Una foschia nebbiosa. C’erano solo due persone sulla barca, il barcaiolo e l’Uomo in Nero dai capelli grigi, quasi bianchi. Trasportavano il mio corpo o le mie ceneri. Non lo so, avevo paura di guardare dentro la barca. Stavano andando all’isola di fronte. Non so nemmeno che isola sia. Non ci sono mai stata.
– Allora chi e` lui, il tuo Uomo in Nero?
– Non lo so.”
(A. Kriuchkova, romanzo “Angelo custode”, parte 2. “La trappola dei sogni”, capitolo 4. “La Ragazza ed il Lupo”)
E finalmente la Luna crescente, simbolo del Subconscio, raggiunge un culmine “cartonato” a Venezia:
“Attraccammo a San Marco di notte. L’Uomo in Nero mi porto` nella mia preferita Citta` sull’Acqua. Ma mettendo piede nella piazza, la vidi diversamente, come una citta` nera e sinistra, completamente immersa nel buio pesto, e di cartone, come una scenografia su un palcoscenico teatrale!
L’intero Mondo terrestre e` un enorme palcoscenico teatrale, su cui le persone mettono in scena spettacoli per i fantasmi. Nei costumi di corpi terrestri, vivono sul palcoscenico circondati dalle decorazioni di cartone, che possono essere distrutte all’istante da Colui che continua a prescrivere nelle Tavole Astrali i fili della trama dei loro destini. Queste strane creature – esseri umani – sono cosi` incantati dalla magica illusione delle decorazioni mutevoli che solo la Morte e` in grado di strappare le maschere veneziane fuse coi loro volti.
A San Marco, nel buio pesto, cercavo invano di trovare almeno una lanterna. La citta` era priva d’energia. Non vedevo alcuna luce. C’erano solo case nere e morte intorno a me. Tutto li` era irreale. Di cartone! Spaventoso!! Sinistro!!!
Allora corsi via in lontananza, indossando un lungo abito tessuto dalla Nebbia, lungo i ponti, cercando di trovare il Fiume che trasporta le anime in cielo. Correvo, soffocando, lungo il paesaggio di case di cartone nero, senza luce alle finestre…
Finalmente, trovai il punto di transizione! Arrivai in un luogo, dove non c’era nessun ponte, ma c’erano gradini che entravano direttamente nell’acqua, e dei gradini simili che uscivano dall’acqua sul lato opposto. Non si sarebbe potuto saltare li`. Era lo Specchio, che rifletteva tutto cio` che c’era nel Mondo terrestre... Peccato che nessuno potesse vedere cio` che vedevo io, e come vedevo il Mondo terrestre allora. Era diventato un mostro di cartone, completamente nero e minaccioso!
Mi sedetti sui gradini che portavano all’acqua, in attesa dei miei genitori, che stavano per venire a prendermi. Guardai il cielo nero, dove era sospesa la Luna enorme. Ma anche la Luna era... di cartone! Abbassai lo sguardo sul suo riflesso – mio Dio! – qualcuno aveva ritagliato una copia della Luna di cartone e l’aveva messa sull’acqua dello stesso cartone (!!!)…
I miei genitori apparvero dallo Specchio e si stavano avvicinando ai gradini dall’altra parte del fiume. Ma all’improvviso, si udirono dei passi rimbombanti dietro le mie spalle. L’Uomo in Nero mi prese delicatamente tra le mani, come una bambina, e mi porto` via.
San Marco. Mattina. Il Sole. La piazza si animo` pian piano, inondata di gente. Stavo presso una colonna, vicino al Duomo, da cui vedevo il mare e l’isola di San Giorgio di fronte. Indossavo un abito bianco. Suonava una musica allegra. E poco a poco, cominciai a vedere Venezia come l’avevo vista prima. Ma... come ci ero arrivata? Cosa stavo facendo li`? Ero circondata dai fantasmi, i miei amici dalla Biblioteca dell’Universo e i miei genitori.
L’Uomo in Nero sorrise e mi invito` a ballare con lui proprio sulla piazza. I fantasmi ci circondarono. Nessuno li vedeva tranne me. Peccato! Cominciai a vedere i fantasmi anche di giorno, e molto piu` chiaramente di qualsiasi cosa vedesse la gente ordinaria. I fantasmi sussurravano: “Alice, dai, sorridi! Balla, per favore! E` quello che volevi tanto! Hai bisogno di lui!” E mi resi conto che quel giorno era il mio matrimonio, ecco perche` indossavo un abito bianco. Ma i nostri unici ospiti sarebbero stati solo i miei fantasmi. Cosi` stavo ballando a San Marco coll’Uomo in Nero, mentre i fantasmi raccolsero i piccioni e li lanciarono contro di noi, facendomi sorridere.
D’improvviso, la mia memoria si ripristino` completamente. Ricordai il mio mondo crollare… E di nuovo, tutto divenne di cartone, finto, inquietante! Quella citta` mi sembrava una prigione! E decisi di uscirne...
(A. Kriuchkova, romanzo “Angelo custode”, parte 3. “Sette secondi”, capitolo 7. “La Luna di cartone”)
Il conflitto tra Amore e Morte, insito nella prosa di Kriuchkova, si manifesta anche nel ciclo poetico su Venezia, la cui magica attrazione affascina non solo la scrittrice, ma ipnotizza anche il lettore.
Da un lato, Venezia, citando Alessandra Kriuchkova, e` una “trappola”, “labirinto”, “apocrifo del poeta”, “sogno”, “chimera”, “cattivo presagio”, “casa delle tragedie”, “ultimo rifugio”, “musica di piogge, ombre ed uccelli”, “serve una stella minacciosa”, “ponti che portano ai guai”.
Il nome stesso della citta` e` polisemantico, sebbene, a parte il fatto che e` associato alla tribu` dei Veneti, dal cui nome la regione fu chiamata dai Romani “Venezia” (lat. – Venetia), non ci sono altri significati ufficiali. Ma l’immaginazione del poeta e` sconfinata, Venezia evoca varie associazioni: e` la ghirlanda di Ofelia (Amleto di Shakespeare) con fiori dal significato ambiguo, che simboleggia l’amore infelice; ed il pianeta Venere stesso, pianeta dell’amore con le sue due immagini: Lucifero, “Stella del mattino”, ed Espero, “Stella della sera”. E forse “Venezia” evoca altre associazioni per alcuni.
Eppure – “il vetro di Murano mi stava attraversando come una sinfonia di sfumature”, “i miei ponti non ci hanno visti insieme!”, “Dipingimi… un caffe` ed una lanterna in frac, nel corso degli anni scintillante di speranza, che la felicita` ci tocchi prima che il cuore anneghi nell’oscurita`” –
l’Amore vince – Alessandra e` fiduciosa del suo ritorno: “Al tatto, torniamo alla citta` dove le canzoni vengono cantate all’acqua. Ridendo dei cervoni che squillano, danziamo tra le maschere ed i volti, splendiamo coi ponti sotto il Sole, pari agli spiriti e agli uccelli”, “Voliamo nel portale! Viva la fuga laddove la vita e` accarezzata dalle onde, te la regalo, Venezia, per sempre, mantienila, da angelo custode, come un filo tra di noi”, “San Marco sta dormendo, ancora non e` al corrente, che attraverso i sogni tornero` come ostaggio terrestre della sua primavera”.
Nonostante la tristezza che risuona in tutto il ciclo veneziano di Alessandra, il leitmotivo principale rimane l’affermazione della vita: “Venezia separa gli innamorati, ma il mio saluto sorridente ti accendera` silenziosamente come un fantasma all’alba”.
Ma e` meglio leggere che citare. Quindi, ecco la Venezia di Alessandra Kriuchkova…
Larisa KUZMINSKAYA,
poeta, membro dell’Unione degli Scrittori della Russia,
capo gruppo literario e Presidente della Fondazione “Svetoch”,
Responsabile della cooperazione con le regioni russe
e paesi esteri del movimento pubblico “Poeti di Mosca”
Giornale “Notizie letterarie” / “Literaturnie izvestia” ¹1 (211) 2023
https://reading-hall.ru/publication.php?id=32536
http://litiz.ru/nomer.php?id=32536
Ñâèäåòåëüñòâî î ïóáëèêàöèè ¹226070200904