Confessione di un Fantasma. 2. 39. Sul bordo con
romanzo di Alessandra Kriuchkova
nella serie “Il Gioco in un’Altra Realta`”
39 PRIMA/2 DOPO. SFERA N. 1. (ASC)
La TORRE OSCURA. SUL BORDO CON IL MONTE ATHOS
***** La TORRE OSCURA *****
Da qualche parte nell’Universo
– Spaventata, Rukh? – chiese l’Angelo sulla porta della Sfera 1.
– Si`, – ammisi.
– Non aver paura. Non e` il posto per spaventarsi davvero.
Aprii obbediente la porta, entrai e mi aspettai di vedere qualsiasi cosa, tranne... mi ritrovai su un fragile ponte sospeso, che ondeggiava sotto il vento di burrasca su un mare in tempesta! Il vento non vedeva l’ora di rompere il ponte e gettarlo nell’abisso. Il ponte conduceva ad un’isola circondata da un alto muro di pietra, dietro il quale si ergeva una Torre Oscura, dritta verso il cielo.
– Dove siamo? Cosa sta succedendo? – gridai all’Angelo, e onde enormi si abbatterono, chiaramente cercando di farmi annegare.
– Andiamo, andiamo, – l’Angelo mi condusse ai cancelli di ferro della fortezza, che si aprirono subito obbedienti, e dietro di essi...
...c’era cosi` tanto silenzio, come se il mare in tempesta non esistesse! Un sentiero lastricato di pietra conduceva alla Torre, dove alcuni fantasmi stavano balenando alle finestre, mentre le farfalle stavano svolazzando su bellissime aiuole ai lati del sentiero.
– E` strano tutto qui! Persino i fiori, – esclamai involontariamente, – sono belli ma tristi. Perche`?
– Sono violette, – sospiro` l’Angelo, e notai un vecchio monaco che ci si stava avvicinando.
– Ciao, Rukh, – disse il monaco, trafiggendomi con uno sguardo profondo. – Salute e forza al tuo Angelo. Il mare e` quasi sempre agitato qui. Sta per scoppiare una tempesta. Vieni, scaldiamoci vicino al camino.
Entrammo nella Torre Oscura. Una candela apparve nella mano del monaco. La accese con il potere del suo pensiero e salimmo una stretta scala a chiocciola fino all’ultimo piano, dove si trovava una minuscola porta decorata con un teschio e la scritta “Memento Mori”.
La prima cosa che mi colpi` nella cella fu l’assenza di tetto, il cielo stellato si estendeva sopra di noi con la Luna che fluttuava sopra. Un pavimento di pietra nuda. Una piccola finestra senza vetri, ma con le sbarre. Un tavolo di legno vicino alla finestra, con vecchi libri, una penna e un calamaio. Una sedia a dondolo vicino al camino con uno specchio rotto sopra. Le pareti erano adornate con candelabri e icone dei Santi, ognuno dei quali sorrise in risposta al mio saluto mentale.
– Mi chiamo Saturno. Siamo dentro il tuo Se`, Rukh, – sussurro` il vecchio monaco, sedendosi su una poltrona vicino al camino che divampo` all’istante.
– La Sfera 1 e` l’autocoscienza, – confermo` l’Angelo, – indica il tipo di persona che sei dentro, non fuori, il tuo “ego”.
– L’egoismo e l’orgoglio non ti minacciano, – ridacchio` Saturno. – La Sfera 1 si e` rivelata non un palazzo lussuoso, e nemmeno un castello, ma la Torre Oscura su un’isola che occupa solo 13 gradi su 360 nel Cerchio, progettato per le 12 Sfere della Vita. Sarai fortunata con il numero 13, poiche` il tuo primo respiro cade sul 13° grado del Cancro, e la Sfera del tuo Se` ha 13 gradi.
– La porta si apre al momento del primo respiro, – chiari` l’Angelo. – La Sfera 1 e` anche chiamata la Sfera della Vita, e il suo Responsabile e` il Padrone del tuo Destino, nel tuo caso e` la Luna. Ma visto che la Luna e` troppo lontana da qui, Selene e` un pianeta fittizio, Sirio e` una stella, Saturno gioca il ruolo dominante del tuo Destino, avendo il massimo impatto sulla tua Coscienza.
– Angelo, non avere fretta! Saltare su per le scale e` un compito ingrato, potresti farti male, – Saturno fermo` l’Angelo e materializzo` due sedie per noi. – L’isola si trova nel mare, nel Segno dell’Acqua, il Cancro. Sei una ragazza emotiva e sensibile, percepisci sottilmente il non-manifestato e il nascosto, il nostro Mondo Sottile, o un’Altra Realta`. Si dice che tali persone vivano senza pelle e abbiano un’intuizione straordinaria. Stiamo parlando del corpo Astrale o Stellare – un’anima ipersensibile, sempre alla ricerca di protezione e cura, di un muro di pietra. Un giorno costruirai un alto muro di pietra, isolandoti dalle persone a causa dell’acuto dolore mentale che ti hanno causato, e la tua Torre Oscura che sale in Paradiso per comunicare con il nostro Mondo, invitando occasionalmente i prescelti, con i quali non devi temere di essere ferita o uccisa.
– Cancro significa un corpo delicato e un guscio impenetrabile, giusto?
– Esatto. I bambini si sentono a loro agio con te. Sentono il mondo come te. Ma con gli adulti… Alla minima minaccia di disagio, ti ritirerai e ti nasconderai in te stessa. Prudenza, timidezza, paura di esprimere le emozioni per la paura di apparire ridicola, plasmata da un impasto diverso. Un’immaginazione straordinaria, ma anche un’innata insicurezza e paura del cambiamento. Il compito e` rivelare i talenti generosamente forniti dal Cielo e, calpestando la gola delle paure, condividere con gli altri i risultati della creativita` dell’anima.
– E mia madre? Non mi proteggera`? – chiesi.
– Beh, – sospiro` Saturno, – per persone come te, il sostegno, l’approvazione, l’amore e la cura dei cari sono importanti. C’e` un forte attaccamento al pozzo del Passato e alla madre. Il pozzo e` nascosto nel seminterrato della Torre. Immergendoti in esso, diventerai una personalita` profonda.
– Avro` una famiglia numerosa?
– La famiglia non e` da discutere qui, – Saturno sospiro` di nuovo. – Comunque, ti impegnerai a costruire un nido accogliente in un porto tranquillo per sentirti al sicuro. Quando acquisirai una conchiglia, la gente non capira` piu` chi sei: l’espressione di pietra sul tuo viso diventera` la tua maschera. A differenza della maggior parte delle donne terrene, sei asociale e laconica, ma anche se sai ascoltare e sentire, hai la capacita` di parlare senza parole. Cerca persone con cui puoi comunicare come di consueto qui. La tua Selene tende ad aiutare le persone. Sei incline al sacrificio. Un’anima devota, onesta e fedele, ma facilmente ispirabile, sei aperta alle influenze magiche, principalmente da parte di mariti e/o soci in affari. Sarai ingannata e tradita, tuttavia, e` meglio essere tradita da qualcuno che tradire qualcuno.
– Vivro` in riva al mare?
– Lo amerai e lo temerai allo stesso tempo, dipingendolo fin dall’infanzia, prima ancora di averlo visto con i tuoi occhi terreni. Cosa hai provato attraversando il ponte?
– Paura, – ammisi.
Improvvisamente, un tuono rimbombo` fuori dalla finestra e la pioggia cadde a dirotto.
– Urano e` cattivo, – sospiro` Saturno. – Beh, ho detto abbastanza della tua essenza di Cancro, la Luna ti dira` il resto.
I fantasmi cominciarono ad apparire dallo specchio rotto, circondandomi e trascinandomi dentro...
***
Biblioteca dell’Universo
– Non capisco, – confessai all’Angelo, mentre prendevo posto nella Sala di Lettura, – perche` nella mia Coscienza appaiono fantasmi, vive il monaco e sulla porta della cella c’e` la scritta “Memento mori”? Saturno non ha detto nulla di se`, la Luna sorvolava la Torre in lontananza e il mare voleva annegarmi.
– Non tutto in una volta, Rukh! Le Scale vanno percorse, non saltate. Ascolta attentamente, assorbendo le informazioni. Sara` piu` facile ricordarle sulla Terra.
Il libro si apri` alla pagina con la miniatura “La Ragazza e il Mare”:
“Rimase seduta a lungo in riva al Mare al tramonto, la Ragazza nel vestito rosa. Pensava a qualcosa guardando attentamente il Cielo. Un Paese misterioso dove viveva un popolo alato, si faceva vedere tra le nuvole. I castelli di lilla` la chiamavano, nei loro pittoreschi giardini profumavano fiori da favola e cantavano uccelli magici. Il Vento portava alla Ragazza aromi straordinari ed echi di melodie incantevoli. Lei vide nel Cielo anche dei volti familiari, che le sorridevano e la chiamavano nel Paese Celeste, nella Citta` del Sole. Sognava di raggiungerli, ma non sapeva come farlo – non aveva le ali. Il Sole stava tramontando nel Mare. Le onde calde le accarezzavano i piedi, canticchiando una canzone dolce e gentile che aveva sentito in infanzia da sua madre. La Ragazza si guardo` intorno, ma non c’era nessuno sulla riva e si senti` completamente sola. Le Rocce erano cupi e non la capirono, perche` non avevano sentimenti, e per questo non morivano. Le Rocce, come di solito, si limitavano a contemplare in silenzio il quadro del tramonto: la Ragazza e il Mare. Il Sole si stava avvicinando all’orizzonte. Le onde sussurravano sempre piu` forte. Il Paese Celeste si allontanava, perdendo i suoi contorni. Le lacrime caddero nel mare, e il Mare divenne salato... I gabbiani che quella sera volarono sulla riva non trovarono nessuno. Il Sole era scomparso dietro l’orizzonte, lasciando entrare la Notte. Comunque, lontano nel Cielo, i gabbiani notarono i contorni di una Citta` sconosciuta. Si chiesero, “Che Citta` e` questa, non sulla Terra, ma nel Cielo?” Non avevano mai visto una citta` del genere! I due gabbiani piu` curiosi decisero di volare nella misteriosa Citta`, ma invano: non avevano abbastanza forza. La Ragazza scomparve. Le Rocce non la vedevono piu` li`, in riva al Mare, al tramonto. Solo il libro lasciato dalla Ragazza su una pietra costiera ricordava loro la sua esistenza”.
***** SUL BORDO CON IL MONTE ATHOS *****
Uranopoli
Mi svegliai dalla sveglia alle 9:50. Avevo fatto uno strano sogno, ma Ray... cosa aveva cercato di dirmi? L’Isola delle Violette esisteva davvero. Michele, un eccellente poeta e vice ministro, mi aveva invitato una volta in quella caffetteria per festeggiare l’uscita del suo libro, che includeva anche alcune poesie a me dedicate. Michele sognava di celebrare il mio matrimonio in Italia.
Scesi per la colazione. La mamma di Nicoletta cucinava da sola. Le sue colazioni erano molto piu` gustose che in altri alberghi. La mia stanza era piu` spaziosa e che splendido balcone avevo! Nel pomeriggio, il Sole se ne andava, permettendomi di cenare, godendomi la vista delle isole nel mare azzurro; di notte, la Luna fluttuava e una misteriosa stella multiraggio mi faceva l’occhiolino. La casa era costruita su una roccia a picco sul mare, in breve, vivevo all’ultimo piano della misteriosa Torre per poter parlare tranquillamente con il Cielo senza paura di uno tsunami. Strano! Ero fortunata con il 13, che era il numero del mio appartamento sull'Athos, della mia dacia e del mio garage, dell’appartamento del mio ex marito a Mosca, le ultime cifre del mio numero di telefono e cosi` via.
Alzandomi dalla colazione, incontrai la cameriera e le chiesi di non pulire casa mia tutti i giorni, solo di portare fuori la spazzatura, dato che mi piaceva sentirmi come a casa.
Il mare, il mare, il mare... Dopo aver fatto il bagno, di solito mi sdraiavo sulla sabbia bianca vicino alle rocce lontane, e poi tornavo a casa, comprando lungo il cammino gelato e frutta al mini-mercato “Acropolis”, presso la taverna, dove ogni tanto cenavo.
Dopo aver letto “La Ragazza e il Mare”, che non aveva molto da correggere, fu piombata nei ricordi d’infanzia, ma esattamente alle 18:00 – amavo tutto il sistemico, non digerivo il caos, e dato che faceva troppo caldo durante il giorno – andai a fare una passeggiata fino al bordo col Monte Athos, portando con me l’Akathistos all’icona della Vergine Maria “Alla Ricerca dei Defunti”. Lungo la strada, visitai la Chiesa dei Santi Costantino ed Elena, dove si trovavano le icone di Portaitissa (Maria della Porta), Gorgoepikoos (Pronta ad Ascoltare) e un’antica icona di Santa Petka Paraskeva, amata dai Greci e da me. L’icona di Petka, che avevo acquistato sull’isola di Santo Stefano in Montenegro, dove avevo vissuto in un castello in vacanza molto tempo prima, era la prima icona dipinta a mano in casa mia. Ad Uranopoli, si poteva entrare in chiesa con qualsiasi vestito e scarpa, e le donne greche non si coprivano il capo con il velo in memoria della guerra con la Turchia – una protesta contro le usanze musulmane. All’interno della chiesa, c’erano le sedie per i parrocchiani, tranne che per i momenti speciali della liturgia, e l’aria condizionata.
La strada per il bordo con il Monte Athos partiva dalla Torre e proseguiva a sinistra lungo il mare, perpendicolare alla strada principale. In circa 30 minuti si poteva vedere il monastero di Zygou, il monumento “Protetto dall’UNESCO”, lo stemma dorato del Monte Athos, il filo spinato e una piccola dogana, anche se nel 99% dei casi, se il mare non era in tempesta, si arrivava ad Athos in traghetto, non via terra. Mi piaceva quella strada rurale, che costeggiava vigneti e uliveti, le terre dei residenti locali e il minuscolo albergo di lusso “Sketes”, dove non avrei soggiornato, perche` il mare dopo la Torre era diverso, cambiava radicalmente, passando da gentile e accogliente a spontaneo e aspro, come se il vero bordo fosse stato situato alla Torre.
Raggiunsi il bordo e mi fermai abitualmente alle rovine di Zygou, menzionate per la prima volta nel 941. Di solito l’accesso all’area degli scavi era chiuso, ma Sophia, la figlia di Dimitra, mi ci aveva portato e mostrato ogni sorta di cose interessanti e curiose. Girai a destra e camminai verso il mare lungo il filo spinato, salutai il Monte Santo e lessi l’Akathistos. Le guardie sul filo spinato – vespe – volavano per sondare le intenzioni dei turisti, ma io non avevo intenzione di attraversare il bordo e mi lasciarono in pace.
Sophia mi aveva mostrato una misteriosa insenatura di straordinaria bellezza a destra del bordo. C’era un piccolo passaggio tra le rocce e, durante la marea serale, si poteva entrare e uscire solo a nuoto, quindi non aveva senso portare con se` alcun valore: tutto doveva essere lasciato sulla roccia all’ingresso. Mi arrampicai su una delle rocce per ammirare il tramonto. Il Sole era come una candela accesa. Dopo aver scattato alcune foto, vidi dei fantasmi chiaramente manifestati, cosi` inviai le foto alla mia amica Svetlana e, alzando la testa, vidi... potrei giurare, era lo stesso Monaco dell’aeroporto! Avendo camminato lentamente lungo la riva, si sedette sulla roccia li` vicino e incontro` anche lui il tramonto. Quando il Sole scomparve, tornai indietro. Il Monaco mi segui`, ma si volto` verso la dogana. Tirai un sospiro di sollievo. C’era qualcosa in lui che lo distingueva dagli altri monaci, ma cosa?
Dimitra stava chiacchierando con suo marito e suo fratello nel loro negozio di icone di fronte alla Torre. Mi saluto` con un sorriso, mi offri` un caffe` e mi chiese com’era andata la giornata.
– Sono stata sul bordo. Come sta San Pietro con le chiavi?
– Ho telefonato ai monaci gemelli. Dicono che e` agosto e che ci sono molti eventi festivi. Posso spedirti Pietro per posta tra circa nove mesi, – offri` Dimitra, porgendomi un caffe`. – Oggi una coppia dalla Serbia ha comprato due icone stampate e un uomo di Londra, non ci crederai, ha preso la tua preferita “La quarta generazione”! Entrando nel negozio, e` rimasto senza parole, e poi ha detto: “La voglio!”
Londra... Sentii qualcosa sprofondare dentro di me, e nello stesso momento vidi il Monaco, proprio lo stesso! Ando` nella piazza davanti alla Torre, l’attraverso` e...
– Scusa, ho un cliente! – Dimitra mi sussurro` e si infilo` nel suo negozio, mentre io feci qualche passo verso la Torre, ma Dimitra torno` da me: – Falso allarme!
– Ma la Torre, mi hai detto che e` chiusa...
– Si`, gia` da diversi anni. Dicono che lo Stato non ha soldi per mantenere il museo. E c’e` un problema con il tetto. La Torre e` piu` alta nelle vecchie cartoline. Ogni tanto abbiamo terremoti qui. L’ultimo piano e` crollato e non ci sono soldi per restaurarlo, – spiego` Dimitra, porgendomi qualcosa avvolto in un foglio di alluminio. – Mia madre mi ha chiesto di dartelo personalmente! Pan di zenzero, lo cucina lei stessa! Per il te`!
Dopo aver ringraziato Dimitra e sua madre, mi diressi verso la Torre e, rallentando bruscamente, l’aggirai dal lato della piazza, poi dal lato del mare. C’era un lucchetto alla recinzione, un lucchetto alla porta e nessuna luce nelle finestre. Tuttavia, potrei giurare su tutti i Santi che quel Monaco ci fosse entrato solo un paio di minuti prima!
…Non riuscii ad addormentarmi per molto tempo, cosi` uscii sul balcone. C’era troppo silenzio. Il cielo era troppo nero. La Luna voleva dirmi qualcosa, ma l’icona della Vergine Maria del negozio di Janis apparve sullo schermo interno, e sentii: “Dai, Alice! Ricordati di me, ricordati!” Si`, c’era qualcosa d'importante che mi collegava all’icona, ma cosa? Tornai dal balcone, mi sdraiai sul letto, spensi la luce notturna e cercai di riaddormentarmi.
***
Da qualche parte nell’Universo
In un edificio con molte porte, creature con le ali stavano correndo alla velocita` della luce. Una di loro, che sembrava un Angelo Custode, mi prese la mano e mi condusse velocemente lungo il corridoio, come se fossimo in ritardo. In coda al banco informazioni, vidi il marito della mia vicina di Mosca. Sorrise e mi saluto` con la mano, augurandomi buona fortuna, o forse mi sembro`? – c’era troppo rumore! – o per il fruscio delle ali, o perche` ad ogni porta c’era una folla di persone che stavano discutendo animatamente di qualcosa. Salimmo all’ultimo piano e varcammo la porta con la scritta “Trasmissione in diretta”. Un impiegato alato in tunica bianca stava diligentemente scarabocchiando parole con una piuma e inchiostro invisibile in un libro spettrale su un tavolo altrettanto spettrale. Tuttavia, tutto in quel misterioso edificio sembrava piuttosto vago. Dopo aver finito di scrivere, ci lancio` un’occhiata e chiese:
– Standard?
– Si`, fratello, – annui` l’Angelo.
– Come ti chiami? – l’impiegato si volto` verso di me, gli risposi, lui scrisse il mio nome, ci mise un segno di spunta accanto e porse il registro all’Angelo. – Segna tu stesso la data e l’ora. E firmalo. L’altro giorno c’e` stato un precedente qui. Sono stato accusato di aver sbagliato la data. Hanno fatto un’investigazione, ma e` stata la colpa dell'Angelo. Era esattamente mezzanotte li`, ma l’orologio era un po’ indietro!
– Quando verra` inviato? – chiese l’Angelo, firmando il documento.
– Abbiamo un nuovo decreto, tre volte al giorno in diretta, quindi non preoccuparti, fratello, arrivera` a tutti! Buona fortuna, Alice!
Volevo chiedere cosa significasse e dove fossimo, ma qualcuno mi chiamo`. Mi voltai e vidi Ray. E all’istante... l’edificio era scomparso. Non c’erano piu` ne` persone, ne` impiegati alati, solo il cielo nero, le stelle, io e Ray. Un fulmine squarcio` il cielo. Lampeggio` a zigzag rossi e si spense, lampeggio` e si spense, ma non c’era nessun tuono da nessuna parte.
– Ray, cosa sta succedendo? – chiesi.
– Un fulmine, – rispose Ray con calma, avvicinandosi a me.
– Cosa intendi?
– Il telegramma.
– Il telegramma? – ero sorpresa. – A chi?
– A tutto l’Universo, Alice, – rispose Ray e... scomparve.
***
Uranopoli
Mi svegliai. Era ancora notte su Athos. Uscii sul balcone. Silenzio assoluto e cielo troppo nero, nemmeno una nuvola, quando improvvisamente... vidi lo stesso lampo del mio sogno! Il cielo lampeggio` a zigzag rossi e si spense, lampeggio` e si spense, lampeggio` e si spense...
Ñâèäåòåëüñòâî î ïóáëèêàöèè ¹226100602113