Il sangue degli ulivi 2-La figlia del commissario
A trent'anni torn; a Palermo e divenne commissario.
Nel suo ufficio teneva una sola fotografia: Lorenzo Ferri, davanti al vecchio uliveto.
Ogni mattina la guardava e ripeteva:
— Trover; chi ti ha ucciso.
Ma Sofia aveva una differenza rispetto a suo padre.
Lorenzo credeva nella legge fino all'ultimo giorno della sua vita.
Sofia aveva smesso di crederci la notte in cui lo avevano ucciso.
Quando arrest; il primo uomo coinvolto nell'assassinio, il procuratore le disse:
— Commissario, questa volta lo porteremo davanti a un giudice.
Sofia lo guard;.
— Mio padre ha portato troppi uomini davanti ai giudici.
— E allora?
— E loro sono usciti dalla porta prima di lui.
Il procuratore rimase in silenzio.
Sofia si volt; e usc;.
Da quel giorno cominci; una guerra personale.
Uno dopo l'altro, gli uomini che avevano partecipato alla morte di Lorenzo cominciarono a cadere.
Sofia non cercava pi; soltanto prove.
Cercava risposte.
E quando trovava uno degli assassini, non sempre lo consegnava alla giustizia.
A volte la pistola parlava prima di lei.
La citt; cominci; a chiamarla La Figlia del Commissario.
La mafia, invece, cominci; a chiamarla con un altro nome:
La donna che non perdona.
Ma Sofia non sapeva ancora che dietro l'omicidio di suo padre c'era qualcuno molto pi; potente di quanto avesse immaginato.
Il Notaio era ancora vivo.
E quando seppe che la figlia di Lorenzo Ferri era diventata commissario, sorrise.
— Finalmente — disse. — Adesso la famiglia Ferri ; tornata in guerra.
Sofia, quella stessa notte, ricevette una busta.
Dentro c'era una fotografia di suo padre.
Sul retro erano scritte sei parole:
«Tuo padre mor; per una verit;.»
Sofia strinse la fotografia.
Poi aggiunse:
— E io uccider; per scoprirla.
Fuori, Palermo era immersa nel buio.
E la guerra ricominci;.
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