Confessione di un Fantasma. 39. 2. la Luna Piena
romanzo di Alessandra Kriuchkova
nella serie “Il Gioco in un’Altra Realta`”
2 PRIMA/39 DOPO. SFERA N. 12
L’ASCIA del KARMA. In FONDO al POZZO
***** L’ASCIA del KARMA *****
Da qualche parte nell’Universo
La Sonata al Chiaro della Luna stava risuonando ancora nella Sfera 12, ma apparve il mare.
– Siamo arrivati al grado zero di Cancro, alla mia dimora, – sorrise la Luna. – Da qui puoi gia` vedere il tuo Ascendente al 13° grado, il momento del tuo primo respiro, e ad altri 13 gradi, laggiu`, la solitaria Torre di Saturno, dove lui coltiva il suo Giardino di Pietre nel semiterrato. La Torre si trova al confine con la Sfera 2, la cui Responsabile sono anch’io.
Improvvisamente ci fu uno schizzo d’acqua e vidi un uomo che stava annegando nel mare. La Luna agito` la mano e le onde si divisero. L'uomo in armatura militare si avvicino` a noi, tese la mano, impigliata nelle alghe, e disse:
– Ciao, Rukh! Scusa, qui ci sono continue correnti sotterranee, inoltre, ora l’acqua arriva alle ginocchia, ma fra un passo c’e` un abisso, e cado d’improvviso.
– Sei Marte in Cancro? – chiesi tristemente.
– Si`, e questa e` la posizione peggiore per me. Io sono Fuoco e l’Acqua mi spegne. Marte in Cancro si chiama Marte in Caduta.
– Tuttavia, grazie a te, Marte, ed a Saturno in Cancro, Rukh ha 40 gusci invece di uno, – disse la Luna.
– Non posso manifestare il mio potere apertamente ed esteriormente, – sospiro` Marte. – Cercherai di aggirare e smussare gli angoli acuti, evitando conflitti e aggressivita`, rifugiandoti spesso in un posto segreto. Non mi sento a mio agio nelle competizioni, anche se sembra che il guerriero debba essere pronto alla battaglia. La mia forza e` una maschera. Non puoi difenderti da sola, essendo completamente indifesa contro la manifestazione della forza bruta. L’unica eccezione e` se devi proteggere qualcosa di molto caro, che appartiene alla Sfera di Cancro – la famiglia, ad esempio, i tuoi cari, figli.
– Una delle cause della debolezza di Marte e` la soppressione dell’anima da parte dei genitori nella prima infanzia, – chiari` l’Angelo, – o la mancanza d’energia maschile in famiglia, il che, data la Sfera 12, significa...
– Un bambino cresce senza padre, – espirai.
– Marte in Cancro e` una creatura gentile e vulnerabile, – aggiunse la Luna, – orientata all’anima, al mondo dei sentimenti. Non sopporta le pressioni, sente sempre cosa gli altri nascondono dietro le maschere. Se Marte viene trattato troppo male, e` capace d'infuriarsi e raffreddarsi rapidamente, ma e` vendicativo, anche se non si vendica apertamente. Ci sono molti nemici segreti che lui non puo` uccidere, la sua arma non sparera` mai, se non a se stesso, mentre gli altri sparano a lui. Qualsiasi morte violenta e` altamente probabile, poiche` Marte in Cancro attira l’aggressivita`.
– Sono Responsabile della tua Sfera 11, Conoscenti, ma sono nella Sfera dei Nemici Segreti, – sospiro` Marte.
– La connessione tra le Sfere 11 e 12 non significa solo amici e nemici, ma anche protettori segreti, il dono di svelare situazioni e fenomeni misteriosi, la capacita` d'influenzare segretamente le masse. Lo scrittore Arthur Conan Doyle, famoso per i suoi romanzi gialli, aveva lo stesso Marte, quindi adorava tutto il misterioso e mistico, partecipava a sedute spiritiche.
– A causa dell’ipersensibilita` e del controllo delle emozioni, Marte e` incline a sovraccarichi nervosi, depressione e... In breve, Rukh, – concluse l’Angelo, – riversa il negativo, non sulle persone, ma sulla carta. Forse questo e` l’unico modo per sfuggire all’autodistruzione.
– Sono un eccellente ufficiale dei servizi segreti, – continuo` Marte, – dato che sono un guerriero, ma nella Sfera dei Segreti so mantenere i segreti. Particolarmente adatto a lavorare all’estero, in isolamento. Posso avere successo in una carriera come chirurgo militare, direttore di una prigione e cosi` via. Ho una mentalita` monastica, come la Luna nella Sfera 12, sono come un paguro, il mio rifugio segreto e` il mio mondo interiore. Non perseguo potere e gloria, non metto mai i miei interessi a scapito degli altri.
– Si`, Marte e` assolutamente altruista qui, serve le persone, sacrificando se stesso e i suoi interessi, fa segretamente beneficenza e aiuta i sofferenti, principalmente psicologicamente, fungendo da parafulmine in situazioni di conflitto. Molti astronomi definiscono le sue azioni una fatica di Sisifo, poiche` il mondo gli e` recintato, erigendo alte mura di pietra. Offeso, Marte cerca di assumersi una quantita` crescente di lavoro per dimostrare con il proprio lavoro di meritare attenzione, lodi e apprezzamento. Non un posto sotto il Sole, ma proprio lodi.
– Marte e` Ariete, un eterno bambino che ha bisogno di essere costantemente accarezzato sulla testa, giusto? – chiesi.
– Giusto, – concordo` la Luna. – Marte in Cancro nella Sfera 12 e` un altro segno di un’infanzia difficile in isolamento. In caso di sconfitta, significa problemi di vista, infortuni, disabilita`, vedovanza.
– Marte, hai degli amici? – chiesi.
– Si`, ne ho uno, e` Urano nella tua Sfera della Creativita`, – sorrise Marte. – Ama i non standard, la liberta` d’espressione, eleva una persona al Cielo. E` anche un simbolo del Cielo, gli piacciono gli astrologi. Scriverai di noi sulla Terra. Ma il tuo Plutone mi uccide.
– Fermati, – dissi pensierosamente. – Mio padre e` un militare? Un ufficiale segreto? E` sempre in viaggi d’affari all’estero, l’ho letto nel mio libro, quindi sono isolata da lui, giusto? Plutone lo uccidera`?
– La sua morte sara` avvolta nel mistero, – sospiro` Marte. – Morira` d'improvviso e all’istante, in un ospedale militare, alla vigilia di un altro viaggio d’affari all’estero. Avrai 4 anni, 4 mesi e 19 giorni, dato che mi trovo poco piu` di 4 gradi prima del tuo Ascendente, e un grado equivale convenzionalmente ad un anno di vita terrena. Tuo padre sapra` troppe cose, Rukh, e non faranno l’autopsia.
– Verra` ucciso con un veleno a lunga durata, – sospiro` l’Angelo. – Quando la capsula si aprira`, morira`. Un aspetto simile di Marte con Plutone parla di una morte violenta segreta.
– Quindi la data della morte di mio padre e` gia` predeterminata?
– Si`, e` scritta nel suo passaporto ed anche nei passaporti di sua madre, di tua madre - sua moglie, e nel tuo, ovviamente.
– Significa che anche la data della morte di mia madre...?
– Si, giusto. La uccidera` il tuo Saturno plutonico, – disse la Luna tristemente. – Non mi permettera` di entrare nella mia dimora nel Segno di Cancro, dove regna lui. Peccato, io ci sono quasi li, a soli 13 gradi di distanza, e Saturno e` a 13 gradi dal tuo Ascendente. Avrai 12 anni, 8 mesi e 16 giorni.
– Anche mia madre morira` d'improvviso? – chiesi.
– Saturno uccide lentamente e dolorosamente, – disse la Luna. – Nel tuo peggior' anno Solare sulla Terra avrai la Sfera della Morte piena di pianeti, tra cui Saturno.
– Non si puo` cambiare niente? – esclamai. – Mi proponete di guardare mia madre morire dolorosamente?
– Cio` che il Cielo ha prescritto per ogni anima e` dato per scontato, – disse l’Angelo con calma. – Questi eventi sono prescritti fin dall’inizio per una data, un’ora, un minuto, un istante specifici e non sono modificabili, Rukh. Devi viverli. Umiliandoti e non brontolando. E` importante come superi la prova, la tua reazione, le conclusioni, la direzione in cui procederai, verso la Luce o l’Oscurita`. Anche prima, appena Plutone e Nettuno saranno accesi, quando avrai 11 anni, guarderai negli occhi la tua stessa Morte a causa di una grave perdita di sangue, ma ti verra` fatta una trasfusione e sarai riportata indietro.
– Allora, – disse la Luna, accarezzandomi la testa, – ci saranno altre morti e fantasmi che ti circonderanno, e persone che vorranno adottarti, incluso il solo scopo di rubarti l’appartamento dei tuoi genitori. La tua casa estiva, l’unico legame con il Passato e con tua madre, verra` bruciata. Dopodiche`, avrai gia` una serie di prove riguardanti gli uomini di Plutone. A proposito, l’aspetto malvagio di Marte-Plutone e` vero non solo in relazione a tuo padre e ai tuoi uomini, ma anche a te stessa. Diventerai vittima di violenza e aggressione a causa della tendenza dei tuoi cari al dominio, alla dittatura e alla tirannia, attirerai carnefici e situazioni estreme con la minaccia di morte violenta.
– Abbiamo gia` parlato nella Sfera 8 con Saturno e Urano dei punti di controllo della realizzazione del tuo destino, ricordi? – chiese l’Angelo. – L’anno in cui Saturno entrera` nella tua Sfera della Morte, nel periodo di Saturno, nel giorno di Saturno, avrai un incidente d’auto.
– Fermati! Non voglio ricordarmelo!
– Devi affrontare la verita`, – affermo` l’Angelo. – Chi segue la propria Via non perisce al bivio! Un anno dopo l’incidente d’auto, avrai l’intervento chirurgico nel settore di Plutone. Non verrai accoltellata sul tavolo operatorio e non morirai d’emorragia se...
– Basta! – gridai. – Nel peggiore dei casi, ho cancellato la mia memoria perche` tutte queste prove non possono essere sopravvissute dentro di se`!
– Forse la cosa peggiore e` che mi trovo sospeso proprio sopra il tuo Ascendente, – d'improvviso disse Marte, prendendomi la mano, – cioe` sopra il tuo respiro vitale. In India, questa mia posizione e` chiamata l’ascia del karma. Il filo d’argento della tua vita puo` essere reciso in qualsiasi momento.
– Non appena ti allontanerai dal tuo Percorso, Marte-supervisore insieme con Urano saranno li`. Anima mia, i tuoi genitori ti aspettano sulla Terra, e noi ti aspetteremo qui, – mi abbraccio` l’Angelo con la sua ala. – Inoltre, la tua Selene si trova tra Marte e l’Ascendente, fornendoti supporto dalle Forze Superiori. Il tuo astrologo preferito chiamava il grado di Marte “l’acrobata che si esibisce di fronte ad un vasto pubblico”.
– In equilibrio su un filo sottile sopra l’abisso, – aggiunse la Luna. – E` un simbolo di fama, Rukh, ma solo poche persone si renderanno conto del prezzo che tu hai pagato per raggiungerla.
***
Biblioteca dell’Universo
In preda alla disperazione piu` totale, senza fare altre domande all’Angelo, ma con un breve riassunto del mio futuro destino in un punto molto profondo dentro di me, come Marte in Cancro nella Sfera 12, raggiunsi la sala di lettura e crollai sulla sedia. Il mio futuro libro d’infanzia mi volo` tra le mani e si apri` all’ultimo racconto, “Dallo Specchio”, sulla transizione all’Altro Mondo, tanto attesa del protagonista.
“Me ne pento? Piuttosto no. Ora posso guardare fuori dallo Specchio chiunque rimanga nel mondo “reale”. Ho persino imparato ad uscire dagli specchi ovunque sulla Terra. A fare una passeggiata. Ma... l’altro giorno sono andata a trovare l’Uomo in Bianco. E desideravo cosi` tanto... abbracciarlo... in modo terreno... con le mie mani...”
***** In FONDO al POZZO *****
Mosca
– Wow! – esclamo` Ray, guardandosi intorno tra le pareti vuote.
– “Alla Ricerca dei Defunti” e la libreria per bambini devono ancora essere sistemate. Chiedero` all’icona di spostare i libri e poi di unirli. Peccato che...
– Peccato? – Ray mi abbraccio` e comincio` a cullarmi da una parte all’altra.
– Non posso prendere l’icona tra le mani, stringerla al cuore, come facevo da viva. Per abbracciarla come mia madre.
– Presto incontrerai tua madre, – sospiro` Ray tristemente.
– E non posso neanche abbracciarti, in modo terreno... con le mie mani.
– Niente, – Ray agito` la sua mano spettrale, – sai abbracciarti con l’anima, che e` molto piu` importante.
– Come va al Giudizio?
– Niente di nuovo. Sei una hacker di Matrice! Ora tutto dipende da quanto valgono i tuoi affari in sospeso, se qualcun'altro verra` al Giudizio per te e, beh, dall’edificio abbandonato, ma... promettimi, – Ray mi volto` verso di lui e mi guardo` ipnoticamente negli occhi dell’anima, – tu pregherai per me.
– Ray, parli come se non rivediamoci mai piu`! – esclamai. – Se oggi risolvo la questione dell’orfanotrofio, domani festeggiamo la mia partenza, vero? Ho paura. Da quell’edificio abbandonato soffia un vento gelido.
– Guarda tutto cio` che ti sara` mostrato con gli occhi di oggi, devi stare sempre un passo di lato rispetto a te stessa nel Passato, per non fonderti con le emozioni e i sentimenti che ti travolgevano allora, e non rimpiangere nulla. Hai un solo obiettivo da perseguire.
– Quale? Come posso formularlo correttamente?
– Lasciarlo andare, Alice, in pace, senza rimpianti, cosi` come dimentichi all’istante – ed ora gia` per sempre – tutti coloro che hanno balenato nella tua coscienza angosciata durante questi 39 giorni dopo la tua morte.
***
Porto Lagos, Grecia
Attraversai il mare lungo uno stretto ponte fino alla cappella con una copia dell’icona miracolosa “Pantanassa”, il cui originale si trovava nel monastero Vatopedi dell’Athos. Il Sole splendeva. Non c’era nessuno in giro. Mi sembrava di essere completamente sola li`. Mi fermai accanto all’icona, che vibrava d’energia, ringraziando la Vergine per il suo aiuto, quando qualcuno mi chiamo`.
– Ti stanno aspettando, – disse una donna sconosciuta in russo.
– Me? – ero sorpresa.
– Si`. Il monaco che ha portato la Cintura della Vergine a Mosca ama comunicare con i nostri ospiti, ma oggi non c’e` anima viva qui, tranne te.
Entrammo nella Chiesa di San Nicola. Il monaco mi sorrise accogliendomi e tiro` fuori dall’altare delle reliquie con un pezzo della Cintura della Vergine Maria, custodita a Vatopedi.
Nel refettorio, ci sedemmo uno di fronte all’altro ad un tavolo con prelibatezze monastiche; il monaco mi guardo` attentamente negli occhi e mi fece cenno di cominciare il mio racconto. Gli raccontai tutta la mia vita fin dall’infanzia. Brevemente, ma ripercorrendo i momenti piu` dolorosi, a partire dalla morte di mio padre, e lentamente, in modo che la donna avesse il tempo di tradurre. Man mano che il racconto procedeva, i suoi occhi si spalancarono, ma il monaco comincio improvvisamente a sorridere. Non mi interruppe mai. Quando arrivai all’intervento chirurgico, l’interprete sospiro` profondamente:
– Dio mio! – e mi guardo` con orrore, ma il sorriso non abbandono` il monaco.
– Allora un’amica mi ha consegnato l’icona “Pantanassa”, non dipinta a mano, una stampata. L’ho portato con me in ospedale. Oltre alla cintura, l’avevo a casa, l’ho indossata e non l’ho piu` tolta. Persino il chirurgo mi ha detto di non toglierla, cosi` sono stata operata per tre ore, proprio con la cintura. Ce l’abbiamo cavato in tempo, altrimenti, come mi ha detto il medico dopo la chirurgia, in un paio di giorni sarei stata morta. Dunque, sono venuta qui per ringraziare “Pantanassa”.
– Chi sei? – chiese il monaco, guardandomi con interesse.
– Io?
– Beh, si`, tu, – annui` con un sorriso gentile.
– Beh... lavoro a...
– No, – il monaco mi fermo` con un gesto. – Non ti chiedo dove lavori e cosa fai li`. Chi sei? Cosa fai sulla Terra che nessun altro farebbe? Perche` Dio ti tiene intenzionalmente sulla Terra ogni volta, nonostante le tante evidenti opportunita` per l’anima di uscire da qui?
– Non conosco la risposta alla tua domanda. L’unica cosa che mi viene in mente e` che scrivo fin dall’infanzia.
– Scrivi? – chiese il monaco sorpreso. – Di cosa esattamente?
– Poesia e un po’ di prosa.
– Di cosa parla la tua prosa?
– Del Cielo, beh… dell’Altra Realta`, – sospirai.
Il monaco sorrise, si alzo`, mi fece il segno della croce in segno di saluto, mi benedisse, mi porse due cinture in dono e disse:
– Che Dio ti aiuti, Alice! Scrivi!
***
Uranopoli
– Com’e` stato il tuo viaggio a Porto Lagos? – chiese Lia.
– Che tu ci creda o no, sono riuscita a parlare con quel monaco!
– Davvero? – sorrise Janis. – Ti ho visto ieri alla chiesa di Nea Roda alla liturgia. Siamo venuti anche noi con tutta la famiglia. Ti piace il Patriarca dell’Athos? Ti e` piaciuto il coro?
– Ho quasi dimenticato, – presi il telefono e mostrai le foto della creatura manifestata presso l’icona “Skoupiotissa”.
– Dio mio! – esclamo` Lia. – La pelle d’oca!
Janis ando` subito al negozio e torno` con suo padre, chiedendo di mostrargli anche quelle foto, e poi tradusse:
– Padre dice che Dio si rivela sempre a coloro che credono sinceramente in Lui. Mandami queste foto, le passero` ai monasteri del Monte Athos. Li` raccolgono oggetti di questo tipo.
***
– Allora, sei pronta? – sorrise Dimitra.
– Pronta per cosa?
– Come per cosa? Te ne sei dimenticata? Stasera festeggiamo la Luna Piena! Andiamo, sta gia` iniziando!
Girando intorno alla Torre dal molo, vedemmo Nikos, dall’amministrazione di Uranopoli, nella casa di cui vivevo io, lui stava distribuendo il cibo e bibite.
– Prendili, non esser timida! – esclamo` Dimitra. – Oggi e` tutto gratis! E` la nostra festa!
Le sedie erano disposte in diverse file sulla sabbia proprio in riva al mare, e il palco era allestito contro il muro della Torre.
– Oggi canteranno per noi delle celebrita`! – disse Dimitra con orgoglio, sedendosi al centro. – Due bardi, una ragazza ed un uomo, li amiamo moltissimo, sono sempre in tour con canzoni romantiche. Ho i loro dischi!
Sorrisi – wow! – la Luna Piena e... le canzoni d’amore! Cos’altro c’era da aspettarsi sul Monte Athos? E poi le celebrita` apparvero sul palco, i riflettori illuminarono la Torre con ogni sorta di colori, accompagnati dai canti alle chitarre. A destra, da dietro il Monte Santo, la protagonista dell’occasione, la Luna, si affaccio` e si innalzo` lentamente sempre piu` in alto nel cielo nero, punteggiato di stelle.
***
Torre di Uranopoli
– Ho paura, Joice... Ammettilo, e` tutto solo un sogno?
– Forse Alice. Anche la vita puo` essere definita un sogno fugace. E i tuoi affari in sospeso?
– Grazie a Dio, ha funzionato! Sai, stanno pregando per me a Valday. Mi sono sentita molto meglio dopo il loro servizio funebre.
– Ti resta solo da sostenere l’esame nell’edificio abbandonato?
– Non solo, devo anche scendere all’Inferno per ricordare cosa ho fatto lo` da viva, e poi potro` gia` Riposare In Pace.
– E` necessario scendere laggiu` per ricordare?
– E come, Joice? Sono tormentata anche da quella collana di plastica. Se ricordo cosa la collega a me... molto probabilmente, era in qualche modo preziosa per me, quindi...
– Forse, – disse Joice evasivamente.
– Sono molto stanca. Spero ancora di svegliarmi davvero domani a Uranopoli, sai, anche se il giorno del mio ritorno a casa.
– Spero, Alice, che tu riceva il mio regalo domani.
– Grazie! – abbracciai Joice. – Se mi svegliero`, prometto di scrivere un libro su Rukh, in cui raccontero` sicuramente anche di te!
***
Biblioteca dell’Universo
– Lunaro, confessa, sto dormendo o no?
– Dipende dal punto di vista, – fece le fusa il Gatto, agitando la coda da una parte all’altra. – Guardando dall’interno – no, ma dall’esterno – si`.
“Ti consiglio di scavare un po’ nel tuo Se`. Meglio prima di andare a letto, quando la porta del Subconscio si apre leggermente. Scrivi cio` che ti viene in mente, come sto facendo io ora, e leggilo con mente fresca. Potresti trovare delle contraddizioni. Scavaci dentro, esse bloccano la realizzazione dei desideri. Cio` che ti viene in mente dopo, e` piu` importante, perche` e` piu` profondo, e il compito di scavare e` arrivare fino in fondo.
MI PIACE: i monasteri, il Monte Athos, le icone del Monte Athos dipinte a mano, i canti in chiesa, Venezia, Atlantide, l’Altra Realta` e le sue manifestazioni nella realta` terrena; la Collina di San Nicola, i pini, il fiume, la veranda della caffetteria alla Collina di San Nicola; essere me stessa sul palco senza giocare e giocare nella vita come giocano i bambini, essere un’eterna bambina, guardare cartoni animati buoni, cadere nella neve, frusciare con le foglie autunnali, chiacchierare con i fiori, ascoltare i ruscelli, credere nelle fiabe, sognare; pellicce, perche` sono delicate, calde, rilassanti, tenere come la madre; pietre, perche` sono vive e magiche, Tarocchi e altri linguaggi di comunicazione con un’Altra Realta`; guardare alla TV il programma degli intellettuali “Cosa? Dove? Quando?” e la serie di “Battaglie di persone estrasensitive”, astrologia, pianeti e stelle; bacche e frutti di bosco, caffe` al mattino, succo d’orancia spremuto, frutti di mare, cucinare nei giorni festivi; correggere le mie poesie. Le persone: oneste, non ambivalenti, senza maschere, gentili, intelligenti, silenziose, con un’anima viva; silenzio, nebbia, falo` autunnali, caminetti, bufere di neve; meditare; guidare l’auto ad alta velocita` con buona musica; miracoli; fiori vivi, che crescono nella natura, non in un vaso; sbarazzarmi delle cose inutili; mare calmo senza onde, con un fondale trasparente; tutto cio` che riguarda il design; uomini, non ragazzi; profumi di agrumi; aerei che volano da qualche parte in avanti, ma non indietro, il suono delle ruote mentre si viaggia in treno, ponti, antichi castelli; un senso di sicurezza, conchiglia, muro di pietra; il Capodanno, decorare l’albero di Natale; grotte e montagne, farfalle, gatti; giustizia; pensare di diversi passi / eventi in avanti, come in una partita a scacchi, analizzare ed identificare relazioni di causa ed effetto, sistematizzare il caos; piramidi; camminare per il centro citta`, strade strette, case basse; esperimenti con il Tempo e lo Spazio; la Sonata al Chiaro della Luna di Beethoven, poeti dell’Epoca d’Argento; cose belle e comode, indipendentemente dal loro prezzo; cimeli di famiglia, oggetti unici; stanze luminose e calde, luoghi accoglienti, lanterne; senso dell’umorismo; chiavi; balconi; amare; avere uno spazio personale; persone magiche con le Sfere 8 e/o 12 accentate; vivere in generale.
NON MI PIACCIONO (o in alcuni casi non sopporto): le persone marce, traditori, ambivalenti, che cambiano idea e decisioni, non mantengono le promesse, codarde, con complessi, che riversano la loro sugli altri, materialisti, atei e scettici che ti guardano dall’alto in basso, pur non sapendo nulla di te, che hanno sempre ragione, categoricamente riluttanti ad affrontare la verita`, che mostrano i loro premi e medaglie ogni volta che escono, ingraziatori e adulatori, avidi, noiosi e fastidiosi; per i quali l’esterno e` piu` importante dell’interno; l’assenza di Se`, persone amorfe, morti; le conversazioni al telefono, parlare molto e parlare in generale; piangere e lamentarsi, mostrare la mia debolezza, andare dal medico; una combinazione di nero e rosso, garofani; bollette d’affitto, documenti e istanze burocratiche; politica, guerre, litigi; bugie, energia negativa; bevitori ubriachi; alcol, agnello e maiale; domande stupide; ampi viali, grattacieli, ascensori; parolacce nei luoghi pubblici; donne con una dozzina d’odori terribili di profumi economici; arroganza, ingratitudine, persone che danno per scontato qualcosa di buono, scrocconi; incapacita` di dire di no; troppe parole senza senso, l’abbondanza di parole sul nulla nei messaggi; circo, zoo; aspettare, file di gente; freddo; assi del pavimento scricchiolanti; onde nel mare e un fondo opaco; cimiteri, magia nera; pettegolezzi, intrighi; abiti per l’inverno senza cappuccio, tacchi alti; quando il mondo crolla; quando i servitori in chiesa spengono le candele; fanatici religiosi; lampadine fioche nell’appartamento; la ragnatela e i ragni; aggressivita`, boxe; sesso con qualcuno per cui non provi nulla; caos; quando e` necessario, ma non e` tuo; stereotipi e schemi; chi sa come vivere bene; sbirciare, scavare nelle cose degli altri e scoprire cio` che non hai bisogno di sapere; vicini rumorosi, mancanza d’aria condizionata; verdetti; cadaveri; paludi; sogni profetici e… quando so cosa accadra`, ma non posso cambiarlo.”
***
Inferno
La porta con l’iscrizione in latino, che diceva: “Lasciate ogni speranza voi ch'entrate”, era socchiusa. Entrai ma...
– Che diavolo ci fai qui? – chiese un demono che mi apparve improvvisamente di fronte, sorridendo e guardandomi con curiosita`.
– Perche` non c’e` nessuno qui dentro? – chiesi sorpresa, stringendomi istintivamente la croce pettorale.
– E` la Luna Piena! Tutti si divertono sulla Terra, a pieno! – il demono rise e mi fece il solletico con la coda.
– Allora cosa ci fai qui tu? – gli chiesi.
– Sto facendo la guardia affinche` gente come te non si metta le sue croci nella nostra assenza! Sparisci, dai!
***
L’edificio abbandonato, Mosca
La Sonata al Chiaro della Luna era li`. Aprii gli occhi in un corridoio buio con molte porte, dove creature indistinte con le corna in testa correvano avanti e indietro, battendo di piacere gli zoccoli e, di tanto in tanto, le loro code spuntavano da abiti spettrali.
Varcai la prima porta e vidi Me nel Passato, seduta al pavimento, circondata da una montagna di scatole con documenti. Avevano ammucchiato tutti i documenti di debiti, di cui nessuno li` teneva traccia. Stavo cercando di mettere i documenti in ordine alfabetico, in russo ed in inglese, per nome delle controparti, sia fisiche che giuridiche, per capire a chi e quanto in totale dovevamo pagare. Tutti gli altri erano partiti all’evento festivo del “bel mondo”, dove non mi portarono mai con loro, “Dovresti lavorare, Alice, quindi lavora!” e “Non puoi farti vedere a nessuno, visto che hai un carattere disgustoso!” Tuttavia, la Donna bifronte apparve nella stanza. Sentii la sua voce nel Passato:
– Non lasciarlo! Aiutalo!
Lei scomparve e ritorno` fra poco con una tazza di caffe`, la mise sul mio tavolo e scomparve di nuovo.
Aperii la seconda porta e vidi Me nel Passato discutere con qualcuno della bozza di bilancio annuale. I fondi previsti dalla holding non sarebbero stati chiaramente sufficienti per la struttura di cui stavamo discutendo.
Improvvisamente, un uomo demonico, guardandomi con arroganza di lato, disse con aria compiaciuta a qualcuno seduto al centro del tavolo, in risposta alla sua domanda “Cosa ne pensi?”:
– Penso che Alice dovrebbe essere... picchiata!
Io nel Passato lasciai la stanza sbattendo la porta, ed un altro uomo nella stanza con cui avevamo discusso il bilanco, disse sbalordito ai presenti:
– Davvero non capite entrambi che Alice fa il suo meglio per voi?
Un'altra stanza… La voce della persona seduta al centro del tavolo si rivolse a Me nel Passato:
– Ti nominero` Amministratore Delegato, come promesso, e ti consegnero` questa azienda. Solo non andare via e mettere tutto in ordine qui per me. Quanto tempo ci metterai?
Sentii la stessa voce, rivolta all’uomo demonico:
– Beh, devi sopportarla, andra` in vacanza e ci libereremo di lei.
La Voce... era quella Voce che una volta mi aveva detto: “Non toglierti gli stivali!”
Il Serpente che si stava avvolgendo intorno al collo della Donna bifronte sibilo`:
– Alice e` pazza! Mi ha chiesto per cosa avevo speso i soldi dell’azienda! Quanti anni ho lavorato, e nessuno ha mai osato chiedermi dove avevo messo i milioni! Ma LUI mi ha promesso di farla fuori dopo la realizzazione del programma IT per la holding.
Il telefono del Serpente squillo`. Il Serpente si nascose in un angolo appartato e sussurro` con voce cospiratrice al chiamante:
– Passiamo al livello sottoterra! Comunicazioni solo fuori dall’ufficio! Qui all’improvviso hanno cominciato a contare i soldi!
…Entrai nella porta accanto, dove c’era una disputa sul programma IT che gli azionisti mi avevano incaricato di sviluppare con i programmatori e d’implementare con urgenza, in modo che tutto diventasse trasparente.
– Abbiamo vissuto per cent' anni senza alcun programma, lavorando con le carte, e non e` successo niente! – esclamo` un vecchio e grosso uomo diabolico destinato alla pensione, dato che negli ultimi anni era venuto in ufficio solo per chiacchierare con ogni dipendente a turno, per poi tornare a casa sano e salvo.
– Niente, davvero, tranne il fatto che siamo in bancarotta, – chiari` un’altro uomo.
– Ai dipendenti non e` permesso lavorare al PC! – sputo` furiosamente sul tavolo un altro vecchio uomo diabolico con gli zoccoli, proteggendo un posto caldo per la sua non meno vecchia amante diavoletta, anche quella soggetta a riduzione del personale. – Abbiamo un solo specialista competente che puo` inserire le informazioni nel computer! Lasciamo gli altri lavorare con la carta!
– Viviamo nel XXI secolo! – esclamai Io nel Passato. – Tutte le persone normali sanno lavorare al computer!
– Non vogliamo computer! Vogliamo la carta! – strillavano i piccoli folletti, sbattendo gli zoccoli e mostrandomi la lingua.
La Sonata al Chiaro della Luna si stava facendo piu` forte. Entrai nella stanza accanto e vidi Me nel Passato che sfogliava la posta elettronica. Aprii la risposta del Direttore di Produzione, contemporaneamente un parente di qualcuno, alla mia lettera sui difetti permanenti, che riducevano la gia` scarsa redditivita` quasi a zero. Tra i destinatari della sua risposta c'erano sia gli azionisti che i miei subordinati, e lessi solo due parole: “Vai all’Inferno!”
La Sonata al Chiaro della Luna mi trafisse, e la Nebbia apparve nel corridoio, ma proseguii e vidi un uomo giovane dietro la porta accanto. Lui disse a Me nel Passato:
– Lasciami nominarti Direttore Generale della struttura di San Pietroburgo? Non ti permetteranno di fare nulla qui!
In quel momento, la Donna bifronte entro` nella stanza, e lessi nei suoi occhi:
– Non lasciarlo! Aiutalo!
La Sonata al Chiaro della Luna si faceva piu` forte...
Aprii la porta accanto e vidi Me nel Passato che diceva:
– Ho saldato quasi tutti i tuoi debiti, ed in piu`, ti ho portato 20 milioni.
– Hai un carattere disgustoso, – rispose la stessa Voce “degli stivali”. – Nessuno ti ama qui, per questo ti puniro` tagliandoti lo stipendio di un terzo. Vai a pensare al tuo comportamento! E poi, se ti comporti bene, ti comprero` un appartamento come promesso.
– Ti libererai di me, non appena avro` finito il progetto. L’hai promesso ai tuoi “amici”.
– Chi te l’ha detto? Dovresti ascoltare solo me! Che sciocchezze stai dicendo! Sei insopportabile!
– Me l’ha detto la tua sorella!
E gli lessi nei pensieri, mentre imprecava dentro di se`: “Come osa fare amicizia con la mia sorella? Come osa la mia sorella dirglielo!”, mentre quella Donna bifronte mi stava guardando implorando:
– Non lasciarlo! Aiutalo!
La Sonata al Chiaro della Luna si faceva sempre piu` forte. Lo spazio era raddoppiato. Attraverso la Nebbia che si insinuava nel corridoio buio alle mie spalle, la sala del Giudizio era visibile, e vidi i miei genitori alla Bilancia, e mia madre che raccontava ai giudici che l’avevo aiutato prima della sua morte. Tuttavia, non mi fermai e proseguii lungo il corridoio, e vidi una delle mie impiegate che mi acciuffo` e sussurro` inorridita:
– Hai visto l’articolo?
– Quale articolo?
– Il Serpente ha scritto un articolo su di te sul giornale! Devastante e, sai, ha pagato per la pubblicazione i soldi dell’azienda!
In quel momento, un diavolo imponente, il Direttore Finanziario dell’intera holding, si avvicino` a noi e, puntandomi impudentemente il dito contro, disse sarcasticamente:
– Hai pagato i debiti, vero?! Ma ti ho permesso IO di farlo?! Ti ***! Capito?
La Sonata al Chiaro della Luna si faceva piu` forte, la Nebbia mi inseguiva, inghiottendo tutte le porte che avevo gia` varcato. Si udivano le voci dei monaci al Giudizio, che stavano leggendo qualcosa, ma non riuscivo a capire cosa esattamente.
Raggiunsi l’ultima porta, la aprii e... saltai fuori nel corridoio, urtando la Donna bifronte di nome Amore. Tuttavia, non era un fantasma del mio Passato, ma un’anima che, come me, era tornata nell’edificio abbandonato quella notte.
– Alice!!! Sono cosi` contenta che tu sia venuta! – mi sussurro` e mi prese la mano per entrare insieme in quella stanza.
– No, no! – istintivamente feci un passo indietro. – Non ci vado!
– Perche`? – la Donna bifronte chiese sorpresa.
– C’e` un... RAGNO!
La Donna mi guardo` in modo strano e sbircio` attraverso la porta.
– Alice, cosa c’e` che non va? Quale ragno? Non c’e` nessun ragno li`! Andiamo, e` Pietro!
– Pietro? – esclamai sorpresa. – Chi e` Pietro?
– Alice, come mai? E` mio fratello gemello!
La Nebbia arrivo` ai miei piedi, mi spinse attraverso quella porta. Chiusi gli occhi, entrai e vidi... Ippopotamo... Era seduto al tavolo a mangiare funghi, mentre il Ragno gigante lo stava inzuppando di veleno.
– Ah, sei tu, Alice, – disse Ippopotamo con la stessa Voce “degli stivali”. – Prendi, mangia una mela, mia sorella le ha comprate oggi.
– Perche` mangi i funghi? – gli chiesi tristemente Io nel Passato.
– Mi permettono di diventare qualcun' altro. Una volta mi sono trasformato in una pantera gigante!
– Hai visto l’articolo?
– Quale articolo?
Rimasi alla finestra a guardare Me nel Passato che gli mise un giornale davanti. Dopo averlo letto, lui si infurio` e lo getto` via.
– Non sono affari tuoi leggere i giornali! – grido` Ippopotamo.
– Ti sta bene?
– Sei insopportabile! – grido` con odio, aggiungendo tra se` e se`: “Sono stufo di te!”
Mi odiava solo per il fatto che esistessi, si alzo` da tavola, cammino` nervosamente per la stanza, poi prese qualcosa dal cassetto del tavolo e lo lancio` con disprezzo a Me nel Passato, quasi in faccia, con disprezzo:
– Prendilo! Il mio regalo per il tuo compleanno!
In piedi alla finestra “qui e ora”, vidi proprio quella collana di plastica! Cominciai a ridere. Un lampo di memoria collego` i singoli frammenti nell’unica immagine. Mi avvicinai a Me nel Passato e dissi con tristezza:
– Cosa ci fai qui? Tra queste persone, Alice? In questa palude? Non ricordi il dolore che quest’uomo ti ha causato anni fa, quando non volevi piu` vivere? A Londra, tornando indietro nel tempo, sognavi di un altro uomo. Ma Pietro ti e` stato rimandato per non calpestare lo stesso rastrello. Perche` ti sei fidata di lui di nuovo? Non sai cosa succede dopo? Esaminando le opzioni del Futuro, hai ripetutamente annusato la sua Morte e rotto la catena d'eventi gia` avviata, o, se non era ancora avviata, ne hai tracciato il punto di lancio, il punto di non ritorno, per trasferire l’uomo al momento giusto nell’opzione B, C, D, E e cosi` via, evitando il suo ingresso nell’opzione A. Hai fatto del tuo meglio per guidare l’uomo attraverso il suo Labirinto del Destino nei corridoi piu` stretti, senza toccare la sua Matrice. Ma perche` hai cambiato la tua? Conoscendo i codici del programma, li hai riscritti al punto di non ritorno, e la tua Matrice ha funzionato secondo lo scenario di qualcun' altro. Mentre salvavi quell’uomo dalla sua morte, hai automaticamente distrutto il tuo proprio Futuro e perso sia cio` che avresti potuto ricevere, che cio` che avresti dovuto perdere comunque, dato che in altre versioni B, C, D, E non eravate insieme. Credevi nel grande potere dell’Amore che sposta le montagne, e nell’elementare gratitudine umana, hai sprecato un sacco d’energie nel nulla, accorciando la tua vita, invece di fare un solo passo di lato da lui. Non puoi cambiarlo, Alice. Lui e` quel tipo di persona. Non il tuo. Ti tradira` pubblicamente tre volte e ti chiamera` di nuovo per un altro progetto, giurando di lasciartelo fare, ma lo regalera` volentieri alle prossime ragazze facili, non appena lancerai il progetto, e ti passera` a suo figlio, come si tramandano le cose per eredita`. Ti ha gia` promesso cosi` tanto e ti promettera` ancora, ma tutto cio` che otterrai in realta` e` solo questa collana di plastica. Avresti potuto essere una programmatrice brillante, Alice, ma sei diventata solo una degli hacker di Matrice.
La sua sorella gemella dal bellissimo nome Amore, che ci aveva osservati di lato, si avvicino` a me, fantasma, e mi disse, abbracciandomi:
– In uno dei tuoi libri, hai scritto che una volta eri scesa all’Inferno per trovarlo e perdonarlo, ma non ci sei riuscita. Perdonalo, Alice! Per favore, perdonalo!
La Sonata al Chiaro della Luna stava risuonando sempre piu` forte. Sentii le voci dei monaci al Giudizio, che stavano leggendo alcune liste. Mi avvicinai a Ippopotamo e il Ragno gigante gli si avvicino` con le sue zampe pelose.
– Non hai potuto fare a meno di tradirmi, Pietro. Dio ti ha permesso di farlo per il mio bene e solo perche` non sono riuscita a separarmi da te. Non sei colpevole di nulla.
Il Ragno all’improvviso si curvo` e scomparve, ed io vidi... la maniglia sul davanzale della finestra! Proprio quella! Si`! Dal telaio della mia finestra! Mi avvicinai, mi ricordai del monaco anziano di Valday e mi rivolsi mentalmente alla Vergine Maria:
– Per favore, passagli la maniglia!
Nello stesso istante, la porta della stanza si spalanco` e vidi... Ragazzo l’Avvocato.
– Ciao, papa`, – Ragazzo saluto` Pietro. – Ciao, Alice!
Pietro sfogo` la sua rabbia sul figlio e il Ragazzo se ne ando`.
– Lascialo in pace, e` bravo, – Io nel Passato dissi a Pietro.
Pietro si calmo` e continuo` a mangiare funghi.
– A proposito, mia nipote si chiama Alice, – disse Pietro, – anche lei e` una ragazza di un’Altra Realta`!
Si udirono i canti dei primi galli fuori dalla finestra. La Nebbia assorbi` l’intera stanza, me compresa. Tutto cio` che sentii allora fu la Sonata al Chiaro della Luna e le voci dei monaci al Giudizio che stavano elencando le mie numerose donazioni alle chiese per l’eterna commemorazione della mia anima peccatrice...
Tornai a casa, nella stanza piena di roba, trovai la collana di plastica e mi rivolsi mentalmente a Sant’Alessandra:
– Passala ad Alice, per favore. Come un ricordo di suo nonno.
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