Confessione di un Fantasma. 1. 40. Ritorno a Athos

“CONFESSIONE di un FANTASMA”
romanzo di Alessandra Kriuchkova
nella serie “Il Gioco in un’Altra Realta`”

40 PRIMA/1 DOPO. SFERA N. 1. (ASC)

Il GIARDINO STELLATO. Il RITORNO all'ATHOS


*****Il GIARDINO STELLATO*****

Da qualche parte nell’Universo


Stavo per aprire la porta della Sfera 1, cercando di distrarmi da cio` che avevo visto nel mio potenziale Futuro, quando Selene mi fermo`.

– Non aver fretta, Rukh! Parliamo tutti e quattro nel Giardino stellato, – disse con un sorriso e mi condusse all’altalena celeste. – Cosa pensi che ti aspetti sulla Terra?

– Quando l’Angelo mi ha svegliato, ho pensato a cose leggere e gioiose. Mi e` stato detto che i genitori terrestri aiutano l’anima ad abituarsi al nuovo spazio, poi i figli crescono, incontrano l’amore terrestre, creano famiglie in case calde e accoglienti, si prendono cura l’uno dell’altro e lavorano, facendo qualcosa d’utile per il mondo. Tuttavia, ora non so cosa pensare. Non ho ancora idea di chi saro` li` e di cosa dovro` affrontare.

– Tutti hanno paura prima dell’incarnazione, – mi rassicuro` Selene. – Il passaporto celeste non e` una condanna, e` un labirinto con corridoi di opzioni predeterminate. E` proibito uscire dal labirinto, ma c’e` quasi sempre il diritto di scegliere al suo interno.

Selene ed io eravamo seduti sull’altalena, mentre Sirio e l’Angelo la dondolavano lentamente.

– Sei al punto di partenza del tuo destino, – disse Sirio, – al momento del tuo primo respiro sulla Terra. Questo punto si chiama Ascendente, cade in uno dei 360 gradi del Cerchio Celeste, l’Orologio della Vita, e di fatto determina tutta la tua vita sulla Terra.

– E qual’e` quel grado? – chiesi, e la Costellazione del Cane Maggiore lampeggio` sullo schermo dell’Universo.

– Il grado magico del mistero e del dono profetico, – disse Selene, – uno dei piu` mistici, dove il Sole si incontra con Sirio. Sirio, l’Alfa della Costellazione del Cane Maggiore, il Lupo Celeste, e` il simbolo delle persone singole che non si preoccupano delle opinioni altrui, sono attratte dall’esplorazione del Mondo Invisibile, il che puo` portare a risultati tragici a causa di un indebolito senso di autoconservazione.

– A proposito, i gradi hanno colori, – disse Sirio. – Il mio e` il viola, il segno degli iniziati, e simboleggia una connessione diretta con il Cielo e un’elevata spiritualita`. Questo grado e` solitamente accentuato negli asceti e nei maestri spirituali, ma a volte anche in grandi scienziati, scrittori, traduttori, designer degli spazi interiori – in personalita` straordinarie e misteriose, piu` spesso geni, le cui vite sono piene di eventi misteriosi e coincidenze “accidentali”.

– Anticiperai gli eventi futuri, – aggiunse l’Angelo.

– Sirio e` un grande mago, – confermo` Selene. – Ha 250 milioni d’anni. La stella Reale della luce piu` brillante! La luminosita` di Sirio supera quella solare di 25 volte. La stella degli iniziati che ricevono supporto spirituale dal Mondo Sottile. Sirio ti da` le chiavi della Conoscenza Segreta, ti conferisce autorita`, fama e ogni sorta d’onori. Sirio e` presente nei passaporti di molti personaggi famosi.

– Chi sono questi personaggi? – chiesi, esaminando con curiosita` i ritratti olografici sullo schermo dell’Universo.

– Albert Einstein, ha vinto il premio Nobel per la fisica. Penetro` nel Mondo Sottile, esploro` lo Spazio e il Tempo, predisse il teletrasporto quantistico e le onde gravitazionali, affronto` i problemi della cosmologia e studio` gli effetti dei campi invisibili, – disse l’Angelo.

– Helena Blavatskaya, – aggiunse Sirio, – dedico` la sua vita all’esplorazione del Mondo Sottile, scrisse molti libri sulla Conoscenza Segreta, fondo` la Societa` Teosofica.

– Il premio Nobel per la letteratura, poeta, scrittore e artista Hermann Hesse, – sorrise Selene. – Era interessato alla psicoanalisi, esplorava l’anima e i suoi stati, studiava filosofia e confrontava le religioni.

– Sirio puo` essere definito “la fiamma dell’immortalita`”, – disse l’Angelo. – Le anime che si incarnano sotto il patrocinio di Sirio lasciano una traccia significativa sulla Terra. Quale? Dipende dalle congiunzioni e dagli aspetti di Sirio, e da altri dati del passaporto. Nell’antico Egitto, ai bambini di Sirio veniva assegnato il ruolo di sacerdoti.

– Ricorda, pero`, – mi avverti` Sirio, – io fornisco ad una persona un’energia tremenda che e` difficile da controllare, anche una piccola azione puo` appiccare un incendio. Tuttavia, se la mia energia non viene utilizzata o viene utilizzata per il male, la persona ne verra` bruciata o morsa. Ho il controllo anche sui lupi e sui cani.

– O si serve l’umanita`, sacrificando consapevolmente il proprio Se`, e si ricevera` fama e riconoscimento, oppure si viene richiamati dalla Terra, – concluse Selene. – Il mio ruolo non e` cosi` importante, ma il supporto delle Forze Superiori per tutto il periodo della tua incarnazione ti e` garantito!

– Selene, il pianeta della Luce, moltiplica la mia forza, – aggiunse l’Angelo.

– Esatto, – sorrise Sirius, – Selene ed io cercheremo di proteggerti, Rukh, dalla Magia Nera. Se diventerai una persona che emana la Luce Celeste, la gente verra` da te per chiedere aiuto. Selene e` incline all’altruismo, ma i donatori d’energia attraggono vampiri manipolatori e gli esseri di Luce sono odiati dalle Forze dell’Oscurita`. Gli spiriti maligni ti circonderanno in un cerchio stretto e non ti lasceranno in pace finche` non tornerai nel Cielo. Giovanna d’Arco, accusata di stregoneria e bruciata sul rogo durante l’Inquisizione, aveva una posizione di Selene simile. Tu non verrai bruciata, ma dovrai soffrire. Possedendo capacita` extra-sensibili e il dono di curare, puoi diventare una maga bianca.

– San Serafino di Sarov aveva una Selene simile, – aggiunse l’Angelo. – Amerai la natura, e quell’amore sara` reciproco, gli animali ti obbediranno. E` bellissimo sulla Terra, Rukh! Ci sono montagne, alberi, fiori, le farfalle svolazzano, le api lavorano... Bene, e` ora di andare nella Biblioteca, a leggere il libro del tuo Futuro!


***

Biblioteca dell’Universo


– Wow! – esclamai.

– Il piu` grande deposito di libri. Qui sono raccolte anche le bozze di progetti mai pubblicati. Davvero, come ha detto uno scrittore, i manoscritti non bruciano!

– Come orientarsi qui e trovare il libro giusto?

– Formula mentalmente cio` che devi trovare.

Ci sedemmo nella Sala di Lettura. Non appena ricordai il titolo “Credi nei fantasmi?”, il libro mi apparve proprio davanti. Guardai la copertina e lessi il nome e il cognome dell’autore.

– Chi e` questa Alice? La conosci, Angelo?

– Certo! Sei tu.

– Che sorpresa! Comunichero` solo con i fantasmi? Forse il libro indica la causa della mia memoria cancellata. Oh no! No! – esclamai dopo aver letto l’annotazione. – Queste sono storie scritte durante l’infanzia! La causa non puo` essere li`!

– Tutti gli esseri umani provengono dall’infanzia. Non c’e` nulla di casuale, soprattutto per l’anima con Sirio e Selene all’Ascendente!

Il libro si apri` al racconto “La Lettera dalle Tavoli Astrali”, e lessi un misterioso messaggio tratto dalla corrispondenza di terze persone vissute alla fine del XIX secolo e chiaramente associate alla Societa` Teosofica di Madame Blavatskaya. Il racconto si concluse cosi`:

“...Certo, mio caro amico Pavel Fedotovich, nella mia vita ci sono stati anche altri casi inspiegabili legati alle persone passati nell’Aldila`, ma devo confessare a Lei che piu` del resto mi sono sempre preoccupata del rapporto tra i vivi, perche` e` cio` che trasforma alcuni di noi in fantasmi…

13 aprile 1883

P.S. La lettera e` stata trovata dall’autore del libro nelle Tavole Astrali il 13 aprile 1994. Le sottolineature sono rimaste come nell’originale.”

– Cosa significa, Angelo? Lei, cioe` io, da bambina, sono entrata nelle Tavole Astrali, ho trovato quella lettera 111 anni dopo che era stata scritta da una terza persona ad una quarta persona e per qualche motivo l’ho pubblicata?

– Richiedi alle Tavole Astrali l’esistenza dell’originale.

Mi concentrai, inviai una richiesta mentale, e un vecchio foglio di carta trasparente con un’intricata calligrafia femminile mi apparve davanti agli occhi.

– Controlla la data, – suggeri` l’Angelo. – Trova le differenze tra l’originale e la copia. E nota bene che poche parole trasmesse su carta con una piccola differenza ma con un significato vero, non sono un cattivo risultato!


*****Il RITORNO all'ATHOS*****

Grecia


“Finalmente! Sono qui! Dio, che gioia tornare qui ancora e ancora!”

Stavo aspettando i miei bagagli all’aeroporto di Salonicco gia` in attesa di una tazza di caffe` sul balcone con vista sul mare nella mia accogliente casa ad Uranopoli. Ad agosto, affittavo un appartamento all’ultimo piano della casa di Nicoletta, a 5-7 minuti a piedi dal traghetto per il Monte Athos.

Athos in Grecia non era solo uno stato nello stato, una repubblica monastica ortodossa sul Monte Sacro, dove le donne non erano ammesse. Athos era una penisola che apparteneva quasi interamente all’Athos ortodosso prima della guerra con la Turchia. In seguito, per sistemare i rifugiati greci, parte del territorio monastico fu ceduta alla Grecia laica, con uno spostamento dei confini ad Uranopoli, la citta` del Cielo (o Urano, il pianeta responsabile del Cielo), allora un piccolo villaggio accessibile a tutti. C’era un traghetto di prima mattina per Dafni (il porto del Monte Athos), e alle 10 una nave turistica per il Monte Santo, cosi` che i turisti potevano ammirare i monasteri da lontano e venerare i santuari portati loro in barca dai monaci dell’Athos. Ai piedi del Monte Athos, lo spirito era mozzafiato! Un’enorme colonna di Luce saliva verso il Cielo.

Oh, se fossi stata un uomo, avrei scalato il Monte, avrei vissuto nei monasteri e forse sarei rimasta li` per sempre. Che felicita` morire in Terra Santa!

Tuttavia, anche ad Uranopoli, si potevano sentire le Porte aprirsi, ed ogni parola e pensiero veniva immediatamente ascoltato nel Cielo.

Adoravo Uranopoli. Amavo tutto li`: la gente, il mare, il cibo, l’atmosfera di pace e lo Spirito del Monte Santo. L’Athos fu il mio amore a prima vista, e il mio cuore sarebbe rimasto li` per sempre.

I bagagli cominciarono a strisciare sul nastro trasportatore. Spostando lo sguardo da una valigia all’altra, notai un Monaco. L’avevo gia` incontrato, ma dove e quando? Tuttavia, i monaci erano ovunque sull’Athos, soprattutto ad agosto, il culmine del pellegrinaggio, quando si celebravano molte festivita` ortodosse, incluso il giorno di San Panteleimone, da cui prende il nome il monastero russo sul Monte Athos, e l’Assunzione della Vergine. Mi piaceva ascoltare storie sul Monte Athos, quando i monaci, fermandosi per la notte ad Uranopoli, cenavano nelle caffetterie e condividevano le loro impressioni.

Uscii dall’aeroporto. Fuori, come al solito, fui accolto da Kostas, un amico della mia amica Dimitra. Prese le mie valigie e stavamo gia` correndo lungo le strade tortuose verso casa. Tra un’ora e mezza, mi sarei gettata tra le braccia di Nicoletta, avrei preso le chiavi della mia camera, avrei bevuto una tazza di caffe` e sarei corsa al mare: il mare piu` bello, azzurro e paradisiaco, con vista sulla favolosa isola d’Ammouliani, il Monte e la misteriosa Torre; un mare pescoso e una spiaggia di sabbia bianca, con poche persone e l’ombra degli ulivi. All’ora di pranzo, tornavo a casa e lavoravo sui miei manoscritti fino alle 18:00. Quella volta avevo con me alcune storie miracolosamente sopravvissute del libro, scritto durante la mia infanzia, “Credi nei fantasmi?”.

Alle 18:00 il caldo di solito iniziava a placarsi e andavo a fare una passeggiata per ammirare il tramonto al confine con il Monte Athos, presso il monastero fatiscente di Zygou, dove si poteva nuotare in una baia nascosta da occhi indiscreti, e poi tornare alla Torre, il simbolo di Uranopoli (un ex albergo per monaci, e in seguito museo), bere un caffe` con gli amici, scambiandoci storie, comprese quelle sui Santi e sulle icone. Amavo le icone del Monte Athos, mi piaceva guardarle a lungo, ce n’erano molte icone vive e uniche! A mezzanotte, tornavo a casa.


***

Uranopoli, Athos, Grecia


– Bentornata! – esclamo` Nicoletta. – L’appartamento di Alice aspetta la sua padrona! Caffe`?

Aprii la porta del balcone e sorrisi:

“Ciao, la Citta` del Cielo! Ciao, il Sole e il Mare! Ciao, l’Athos e il Monte Santo!”

Improvvisamente squillo` il telefono, ma il numero non fu identificato.

– Ciao, Alice, – disse una voce maschile familiare. – Bentornata!

– Ray?! – non potevo credere alle mie orecchie.

– Dove sei adesso? – mi chiese.

– Athos... Ascolta...

– Athos? – Ray sembro` sorpreso.

– Sono sempre su Athos ad agosto... Ray, ascolta...

– Ad agosto?! – era ancora piu` sorpreso.

– Si`, ascoltami! Come puoi chiamarmi? Sei un fantasma!

– Un fantasma, e allora? Hai sempre comunicato coi fantasmi, no?

– Cosi` come con te adesso, non ancora!

– Allora e` ora di cominciare a farlo anche in questo modo!

– Cosa vuoi dirmi? – chiesi, quasi rilassata e rassegnata all’opportunita` di comunicare al telefono con fantasmi che chiamavano in diretta il Monte Athos da numeri non identificati.

– Niente di speciale... Bene, ho capito. Ci vediamo.

– Dove? Qui, sul Monte Athos? – rimasi sorpresa.

– Chi me lo permettera`, che sono un mago, di andare sul Monte Athos? In sogno! – rise Ray, e la connessione si interruppe.


***

C’erano solo due strade affollate ad Uranopoli: quella sul mare, con caffetterie e negozi, e quella centrale o principale, a due case dalla strada sul mare, per lo piu` con negozi d’icone. Le strade si incontravano alla Torre.

Il negozio d’icone di Dimitra si trovava sulla strada principale, proprio di fronte alla Torre, e Santa Marina, che brandiva un’ascia contro il diavolo, l’icona, acquistata da me nel negozzio di Dimitra, fu la mia prima icona dal Monte Athos. Dimitra e la sua famiglia erano greci. Comunicavamo in inglese.

– Ciao, Alice! Spero che Kostas ti abbia portato qui alla velocita` della luce! Com’e` il mare?

– Sono in Paradiso, grazie! – sorrisi e lanciai un’occhiata alla parete con le icone dipinte a mano.

– Hai gia` Marina, e anche la Sacra Famiglia, – Dimitra si ricordo` di tutte le icone che avevo gia` comprato. – A proposito, come sta Marina? Ha gia` fatto a pezzi il diavolo con l’ascia?

– Ancora in azione, – sospirai. – Mi serve l’icona di San Pietro.

– Ho Pietro e Paolo!

– Anch’io. A proposito, vado alla chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, il Metochion del Monastero di Optina Pustyn. Sai cosa simboleggiano?

– Non sono cosi` pia, ecco perche` ti chiedo delle icone, approfittando del fatto che ti piace il nostro caffe`, – sorrise Dimitra.

– Pietro e Paolo sono un simbolo della dualita` del mondo, bianco e nero, fusi in uno, la via sinistra e quella destra. Pietro era considerato l’Apostolo principale nel Cattolicesimo, mentre Paolo nell’Ortodossia. L’immagine dell’Athos li presenta abbracciati a forma di cuore.

– Magia Bianca e quella Nera?

– Si puo` dirlo anche cosi`, ma ho bisogno di Pietro con le chiavi, – chiarii, continuando a ispezionare le icone dipinte a mano, molte delle quali le avevo gia` viste li` un anno prima.

– Con le chiavi del Paradiso? – chiese Dimitra.

– Ha due chiavi, – risi, – non e` detto che entrambe siano del Paradiso!

– Qui sull’Athos, sei gia` in Paradiso! – disse Dimitra, tirando fuori il quaderno, in cui teneva un registro di tutte le icone ordinate sull’Athos, la loro ricezione e vendita. – No, non ho mai ordinato San Pietro con le chiavi. Domani chiamero` i monaci gemelli dell’eremo di Sant’Anna, forse avranno il tempo di dipingere l’icona prima che tu parta.


***

Entrai nel negozio d’icone della famiglia di Janis. I suoi genitori parlavano greco, ma Janis aveva studiato russo. Mi faceva sempre gli auguri per le festivita` ortodosse, inviandomi la foto di un’icona dipinta a mano dal loro negozio. Janis aveva da poco avuto una figlia.

– Alice! Benvenuta, cara! Come stai? Come sta il tuo gatto?

Il gatto non era mio, ma periodicamente veniva a trovarmi e, camminando per l’appartamento, compresi gli scaffali con le icone del Monte Athos, appoggiava la fronte sulle icone, proprio come una persona. Fotografai il gatto per mostrarlo agli abitanti del Monte Athos.

Il padre di Janis mi saluto` in greco e chiese subito alle ragazze che lavoravano nel loro negozio di preparare il caffe`. Janis mi mostro` le nuove icone e mi racconto` le ultime notizie, mentre io camminavo lentamente per lo spazio, salutando i Santi, e loro mi salutavano in risposta. Janis diceva sempre che sentivo le icone vive. Ce n’erano anche di quelle che ti osservavano, cioe` i Santi su di esse ti guardavano direttamente, seguendo i tuoi movimenti nello spazio.

– Hai gia` Nicola, ed anche Alessandra, – Janis si ricordo` di tutte le icone che avevo gia` comprato. – Cosa non hai?

– La Scala, – ammisi.

– Un’icona rara! Domani chiamero` la cella di San Nicola per sapere se ne hanno una dipinta, altrimenti la ordinero` per procurartela prima della tua partenza! Devi solo scegliere un’immagine. Ti mostrero` le immagini, come la dipingiamo qui, e le dimensioni. Quell’icona aiuta le anime ad affrontare le prove post-mortem, le Ordalie. Spero che nessuno dei tuoi sia morto, – Janis apri` una pagina Internet e mi mostro` le opzioni.

Dopo aver scelto l’immagine della Scala, mi guardai intorno per trovare la dimensione desiderata, e il mio sguardo si fermo` sul ripiano inferiore dell’angolo, da dove la Vergine Maria, chiaramente viva, mi fissava, e rabbrividii involontariamente:

– Quella dimensione.

Stavamo bevendo il caffe` fuori, all’ingresso del negozio di Janis. Era consuetudine li`, i negozianti bevevano caffe`, chiacchierando con i passanti, poi attraversavano la strada per prendere un caffe` con quelli di fronte, scambiandosi notizie o esaminando in silenzio i pacchi dei turisti – quelli che brillavano piu` spesso indicavano il negozio piu` prospero di Uranopoli. Janis di solito mi parlava di Athos, dato che visitava le celle, parlava con i monaci e portava i turisti sul Monte.

– Hai mai incontrato 12 eremiti? – gli chiesi.

– Per incontrarli, devi essere un Santo, – sospiro` Janis e si tuffo` nel negozio seguendo i clienti appena entrati.

– Sono cosi` contenta che tu sia di nuovo con noi! – esclamo` Lia, una georgiana della mia eta`, che viveva li` da quasi dieci anni, una dipendente di Janis. – Grazie a Dio sei viva e sana! Sei molto intelligente, disse persino la padrona, c’e` un’altra gentilezza in Alice, una vera gentilezza, dal Cielo.

– Grazie, Lia! Conosci il nome di quell’icona, la Vergine Maria? – gliela mostrai attraverso la finestra.

– Non ricordo nemmeno dove l’abbiamo preso. Te lo diro` domani!


***

Janis era il nipote di Dimitra. Anche Kiriaki, o semplicemente Kiri, era la nipote di Dimitra. In quel villaggio, quasi tutti erano parenti, anche se non tutti erano amichevoli tra di loro. Kiri eredito` il negozio d’icone di suo padre, che si era riqualificato come gelataio due anni prima. Il negozio, come quello di Dimitra, era piccolo, ma Kiri comprava per lo piu` icone grandi e costose. Mi piaceva uno dei pittori d’icone che dipingeva per lei per un costo ragionevole.

– Ciao, Alice! Sono di nuovo incinta, come vedi! – sorrise Kiri.

– E di nuovo un maschio?!

– Si`, – lei rise e dopo alcune domande di benvenuto procedei ad esaminare le sue nuove icone.

– Alice, che piacere vederti! – disse il padre di Kiri, abbracciandomi e baciandomi sulle guance tre volte. – Per quanto tempo? Sai, non te ne andrai mai! Resterai sul Monte Athos per sempre!

– Per caso, hai Santa Barbara con la coppa? – chiesi a Kiri, riflettendo sulle parole di suo padre.

– Non con la coppa, un’altra. A cosa ti serve? Protegge dalla morte improvvisa, vero? Quindi, non vuoi morire senza comunione, vero?

Kiri mi promise d’informarmi su Santa Barbara, e mi diressi verso Socrate.


***

Socrate era amico di Dimitra, di madrelingua greca, ma comunicavamo in italiano, sebbene lui parlasse anche inglese. Nessuno ci capiva in italiano, ed era utile praticare la lingua insieme. Socrate amava le icone rare e me ne parlava – emotivamente! – in modo simile al temperamento italiano.

– Oh Alice! Bentornata! Allora ti mostrero` una cosa! – esclamo` da lontano, poi tiro` fuori il telefono e trovo` una foto: – Hanno scritto un articolo su di me sul “National Geographic!” Guarda! Lo vedi? Ecco il mio nome, il nome e l’indirizzo del mio negozio d’icone! E quelle sono le mie icone, su questa parete! Immagina, dei giornalisti sono venuti qui e non hanno nemmeno detto chi erano e da dove venivano! Sai, dico sempre la verita` sulle icone, e ho detto loro tutto! E l’hanno scritto loro!

– Congratulazioni! – sorrisi e, dopo aver rivolto lo sguardo alla parete con le icone, mi fermai.

– Caffe`? – offri` Socrate, senza notare il mio stupore.

– Lo sapevi! Ho bisogno di questa icona. Non sono riuscita a trovarla da nessuna parte. Ho persino supposto che non esista!

– Quale?

– I Quattro Evangelisti!

– Ah! Ho sempre qualcosa che presumibilmente non esiste! Sei qui come una del nostro posto, sai tutto di tutti, chi e` chi, chi vende questo e quello a quale prezzo, capisci le tecniche pittoriche. Perche` hai bisogno dei Quattro Evangelisti?

– Per riscrivere il Futuro.


***

Da qualche parte nella Nebbia


Prendemmo l’ascensore fino all’ultimo piano di un enorme centro commerciale.

– Chiudi gli occhi e dammi la mano! – disse Michele misteriosamente, mi condusse da qualche parte e sussurro`: – Apri gli occhi!

– Wow! – esclamai, perche` proprio di fronte a noi, come sospesa nell’aria sopra l’abisso, sotto la cupola del centro commerciale, c’era un’Isola delle Violette, a cui conduceva uno stretto ponte.

– Non preoccuparti, il ponte e` vero, non crollera`! Ecco un bar fantastico, dove siamo gli unici a fare colazione oggi!

Atterrammo su un divano, immersi in una macchia di violette, i fiori ci circondavano da ogni lato: veri, grandi, bellissimi e... tristi. La cameriera prese l’ordinazione e ci lascio`, Michele tiro` fuori e mi porse una scatola regalo.

– Buon San Valentino!

– Grazie! Gli angeli sono sempre utili, non se ne sono mai abbastanza, – sorrisi quando vidi un grazioso Angelo Custode d’argento, e poi, guardando di nuovo i fiori, mi ricordai: – Le viole in Grecia sono un simbolo di lutto! Immagina, la giovane Persefone, mentre raccoglieva viole, fu rapita dal Padrone del Regno dei Morti. Da allora, i greci ricoprono di viole le fanciulle morte prematuramente.
 
– Lascia stare la Grecia! Dimmi meglio perche` non sei ancora emigrata in Italia? Abbiamo parlato con te cento volte, non c’e` niente da fare qui! Conosci l’italiano. Ti prendono per una del posto in Italia. Sei giovane, intelligente, bella. E allora? Oggi ti iscriviamo su siti d’incontri internazionali. Ricorda le foto che ti ho fatto in autunno! Un sacco di foto fantastiche! Sceglieremo le migliori e tra un mese mi inviterai al tuo matrimonio! Vedrai! Che senso ha perdere tempo? Sei un miracolo di piume! A proposito di piume, cosa stai scrivendo ora?

– Niente... Ma so cosa devo scrivere. L’ho visto li`.

– Riguardo all’Altra Realta`?

– Si`, forse non e` ancora arrivato il momento per quel libro.

– Cosa hai visto?

Mi chiesi come spiegare ad un uomo terrestre cio` che mi avevano mostrato nel Cielo, e spostai lo sguardo sui fiori, ma notai Ray sul ponte per l’Isola Viola.
 
– Allora, cosa ti hanno mostrato, Alice? – chiese Michele, sedendosi di spalle a Ray che ci si stava avvicinando.

– Aggregazione d'atomi, – sussurrai a Michele.

– Mi sono immerso nei libri scientifici. Sono state fatte cosi` tante scoperte nel campo della fisica quantistica, e tutta quella roba su un’Altra Realta`, mi toglie il fiato! Vuoi che te li porti da leggere?

– Alice, vuoi un trucco? – mi chiese Ray, sedendosi accanto a me.

– Va bene, portali, – risposi a Michele.

– Non aver paura, – Ray mi tese la mano. – Chiudi gli occhi.

Guardai Ray con un’espressione interrogativa negli occhi, ma non potei disobbedire. Ci allontanammo di un paio di passi dal tavolo, mentre Michele, come se nulla fosse successo, continuo`:

– La prossima volta ti portero` tre libri. Allora, cosa faremo oggi?

– Apri gli occhi, Alice, – sussurro` Ray, e io obbedii. Io e Ray eravamo sul ponte. Girai lo sguardo verso... Oh no! Li`, al tavolo, sull’Isola Viola, c’ero IO!


Ðåöåíçèè