Confessione di un Fantasma. 15. 26. Citta di Piogg
romanzo di Alessandra Kriuchkova
nella serie “Il Gioco in un’Altra Realta`”
26 PRIMA/15 DOPO. SFERA N. 6
GRANDE ILLUSIONISTA. La CITTA` delle PIOGGE
***** GRANDE ILLUSIONISTA *****
Da qualche parte nell’Universo
– Dove siamo? – rimasi sorpresa, guardandomi intorno nello spazio, dove i centauri si stavano lanciando frecce verso il cielo.
– La tua Sfera 6 inizia al 30° grado di Scorpione e termina in Capricorno. Siamo nel territorio incluso di Sagittario, l’elemento del Fuoco. I centauri sono creature mitiche dal temperamento violento, simbolo di dualita`, personificano il Se` Inferiore e il Se` Superiore, il terrestre e il Celeste. Sono dilaniati dalle Forze del Bene e del Male. Nell’antica Grecia, erano considerati l’incarnazione dei torrenti impetuosi dei fiumi di montagna, nati da una nuvola. Una parte dei centauri e` sotto il patrocinio di Nettuno. Il piu` famoso e` Chirone, che dono` la sua immortalita` a Prometeo e poi prese posto nel firmamento stellato nella Costellazione di Sagittario, Centauro. Il Sagittario e` governato da Giove. Non e` qui, ma…
Improvvisamente, una nube nebbiosa apparve sul campo di battaglia, dalla quale un uomo in tunica blu con una corona di alghe e un tridente in mano usci` per venirci incontro.
– Ciao, Rukh, – sorrise. – Sono Nettuno, figlio di Saturno e Rea, fratello di Plutone e Giove.
– Plutone? – sussultai, e Nettuno ci fece cenno di seguirlo nella nube nebbiosa, ma, appena entrati, ci ritrovammo in un palazzo pieno fino al soffitto d’acqua di mare, dove pesci colorati nuotavano accanto a noi, nascondendosi nelle barriere coralline.
– E` dura per me senza acqua, – commento` Nettuno, conficcando il suo tridente nel fondale sabbioso. – Sono un pianeta di livello superiore, come Plutone e Urano, un pianeta lento, quindi sono nel Segno di Sagittario per un’intera generazione. Mi sento nella mia dimora, visitando Giove, nel Segno d’esaltazione di Chirone. I valori spirituali e i pensieri filosofici sono importanti per te. Sei la loro guida. Grazie all’ipersensibilita` e all’ispirazione, puoi cambiare il mondo terreno. Coloro verso cui sono malvagio cedono a falsi insegnamenti e portano false informazioni al mondo, ma non e` tua storia. Sono piu` gentile che malvagio con te.
– Tra personaggi famosi, – aggiunse l’Angelo, – lo stesso caso e` stato osservato nei passaporti dello scrittore Nikolai Gogol, di San Sergio di Radonez, di Herzen, Marx ed Engels, che hanno lasciato interi volumi di opere.
– Dono una forte intuizione, una sete di viaggi, talento musicale e poetico, interesse per la cultura e la religione, per i fenomeni mentali e la metafisica, la fantasia magica, le chiavi per la porta della nostra Realta`. Senti fisicamente cio` che gli altri non sentono nemmeno nella loro anima. O usi i miei doni per servire il mondo, o sprofondi come una pietra nel mare: autoisolamento, false illusioni, fuga dalla realta`, soddisfacendo i bisogni del Se` Inferiore con alcol e altro. Il tuo passaporto ha una formula per la dipendenza di tale cose. Sono il re delle illusioni. Do la tendenza a fuggire nel Mondo Sottile. Amo meditare, immergendo la mia coscienza nella Nebbia. Sono nella tua Sfera del Servizio e della Salute/Malattia, in opposizione alla Luna nel Segno di Gemelli. Questo ti minaccia di una doppia personalita`, di medianita`, di schizofrenia con l’insediamento delle creature dell’Astrale Inferiore.
– Ci sono molte altre scoperte simili che mi aspettano sulla Scala? Mi sto incarnando per diventare una pazza con una dipendenza di…?
– Spruzza i flussi delle visioni nettuniane attraverso la creativita`, e la follia non ti minaccera`! – mi consolo` l’Angelo. – Non praticare la magia, e nessun demono si insediera` dentro di te. Stai piu` vicina alla chiesa, o, come diceva San Paisio l’Athonita, aggrappati alla gonna della Vergine.
– Sono nel grado del Sole, con cui siamo amici, e del Venere, che significa poeti e scrittori, traduttori e artisti, – continuo` Nettuno. – Un grado di eloquenza e chiaroveggenza, mentalita` filosofica. Simbolo di Conoscenza e maggiore efficienza. Tali persone sono responsabili, altruiste, premurose, affidabili. La mia amicizia con Plutone mi da` liberta` di parola e la realizzazione del mio potenziale creativo nella sua Sfera della Trascendenza, come la Magia, la Morte, le esperienze postume dell’anima. Tuttavia, la tua ipersensibilita` causa istantaneamente malattie del corpo fisico, soprattutto in condizioni di stress elevato. Prenditi cura dei tuoi nervi e riposati di piu`. La tua personalita` di Saturno lavora oltre misura. Non dovresti lavorare troppo, la tua psiche e` gia` troppo sovraccarica, poiche` non spegnerai il sesto senso e non chiuderai il terzo occhio, scansionando automaticamente i pensieri degli altri, percependo l’energia di cose e luoghi senza il tuo desiderio. I tuoi sogni sono puramente profetici. Ancora qualche parola sulla tua salute: tendenza alla letargia, problemi con il sangue e i fluidi, avvelenamento, compresi i farmaci, ad eccezione di erbe medici e tinture a base di erbe. Bevi Acqua Santa, Rukh! Qualsiasi problema di salute di natura oscura e con diagnosi difficile e` dovuto a me. Tuttavia, la Morte per quanto sopra non ti minaccia.
– E che mi dici del mio lavoro?
– Il lavoro interferisce con la realizzazione del tuo destino a causa della mia opposizione alla Luna, ma portera` gioia se lavorerai con ispirazione, incarnando le idee nella materia. E` meglio lavorare da sola o in solitudine. Preferibilmente nella sfera dell’arte e della cultura, della musica e della letteratura, della pittura: otterrai riconoscimento e status. I membri del popolo di Nettuno sono psicoterapeuti. Sei una maga-ipnotizzatrice, che immerge le masse in trance con la Parola creativa. Io sono un sognatore dolce. Plutone e` un mago potente. Questo e` l’aspetto della liberazione della conoscenza magica, rapido progresso spirituale. Data la connessione con Chirone, puoi diventare una dottoressa di medicina alternativa, fare chimica e alchimia. Il lavoro richiedera` sacrificio. Ci sono due opzioni. O i tuoi capi si riveleranno malvagi membri del popolo di Plutone con scarafaggi nettuniani nella testa, il che equivale ad una tortura straziante, a causa delle opposizioni di Plutone al Sole (Coscienza) e di Nettuno alla Luna (Subconscio), o al lavoro diventerai tu stessa un Plutone malvagio con i miei scarafaggi.
– Quali sono i Plutoni malvagi con gli scarafaggi nettuniani?
– Ragni dalla mente annebbiata, vampiri, imbroglioni, attori dietro le quinte. Sono talentuosi, ma soffrono di complessi, quindi trovano l’equilibrio ferendo i propri cari. Sono attratti da personaggi famosi, modi raffinati, gusti, piaceri insoliti, odori speziati. Sono originali, ma incapaci di vero amore, da qui deriva il loro vampirismo e il parassitismo. Conducono una vita disordinata, inclini alla stravaganza, sono caotici, promiscui nei contatti e nelle persone, nei propri pensieri e nelle relazioni. Fuggono dalla realta` in un mondo illusorio, cambiano costantemente idea senza avere una propria posizione: tutto e` soggetto alle emozioni momentanee o alle dichiarazioni di chi capita loro a tiro. Promettono tutto a tutti e ingannano tutti quanti, di conseguenza, vengono ingannati dai loro “amici”. Il loro ambiente e` una palude putrida. Corrono in giro, saltando da un dosso all’altro, avendo paura di togliersi gli occhiali rosa e atterrarsi. Le loro azioni sono illogiche, poco chiare, inspiegabili, imprudenti. Il collasso finanziario li attende a causa della frivolezza. Se Nettuno e` afflitto e/o governa la Morte di un Plutone forte, ci si trasforma in un mostro psicologico. Il potere plutonico cavalca come un carro armato la propria mente annebbiata, e poi un tale Uomo-Ragno cavalca come un carro armato l’ambiente circostante, riversando la confusione nettuniana sui suoi cari, che alla fine impazziscono.
– Ma il tuo Se` e` Saturniano, Rukh, – rassicuro` l’Angelo, – con un sistema, una struttura e una logica rigorosi.
Osservai i pesci colorati che ci stavano guizzando intorno e non volevo saperne di piu` sulla mia vita futura. La mia psiche era sovraccarica. Nettuno prese il tridente, lo poso` sul fondo sabbioso e tutto scomparve in un istante: acqua e pesci, sedie di pietra, fondale e pareti, e lui stesso. I centauri mi superarono di nuovo di corsa, scagliando frecce verso il cielo con i loro archi.
– Come mai? Ha distrutto il suo palazzo!
– Non c'e` stato mai qui! – l’Angelo rise. – Nettuno e` un grande illusionista!
***
Biblioteca dell’Universo
– Una scelta senza scelta, – dissi con aria di sventura. – O diventero` una creatura caotica con la mente annebbiata, o mi verranno mandate creature con la mente annebbiata che mi passeranno sopra come un carro armato di Plutone e mi faranno impazzire come Nettuno.
– Che vita piena d’eventi ti aspetta! Cosa c’e` nel libro? Oh, “Canarino”! Aiuta quelli che ti mandero`!
Lessi di un uomo ricco che si rese conto che il vero amore era molto piu` importante di una villa su un’isola delle Canarie, ma, avendo perso il suo unico amico, un canarino, si ritrovo` in fondo alla societa`.
“Il mio canarino e` morto... Il mio ultimo amico... Aspettava sempre il mio ritorno dal lavoro, ha twittato qualcosa nella sua lingua. Ed e` morto, incapace di vivere nella nostra dannata famiglia! Ora il mio amico viene a trovarmi di notte... Come un fantasma… Credi nei fantasmi?”
***** La CITTA` delle PIOGGE *****
Mosca
– Che dipinto misterioso e cupo, dai colori lacrimosi, – sospiro` Ray, scrutando il contenuto della mia stanza segreta.
– E` Venezia. Sta piangendo.
– Per chi, ricordi? – Ray sorrise compiaciuto. – Cos’e` questa “La Citta` delle Piogge” e altre?
– CD con le mie canzoni, registrate in uno studio musicale a Mosca. Peccato che le poesie fossero ancora grezze allora. Sono contenta di non averle pubblicate online, – mi guardai intorno, nello spazio non ancora scansionato della stanza. – Ray, la maniglia della finestra e` da qualche parte qui intorno?
– La maniglia e` della tua finestra, non della mia! Ti ho insegnato a cercare le cose, tuttavia non ci sei mai riuscita, di solito perdevi la speranza e la fiducia in te stessa ad un passo da cio` che cercavi, anche se alla fine lo trovavi.
– Non la sento qui, la maniglia. Dov’e`?
– Non ne ho idea, ma sono sicuro che la troverai nel posto piu` inaspettato e all’ultimo momento. Il demono che ha rubato la maniglia non e` stato cosi` stupido da lasciarla davanti ai passanti.
– Quindi poteva lanciarla a chiunque!
– I demoni, certo, sono creature primitive, ma tendono a gongolare, non l’hanno buttata in un bidone della spazzatura. Oltre alla magia, ti ho insegnato a pensare logicamente e a giocare fino a dieci scenari, inclusa la fusione con la coscienza degli altri giocatori sulla tua scacchiera. Prova a metterti nei panni di chi non vuole che tu la trovi entro 40 giorni. Dove nasconderesti quella dannata maniglia?
***
Uranopoli
Ancora una volta, mi guardai intorno, tra le icone dipinte a mano.
– Stai materializzando Pietro con le chiavi? – scherzo` Dimitra. – Vieni qui, ti do qualcosa. Oggi e` il giorno di San Panteleimone sul Monte Athos. E` l’unico esemplare di questo tipo che ho dal monastero russo. Vedi, sulla croce e` incisa l’iscrizione: “Il millesimo anniversario del monachesimo russo sul Monte Athos”. Il volto di San Panteleimon e` su un lato, la Vergine Maria del Monte Athos con una preghiera sul retro.
Dimitra mi porse un rosario di seta verde chiaro. La ringraziai e glielo indossai subito, poi uscimmo per bere un caffe` e raccontarci qualche storia.
– I santi e la Vergine aiutano in tutto, ma esistono anche immagini “guaritrici”. Per esempio, la nostra Pantanassa, – disse Dimitra, non senza orgoglio, – la piu` famosa delle icone del Monte Athos, a cui si rivolge la preghiera in caso d’oncologia. Si dice che l’icona originale sia stata portata da Vatopedi al Metochion di Porto Lagos, dall’altra parte della penisola, a causa dei tentativi di furto, e ora ce n’e` una copia a Vatopedi. Comunque, quali icone “guaritrici” conosci?
– Hai l’icona della Vergine Guaritrice. La Vergine e` in piedi al capezzale di un uomo morente che tu una volta hai scambiato per un dormiente. L’icona del Monte Athos “Pronta ad ascoltare” aiuta anche ai dipendenti da alcol ed altro. I pellegrini le portano sigarette per liberarsi dal fumo. Contro la dipendenza e l’alcolismo c’e` “Il Calice inesauribile”. Ho vissuto nel monastero di Makarievskaya Pustyn, dove la sua copia miracolosa e` circondata da altre icone con “Calice”.
– C’e` anche Santa Barbara li`?
– Si`, entrambi, Barbara con il Calice della Comunione, e San Giovanni di Kronstadt con il Calice. Lui e` stato canonizzato nel 1990, 82 anni dopo la sua morte. Le sue reliquie si trovano nel monastero da lui fondato a San Pietroburgo. Giovanni era un sacerdote, che distribuiva costantemente il suo denaro. Ci sono molti riferimenti alle sue profezie e alle sue guarigioni. Santa Petka Paraskeva aiuta di guarire la vista terrestre; nelle icone greche e` raffigurata mentre porge una ciotola con gli occhi. San Basilio di Ostrog e San Giovanni Battista aiutano contro il mal di testa, in Grecia San Giovanni viene dipinto con la propria testa in mano.
– Oh, mi sono ricordata, Alice, dell’icona del Monte Athos “La Vergine a tre mani”, anche se non ricordo perche` abbia la terza mano sull’icona.
– Non e` la Sua mano! San Giovanni Damasceno della Grande Lavra di San Savvas il Santificato, che servi` per la prima volta a Gerusalemme nell’omonimo monastero, scrisse inni divini, ma l’imperatore bizantino ordino` di tagliargli la mano destra a causa delle calunnie di persone malvagie. Giovanni appoggio` la mano mozzata sul punto del taglio e prego`. La Vergine gli apparve in sogno e gli promise di aiutarlo. Al mattino, si sveglio` con la mano fusa come prima. Fece una mano d’argento e la attacco` all’icona, come simbolo che la sua mano apparteneva a Dio. Giovanni fu sepolto nella Grande Lavra sul Monte Athos, accanto al santuario di San Savvas, ma si dice che le sue reliquie si trovino anche a Cipro, sull’isola di Patmos e a Venezia. La Santa Martire Zinaida di Tarsia, cugina dell’Apostolo Paolo, fu una di coloro che non erano mercenari. Una storia simile di gambe guarite accadde ai Santi Fratelli Cosma e Damiano. C’erano tre paia di Santi con questi nomi. Vissero in epoche diverse, in paesi diversi. I primi due morirono di morte naturale, i successivi furono martiri. Erano tutti guaritori che non chiedevano compenso. Vengono commemorati in date diverse a seconda del momento della loro dipartita dalla Terra. Una coppia di fratelli era particolarmente famosa per essere apparsa in sogno ad un uomo, a cui era stata amputata una gamba e, dopo aver mozzato la gamba di un etiope morto...
– Fusa?!
– Si`, Dimitra. Santa Tecla Protomartire aiuta nei casi di malattie della pelle. La Chiesa la equiparava al rango degli Apostoli, come testimoniano gli apocrifi del II secolo, gli “Atti dell’Apostolo Paolo e Tecla”. Nata in una famiglia benestante, incontro` l’Apostolo Paolo e decise di dedicarsi al servizio di Dio. L’Apostolo fu espulso dalla citta` e Tecla fu condannata al rogo, ma il fuoco non la tocco`. Tecla lascio` la citta` e ando` con Paolo a predicare ad Antiochia. Il governatore di Siria la condanno` a morte e la getto` in pasto ad una leonessa selvaggia, ma l’animale si sdraio` obbedientemente ai piedi della futura Santa. Lo stesso accadde con gli orsi, e poi con i tori. Per tutta la vita guari` le persone, vivendo in una grotta. In vecchiaia, gli stregoni pagani inviarono dei mercenari a Tecla, ma lei corse al monte Kalamon, che si apri`, cedendole il passo, e si formo` una stretta gola, e un convento fu fondato nella grotta in cima alla montagna, dove mi hanno recitato una preghiera in aramaico. In realta`, nel villaggio siriano di Maaloula, vicino a quella montagna, molte persone conoscono ancora l’aramaico.
– E` questa la lingua che parlava Cristo?
– Si`, giusto. Ho visitato quel convento alla vigilia della guerra in Siria e ho portato un’icona di Tecla con il timbro. Il suo nome sull’icona e` scritto a mano in caratteri arabi. Il monastero e` stato distrutto e saccheggiato dai militanti nel 2014. Le icone furono bruciate, la cappella fatta saltare in aria, ma si dice che le reliquie della Santa, murate nella roccia, non siano state ritrovate. Una parte delle sue reliquie si trova a Cipro, nella chiesa di un villaggio vicino a Larnaca, dove c’e` una sorgente che guarisce le persone affette da malattie della pelle. Uno degli asteroidi prende il nome da Santa Tecla. La sua commemorazione viene festeggiata il 24 settembre.
– Veneriamo anche i guaritori erboristi, per esempio San Nettario. E chi e` come lui in Russia?
– Sant’Agapito della Lavra di Kiev. Sono entrata nella grotte sotterranea, c’erano molte reliquie di vari santi, e poi ho trovato una piccola icona dipinta a mano, di Sant’Agapito con delle erbe in mano. San Luca di Crimea aiuta in chirurgia; sulla sua icona c’e` un tavolo con degli strumenti chirurgici. Beh, San Panteleimone, ovviamente, e` un guaritore. Tutti i Taumaturghi sono considerati guaritori. Puoi sempre rivolgerti a loro per ricevere aiuto nella guarigione.
– Quanto a me, Alice, mi piace la nostra Santa Anastasia Pharmakolytria, aiuta i farmacisti. Ha una brocca di medicine in mano. Le sue reliquie si trovano a Souroti, non lontano da qui, in un monastero maschile. Se fossi in te, andrei da lei!
***
Torre di Uranopoli
– Che novita`, Alice? – si udi` la voce familiare di Joice.
– Sembra che ti cambiero` al posto della guardia nella Torre! Ray ha detto che la maniglia era nascosta in un posto dove non avrei nemmeno pensato di cercarla.
– Non preoccuparti, hai tempo! A proposito, poeti e scrittori amano non solo i libri, ma anche... i diari. Tu ne tenevi uno?
– Da bambina, si`. Poi l’ho distrutto, dopo averlo riletto. E` stato troppo doloroso. Ho tormentato il Cielo chiedendogli di portarmi via il prima possibile. Forse ho scritto qualcosa piu` tardi, non su carta. Inoltre, non si puo` scrivere tutta la verita`.
– Sono d’accordo, ma cerca di trovare questi documenti nella Biblioteca dell’Universo! E non aver paura, di solito le persone vulnerabili scrivono a vanvera, con mezzi termini, quindi e` improbabile che qualcosa possa farti del male.
***
Al Giudizio, nell’Universo
Al suono incessante della Sonata al Chiaro della Luna, un uomo con una chitarra si avvicino` al Bilancio, sorridendo come un bambino e canticchiando qualcosa. Le immagini sullo schermo stavano tremolando troppo velocemente per comprenderle. L’uomo mise il suo “Grazie” nella ciotola giusta, si volto` e, notandomi, mi si avvicino` e mi disse con un sorriso:
– Venezia non piange piu`! Ti aspetta la Citta` del Sole! – e si allontano` nella Nebbia al suono della stessa Sonata al Chiaro della Luna.
***
Biblioteca dell’Universo
La Sala di Lettura era sovraffollata. Riuscii a malapena a trovare un tavolino libero tra le infinite file di librerie alte. Mi guardai intorno, tra i miei vicini, e notai che la maggior parte di loro stava sfogliando le pagine con le mani per abitudine. Avendo ricevuto una copia del mio diario, misi gli occhi in diagonale nel tentativo di scorrerlo intero, ma mi resi conto che era irrealistico.
“...Ci incontrammo la sera in una cafeteria al centro, e il mio intuito non mi tradi`: “per sempre giovane, per sempre ubriaco”, mi disse che il suo amico ci stava aspettando in un bel posto e mi porto` al club Visotsky. Fummo fermati all’ingresso. Gli occhi della guardia si chiedevano cosa avesse in comune la ragazza della foto alla copertina di una rivista di lusso con un uomo ubriaco nelle scarpe da spiaggia di gomma e con capelli sporchi, ma lui diede il nome del suo amico e ci fecero entrare.
– Hai bevuto le tue ultime scarpe? – chiesi.
– Non importa, ora e` di moda!
Il suo “amico” si rivelo` un uomo d’affari. Ognuno di noi tre a quel tavolo viveva la propria realta`. Lui disse di non aver mangiato nulla dalla mattina e guardo` interrogativamente il suo amico. L’amico mi chiese cosa ordinare. Dissi che avevo gia` cenato, una bugia, non volevo mangiare a spese di qualcun altro. Lui si ordino` una birra e una vodka, il suo amico apprezzo` il mio sguardo e gli porse il piatto di carne.
Lui stava bevendo birra con vodka, il suo amico – whisky con ghiaccio, io – caffe`. Il suo amico racconto` di suo figlio e di una cantina segreta con giovani dipendenti. E il mio conoscente pronuncio` frasi a frammenti sui vecchi tempi. Cercavano di costringerlo a lavorare in un campo non creativo, ma lui si oppose con orgoglio al non lavorare, essendo riconosciuto ovunque. Disse, che qualcuno gli aveva dato dei soldi, che avrebbe comunque dovuto laborare con la sua creativita`, ma li aveva gia` bevuti, e rise. Mentre io pensai che nessuno mi dava mai soldi, non potevo guadagnare tanti soldi con la mia creativita`, stavo solo spendendo sulla creativita` cio` che avevo guadagnato con il duro lavoro in ambiti completamente diversi, pur vivendo e nutrendo non solo me stessa...
Una certa signorina lo chiamava di continuo, chiedendogli delle chiavi...
Di tanto in tanto dicevo:
– Mangia un pezzo di carne, o si offendera`. Dai, questo pezzo per il bene di tuo padre.
– Lei scrive poesie, – disse lui al suo amico.
– O spingi via tutti con i gomiti, o trova un oligarca. Quest’ultimo viene dal regno delle fiabe, – disse l’amico, annuendo verso il palco dove si suonava jazz.
Mi sentii molto triste. Come Cenerentola, la cui carrozza stava per trasformarsi in una zucca, guardai l’orologio e dissi che dovevo andarmene, senza capire cosa avrei dovuto fare per completare la catena d’eventi...”
“Un lungo incubo… era notte, tutto era nebbioso, avevamo concordato che sarei venuta a prendere dei documenti. Arrivai e vidi la stessa vita: bottiglie vuote, bicchieri e la luce spenta per qualche motivo. Lui stava lentamente crollando al pavimento, sussurrando: “Ti amo”. Volevo dire qualcosa sul Divino, ma era inutile. Avrebbero dovuto esserci piu` persone li`, ma lui caccio` tutti fuori e stava ridendo. Cercai di trovare dei documenti sul PC – invano. Lui ripete` che mi amava e che non mi avrebbe lasciato andare da nessuna parte, ma il campanello inizio` a suonare insieme a tutti i telefoni, sia fissi che mobili, contemporaneamente. Disse che non c’era nessun altro li` tranne noi. Gli chiesi di rispondere almeno al campanello della porta. Apri` la porta, non c’era nessuno. Sgattaiolai fuori, lui mi guardo` con aria lamentosa, disse che aveva dipinto Venezia per me, e “sta piangendo”, mi chiese di trovargli un’altra casa, perche` non poteva piu` stare li`, dove per qualche motivo la luce era spenta, e tutto era nebbioso… Uscii in silenzio in strada, ingoiando l’aria gelida, e mi svegliai...”
“Da quanti giorni stava piovendo a dirotto senza sosta? E la pioggia ti faceva impazzire lentamente, e sembrava non finire mai, sarebbe stata per sempre. Sasha mi chiamo` la sera. Ci accordammo per incontrarci in metropolitana. Lui spunto` dalla folla: nero, magro... quasi un fantasma.
– Andra` tutto bene, Sasha, – gli dissi e cercai di tirarlo su di morale, con un tumore al cervello ad un millimetro da un’arteria, porgendogli il mio libro “Gioco in un’Altra Realta`” come regalo.
– Grazie, – disse a bassa voce e aggiunse pensierosamente: – Avevi ragione a dire che bisogna vivere per gli altri, altrimenti si viene portati via da qui.
Andai al lavoro, feci bollire l’acqua nel bollitore, bevi il caffe` e accesi il telefono. Volevo silenzio, ma il telefono emetteva un bip di messaggi in arrivo e numerose chiamate perse, tutte sullo stesso numero. Nel tardo pomeriggio, mi torturava di “Voglio vederti!”, accompagnato dal rumore costante della pioggia che non finiva mai. Sospirai tacendo. Dopo la mia giornata di lavoro, uscii sotto la pioggia e gia` in metropolitana sentii il telefono squillare. Lui era al centro commerciale, ad un paio di fermate da me, “Andiamo al ristorante”. Vivere per gli altri? Entrai in un enorme centro commerciale. In lontananza, in uno dei negozi, vidi una sagoma familiare. Mi saluto` con la mano, mi si avvicino`, mi abbraccio` e grido` a tutta la sala:
– Sono cosi` contento che tu sia venuta! – mi prese la mano e mi porto` via. Abbiamo vagato senza meta per il centro commerciale.
– Sei un barbone? – gli chiesi con calma.
– Beh, si`. Sono un barbone, – sorrise come un bambino. – Anche molte persone famose erano senza casa, in qualche modo! Non ho mangiato tutto il giorno oggi! Andiamo a mangiare!
Dovrebbero esserci dei bar al piano di sopra. Cercammo a lungo una scala mobile, poi salimmo all’ultimo piano, ma lui fece una smorfia – non li`, in citta`! Stavamo camminando lungo la strada. Mi teneva la mano, si fermava di continuo, sorridendo e dicendo:
– Sono cosi` contento che tu sia venuta!
– Allora, dove vivi adesso?
– Da un conoscente. Sono appena tornato dal mio tour... Cento concerti ogni estate! Su una nave, li`... Dio, potrei camminare con te per molto, molto tempo lungo questa strada! All’infinito! Sono cosi` felice di vederti!
Entrammo alla caffetteria “Chocolate”, ma lui storse il naso, e capii il perche`. Raggiungemmo un ristorante orientale, entrammo nella penombra, ci sedemmo sul divano ad un tavolo. Mi abbraccio`, quasi strangolandomi, e non volle guardare il menu.
– Cosa beviamo? – mi chiesi.
– Succo d’arancia. Ordina da mangiare per te, – dissi con calma.
Ordino` del vino. Le mie stupide domande non avevano senso.
– Perche` vi siete lasciati? – chiesi.
Indico` la larghezza del tavolo con la mano.
– Tanti svantaggi, – e bevve dopo ogni frase, e io gli misi una forchetta in mano.
– Non esistono persone perfette, mangia.
Uscimmo. Era gia` buio e stava piovendo.
– Dove andiamo? – mi chiese.
– Alla metro.
– No, prenderemo un taxi e andremo...
– No.
Lui scosse la testa offeso, si fermo`, tirandomi per mano, quasi con le lacrime agli occhi:
– No, per favore. Non andare via! No! No!
Ci avvicinammo alla metro. Continuava a guardarmi come se fossi una dea. Non mi lascio` la mano. Ripassai freneticamente le opzioni nella mia testa finche` non ne trovai una possibile.
– Devo registrare un CD con le mie canzoni. Posso farlo solo questo fine settimana. Domenica. Il disco mi serve urgentemente. Ho una presentazione importante. Presto.
– Bene... facciamolo domenica.
– C’e` molto da registrare, prenotatemi tutto il giorno da stamattina.
– Va bene, vieni alle 10.
Sia sabato che domenica erano programmati minuto per minuto. Non era prevista alcuna presentazione. Non avevo idea di cosa registrare, perche` tutto era stato fatto molto tempo prima. Comunque, avevo due giorni per trovare qualcosa.
Sabato. Sera. Pioggia. Di ritorno dall’ Club Letterario Aperto, capii che l’unica registrazione possibile era il testo del mio “Libro della Conoscenza Segreta”, ma aveva circa 900 pagine. Lo chiamai – silenzio. Verso mezzanotte ricevei un messaggio “Alle 16:00”. Era inutile dettare il libro alle 16:00, visto che non avremmo avuto abbastanza tempo. Canzoni? Sfogliai le poesie che volevo rileggere “qui e ora” e le stampai, non mi erano arrivate con la musica, come le precedenti, gia` registrate su due dischi. Come cantarle e suonarle? Avrei dovuto scrivergli: “Non posso domani”, ma... vivere per gli altri.
Mi svegliai all’ora di pranzo. Arrivai verso le 16:00, uscii dalla metropolitana. Stava piovendo. Lo chiamai per telefono – silenzio. Forse avrei dovuto fare un giro e tornare a casa. Lui arrivo` 15 minuti dopo. C’erano delle bottiglie sul sedile posteriore.
– Beh, dovevo esserci, ho suonato oggi al concerto!
– Ti stai gia` gonfiando, – dissi, e lui rimase in silenzio, ma entrammo in un cortile, scendemmo dall’auto, lui prese le bottiglie e salimmo le scale fino all’appartamento del suo conoscente.
– Se solo sapessi quanto odio questo posto!
Entrammo sotto le alte e cupe volte di un enorme appartamento che sembrava disabitato. Pareti spoglie senza carta da parati, in parte nere, con crepe e stucco che cadeva dal soffitto. Una pila di sacchi con cose su entrambi i lati. Da qualche parte sulla destra, una voce maschile stava parlando al telefono.
Mi condusse nella stanza simile ad una cella, dove si era sistemato e chiuse la porta dietro di noi. Un lettino. Un armadio nero. Un tavolo. Un registratore, una piccola finestra. Si sedette al tavolo e si prese la testa tra le mani.
– Sono venuta per farti registrarmi. Mi serve un CD. Con le canzoni.
– CD? – chiese pensierosamente.
– Si`, dobbiamo registrare 16 canzoni oggi.
– 16 canzoni?!
– Non solo registrale. Questo CD deve essere il migliore, – dissi con calma. – Inoltre, voglio che tu componga un arrangiamento per ogni canzone.
– Sei pazza.
– No. E ne ho bisogno urgentemente.
– In questo stato, non posso suonare niente.
– Devi farlo. Sono tuo cliente. Il tempo e` denaro. Non ne ho molto, – tirai fuori i miei fogli di carte stampate con le poesie e mi sedetti sul letto, mentre lui stava guardando la pioggia fuori dalla finestra. – Microfono.
Si volto`.
– Mi serve un microfono, – ripetei con calma.
Ando` all’armadio, prese un supporto, un microfono, ma non riusci` ad attaccare una griglia, poi cerco` un altro microfono, uno nuovo, ma non riusci` a collegarlo.
– Rilassati, lo registreremo su quello vecchio. Non perdere tempo! – guardai l’orologio, era passata mezz’ora. – Microfono per la chitarra?
– No, ci vorra` del tempo...
– Va beh, ce la caviamo con uno solo.
Si sedette di fronte a me e disse a malincuore:
– Non e` cosi` che si fa.
– Dammi le cuffie.
Non si mosse.
– Le cuffie!!! – gridai.
Ubbidiente ando` a cercarle e le trovo`. Tiro` fuori una chitarra. L’accordo`.
– Ottimo. Ora sposta il supporto per i testi. E accendi le mie cuffie.
Faceva tutto molto lentamente, prendendo periodicamente la bottiglia successiva. Un’ora dopo, tutto era pronto per la registrazione. Si sedette su una sedia di fronte a me. Guardai i miei testi, scegliendo da quale cominciare. Di conseguenza, ne tirai fuori uno a caso, in realta` non importava, dovevo cantarli e suonarli tutti improvvisando. Dopo aver sospirato, cominciai a suonare canticchiando.
– Pronta? Registriamo? – mi chiese stancamente. – Qual’e` il titolo di questa prima?
Glielo dissi, e lui lo scrisse su un pezzo di carta.
– Non dimenticare che devi comporre un arrangiamento per ogni canzone. Beh, o suonare la seconda chitarra.
Lui scosse la testa. Registrate “Reverence”, “Nessuno come te”, “La Citta` delle Piogge”, “In questa citta`”, gli passai la chitarra. Mi guardo` con aria interrogativa.
– La prossima canzone, la suonerai tu.
– No, non posso.
– Lo puoi. Rimettiti in sesto. Ci sono un sacco di “F”, non ne sono brava.
Stavo inventando accordi al volo. Li segno` su un pezzo di carta con il testo. Registrammo. Il microfono era uno a due, ma venne benissimo.
– Come si chiama questa canzone?
– “A Woland”* (il nome del Diavolo, personaggio del famoso romanzo di M. Bulgakov), – mi sorpresi a pensare che la persona che chiamavo cosi` e a cui, in effetti, era stato dedicato quel verso, appariva nella mia vita dopo ogni registrazione del mio altro CD. Dio, quanto mi piacerebbe vederlo in quel momento!
– Woland? Sai su quale nave ho suonato? “Bulgakov”!
Registrammo “Il tuo nome”, “Giardiniere triste”, “Autunno come un’occasione”, “Alla stazione dei treni oscura”. Lui chiese una pausa. Andammo in cucina. Bevemmo caffe`. Notai che tutti i fornelli del fornello a gas erano accesi, ma non c’erano piatti!
– Perche` sono accesi? – gli chiesi sconcertata.
– Li accendo. Sempre.
– A che scopo?
– Sono come una cappa da cucina per... fantasmi. Credi nei fantasmi? Questo appartamento e` maledetto. Sono morti tutti qui. E lui vuole che muoia anch’io. Ma manteniamo il silenzio!
– Chi e` lui?
Indico` la stanza accanto, dove si sentiva la voce del suo conoscente. Mi guardai intorno in cucina e chiesi:
– Questo conoscente tuo si e` appena trasferito qui?
– No, e` nato qui e vive qui da circa 50 anni.
– Non aprire il gas! Hai sentito? Spegnilo!
Lui, obbediente, spense il gas. Tornammo nella sua cella e registrammo “Parigi-Mosca”, “E` tempo di vivere”, “Baciami sulle labbra con una nevicata silenziosa”. Ci era rimasta “Portami via da qui”, in realta` dedicata allo stesso uomo, il mio Woland, ma perdemmo circa un’ora per concordarla. Lui la senti` in modo diverso, non come me. Litigammo. Dissi che la modulazione doveva andare da “M” a “F”, mentre lui insistette per “E” fino ad “A”. Quando stavamo per registrare quella che forse era la piu` cupa delle canzoni, il suo conoscente busso` alla porta.
– Ho bisogno di... piantare un chiodo... nel muro, – disse una voce cupa dietro la porta.
– Ci resta solo una canzone!
– Ma ho un chiodo solo. Lo piantero` due volte. Poi registrate la vostra canzone. Bene?
La frase mi fece male alle orecchie... Un chiodo... da piantare... nel muro... in quell’appartamento completamente nudo e nero... Mancava solo un chiodo!
Registrammo “Portami via da qui”. La cantai come lui la sentiva, tutto sembrava andare alla grande, ma all’ultima strofa lui prese il suo accordo, mentre io cantai il mio. Registrammo per inerzia fino alla fine. Tuttavia, era chiaro che era andato tutto a rotoli.
– Beh, Dio lo benedica, – gli dissi.
Lui scosse la testa, lascio` la chitarra di lato e mi prese per mano. Le bottiglie erano finite. Mi seppelli` la testa sulla spalla. Il suo corpo stava tremando. Mi chiese dei soldi. Risposi con calma:
– Non appena mi passerai gli ultimi file su CD.
Sospiro`, rimanendo in silenzio a lungo, poi chiese:
– Come intitolerai questo disco?
– “La Citta` delle Piogge”.
Rimase di nuovo in silenzio. Poi sbatte` il pugno sul tavolo e disse:
– Non posso farcela da solo, sai? Ho bisogno di un dottore. Devo andare in ospedale. Mi metteranno un contagocce. Qui mi uccidera`. Sono morti tutti qui. Credi nei fantasmi? Non posso stare qui. Ieri non volevo vivere. Per favore, chiamami domani, controlla se sono ancora vivo. Lo farai?
Annuii. Mi accompagno` alla porta.
– Andra` tutto bene, vero? – chiese.
– Certo.
– Non hai mai cantato come oggi. Incredibile, meraviglioso, davvero!
Gli feci un cenno con la mano e lui sorrise. Uscii sotto la pioggia, che cadeva a dirotto, facendoti impazzire lentamente, e sembrava non finire mai. Andai alla metropolitana e non sapevo se avrei mai piu` potuto sentire quelle canzoni che avevamo registrato improvvisando quel giorno. Ma sapevo per certo che non sarei mai piu` stata in grado di cantarle cosi`...”
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