HMI0301-2 Dieci Saggi Cinici - Seconda Parte
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====>*_DIECI SAGGI CINICI_*
====>*_(Visione Popolare del Mondo -- Parte Seconda)_*
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-->[ Trattandosi qui di un libro intero, io vi dar`o un'idea della sua -_copertina_-.
--> Sulla -_parte anteriore_-: un'immagine in cui `e raffigurata la botte di Diogene (sebbene essa sembra piuttosto una grossa giara con coperchio), inclinata un po' in avanti in una piccola fossa nel terreno sabbioso, davanti con il coperchio spostato di lato, dove dalla sua apertura sporgono una testa barbuta e una mano, da parte si alza (una parte di) un grande olivo e sul terreno sabbioso intorno si vedono olive cadute, la mano tesa tiene un'oliva, nell'angolo in alto a destra si vede un sole splendente, e in lontananza brilla il mare. Il tutto `e circondato sopra e sotto da ornamenti greci stilizzati e questa immagine `e posizionata nella parte inferiore della copertina anteriore. Sopra `e scritto il titolo e l'autore su sfondo rosso-viola (o arancione).
--> Sulla -_parte posteriore_-: niente tranne lo sfondo chiaro della parte anteriore (ma, se necessario, pu`o essere messa una pubblicit`a della Coca-Cola, o delle sigarette Camel, o lo striscione americano -- a seconda di chi paga di pi`u). ]
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==>*_Copyright Chris MYRSKI, 2000_*
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-->*_-- -- -- -- --_*
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===>*_CONTENUTO_*
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-->Nella prima parte:
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-->Prefazione
-->Sulla creazione e il creato
-->Sulla donna e sull'uomo
-->Sull'umanit`a
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-->-_Nella seconda parte_-:
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-->Sull'intelletto
-->Sulla religione
-->Sulla democrazia
-->Sulla violenza
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-->Nella terza parte:
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-->Sulla giustizia
-->Sulla popolazione
-->Sul futuro
-->Appendice: Costituzione di Ciniclandia
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-->*_-- -- -- -- --_*
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===>*_SULL'INTELLETTO_*
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==>*_I. Definizione_*
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-->La definizione esatta dell'intelletto `e principalmente impossibile, perch``e questa `e una onnicomprensiva nozione di base, della quale si suppone che ognuno abbia un'idea intuitiva (allo stesso modo in cui non `e definito che cosa sia questo Dio, o la materia, per esempio), cos`i che noi ricorderemo piuttosto all'inizio qual `e questa idea. Ma volgiamo l'attenzione al fatto che la parola "intelletto" viene utilizzata in contesti diversi, spesso contraddittori, e in altri casi fortemente restrittivi, perch``e noi siamo inclini ad attribuire intelletto solo agli esseri umani (e da qui anche a Dio, in tutte le religioni), dove diversi animali, cos`i come sistemi artificiali, possono anche mostrare comportamenti intellettuali in molte situazioni. Quindi il meglio, ci`o che possiamo aspettarci, `e una definizione euristica, che deve comprendere la cosa pi`u significativa, ma senza affermare che essa `e completa e incontrovertibile, dove per noi sar`a pi`u importante non perdere qualche manifestazione intellettuale, piuttosto che escludere questo, per il quale non `e necessario un intelletto speciale.
-->Nella seconda met`a del 20-esimo secolo questa questione `e diventata particolarmente importante a causa delle sperimentazioni, alcune delle quali straordinariamente riuscite, di modellazione artificiale dell'intelletto umano. A molti lettori forse `e noto il criterio di Turing relativo alla domanda, quando noi abbiamo un sistema intellettuale (computer, robot, o essere umano), che si riduce a questo, che una persona conversa attraverso un canale informativo (terminale del computer) con qualcuno, senza vederlo o ascoltarlo direttamente, cos`i che non abbia alcuna conoscenza di lui, e se dopo un ragionevole lasso di tempo egli non pu`o dire con certezza (o commette un errore) se parla con un essere umano o con un automa, allora egli ha davanti a s``e un'intelligenza artificiale. Qui l'accento `e posto, da un lato, sulla soggettivit`a della valutazione, e dall'altro, sull'indipendenza dalla base elementare (cellule vive o elementi elettronici). Questo `e un approccio giusto, ma esso non ci dice nulla sull'essenza dell'intelletto (tranne il fatto che non esiste altro modo per definirlo). L'idea intuitiva, di solito, riguarda tale attivit`a, che sembra abbastanza complicata, tanto che non tutti gli esseri umani possono realizzarla.
-->Qualcosa di simile afferma l'etimologia della parola, perch``e "intelletto" deve derivare dal greco /_entelecheia_/ ('enteleheia'), termine coniato e usato nell'antichit`a da Aristotele come uno dei nomi di energia e significato: attivit`a, energia operante ed efficiente, efficienza di una determinata attivit`a, o semplicemente qualcosa che pu`o accadere, /_opportunit`a per qualcosa_/. In altre parole, l'intelletto `e qualcosa di nascosto (nella tela delle cose), qualcosa che non si vede, tranne che non si manifesti in qualche modo, qualche principio di funzionamento della materia (cio`e esso non `e necessariamente connesso con l'essere umano), cosa che lo fa funzionare correttamente. Ma anche ai tempi di Aristotele questa parola non `e caduta dall'alto, e, sebbene fatta attorno alla parola "energia" ('energeia') come qualcosa di attivo, e come qualcosa di diverso dalla dinamica, essa `e ancora abbastanza lontana dall'energia e in greco antico pu`o essere trovato 'enteleoo' come intero, completo, intatto, 'enteleia' come integrit`a, o 'enteleteoo' come ispirare, eccitare! Ebbene, non che alla gente piaccia molto lasciarsi ispirare dall'intelletto (essi preferiscono piuttosto i film d'azione e i thriller) ma questo `e il significato che da secoli viene dato a questa parola; e se noi teniamo conto che in esso `e nascosto anche il corpo stesso (pi`u precisamente la radice /_tele_/-, che nelle lingue slave significa corpo), cio`e quando noi prendiamo da parte il prefisso 'en' = in (che `e molto antico), noi arriviamo all'idea dell'inserimento di qualcosa e dell'unione delle parti in un unico sistema, o delle /_relazioni_/ tra le cose.
-->In questa situazione `e ragionevole associare l'aggettivo "intelligente" all'attivit`a di un autista o di un calciatore, per esempio, anche se questa non `e un'attivit`a mentale stancante. E il punto non `e nella complessit`a dei procedimenti o dei ragionamenti ma nella loro /_originalit`a_/ o novit`a, nell'esatta valutazione della situazione e nell'esecuzione /_dell'azione pi`u adeguata_/, cos`i che `e del tutto possibile che il gioco di qualche calciatore d'``elite sia pi`u intelligente della risoluzione di una data equazione integrale, per esempio. Simile `e la questione anche con tutti i grandi maestri del campo artistico, la maggior parte dei quali sicuramente incontra problemi risolvendo compiti delle classi superiori (e anche medie), ma la cui attivit`a `e intelligente, se si vuole solo per il motivo per cui tali compiti risolvono praticamente tutti gli studenti delle scuole di un certo grado medio, mentre l'attivit`a creativa di questi maestri pu`o, nel migliore dei casi, essere solo imitata! Da ci`o consegue che l'intelletto sta principalmente nel creare qualcosa di nuovo in una data situazione, non nell'applicare regole conosciute, anche se difficili. Questa novit`a era solo una possibilit`a finch``e non l'hanno trasformato in realt`a.
-->Ma se voi chiedete a quelle persone qual `e questa novit`a, che `e il segreto del loro successo, essi non ve lo spiegheranno, non solo perch``e cos`i si guadagnano il "pane", ma perch``e anche essi soli, nella maggior parte dei casi, /_non sanno_/ di cosa si tratta. Quando per lo svolgimento di una data attivit`a esiste qualche descrizione, procedura, ricetta, o algoritmo per agire, allora essa non `e considerata molto intellettuale, ma se non esistono buone regole essa merita lodi e ammirazione, e questo `e il motivo che ha costretto gli antichi greci ad inventare la metafora delle Muse, che sussurrano all'orecchio dell'artista cosa e come fare. `E interessante a questo proposito la risposta dello scultore Auguste Rodin su come egli realizzava le sue statue -- egli ha detto: "Io prendo un pezzo di pietra e ritaglio tutto ci`o che `e superfluo."! Sicch``e l'intelletto era e resta innanzitutto un mistero, anche se in molti casi si possono proporre diversi regole e metodi di apprendimento. Oggi tutto si impara, ma questo non significa che i grandi maestri siano diventati tali perch``e essi hanno appreso i segreti del mestiere durante il loro periodo educativo -- esso `e stato necessario per loro soprattutto ad ampliare i propri orizzonti e aggiungere nuovi metodi e mezzi alla loro tavolozza, ma non per cambiare ci`o che era gi`a nelle loro teste.
-->E poich``e noi abbiamo menzionato una volta gli algoritmi della creativit`a, attiriamo la vostra attenzione su un paradosso fuorviante, che consiste nel fatto che le attivit`a, considerate solitamente le pi`u intelligenti, risultano abbastanza facili per la modellazione artificiale, mentre quelle, che sono pi`u elementare e accessibile anche a molti animali, si rivelano il pi`u difficile! La partita a scacchi, praticata dall'uomo da millenni, `e un tipico esempio di attivit`a intellettuale complessa, ma nonostante ci`o i computer contemporanei, pur essendo ancora nella loro et`a "infantile" (circa mezzo secolo), sono riusciti a battere, non chiunque, e non un giocatore di scacchi medio, ma il campione del mondo di scacchi, sfatando il mito dell'insuperabile intelletto umano. E d'altra parte, diverse attivit`a umane elementari svolte a mani nude e praticamente senza sforzo mentale, come anche l'andatura molto aggraziata di alcuni animali, sono ancora piuttosto difficili da eseguire da parte di un certo numero di robot, e con ogni probabilit`a la creazione di una sufficiente somiglianza con gli esseri umani non `e una questione di prossimo futuro. Questo `e cos`i perch``e l`i, dove la procedura pu`o essere facilmente algoritmizzata, la tecnologia contemporanea `e sufficientemente potente da fare miracoli, mentre i semplici movimenti meccanici e le conclusioni apparentemente elementari a livello di buon senso sono molto pi`u difficili da realizzare. Analogamente agli scacchi si possono citare anche l'animazione al computer e la musica, che si stanno sviluppando da circa vent'anni, ma hanno gi`a molti risultati impressionanti (noi non parliamo di cosa si pu`o fare con l'uso del computer, ma dell'/_attivit`a autonoma_/ dei programmi per computer).
-->Sulla base di quanto sopra noi possiamo dare una definizione di lavoro del concetto di intelletto, come: *_elaborazione euristica delle informazioni, che consente l'invenzione di nuove relazioni e la conduzione di comportamenti adattivi in situazioni impreviste_*. L'euristica significa /_incompletezza_/ o inesattezza della decisione, come anche mancanza della decisione giusta, e l'adattabilit`a presuppone un certo aggiustamento all'ambiente e apprendimento. L'intelletto `e semplicemente un modo non chiaro per elaborare le informazioni, e se questo viene fatto consapevolmente o meno (e cos'`e questa "coscienza informatica"?), cos`i come `e questo un atto volitivo o arbitrario, non `e cos`i importante. La presunzione di una certa /_scomposizione degli obiettivi_/ esiste, ma essa `e implicita anche nella novit`a della situazione e nel modo incerto di lavorare del sistema intellettuale. Non `e necessario considerare il mezzo materiale in cui avviene questa elaborazione delle informazioni, perch``e importante `e l'idea e non la sua realizzazione fisica. (A proposito, anche la parola stessa idea, cio`e l'/_idea_/ latina, si basa sulla radice ... /_Deo_/, cos'`e il greco antico 'Theos', o Dio, che significa che nell'idea esiste necessariamente qualcosa di divino.) Questo `e sufficiente come introduzione, e nel prossimo capitolo noi approfondiremo leggermente le nostre opinioni sull'elaborazione intellettuale dell'informazione e la divideremo in due classi principali.
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==>*_II. Ragione e intelletto_*
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-->La ragione e l'intelletto sono spesso osservati come sinonimi, ma `e bene fare anche /_differenza_/ tra loro, perch``e mentre l'intelletto `e qualcosa in possibilit`a, allora la ragione `e la capacit`a di applicare algoritmi gi`a conosciuti. La parola stessa "ragione" deriva dal latino /_ratio_/, che significa relazione o divisione, e il significato della sua applicazione all'attivit`a intellettuale deriva dal difficile procedimento della divisione (si intende con i numeri romani), che nell'antichit`a era conosciuto da meno di una persona su mille, forse (e oggi `e ancora meno conosciuto, perch``e le cifre romane non sono pi`u usate in aritmetica). Foneticamente qui si nasconde la divisione o il fare dei ... tagli, incisioni (come anche nello slavo '/_razum'_/ o nel francese /_raison_/ = ragione; anche, diciamo, nell'antico bulgaro '/_rabosh_/' come abbaco, e altri), ci`o che merita di essere menzionato (perch``e la ragione di solito scatta o clic), anche se questa `e una piuttosto dura considerazione della questione. Un altro sinonimo della ragione `e la logica, che `e latino-greco /_logos_/, che significa qualche record, o almeno in questo senso si usa oggi in inglese (voi sapete: logo `e un emblema, simbolo, quindi logistica `e gestione delle risorse, cio`e tenuta dei record di ci`o che `e presente e di ci`o che non `e), e poi la logica `e la capacit`a di elaborare alcuni record scritte, simboli, parole, eccetera (ricordate il biblico "All'inizio era la parola ..."), per rivelare la loro essenza. In questo senso `e meglio con la ragione intendere la capacit`a di svolgere un'attivit`a intellettuale complessa, per la quale, per`o, esistono delle regole o algoritmi conosciuti, dove l'intelletto non si limita solo a questo ma presuppone anche una capacit`a di ottenere /_nuove_/ soluzioni sulla base di comparazione di situazioni e generazione di idee.
-->Pi`u precisamente nell'intelligenza artificiale si parla di *_metodi analitici e sintetici_* di soluzione. I metodi analitici sono anche chiamati discreti o digitali (simbolici) e si basano su una certa scomposizione delle informazioni e sull'analisi dei dati e delle relazioni tra loro, ci`o che deve consentire l'applicazione dell'uno o dell'altro approccio parziale per la risoluzione; questi sono i metodi propriamente ragionevoli o logici. I metodi sintetici, dal canto loro, implicano un certo riconoscimento della situazione nel suo complesso, senza un'analisi dettagliata (si trattasse di scrittura di lettere e di altre immagini, o di ambientazioni di gioco, di guerra e operativi, o di opere musicali, ecc.), e essi sono chiamati anche analoghi; essi non danno soluzioni cos`i esatte, ma possono essere molto veloci e possono essere facilmente acquisite dalle persone. Queste nozioni molto spesso si intrecciano ed `e possibile che procedure analoghe si realizzino su macchine digitali, o algoritmi logici si eseguano in modo analogo, e questo avviene come nei sistemi informatici, cos`i anche da parte delle persone, perch``e esistono diversi tipi di psiche con le loro attivit`a preferite. L'importante `e capire che qui si tratta di /_due tipi di elaborazione dell'informazione_/ e non di uno, anche se nei computer contemporanei esiste attualmente la tendenza ad utilizzare l'elaborazione digitale ovunque, ma questa `e una questione di efficacia della base dei elementi e pu`o essere fenomeno temporaneo.
-->Anche la parola "analogo" deriva dall'antica Grecia e deve dire qualcosa di /_diverso_/ dal "logo", perch``e la "a" all'inizio della parola (dall'antichit`a, ma almeno dal greco-antico, il pi`u delle volte) `e un prefisso per una negazione; l'apprendimento per analogie (situazioni o /_casuses_/-casi), per`o, `e un metodo di base in varie scienze. `E cos`i nell'esempio dell'autista e del giocatore di football, negli affari militari, nella giurisprudenza, nella medicina, nella letteratura e in altre arti, e dove altro no, ci`o significa che noi non abbiamo il diritto di ignorare questo metodo di risoluzione dei compiti intellettuali. Altrimenti risulter`a che l'intera attivit`a intellettuale si ridurr`a alla soluzione di compiti di matematica superiore, o al gioco degli scacchi, dove i computer sono gi`a migliori degli esseri umani, e noi saremo anche costretti ad escludere dalla sfera delle persone ragionevoli tutti i cosiddetti intellettuali o uomini d'arte, come anche coloro che lavorano in altri ambiti umanitari, solo perch``e essi non possono (e essi /_davvero_/ molto spesso non possono) giudicare ragionevole. Cos`i che noi dobbiamo osservare entrambi i tipi di elaborazione delle informazioni nella loro integrit`a, quando parliamo di intelletto -- se fosse umano, se fosse della macchina, se fosse animale, o poi extraterrestre.
-->E in realt`a, alcune persone sono brave a memorizzare i fatti, altre le regole, e questo `e ben noto, anche se tale divisione non `e molto indicativa, perch``e entrambe le cose sono entit`a informative analitiche o discrete. Ma ci sono persone con un'immaginazione diversamente sviluppata e con una carica emotiva diversa, come anche tali quelli preferiscono azioni per analogie. Fino a poco tempo fa questo veniva considerato come diversi modi di funzionamento del cervello, ma negli anni 70 del 20-esimo secolo si scopr`i che essi sono collegati a diverse /_parti_/ del cervello, ma non alla coscienza o al subconscio (cos'`e una divisione funzionale e non materiale), o di corteccia e sotto-corteccia, ma di qualcosa molto pi`u differenziato -- degli emisferi destro e sinistro del cervello! L'emisfero sinistro (tranne che controlla l'attivit`a motoria della met`a /_destra_/ del corpo -- le fibre nervose "cercano" ogni occasione per estendersi e incrociarsi l'una con l'altra, perch``e proprio l`i sono costruiti i nodi o sinapsi, quali sono le esatte unit`a di memoria) `e responsabile dell'elaborazione dell'informazione razionalmente-logica o semiotica (simbolica), che nella maggior parte dei casi `e verbale o simbolica. Nell'emisfero sinistro `e posto il centro del linguaggio, che, pur essendo polivalente, diffuso, e impreciso rispetto alle regole e alle formule matematiche, costituisce una trasformazione discreta dell'informazione. L`i `e la macchina semiotica dell'umano e l`i si effettua la scomposizione degli obiettivi, la pianificazione, il ragionamento logico, eccetera. Poich``e le persone sono prevalentemente destrorse, anche per quanto riguarda la coordinazione dei nostri movimenti, la parte sinistra del cervello `e di regola pi`u sviluppata ed importante.
-->L'emisfero destro, d'altra parte, `e la macchina analogica, che realizza principalmente l'elaborazione di immagini emotive e che nella maggior parte delle persone lavora soprattutto durante il sonno. L`i si effettua il riconoscimento associativo, il giudizio per analogie, la classificazione situazionale spontanea, eccetera, che sono /_pieni di errori_/, se uno `e riuscito a "cogliere" il suo cervello in molte incongruenze durante il sonno, ma essi sono molto pi`u veloci e interessanti. Gli intellettuali, probabilmente, hanno la capacit`a di usare l'emisfero destro anche da svegli, cosa che amplifica la loro fantasia, mentre la verificazione logica dell'emisfero sinistro `e pi`u debole e poco sviluppata. In ognuno di noi il cervello ha la sua specificit`a, ma l'importante `e che noi abbiamo nella nostra testa, di fatto, /_due tipi di computer_/, che lavorano insieme, dove questa dualit`a `e la base del nostro pensare e dell'intelletto umano! Il nostro cervello non `e semplicemente un sistema multiprocessore di processori identici (anche se alcuni individui realizzano anche questo, nel senso che ci sono persone che possono svolgere contemporaneamente pi`u attivit`a mentali), ma un complesso di macchine diverse nel loro modo di funzionare. Gli esperimenti di intelligenza artificiale si riducono, per il momento, soprattutto alla modellizzazione delle attivit`a dell'emisfero sinistro, anche se non `e che le idee del percettrone e delle reti neurali, che devono aiutare a realizzare il nostro computer "destro", non sono esistiti, ma per questo dovremo aspettare, forse, ancora mezzo secolo o un secolo. In ogni caso, questa cosa oscura in possibilit`a pu`o essere raggiunta anche in modo artificiale, tanto pi`u che la natura (o Dio) `e riuscita a farlo nel modo pi`u elementare -- attraverso milioni e milioni di prove ed errori.
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==>*_III. Istinto non sviluppato_*
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-->Il fatto che noi abbiamo a disposizione dispositivi informatici cos`i perfetti nella nostra testa, tuttavia, /_non_/ significa che li usiamo correttamente. Detto pi`u precisamente: *_l'essere umano agisce in modo ragionevole_* solo *_dopo /_aver utilizzato_/ tutti i metodi irragionevoli_* per raggiungere lo scopo! L'intelletto per noi `e come /_l'ultima risorsa_/, e ce ne ricordiamo quando tutti gli altri mezzi hanno gi`a fallito. In questo senso `e giustificato considerarlo come un /_istinto non sviluppato_/, di cui raramente ci avvaliamo anche nella nostra attivit`a individuale, per non parlare delle nostre decisioni collettive nella societ`a, dove il rumorizzazione dell'ambiente `e cos`i forte da sopprimere le voci ragionevoli (vedete "Sull'umanit`a"). Poich``e avere a disposizione qualcosa di buono e non usarlo adeguatamente deve sembrare un fenomeno piuttosto strano, vediamo pi`u precisamente le /_cause_/ del nostro comportamento /_non_/ intelligente.
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-->*_1. Le decisioni intellettuali richiedono molto tempo_* e il processo di pensiero `e significativamente pi`u lento delle reazioni istintive, per questo le persone molto spesso si comportano come gli animali. Qui si tratta soprattutto di decisioni analitiche o razionali, ma queste continuano ad essere considerate propriamente intellettuali ed `e proprio l`i che gli esseri umani pensano di avere superiorit`a sugli animali, solo che questi ultimi molto spesso si comportano in modo pi`u ragionevole di loro e anche pi`u "umano". In effetti, si pu`o dire che l'uomo `e soltanto un animale /_universale_/, che a causa della sua universalit`a `e anche pi`u incapace di qualsiasi altro animale specializzato in qualunque attivit`a concreta, e per questo egli cerca di /_compensare_/ la sua imperfezione attraverso questo nuovo istinto (o, piuttosto, che l'essere umano `e /_divenuto_/ universale, nel processo di evoluzione, perch``e egli `e stato sufficientemente incompetente e impotente nelle varie attivit`a). Cos`i che, nel migliore dei casi, l'essere umano cerca di automatizzare la sua conoscenza e tecnica di lavoro alla velocit`a (e al livello) dell'istinto, dove, se ci riesce, egli acquisisce poi, col tempo, qualche /_intuizione_/, cosa dir`a un'attivit`a intellettuale inconscia, svolta spontaneamente e senza apparente attivit`a mentale. Ci`o avviene nello svolgimento dei compiti scolastici, nella guida dell'auto, e nell'adempimento dei propri obblighi diretti, ma qui si tratta piuttosto dell'applicazione di un'attivit`a mentale precedente, ridotta nel momento dell'azione ad automatismo (come, ad esempio, se mentre si cammina si pensa a quale gamba sollevare e come spostare il centro di gravit`a, allora spesso si inciamper`a e cadr`a). Ma tali attivit`a, gi`a riflessive, possono essere svolte in situazioni conosciute, mentre in problemi di vita complessi si `e costretti a pensare /_sul posto_/, solo che questo `e per lui molto faticoso e lento, e la situazione operativa non sempre lo consente.
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-->*_2._* L'uomo per`o, oltre alla testa, ha anche il corpo, il che significa che *_egli `e prima di tutto emotivo_* e poi razionale. L'essere umano `e un /_animale_/ superiore (cosa che non dovrebbe scandalizzarci perch``e `e vero), e lo scopo principale di ogni animale `e avere una vita piacevole, cos`i che qui noi abbiamo una contraddizione dialettica negli obiettivi dell'esistenza. I robot non sono emotivi (almeno fino ad ora) perch``e noi non abbiamo deciso che questo sar`a loro di qualche utilit`a, ma modellare le emozioni non `e pi`u difficile di modellare l'intelletto, e se per noi le emozioni sono un ostacolo `e naturale non applicarli all'intelletto artificiale. Ma il carico emotivo dei giudizi umani non significa semplicemente prendere delle decisioni parziali che soddisfino solo i nostri interessi, perch``e l'intelletto `e obbligato a forzare la superiorit`a di un dato individuo o gruppo sugli altri e questo `e naturale. Oltre a ci`o, si pu`o affermare che nel nostro mondo si soffre soprattutto /_non_/ perch``e non si cerca il proprio interesse, ma perch``e non si riesce a stabilire correttamente il proprio interesse (perch``e lo si cerca troppo avidamente)! La parzialit`a del pensiero umano si esprime /_violando la logica_/ stessa del ragionamento e sostituendola con questo, a ci`o che l'individuo `e emotivamente pi`u disposto, o, nei casi pi`u lievi, filtrando i dati di input dal punto di vista delle preferenze individuali (spesso non realizzate). L'uomo `e a tal punto egocentrico, che riesce molto raramente a pensare in modo logico, per la semplice ragione che a priori prende per vero ci`o che vuole dimostrare sul piano logico. Cos`i fa il politico, e il giurista, e il paziente, e l'innamorato, ecc., e come se un comportamento veramente ragionevole potesse essere osservato solo lavorando con categorie matematiche astratte.
-->Della contraddizione tra ragione ed emozioni si parla sicuramente molto, ma il nocciolo della questione `e che non `e affatto necessario che questa contraddizione sia antagonista e tutto il "trucco" sta in questo: /_chi_/ comander`a /_chi_/. `E normale aspettarsi che l'intelletto domini sulle emozioni e da questo trarranno vantaggio le emozioni stesse (insieme all'intelletto), ma poich``e l'essere umano non `e creato subito, ma `e il prodotto dell'evoluzione degli animali, le emozioni occupano una posizione pi`u fondamentale dell'intelletto. Questo, di fatto, `e una parafrasi della tesi sull'istinto non sviluppato, perch``e quando esso si svilupper`a abbastanza (e se lo far`a, ovviamente) esso dovr`a assumere l'intero comandamento usando le emozioni solo come "consulenti" o "arbitri" nella valutazione delle decisioni. Nei prossimi secoli (e, pi`u realisticamente, nei millenni), tuttavia, noi non abbiamo motivo di nutrire grandi aspettative, poich``e oggigiorno per almeno il 95 % delle persone gli argomenti dell'intelletto continuano a suonare aridi e poco convincenti e loro preferiscono l'azione al pensiero, perch``e il primo porta emozioni pi`u immediate, il che significa che noi non hanno ancora imparato a provare soddisfazione emotiva dal /_processo stesso_/ del pensiero.
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-->*_3._* Il carattere euristico delle decisioni intellettuali significa che *_la loro veridicit`a non `e sempre garantita_*, e il loro controllo in molti casi non `e possibile, sia per l'enorme dimensione, sia per il principale criterio di veridicit`a (almeno in ambito sociale) -- la verifica del futuro. Guardando pi`u in generale, la strategia pi`u efficiente, utilizzata ovunque dalla natura (o da Dio, se volete davvero personificarla), `e il metodo per tentativi ed errori (o ricerca completa nello spazio degli stati), che `e pieno di tanti errori, e che, tuttavia, pu`o essere applicato con /_successo_/ se si dispone di tempo e risorse illimitati. L'essere umano non `e Dio, ma egli pu`o anche applicare una forma limitata di questa strategia, se si rende conto della sua posizione di granello di polvere nella societ`a umana e nella storia e usa i milioni di errori accumulati nel corso dei secoli passati. Solo che ogni individuo preferisce commettere /_propri_/ errori (perch``e questo `e molto pi`u semplice dell'elaborazione di tutte le informazioni accessibili) ed `e molto orgoglioso di questa "indipendenza". Ebbene, in vari casi questo risulta essere corretto, perch``e le condizioni degli errori precedenti sicuramente erano un po' diverse in qualcosa. In ogni caso, le nostre decisioni sono euristiche e i nostri criteri di veridicit`a sono relativi, per cui non sempre `e garantita la decisione esatta.
-->Ma se l'esatta decisione euristica non `e sempre garantita, allora `e possibile trovare una soluzione accettabile in un tempo relativamente breve. In modo simile funzionano anche i programmi per computer per giocare a scacchi (e, naturalmente, anche i maestri di scacchi), che non considerano mai tutte le mosse possibili, ma si limitano con una certa profondit`a sull'albero delle condizioni, come si dice. Secondo calcoli approssimativi il numero di mosse possibili in una partita a scacchi di media durata `e un numero scritto con un uno seguito da 120 zeri (cio`e 10 elevato alla 120a potenza, 10/120|), che `e un numero davvero enorme, perch``e la quantit`a di tutti gli /_atomi_/ nell'Universo, `e stata scritta come uno seguito /_solo_/ da circa 80 zeri. Cos`i che l'euristica `e inevitabile in compiti complessi e tutto `e questione di equilibrio accettabile tra completezza dell'esaminazione e tempo per ottenere la soluzione. Ma cos'`e l'intelletto se non anche equilibrio tra esigenze contraddittorie? Proprio questo equilibrio, per`o, questa ricerca del punto di mezzo, come dicevano gi`a gli antichi greci, `e la cosa pi`u difficile per l'uomo.
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-->4. Un'altra ragione del comportamento umano irrazionale `e la verbalit`a dei nostri giudizi o *_l'influenza /_restrittiva_/ della lingua_*. Noi siamo particolarmente orgogliosi del nostro linguaggio articolato, capace di dare una buona descrizione della natura, ma questo, ci`o che esso pi`u di tutto d`a, `e una /_realt`a virtuale_/ (cio`e apparente), che `e piuttosto fuorviante e ambigua che esatta. Nessuno pu`o convincere, ad esempio, un cane che `e meglio per lui mangiare fagioli, soia, noci, ecc., perch``e egli non capisce il linguaggio umano e quindi preferisce sempre la carne, mentre gli umani possono essere convinti di questo (e secondo l'Induismo l'uso di qualunque carne non `e appropriato, comprese anche le uova e il caviale, perch``e questi erano i futuri discendenti degli animali). Il nostro sistema sociale si basa sul linguaggio umano, perch``e nessun politico pu`o gestire le masse se egli non sa parlare bene, cio`e manipolare le persone. A noi semplicemente piace l'illusione che ci danno le parole e noi non vogliamo cambiarla con nient'altro; la realt`a apparente della letteratura `e pi`u attraente di quella di alcune altre arti, perch``e il loro linguaggio (della pittura, per esempio) `e pi`u povero. A proposito, non si sa quale bulgaro abbia deciso per primo che il nostro linguaggio deve chiamarsi '/_rech_/' (ed era lui bulgaro), ma lui deve aver avuto senso di umorismo, perch``e voi probabilmente sapete che "retch" in inglese significa vomitare! Questo, ovviamente, `e solo una curiosit`a linguistica e non `e direttamente collegata con la nostra discussione, ma essa `e indicativa dell'inutilit`a di molti superlativi legati al centro linguistico (considerato logico) del cervello, che, di fatto, fa quello che pu`o, sotto le limitazioni imposte dalla lingua.
-->I linguaggi naturali sono particolarmente imprecisi e lavorano con concetti molto vaghi, qual `e la ragione principale per cui persone diverse, /_sulla base degli stessi dati_/, possono giungere a conclusioni /_radicalmente diverse_/! Il nostro problema non `e che noi possiamo parlare, ma che crediamo a ci`o che `e stato detto! Se noi avessimo potuto usare un linguaggio semantico, che riflettesse meglio il significato dei concetti, come ora l'intelletto artificiale cerca di fare, o se almeno avessimo padroneggiato la telepatia di massa, e non solo come una fenomenale eccezione tra milioni di persone (e questo non sempre e non per ogni immagini mentali), sicuramente saremmo stati pi`u ragionevoli e pi`u veritieri. Molti animali hanno i loro linguaggi, primitivi secondo la nostra comprensione, ma essi sono abbastanza buoni da esprimere le emozioni necessarie per loro (perch``e il loro intelletto `e molto rudimentale e ad un livello pi`u subordinato rispetto alle emozioni, in confronto al nostro).
-->Ci sono ragioni per sperare che, sotto l'influenza della logica, i linguaggi naturali diventeranno sempre pi`u precisi, anche se questo `e un processo molto lento. Noi, io intendo i bulgari, per esempio, usiamo ancora la doppia negazione (per es. la frase "Io non so niente di nuovo", che usano tutti gli slavi -- ma `e cos`i anche nelle lingue romane -- intesa correttamente significa che "Io /_so_/ qualcosa di nuovo") mentre gli inglesi (come anche i tedeschi) lo hanno rifiutato da pi`u di un secolo. Ma questo non significa che essi (cio`e gli anglofoni) siano molto pi`u avanti di noi, perch``e essi non hanno ancora imparato a fare la differenza tra la lettera "o" e il numero "0", e in molti casi essi chiamano i numeri "figure". Finora `e come se l'unico progresso fosse l'inserimento, gi`a anche in bulgaro, della combinazione "e/o", perch``e il nostro "o" quotidiano `e il cosiddetto "o escluso", cio`e la funzione logica che `e vera solo se entrambi le cose sono diverse (cio`e o l'una o l'altra), mentre la scrittura con slash `e vera sempre quando entrambe le cose non sono contemporaneamente false. In ogni caso, `e importante capire che la nostra lingua, quanto ci aiuta, tanto ci ostacola, nei nostri sforzi per trovare l'essenza delle cose, e il nostro intelletto non consiste necessariamente nella capacit`a di parlare. Quindi sarebbe stato meglio se noi avessimo potuto essere intelligenti /_senza_/ parlare, invece del contrario (cosa che accade pi`u spesso).
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-->*_5._* In relazione alla rarit`a dell'attivit`a intellettuale da parte degli esseri umani non `e da ignorare anche il fatto che *_l'intelletto non `e direttamente correlato con la continuazione del genere_*, qual `e il nostro obiettivo globale nella vita, dal punto di vista della natura, perch``e per la continuazione del genere ci vuole tutto il resto ma non molto cervello! L'intelletto continua a svolgere un ruolo secondario in tutte le attivit`a sociali pi`u significative (vedete "Sull'umanit`a"), che sono comunque legate al raggiungimento di migliori condizioni per la riproduzione di un dato gruppo sociale (sebbene ci`o non `e realizzato dai suoi membri). Dal punto di vista della riproduzione l'essere umano non `e una macchina intellettuale ma riproduttiva, dove l'uomo `e il seminatore e la donna `e la terra-utero. Ad alcuni di noi questo potrebbe piacere (specialmente il processo stesso di riproduzione, astratto dal risultato), e ad altri -- non molto (se il loro apparato riproduttivo `e un po' logoro, o non ancora completato), ma sicuramente non pi`u spesso di una volta su /_mille_/ volte ci si dedica a questa attivit`a per cause ragionevoli.
-->In ogni caso, anche nella nostra epoca illuminata, e nei paesi ricchi e sviluppati, l'intelletto `e valorizzato soprattutto come elemento /_sussidiario_/ dall'altro sesso, perch``e le donne cercano gli uomini belli, e/o ricchi, e/o forti, mentre gli uomini cercano ... la stessa cosa, ma ad eccezione della forza (perch``e la forza della donna, come `e noto, sta nella sua debolezza). L'intelletto di solito /_non `e un ostacolo_/, quando `e posseduto dall'uomo, ma esso `e solo una sfumatura piccante (qualcosa come la combinazione tra razza bianca e quella nera, per esempio, che ha un bell'effetto eccitante), mentre per le donne esso `e valutato non per i meriti, ma per la sua rarit`a (qualcosa come, diciamo, un uovo di pterodattilo). E nella societ`a le persone intelligenti vengono guardate, nel migliore dei casi, con rammarico, perch``e vedete, essi /_non hanno pi`u nient'altro_/, con cui diventare famosi. Forse su qualche altro pianeta le cose sono diverse, per l'intelligenza artificiale sicuramente non sar`a cos`i, ma per le persone questa `e una qualit`a innata.
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-->*_6._* Alla fine noi ci concentreremo anche sulla *_mancanza di organizzazione_* nella societ`a umana nel suo complesso, ci`o che rende semplicemente /_superfluo_/ l'intelletto speciale dei suoi membri. E, davvero, qual `e la necessit`a di una soluzione ottimale per un dato individuo o un piccolo gruppo, quando la loro interazione avviene ancora nel modo pi`u primitivo (vedete "Sull'umanit`a" e "Sulla violenza"), e la decisione ragionevole non ha possibilit`a di essere messa in pratica? Il sistema nervoso centrale degli animali viene migliorato nella loro lotta per la sopravvivenza, ma quando l'essere umano `e sopravvissuto, e ha addirittura sovrappopolato il nostro "povero" pianeta fino alla follia, allora perch``e dovrebbe egli aver bisogno di ulteriori miglioramenti? I limiti dei nostri pi`u grandi sogni di armonia pubblica non vanno oltre la democrazia, l'economia di mercato, e gli armamenti "ragionevoli", dove la democrazia contraddice il buon senso (vedete "Sulla democrazia"), il mercato `e un ovvio inganno (vedete "Sull'umanit`a"), e l'armamento `e ragionevole solo dalle posizioni del pi`u forte. Fino a quando la societ`a non riuscir`a a costruire un'organizzazione migliore di quella delle meduse, per esempio, dove le decisioni dell'organo centrale pensante siano messe in pratica senza opposizione delle masse, e una specializzazione migliore di quella delle /_prove distruttive_/, o della prosperit`a del pi`u adatto (come se noi fossimo in una sorta di competizione e il sole non splendesse allo stesso modo per tutti), allora non ci sar`a pi`u bisogno di una forma pi`u perfetta dell'intelletto umano. In altre parole, finch``e le contraddizioni tra gli individui non saranno ridotte al minimo possibile, le persone continueranno a comportarsi in modo irragionevole o come animali. Bene, in generale le cose stanno cos`i: lo scopo giustifica i mezzi!
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-->Poich``e la *_creativit`a_* `e in gran parte legata all'intelletto, `e opportuno dire qualche frase anche a questo riguardo. Ogni attivit`a intellettuale `e, di regola, creativa, anche se la cosa inversa molto spesso non `e vera. Forse `e bene definire l'attivit`a creativa come tale, per cui /_il piacere sta nel processo_/, non tanto nel risultato, anche se, se il risultato `e buono, anche questo non `e da trascurare. L'attivit`a contraria `e quella di routine, per cui il piacere `e dopo la sua conclusione, nei suoi risultati (ad esempio, nel pagamento), mentre il processo stesso molto spesso non `e attraente per l'individuo. Naturalmente sono possibili diversi livelli di compromesso tra questi due estremi, cos`i come variazione del carattere dell'attivit`a nel tempo; inoltre tale suddivisione `e specifica per ogni persona. In questo senso `e possibile che una determinata attivit`a creativa non sia legata alla necessit`a di molto intelletto e un esempio di ci`o `e ... il sesso, che sicuramente non viene praticato a causa del risultato (esattamente l'ultimo, molto spesso, `e indesiderato) ma a causa del processo! Tuttavia, questa `e /_veramente_/ un'attivit`a creativa (almeno finch``e non ci si annoia con il partner), perch``e in essa si scopre ogni volta qualcosa di nuovo, e per la maggior parte delle persone questa `e l'/_unica_/ attivit`a creativa. Nella sua vita, ovviamente, ognuno cerca di lasciare almeno un figlio dietro di s``e, ma questa ricerca del risultato viene /_dopo_/ il piacere del processo ed `e piuttosto una giustificazione personale; l'uomo `e un animale cercante (/_wanting animal_/) e mira sempre a qualcosa -- se non ad altro almeno alla vita permanente tramite i suoi figli.
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-->Cos`i che l'intelletto, per la maggior parte delle persone, `e ancora qualcosa di nuovo, della cui necessit`a essi non sono convinti. E essi non ne sono convinti perch``e non procura loro un piacere particolare, come ad esempio il sesso. Coloro che traggono piacere dal processo proprio intellettuale sono felici a modo loro, perch``e questo li aiuta in molte situazioni della vita, ed `e anche un altro piacere che non `e da perdere. Solo quando ci`o diventer`a pratica comune (e se ci`o accadesse), allora potremo affermare che l'uomo `e un animale pensante, non solo capace di pensare (perch``e egli `e capace anche di ... urinare, per esempio, ma non mette il suo nome in relazione con quella sua "capacit`a"). Se, dopo tutto, ci`o non accadr`a -- beh, allora l'esperimento si `e rivelato infruttuoso.
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-->*_-- -- -- -- --_*
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===>*_SULLA RELIGIONE_*
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==>*_I. Appoggio alle masse_*
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-->Ben nota `e la frase secondo cui la religione `e l'oppio del popolo, solo che la stragrande maggioranza del pubblico ha una concezione pregiudiziale sulla questione, a causa del presupposto (giustificato con nulla) che l'oppio `e qualcosa di brutto, perch``e da ci`o deve derivare che anche la religione non pu`o essere qualcosa di buono, ma le masse, di regola, non vedono nulla di male nella religione (o almeno nella /_loro_/ religione). Tale giudizio `e logico ma sbagliato, perch``e non `e necessario che l'oppio sia qualcosa di male (perch``e altrimenti esso non avrebbe trovato applicazione nella medicina contemporanea, come anche quella antica), e inoltre tutto dipende dalla dose e dal particolare caso (o la malattia). Gli uomini cercano la religione esattamente nei momenti difficili della vita -- nei casi di grandi disgrazie e morte -- e proprio allora essi hanno bisogno di questo oppio psichico e morale, per portare pi`u facilmente il pesante fardello della loro vita individuale. Sicuramente la religione `e benvenuta anche nei momenti felici della loro vita, come le cerimonie matrimoniali, le nascite, le belle feste religiose e i carnevali, perch``e la grande gioia e il grande dolore hanno un impatto altrettanto confuso sulla loro vita quotidiana; ma anche se non `e sempre cos`i (perch``e non c'`e nulla di confuso in una Pasqua, o in un Corban-Bairam, o in qualche altra festivit`a religiosa), nessuno `e pazzo da privarsi delle belle tradizioni, e addirittura le cerca da solo, perch``e nei molti secoli della loro esistenza le varie religioni hanno avuto la possibilit`a di ideare scenari di grande successo per festivit`a nazionali.
-->Quindi, se ci sbarazzassimo del pregiudizio sull'oppio, potremmo anche completare il pensiero di cui sopra sostenendo che: *_la religione `e proprio /_quest'_/oppio, di cui il popolo ha bisogno_*! Se non fosse cos`i le religioni semplicemente non esisterebbero da millenni, perch``e nessuno pu`o imporre all'uomo (almeno per un periodo pi`u lungo) qualcosa che egli non vuole. Se alcuni preti non capiscono le cose in questo modo, allora questa `e solo un'ulteriore prova della loro ristrettezza di pensiero (qualcosa che `e abbastanza tipico per gli ufficiali di culto, dove il pensiero dogmatico `e una norma di comportamento). La religione per le masse `e quello che sono le fiabe per i bambini, belle o spaventose che siano, perch``e la gente comune non si differenzia molto dai bambini nelle loro concezioni ingenue e nel desiderio di evadere in qualche modo dalla realt`a, che a loro non piace molto. In questo senso la religione `e una sorta di /_escapismo_/, e nessuno pu`o togliere alle persone la possibilit`a di "disconnettersi" temporaneo, e non ha nemmeno tali diritti.
-->La propaganda comunista, a causa del fatto che il comunismo era una /_nuova religione_/ (su cui ci soffermeremo un po' alla fine di questo saggio), anche se non osava ammetterlo, ha imposto la percezione che le religioni (cio`e le /_altre_/ religioni) sono qualcosa di imposto al popolo, ci`o che non gli serve e, quindi, dannoso. Ma questo non `e vero in generale, perch``e le persone stessi cercano una religione, e ci`o che viene loro imposto (e non piace a loro) `e la religione /_comunemente accettata_/ e il suo apprendimento nelle scuole (perch``e le cose obbligatorie raramente piacciono al popolo), e per questo motivo gi`a nell'epoca del Rinascimento apparvero molti avversari della religione. Questi avversari erano grandi umanisti e grandi personalit`a, e la loro opposizione era normale e necessaria per strappare, o /_staccare_/, la religione dal governo, per eliminare il dogmatismo inutile nel pensiero (perch``e esso, come ogni cosa in eccesso, `e dannoso), per democratizzare e decentralizzare la societ`a, ma non ad eliminare completamente la religione dall'ambito sociale della vita. E come noi vediamo anche oggi essa non viene scartata. La religione esiste ed esister`a come necessit`a vitale per l'umanit`a, ma essa sta cambiando e cambier`a con l'espansione della nostra conoscenza del mondo. I dogmi religiosi si infrangono, e per ogni dogmatico questo significa negare la religione, ma questa, in realt`a, `e un'evoluzione incessante dalle idee ingenue e concrete su Dio (o gli dei) con immagine umana verso una comprensione pi`u astratta della natura, illimitata dello spazio e del tempo, e della nullit`a e debolezza dell'uomo.
-->La religione `e una *_necessaria delusione_* -- ovviamente delusione, perch``e non ci sono prove dell'esistenza di Dio (su ci`o noi rivolgeremo la nostra attenzione nel capitolo III, ma vedete anche "Sulla creazione"), e ovviamente necessaria, perch``e le persone cercano per essa da secoli. La verit`a, oltre al fatto che `e inaccessibile alle persone (e grazie a Dio, perch``e se un giorno avessimo potuto conoscere tutta la verit`a sull'Universo, cosa avremmo fatto dopo?) e il nostro movimento nel tempo `e un incessante processo di scoperta di nuove verit`a parziali dall'illimitata verit`a assoluta sul mondo, ma essa `e anche quasi insopportabile (perch``e le persone, come abbiamo detto, sono come i bambini). La religione `e una delusione, ma /_tutto_/ nella nostra vita `e una delusione: il successo, la felicit`a, l'amore, la conoscenza, l'eroismo, lo scopo della vita, l'alcol, il sesso, l'arte, e cos`i via. La religione cristiana dice che "tutto `e vanit`a", ci`o che ha lo stesso significato (anche se essa non chiama questo delusione) e offre come unica alternativa la fede in Dio e nell'aldil`a. L'unica cosa che noi possiamo fare in questa situazione `e scegliere qualche delusione /_pi`u bella_/ ed essere felici del nostro miraggio!
-->`E molto naive pensare che quando uno sa che si delude in qualcosa egli sar`a insoddisfatto -- uno `e scontento solo quando qualcosa non gli piace, e la veridicit`a `e l'ultima cosa che gli interessa, e questo solo se egli `e non contento. La maggior parte dei bambini intorno al quinto anno sanno molto bene che non esiste Babbo Gelo o Babbo Natale, ma ci`o non impedisce loro di godersi i regali per questa festa. Ogni essere umano sano `e consapevole che `e impossibile cercare tutti gli uomini o le donne disponibili (a seconda dei casi) per scegliere un partner nella vita, o oggetto del suo amore, ma ci`o non gli impedisce di cadere in amore, se non con il primo incontrato, almeno con uno dei primi 5-6 oggetti. Ogni lettore sa che i libri (e i film) di narrativa sono pura invenzione (anche se noi, in Bulgaria, siamo un po' confusi, da un lato a causa del "realismo critico" esistente da molto tempo, e dall'altro -- perch``e noi parliamo sulla letteratura, dove gli anglofoni la chiamano proprio "fiction", cio`e invenzione), ma questo non gli impedisce di leggerli, se gli piacciono. In questo senso la consapevolezza del fatto che anche la religione `e un'invenzione e che l'esistenza di Dio `e indimostrabile, non significa affatto che la religione non sia necessaria per le persone, n``e che ci`o impedisca loro di crederci (cio`e deludersi).
-->Alla luce di questi ragionamenti `e giunto ora il momento di dare una definizione di religione, ma che sia quanto pi`u ampia e non limitativa, in modo da includere tutte le credenze religiose esistite ed esistenti, come anche le possibili religioni future. A questo scopo `e utile ricercare anche alcune relazioni etimologiche, perch``e questo, ci`o che si `e sedimentato linguisticamente nelle lingue, `e qualcosa di profondamente sentito (o "inconsciamente realizzato") dai popoli nel corso dei secoli. La stessa parola "religione" `e latina e significa qualcosa su cui si fa affidamento o si cerca sostegno, come si pu`o facilmente vedere in inglese (perch``e dove "rely on" significa affidarsi). Poi la parola inglese "pater" `e latina, ma deriva dall'antico sanscrito dove /_patera_/ significa trave, sostegno, e questa radice `e presente anche in bulgaro in una parola oggi raramente usata, '/_pateritza_/', che cosa `e una ... stampella. La parola bulgara per pater-sacerdote `e '/_sveshtenik_/' (o '/_sveshchennik_/' in russo) e significa persona luminosa o santa ('/_svesht_/ //_svecha_/' `e una candela), dove il latino Papa `e in russo '/_papa_/' e significa anche padre (capite, dell'umanit`a), e la lingua russa, anche se per l'Occidente potrebbe sembrare cinese, ha molte parole e radici latine, solo che i suffissi sono slavi e diversi. Interessante `e anche il rapporto dell'inglese /_God_/ (e del tedesco /_Gott_/) con la radice "/_good_/" (in tedesco /_gut_/, che significa buono), perch``e Dio `e l'essere buono; come anche gli inglesi /_evil_/-male e /_devil_/-diavolo, dove quest'ultimo per gli inglesi `e costruito da "il Male (essere)". E cos`i via.
-->Cos`i che la nostra definizione di religione `e la seguente: *_sistema sociale integrale di percezioni e rituali, che si basa esclusivamente /_sulla fede_/, ed `e progettato per /_sostenere e incoraggiare_/ le persone nella loro attivit`a quotidiana e_* soprattutto *_nei momenti difficili, /_dando significato_/ alla vita_*, che `e altrimenti priva di questo, dal punto di vista dell'individuo. Del sostegno che d`a la religione noi abbiamo parlato abbastanza, del senso della vita (o della sua insensatezza) si trovano molte riflessioni nel saggio "Sulla creazione", e nel prossimo capitolo noi ci soffermeremo pi`u approfonditamente sull'obiettivo della religione, per cui resta da dire alcune parole sulla fede. Infatti, `e ovvio, che nella religione le affermazioni vengono accettate /_non perch``e essi siano vere_/ o giuste, ma prima per fede, e solo dopo, quando e dove ci`o `e possibile (e anche dove non lo `e) essi vengono giustificate in qualche modo logico, ma /_post factum_/. Pi`u di questo, non solo si crede in qualcosa non per la sua veridicit`a, ma /_proprio il contrario_/ -- per la sua indimostrabilit`a, o come afferma la famosa frase, giunta a noi dall'epoca romana: /_Credo quia absurdum_/, cio`e "/_Io credo perch``e questo `e assurdo_/"! Per molti questo pu`o sembrare un paradosso, ma lo `e la pura verit`a (beh, non assoluta, ovviamente), perch``e questo, ci`o che `e probabile o possibile, esso pu`o accadere, oppure essere dimostrato in modo logico o sperimentale, e questo, che non pu`o essere dimostrato in alcun modo (ma deve essere accettato o instillato nelle masse), pu`o essere accettato solo attraverso la fede e senza pensare. In altre parole, questo, cosa `e da credere in esso, cio`e `e possibile, dimostrabile, non `e necessario che sia preso per fede (cio`e esso /_non_/ `e "da credere"), laddove questo, cosa non `e da credere, perch``e esso contraddice la logica e/o l'esperimento, questo deve essere preso per fede (cio`e esso "/_`e_/" da credere) -- equilibrio verbale abbastanza confuso, ma tali sono i linguaggi umani e la logica dell'individuo comune, quindi che non c'`e modo di scappare da situazioni cos`i scivolose.
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==>*_II. Moralit`a_*
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-->Ogni religione ha il suo scopo morale profondo, ed `e questo che ne giustifica l'esistenza. Le nozioni fondamentali sul bene e sul male, introdotte anche dagli sciamani primordiali, sono una necessit`a vitale nella societ`a umana, non perch``e l'uomo `e cos`i sciocco da non sapere cosa `e bene per lui e cosa no, ma perch``e gli obiettivi egoistici di ogni individuo contraddicono gli obiettivi comuni del gruppo di persone, e, quindi, deve esistere qualcuno che deve formulare delle regole pi`u comuni per convivenza, e questo qualcuno deve anche imporle -- se con la forza, se con delusione. Nella natura non esiste il bene e il male, e queste nozioni non sono necessarie agli animali, perch``e essi non hanno la capacit`a di costruire in s``e modelli pi`u o meno buoni della realt`a, e vivono semplicemente giorno dopo giorno, senza la possibilit`a di prevedere le cose in un futuro pi`u ampio rispetto, ad esempio, a una stagione annuale. Non esistono gatti virtuosi, n``e lupi, n``e cani, n``e locuste, se volete, ma questo non li ostacola minimamente nella vita, perch``e essi non hanno la capacit`a di formulare domande sul senso della vita, dove la capacit`a umana di comprendere (e ecco da dove deriva la favola della mela della conoscenza nel giardino paradisiaco) `e un'arma a doppio taglio. La capacit`a di conoscenza `e qualcosa di pi`u perfetto in senso biologico, ma essa impone nuovi problemi agli esseri che ne sono dotati, perch``e se un animale uccide solo per difendersi o per nutrirsi, allora l'uomo lo fa per vari motivi astratti. In questo modo questo animale sociale chiamato pensante diventa molto forte e pericoloso, non solo per gli altri animali, ma anche per i suoi fratelli -- ergo, egli deve ancora imparare a convivere con gli altri, affinch``e lo spargimento di sangue (o le perdite di materiale biologico, detto in modo pi`u cinico) sia minimale possibile. Per questo, appunto, esiste la moralit`a.
-->Se noi provassimo a dare una definizione breve e non limitativa, ma sufficientemente approfondita, della nozione di "moralit`a" potremmo arrivare a quanto segue: *_sistema di regole destinato ad unire le persone nel tempo e nello spazio_*. La convivenza comune nello stesso luogo pu`o essere raggiunta in modo relativamente facile (spesso con l'uso della forza), ma di fronte al tempo, senza norme morali, l'umanit`a inciampa! Si accetta che un gruppo di persone non unite nello spazio venga chiamato "selvaggi" (poich``e essi possono sgozzarsi a vicenda come un branco di lupi, sia a causa di qualche femmina, o di qualche "osso", o solo per mostrare che "eroi" essi sono), mentre un gruppo di persone non unite nel tempo vengono solitamente chiamati "barbari", cio`e infedeli (perch``e essi non sanno come comportarsi per lasciare un buon ricordo di s``e, n``e sono affatto convinti di dover lasciare un tale ricordo).
-->Per raggiungere l'armonia nella vita dell'uomo con i suoi simili e con l'ambiente tutti i mezzi sono consentiti! Per questo motivo `e del tutto naturale l'invenzione dell'aldil`a (o della reincarnazione delle anime), e la completa penetrazione della religione (almeno mentre essa `e al potere) in tutte le sfere della vita, e la nozione di peccaminosit`a dell'essere umano, e il dogmatismo della morale religiosa, sostenuta dall'apparato dell'inquisizione o, almeno, da qualche censura, come anche la crudele intolleranza alle eresie (cio`e le teorie errate), e il carattere utopico della felicit`a religiosa in contrasto con i reali piaceri terreni, e l'inevitabile stagnazione nello sviluppo (perch``e la felicit`a, il pi`u delle volte, sta nella stagnazione), e altre caratteristiche comuni di una data religione. Le religioni sono per le masse e, per questo motivo, essi sono *_rifugio per i deboli_*, perch``e quello comune `e debole -- tanto per affrontare il male, quanto anche per comprendere nella propria mente il tempo e lo spazio illimitati.
-->Per l'uomo imparziale e pensante `e del tutto chiaro che il male e il bene non sono categorie astratte ma /_relative_/ e che in ogni caso concreto essi possono avere significati diversi, ma tale impostazione delle cose non risolve il problema! Uno deve sapere, ad esempio, che il cannibalismo `e qualcosa di molto brutto, un peccato crudele, non importa che ci possano essere casi in cui esso `e una decisione ragionevole (diciamo, dal punto di vista della continuazione del genere) -- solo che essi sono cos`i rari e cos`i discutibili, che non `e in potere di ognuno giudicare, come si dice, sul posto, e deve esserci qualche dogma, o comandamento di Dio.
-->La tolleranza delle opinioni degli altri, indubbiamente, `e un'idea molto buona ed utile per ogni societ`a, ma questo `e un requisito che `e piuttosto difficile da raggiungere pienamente nel mondo dell'antagonismo, cos`i che, nonostante gli sforzi di alcune religioni, c'`e nessuna, che `e sempre stata tollerante verso gli altri (anche se ci fosse stata una qualche, essa avrebbe persa i suoi seguaci, perch``e `e il popolo che cambia le religioni). Cosa dir`a che le religioni sono un fenomeno positivo per quanto riguarda la causa della loro apparizione, o le loro /_intenzioni_/, ma allo stesso tempo essi hanno svolto un ruolo estremamente reazionario in tutte le epoche, quando si `e arrivato all'effetto o al risultato! Ci`o, tuttavia, `e inevitabile, e la cosa migliore che una religione pu`o fare `e scoprire che "la via per l'inferno `e disseminata di buone intenzioni". Al giorno d'oggi quasi tutte le religioni mirano ad una tolleranza sempre maggiore, ma ci`o `e dovuto soprattutto al fatto che nei sentimenti religiosi dei cittadini contemporanei si nota un certo declino e la maggiore tolleranza crea la base per la convergenza di vari flussi, precedentemente considerati eretici, in una data religione, ma anche perch``e nel mondo comunicativo di oggi gli uomini sono costretti a vivere in maggiore concordia e lo richiedono anche alle religioni. Se in questo modo la religione conserva il suo ruolo guida come moralizzatrice della societ`a, ci`o non pu`o che essere accolto con favore! In ogni caso, non dobbiamo pensare che la religione abbia raggiunto il suo scopo e quindi scomparir`a dalla faccia del mondo, indipendentemente dal capitolo successivo, dove noi denunciamo alcune tesi pseudo-scientifiche o gesuitiche sull'esistenza del Dio cristiano.
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==>*_III. Esistenza di Dio_*
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-->Prove dell'esistenza di Dio non vengono fornite, e qui /_non possono esserci prove_/, se abbiamo le idee chiare sulla questione: cos'`e questo Dio? Se definiamo Dio come tale Essere (o "sostanza", se vi piace meglio cos`i), onnipotente e indistruttibile, che esiste ovunque e sempre, che non dipende dal mondo reale, nel quale noi viviamo e le cui leggi raggiungiamo continuamente, e che `e anche la causa prima della creazione di questo mondo, noi non possiamo non giungere alla conclusione che la nostra conoscenza di questo Essere dipende esclusivamente dal Suo desiderio di concederci questo piacere. Se Dio vuole stare lontano dagli uomini e lasciarli, dopo averli dotato di libero arbitrio, da soli a raggiungere il significato del bene e del male, allora Lui trover`a sempre dei modi per nascondersi cos`i da noi che noi non saremo in grado di scoprire o dimostrare la Sua esistenza, n``e in modo sperimentale, n``e in modo razionale. Se Lui, per`o, decide di mostrarsi a qualcuno, allora questo qualcuno Lo trover`a ovunque: nella pietra, nell'albero, nell'animale, nella mosca se voi volete, nell'essere umano, nel suo pensiero, e sar`a categoricamente convinto della Sua esistenza, qualunque siano le dichiarazioni degli altri. Per questo motivo la religione cristiana insiste sul fatto che "chi cerca, trova". Qui tutto sta nel fatto, che Dio non `e solo molto pi`u forte, pi`u intelligente, e migliore degli uomini, ma lo `e /_infinitamente_/, cio`e incomparabilmente, di pi`u, e Lui esiste sempre e ovunque. Per poterlo raggiungere o riconoscere la Sua esistenza solo con i propri sforzi uno bisogna essere almeno con le Sue capacit`a; s`i, ma l'uomo non `e un Dio, quindi questo `e impossibile, o, per dirlo in latino, questo `e uno /_contradictio in adjecto_/, cio`e una contraddizione nella definizione stessa.
-->Questa non `e affatto una tesi nuova, ma `e nota da circa 25 secoli e prende il nome di /_agnosticismo_/. Anche se noi, in Bulgaria, siamo un po' fuorviati da questa impostazione delle cose, perch``e la propaganda comunista ha insistito sul fatto che l'agnosticismo `e una teoria sull'inconoscibilit`a del /_mondo_/ reale, non di Dio. In alcune religioni Dio si identifica con la verit`a su tutto, o con la verit`a assoluta, come diciamo adesso, intendendo con ci`o l'intera conoscenza dell'Universo, ma questo `e solo un altro modo per nominare le leggi naturali, o l'/_idea_/ sulle cose. In un modo o nell'altro, se noi affermiamo che Dio `e realmente un Dio, allora la Sua esistenza, o assenza, non pu`o essere provata da noi in /_alcun_/ modo, perch``e noi siamo esseri imperfetti e peccatori, e quando pensiamo di aver scoperto Dio possiamo positivamente deluderci, come anche quando pensiamo che Dio non esiste. Detto in un linguaggio pi`u contemporaneo, Dio `e un essere /_di un'altra dimensione_/, e noi semplicemente non possiamo vederlo, dove Lui pu`o (se solo lo desidera). Da ci`o consegue che l'esistenza di Dio `e una questione di gusto, o di /_fede_/, e chi vuole pu`o pensare che Lui esista, ma chi non vuole -- che non esista. Ma il nostro desiderio non ha alcun effetto sulla Sua esistenza o assenza, perch``e siamo noi ad aver bisogno di Lui, non Lui di noi! L'esistenza di Dio `e solo un'/_ipotesi_/, e se ne abbiamo bisogno possiamo accettarla, ma se noi possiamo farne a meno non c'`e bisogno di invocarla; le scienze esatte e naturali ne fanno benissimo a meno, dove in ambito sociale essa `e spesso necessaria, a causa dell'ingenuit`a delle masse, e per questo motivo viene usata l`i.
-->Queste riflessioni ci sono state necessarie per sapere come prendere le "prove" dell'esistenza del Dio cristiano elencate di seguito, dove le virgolette sono necessarie, se noi comprendiamo che le prove, comunque, non possono esistere. Questi sono esempi di logica gesuitica, che `e un misto di logica e fede (dove la logica fallisce), ma noi non dobbiamo giudicarli particolarmente severamente, perch``e essi sono destinati alle masse, e la gente, di regola, applica abbastanza spesso simili giudizi imprecisi, al fine di giustificare le proprie opinioni in qualche modo presumibilmente oggettivo. Ecco alcune delle *_tesi_* pi`u diffuse *_sull'esistenza di Dio_*.
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-->*_1. Dio `e la causa principale del mondo_* in cui noi viviamo. Tutto in questo mondo `e creato da qualcuno, perch``e non pu`o sorgere una conseguenza senza che esista una causa per essa. Non si pu`o costruire una casa da sola, n``e fabbricare una spada da sola, n``e nascere un essere umano senza l'atto del concepimento, e cos`i via, cos`i che deve esserci causa anche per ci`o che non avviene per nostra volont`a -- il germogliare dell'albero nella foresta, l'emergere degli animali selvatici, la creazione delle rocce, e dei mari, e dei fiumi, e delle stelle nel cielo, eccetera -- e, quindi, essi devono essere creati da qualcuno. Ma nessun uomo pu`o creare un fiore, per esempio, se non ha il suo seme, o creare una stella nel cielo, o fermare il sorgere del Sole, quindi tutto questo `e creato da qualche Essere onnipotente, che vive in eterno nel tempo, sa tutto, cosa `e stato e cosa accadr`a, perch``e comprende i rapporti di causa-effetto delle cose, che si trova ovunque, dove Lui vuole, e comanda tutto il nostro mondo o tutto l'Universo, perch``e Lui solo lo ha fatto. Lui non pianta il seme per ogni erba, perch``e Lui ha detto come questa erba deve piantare il suo seme, oppure come ogni animale deve comportarsi e come propagarsi, per popolare questo bellissimo mondo. Egli ha creato anche l'uomo e lo ha reso simile a Lui, ma non lo ha limitato a fare solo il bene, perch``e altrimenti l'uomo non avrebbe avuto il libero arbitrio, questa qualit`a divina, ma lo ha lasciato soffrire in questo mondo per raggiungere la felicit`a nella vita futura, quando verr`a a Lui, allora senza il suo involucro materiale deperibile, ma solo come idea, anima o emanazione del principio divino. Dio `e la verit`a per ogni cosa, perch``e nulla pu`o sorgere senza l'idea, e l'idea non `e materiale, sebbene possa essere implementata in forme materiali. Dio esiste, perch``e per quanto molto noi sappiamo, noi non possiamo ancora raggiungere la natura divina del mondo, e il mondo esiste, quindi esso `e stato creato. Se noi pensiamo che alcune cose accadono semplicemente perch``e accadono, o casualmente, allora noi lo pensiamo solo perch``e non riusciamo a cogliere la saggezza divina, ma noi ci illudiamo e erriamo pensandolo. E cos`i via.
-->Tutte queste considerazioni sono del tutto speculative e possono essere facilmente confutate anche in un modo logico: se Dio ha creato una volta il mondo materiale applicando il Suo libero arbitrio, e se /_ogni_/ cosa deve avere il suo Creatore, allora chi ha creato il Creatore? In generale, la tesi sull'inizio e sul significato pone inevitabilmente la domanda sull'inizio e sul significato di /_questo_/ inizio e impone la necessit`a di una certa gerarchia di dei, che ancora non risponde alle nostre domande! Poich``e, del resto, la separazione della materia dall'idea di essa solleva inevitabilmente la questione della priorit`a di una delle due cose, ma finch``e essi esistono insieme (come l'uovo e la gallina), allora tale separazione non porta a nessuna parte. L'inizio della Creazione deve essere osservato solo come un /_punto condizionale_/ per la tracciatura del tempo, non come un vero e proprio inizio, cos`i come anche la ricerca del significato o dello scopo, dove essi non sono obbligati ad esistere, non pu`o scoprirli ma solo inventarli. Comunque sia, su queste questioni vedete anche il saggio "Sulla Creazione".
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-->*_2. La natura obbedisce alle leggi naturali_* e, quindi, *_essi devono essere create da qualcuno_*. Questa `e una modificazione del punto precedente, solo che essa `e molto pi`u attuale e logica ed `e per questo che noi la trattiamo separatamente. Essa non presuppone l'idea che Dio sia come un bambino cattivo, che ha fatto qualche brutto scherzo (ad esempio, ha legato una scatola di latta alla coda di un gatto) e si `e nascosto da qualche parte per divertirsi, ma che Lui sia come un vero artista, che ha creato qualcosa di finito (un quadro, o un meccanismo, o qualcosa di simile) e lo ha lasciato che la gente lo usasse. Questa tesi non limita affatto la ricerca scientifica e la conoscenza del mondo, nel quale per Dio non `e necessario interferire dopo l'atto iniziale della creazione. Essa semplicemente ci impone una giustificata con niente relazione tra le leggi naturali e quelle umane, e se queste ultime sono create da qualcuno e scritte su qualcosa, allora anche le leggi naturali devono essere create da qualcuno e scritte in qualche modo nella materia. Ma il problema `e lo stesso: quando qualcosa esiste, esso deve essere creato da qualcuno. `E vero che non pu`o esistere una causa senza una conseguenza, ma chi ci d`a il diritto, in base alla conseguenza, di /_inventar_/ne anche la causa? E chi pu`o garantirci che la causa sia una ed unica, per poterla scegliere esattamente? L'arbitrariet`a del nostro mondo pu`o essere "codificata" in esso (da qualcuno o qualcosa), ma essa pu`o anche essere l'unica soluzione possibile, nel qual caso noi non abbiamo bisogno dell'ipotesi di Dio. E oltre a ci`o, l'uso di questa tesi degrada ancora una volta il ruolo di Dio, o contraddice la Sua definizione, perch``e se Dio ha creato tutte le leggi naturali, allora Egli deve anche obbedire ad esse, ci`o che dice che Egli non ha libero arbitrio o `e per niente Dio.
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-->*_3. L'intenzionalit`a del nostro mondo pu`o essere spiegata solo con l'esistenza del suo Creatore_*. L'erba cresce per essere mangiata da qualche animale (e per saturare l'aria di ossigeno, se vogliamo essere pi`u profondi nella recensione); le foglie degli alberi cadono in inverno per non gelare, e per impedire il congelamento delle radici degli alberi, e per arricchire la terra di sostanze nutritive; la mucca esiste per darci il latte, la scrofa -- la carne, la gallina -- le uova, e cos`i via; il Sole sorge per riscaldarci, la Luna -- per risplendere nella notte, il fiume scorre per bere da esso, i mari esistono perch``e i pesci vi si riproducano, ecc.; il sesso esiste affinch``e le persone e gli animali si riproducano; l'uomo `e creato per piacere a Dio; e altre cose simili. Niente accade proprio cos`i in natura, ma con uno scopo specifico, e se noi non riusciamo a percepirlo, ci`o non significa che tale scopo non esista. Se il mondo non fosse stato creato da Dio esso non sarebbe stato cos`i efficiente. Le scienze non contraddicono l'esistenza di Dio, ma servono soltanto a /_spiegarci_/ gli scopi divini che Egli si `e posto e che altrimenti i deboli esseri umani non sarebbero riusciti a comprendere. Dio ci ha dato la ragione per poterlo concepire, la nozione del bene e del male -- per tendere al bene, e il libero arbitrio -- per poterci avvicinare a Lui. Anche la mosca esiste per nutrire i ragni e gli uccelli (e, forse, per insegnarci a vivere in modo pi`u igienico), il verme -- per allentare e arricchire il terreno, e la morte -- per insegnarci a valorizzare di pi`u la vita e poter venire pi`u tardi nel paradiso o nell'inferno, secondo ci`o che abbiamo meritato su questo mondo. Ma allora, perch``e non aggiungere che il naso esiste per metterci sopra gli occhiali, il mignolo -- per avere qualcosa da ... infilarci nel naso, e le mani -- per poterci pulire il sedere (perch``e noi non possiamo, hmm, leccarci come i cani e i gatti)? La vita `e un risultato di eventi propizi e di un numero illimitato di prove ed errori (vedete di nuovo "Sulla Creazione"), e tutti gli sforzi per attribuirle qualche obiettivo o scopo sono quantomeno comici.
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-->*_4. Dio esiste per insegnarci cosa `e bene e cosa `e male_*. Questa `e l'argomentazione morale della Sua esistenza, ma anche qui le cose vanno da dietro in avanti, o noi proviamo qualcosa solo perch``e ci piace cos`i. Quando uno non sa cosa `e bene e cosa `e male per egli, e l'uomo veramente molto spesso non lo sa, allora deve venire qualche potere onnipotente ad insegnarglielo. Ma se il concetto di bene e di male non esisteva prima che il nostro "caro Dio" ce lo spiegasse, ne consegue che il mondo che Egli ha creato (con il male in esso) non `e affatto buono, e neanche lo stesso Dio `e un Essere buono. Le favole sul libero arbitrio dell'uomo, per cui Dio ha lasciato il male nel mondo, perch``e, vedete, se non c'`e il male allora non ci sar`a nulla tra ci`o che si deve scegliere e ci si comporter`a sempre bene, sono piuttosto carini in teoria, ma non giustificano affatto le miserie umane e, alla fine, quando Egli `e /_Dio_/, Egli avrebbe potuto escogitare un modo in cui esistesse il libero arbitrio, e ci fossero anche le cose cattive e mali, ma gli umani avrebbero potuto fare solo cose buone! E da questo, che in questo modo non sarebbe esistito il premio della beatitudine eterna (o la punizione eterna) nell'"altro mondo", non verr`a niente di male, perch``e allora si sarebbe vissuto in /_questo_/ mondo come nel paradiso. Sicuramente questa `e una tesi infondata. E se poi il bene e il male sono esistiti prima dell'arrivo di Dio e della creazione del nostro mondo, allora Dio non ha dato alcun contributo alla questione. Si scopre che le cose si risolvono facilmente se noi non mescoliamo queste nozioni nel mondo materiale, che `e cos`i com'`e, e il bene e il male sono relativi, come tutto il resto, o sono prodotti collaterali dell'esistenza della materia. La moralit`a non ne soffrir`a, ma diventer`a ci`o che essa comunque `e -- regole per la convivenza pacifica di molti individui. Soltanto che cos`i ci allontaneremo dall'ipotesi di Dio, e lo scopo del compito era confermarla.
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-->*_5. Dio `e il Salvatore del genere umano_*. Nonostante le sventure di questo mondo, Dio `e colui che salva le anime immortali degli uomini, e Egli ha preso perfino una particella di S``e, generando cos`i il suo Figlio Cristo in forma tutta umana e con carne umana, per poter sperimentare tutte le sofferenze umane e poi, con la Sua morte, calpestare la morte. Dio ha creato non solo il mondo reale, ma anche il paradiso e l'inferno, e in questo modo ha reso facile per l'essere umano unirsi pi`u pienamente alla Sua essenza divina. Anche lasciando da parte le ipotesi giustificate senza nulla sull'esistenza del nostro Cristo, perch``e non ci sono prove storiche della Sua reale esistenza, soprattutto testimoni credibili del momento del concepimento o della Sua risurrezione, dopo la conferma della morte fisica da parte del competente consilium dei medici, ma noi non abbiamo ragioni per pensare che "l'altro mondo" sia qualcosa di migliore di questo. L'essere umano `e una creatura finita e non `e affatto chiaro se una vita eterna (se possibile) sar`a qualcosa di buono, o una noia costante, perch``e la felicit`a pu`o consistere in gran parte nella stagnazione (per il motivo che ogni periodo di transizione `e qualcosa, nel complesso, di negativo -- come noi in Bulgaria abbiamo visto con l'esempio della nostra transizione verso la democrazia, che non finisce mai), ma non la stagnazione /_perenne_/, senza alcuna possibilit`a di cambiamento (ad eccezione di quelli del Purgatorio, dopo che ancora una volta arriva la noia infinita). L`a dove non ci sono aspettative e speranze di cambiamento, non pu`o esistere spazio per l'espressione del libero arbitrio. In altre parole, per quanto distorciamo le nostre anime, "l'altro mondo" `e un eterno esilio! Se Dio fosse veramente buono e onnipotente Egli avrebbe escogitato un modo indolore per distruggere l'anima (o cancellarne la memoria, se Egli non vuole buttare via qualcosa di buono), invece di queste eterne torture (o beatitudine con lo stesso effetto). Quindi: come questo mondo `e cattivo, cos`i `e anche l'"altro", e cos`i anche il rapporto tra i due mondi `e quasi il peggiore possibile, e questa non `e affatto una salvezza, perch``e due millenni dopo Cristo l'umanit`a continua ad uccidersi a vicenda come prima, anche su scala significativamente maggiore. Invece di "rovinare l'immagine" di Dio in questo modo `e meglio non mescolarlo minimamente alle nostre follie umane.
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==>*_IV. Ateismo_*
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-->Dopo aver constatato che l'agnosticismo `e una cosa vera e che l'esistenza di Dio `e una questione di gusto, noi non dovremmo trascurare l'altro polo nel culto delle religioni -- l'ateismo -- tanto pi`u che esso `e in relazione con la loro futura evoluzione o "mutazione". L'ateo insiste che Dio non esiste, ma anche questo /_non pu`o essere dimostrato_/, come il contrario, e in questo senso *_l'ateo `e anche un credente_*! Ci`o pu`o sembrare paradossale per la maggior parte delle persone, compresi gli /_stessi_/ atei, ma questa `e la verit`a pura e semplice. Pi`u di questo, credenti e atei non sono del tutto simmetricamente opposti, dove i veri credenti sono /_proprio_/ gli atei, perch``e l'esistenza di Dio, tuttavia, pu`o essere dimostrata, /_se Egli esiste_/ e decide di farsi vedere, mentre *_l'assenza di Dio_* semplicemente *_non pu`o essere dimostrata_* (se Egli non esiste)! Questo adesso deve essere chiaro, perch``e di ogni cosa `e molto pi`u facile dimostrare la sua esistenza (se essa `e presente almeno in un caso particolare), che la sua assenza (ovunque e sempre), a questo proposito i nostri dicono: "vai e dimostra che tu non sei un cammello". Nella maggior parte dei casi non rimane altro algoritmo per dimostrare l'assenza se non la cosiddetta ricerca completa, e nel nostro caso questo `e impossibile, perch``e noi dobbiamo "cercare" ogni punto dello spazio e del /_tempo infinito_/, e inoltre /_non avendo idea di come appare questo_/, cosa cerchiamo!
-->Proviamo ora a prevedere l'evoluzione futura delle religioni, partendo, ovviamente, da qualche tendenza comune nella loro apparizione cronologica e loro sviluppo. Questa tendenza non `e cos`i difficile da notare ed essa `e: dal concreto all'astratto! Tutte le religioni primitive hanno raffigurato in qualche modo i loro dei, dove la loro immagine era fissata dogmaticamente e, ovviamente, simile a quella umana o ad alcuni animali. Anche l'Induismo ha dei simili all'uomo, ma alcuni di loro hanno sei arti, e si comincia a parlare di milioni di mondi o universi, che possono emergere dal soffio di un dio ed essere distrutti da un altro, dove il divino ora diventa la verit`a. Presso i faraoni e gli antichi greci, come anche nella religione ebraica, gli dei sono ancora del tutto umani. Ma nel Cristianesimo appaiono ora tre dei: Padre, Figlio e Spirito Santo, dove il punto non `e nel loro numero ma nell'immagine astratta dello Spirito, che viene raffigurato come un piccione non perch``e gli somiglia, ma perch``e Egli deve essere raffigurato in qualche modo. Sette secoli dopo Cristo emerge l'Islam, che dice di Dio solo che Egli esiste, ma come appare -- nessuno pu`o dirlo, per questo motivo nelle /_cami_/-moschee possono esserci ornamenti, e questo soprattutto all'esterno, ma le pareti sono nude, per non distrarre i fedeli con immagini varie. Ai tempi di Maometto non esisteva la fantascienza ed `e per questo che egli non chiama Allah un essere della quarta dimensione, ma il significato di questo Dio `e tale. L'ateismo, diffuso nel corso del XIX e XX secolo (seppure proveniente dall'antica Grecia), rifiuta interamente l'immagine divina e la sostituisce con la "natura" impersonale (o sostanza -- di Spinoza). `E vero che presso gli atei Dio scompare completamente, cos`i come anche i santi e i miracoli, ma rimane una Sua quintessenza, l'/_idea_/ di Dio, sotto forma di leggi naturali, cio`e resta la pi`u importante, ci`o che non pu`o essere distrutto.
-->Se ancora ci si chiede perch``e l'Islam faccia progressi significativi, soprattutto nel XX secolo, allora semplicemente non ci si rende conto di quanto il rapido sviluppo delle scienze renda insostenibili i severi dogmi cristiani e le esatte immagini di Dio. La gente `e ancora come i bambini e ha bisogno delle favole, ma ora vuole qualcosa di pi`u moderno, qualche racconto di fantascienza, cio`e qualche religione, che lascia pi`u spazio alla propria fantasia e al proprio pensiero. Anche la religione cristiana cambia, per quanto ci riesce, divergendo in eresie molto diverse a partire circa dal XV secolo, fino a raggiungere la situazione contemporanea, dove negli USA nel XX secolo sorgono anche alcune cosiddette chiese /_autocefale_/, cio`e chiese create da una sola persona, che ne `e il capo (come anche la sua "coda", perch``e non si pu`o dire che essi abbiano molti seguaci). Si scopre che le icone non sono obbligatorie per i credenti, ma anche le preghiere quotidiane non sono qualcosa di irrevocabile. L'importante `e che la persona si renda conto che essa non `e sola su questo pianeta e che la vita su di esso non finisce con la sua stessa vita!
-->Dal concreto all'astratto `e l'evoluzione naturale delle religioni, ma questa `e anche la via attraverso la quale passano molte scienze, perch``e questa `e la via della nostra conoscenza del mondo. Il momento finale in questo senso per ora `e l'ateismo, ma esso non `e sufficientemente sviluppato e non ha molti dei rituali propri di ogni religione che si rispetti, e questo `e il motivo per cui esso non `e accettato dalle masse come tale, ma il futuro `e illimitato (a meno che noi soli non fissiamo dei limiti), quindi noi non dovremmo rifiutarlo frettolosamente come credenza.
-->E nel frattempo una *_nuova religione_* `e emersa nel 20simo secolo e mentre la gente discute se questa sia una religione, se essa sia buona, ecc., questa `e riuscita a farsi strada in tutto il mondo. Si tratta del *_/_comunismo_/_*, o meglio del leninismo, che ha tutte le caratteristiche di una religione atea. Essa nacque dallo "spettro del comunismo" di Marx, ma cominci`o ad esistere come religione nel giovane Stato sovietico ai tempi di Lenin, attravers`o periodi di persecuzioni e procedimenti giudiziari, cre`o i propri santi, riusc`i ad imporsi come religione ufficiale su un vasto territorio del globo, e ora gira nel "terzo" mondo cercando il terreno adatto per il suo prosperare. Esso /_non ha dei_/, ma ha leggi naturali, che non sono meno implacabili di quelle degli dei; /_non ha prodigi_/, ma ha i prodigi delle scienze, che non sono meno stupefacenti di quelli degli dei; /_non ha preghiere_/, ma ha desideri, aspirazioni e ideali, che non hanno un impatto pi`u debole sulle masse. `E vero che per quanto riguarda i rituali c'`e molto a desiderare, ma la sua esistenza attiva dura solo circa 80 anni, e cosa sono 80 anni per una religione? Ora esso non `e una religione dominante nei paesi ex comunisti, ma questo non significa che esso non governi ancora "i cuori e le menti" delle persone (stereotipo logoro, ma in generale vero), perch``e il crollo del sistema comunista fu semplicemente un segnale per /_la sua separazione dallo Stato_/, come avvenne nel Rinascimento con la religione cristiana in tutto il mondo occidentale. Esso ha moralit`a, ha utopismo, ha l'idea del peccato, ha l'aldil`a ("il luminoso futuro comunista"), ha un obiettivo -- la felicit`a delle persone, causa stagnazione (come ogni altra religione), e la stagnazione `e particolarmente importante quando qualche civilizzazione (come quella contemporanea) se ne va, esso `e sufficientemente tollerante verso le altre (cio`e genuine) religioni, predica uno stile di vita ascetico in questo mondo, ed `e un vero rifugio per i paesi e le nazioni deboli o meno sviluppati. Esso aveva anche i propri organi di censura e la propria inquisizione, come ogni altra religione dominante.
-->Se e fino a che punto esso esister`a -- lo dir`a il futuro. Ma molte cose in esso possono rimanere, anche la stella a cinque raggi, perch``e questo `e un simbolo diffuso e antico ed esiste sulla bandiera americana (anche se gli americani scappano dal comunismo "come il diavolo dall'incenso", ma questo `e perch``e essi sono un paese ricco e l`i nessuno vuole essere povero); inoltre il Pentagono `e, in effetti, una "stella pentagonale con i raggi ritagliati" (o viceversa -- la stella a cinque raggi `e un pentagono sovrastrutturato). Il colore rosso non `e niente di peggio del blu (questo `e un'allusione alla moderna dei primi anni della democrazia bulgara Unione delle Forze Democratiche, UDF in inglese), per esempio, e riguardo alle Case dei partiti -- nessuno ha detto che essi devono essere costruite solo in stile "stalinista" (o "gotico comunista") e possono essere modellate anche come stazioni spaziali, se si desidera. Il futuro dell'umanit`a `e un ideale molto pi`u tangibile dell'aldil`a, perch``e ciascuno, comunque, cerca di lasciare qualcosa dietro di s``e (almeno qualche figlio), e l'astrazione totale del dio-natura non rischia mai di cadere fuori moda a causa del cambiamento dei gusti. Il bene pi`u prezioso dell'uomo `e il suo lavoro e questa `e verit`a incontestabile, e la felicit`a pi`u alta (per ogni individuo sufficientemente ragionevole, che pu`o "superare" il suo involucro mortale) `e la felicit`a degli altri, perch``e questa `e la felicit`a reciproca o condivisa, ed `e qualcosa che gli pu`o sopravvivere, lasciando qualche traccia tra le altre persone. La contraddizione tra la fede, che ogni religione richiede, e la ragione, che la stessa natura umana richiede, non `e cos`i difficilmente superabile (come, ad esempio, la contraddizione tra i sessi, o le generazioni), perch``e la fede pu`o essere stipulata per via della ragione, e la ragione di esistere basata sulla fede (in essa). Pi`u di questo, proprio la simbiosi tra fede e ragione nella religione atea comunista, o in alcune delle sue discendenti, compresa la contraddizione in s``e, pu`o rendere questa religione viva e duratura. E il fatto che esso non stabilisca alcuna differenza razziale, finanziaria, sessuale, intellettuale, e altra (tranne, forse, la necessit`a per i fedeli di non essere significativamente pi`u ricchi degli altri, ma questo `e facilmente superabile), lo rende del tutto accessibile a ogni essere umano debole, ma pi`u o meno razionale.
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-->Cos`i che la religione `e l'oppio per il popolo, ma finch``e l'ultimo non dimostrer`a di non aver bisogno di questo oppio, esso occuper`a un posto centrale nella vita sociale del popolo. Ma a giudicare dall'onnivoriet`a e dall'ingenuit`a con cui le masse divorano la pubblicit`a che viene loro proposta, ci sono tutte le ragioni per supporre che essi avranno sempre bisogno della religione. La religione `e dannosa quando due religioni diverse entrano in collisione grave e iniziano a combattere la guerra (perch``e, ad esempio, un gruppo di persone rompeva l'uovo dall'estremit`a affilata e un altro -- da quella smussata), ma per il resto una certa misura di delusione riguardo alla vita `e di vitale importanza per le persone per poterla vivere, e, in questo senso, /_ogni_/ religione fa un buon lavoro, perch``e non si rifiuter`a mai una delusione, se ci piace. Fino a quando una data societ`a `e divisa in strutture contraddittorie con interessi diversi (e questo avverr`a sempre, perch``e gli esseri umani sono creati diversi nei loro gusti, interessi, e capacit`a, e proprio questa variet`a `e la cosa pi`u preziosa in questo mondo), fino ad allora essa avr`a bisogno di qualcosa che unisca e leghi i suoi membri. Mentre uno ha bisogno di sostegno e di uno scopo nella vita, egli avr`a bisogno anche di una certa religione. Ma egli avr`a sempre tale bisogno perch``e non `e un Dio.
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-->*_-- -- -- -- --_*
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===>*_SULLA DEMOCRAZIA_*
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==>*_I. Grande e irragionevole_*
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-->*_La democrazia_* `e il raggiungimento pi`u significativo dell'umanit`a nel campo sociale, /_perch``e_/ essa *_contraddice il buon senso_*! Nonostante la paradossalit`a di questa affermazione essa `e vera, perch``e, in realt`a, questa `e qualcosa che non sarebbe potuto accadere a un individuo normale, cio`e medio, nei suoi giudizi. Tutta l'esperienza umana nel corso dei secoli e ai nostri giorni mostra che *_la scelta democratica_*, infatti, *_non viene applicata_* ovunque, *_dove_* qualche *_lavoro si deve svolgere_*, ad esempio: nell'esercito, nella polizia, nell'educazione, nella sanit`a, nella sfera produttiva, ecc. `E inconcepibile immaginare un esercito in cui le nuove reclute scelgano /_tra loro_/ il proprio comandante; o i medici ad essere nominati da parte degli infermieri e degli inservienti (e anche dei pazienti); oppure gli insegnanti ad essere scelti dagli studenti (e tra loro); o in qualche compagnia a riunire tutti i comuni operai, autisti, addetti alle pulizie, e altri, e chiedere loro di scegliere il direttore, o il capo dipartimento, indipendentemente dalla sua educazione. (E non confondiamo questo con la democra/_tizza_/zione del management di molte attivit`a oggigiorno, che `e solo un /_elemento ausiliario_/, non un principio fondamentale, e come tale probabilmente esisteva anche ai tempi dei faraoni.) Ci sono ovvie ragioni per cui ci`o non viene fatto, perch``e ogni attivit`a richiede una certa professionalit`a, che viene dimostrata sulla base di criteri educativi e/o esperienza di vita, e questo viene deciso da persone /_con maggiore conoscenza_/ in una determinata area, non dal basso, dalla gente comune, e questo `e l'unico modo per fare la scelta giusta, cio`e dall'alto verso il basso, non il contrario, cosa dir`a che la scelta democratica, dal punto di vista della ragione, `e una pura /_perversit`a_/!
-->Detto pi`u precisamente, la scelta democratica presuppone che*_: persone che non capiscono, scelgono quelle che_* essi *_non conoscono,_* e ci`o *_senza richiedere_* alcun *_documento di qualificazione professionale_*! Spieghiamolo pi`u in dettaglio. Le masse non sanno nulla del campo del governo, che non `e cos`i elementare come essi credono (se si intende il vero governo, non la sua parte ostentata), ma proprio per questo essi pensano di sapere tutto -- perch``e pi`u la conoscenza di qualcuno `e limitata, pi`u egli `e sicuro di s``e nei suoi giudizi. Questa `e una verit`a molto antica, che risale almeno ai tempi di Pitagora, il quale spiegava ai suoi studenti perch``e egli, che sa tanto, pensa di sapere poco, mentre essi, poich``e non sanno nulla, pensano di sapere tutto, ricorrendo all'aiuto di cerchi disegnati sulla sabbia, dove il suo era il pi`u grande, e i loro erano molto piccoli, e tutto fuori dai cerchi era l'ignoto, che non `e limitato dall'esterno; e poich``e il cerchio pi`u grande ha un maggiore contatto con l'ignoto, per questo motivo egli era ben consapevole della sua ignoranza, ma essi non si rendevano conto della loro. In questa occasione i russi hanno il loro proverbio che dice (in traduzione) che: "Pi`u stretta `e la fronte, pi`u ampia `e la presunzione!". Per questo motivo di solito si discute: o di sport, o di politica, o di donne (uomini), perch``e queste sono le questioni pi`u difficili, per le quali non esiste una soluzione univoca, ma queste discussioni sono solo "chiacchiere" inutili, perch``e n``e le masse possono risolverli, n``e qualcuno le ascolter`a se essi occasionalmente dicono qualcosa di ragionevole (in quanto le persone non sono interessate agli argomenti ragionevoli ma a ci`o che gli piace!). Ma questo fenomeno `e /_giustificato_/ dal punto di vista della vita, perch``e uno vuole sempre essere in qualche modo motivato nelle sue azioni, e se egli non ha molta conoscenza, allora deve avere almeno una maggiore fiducia in se stesso, che deve /_compensare_/ la sua mancanza di conoscenza, altrimenti circa il 95 % delle persone avrebbe sofferto di complesso di inferiorit`a, cosa che sicuramente non sarebbe stata giusta. Ecco perch``e i bambini pensano sempre di sapere tutto, mentre con l'et`a la fiducia in se stessi diminuisce a poco a poco (perch``e la loro conoscenza cresce), fino a quando essi non diventeranno cos`i vecchi, che per poter condurre una vita tranquilla (perch``e la loro conoscenza e capacit`a cominciano a diminuire sempre di pi`u), essi sono costretti di nuovo a pensare di sapere tutto e quelli ormai giovani sono semplicemente sciocchi (e per loro ciascuno, che ha meno di 50 anni o gi`u di l`i, `e ancora molto "verde").
-->Quindi la maggior parte delle persone non capisca nulla di politica, nonostante le loro audaci affermazioni, ma essi non conoscono nemmeno i politici che scelgono. A conoscere qualcuno significa poter /_prevedere_/ il suo comportamento in ogni possibile situazione, conoscere, per cos`i dire, l'algoritmo con cui egli funziona. Le persone vivono fianco a fianco per dieci anni e poi si scopre che essi non si conoscono bene e si sono sopravvalutati o sottovalutati a vicenda, cos`i che non `e possibile conoscere bene un politico che hanno visto un paio di volte dalla TV, hanno sentito o letto qualcosa su di lui (o lei) da altri media, ma queste erano solo /_pose_/ (perch``e il politico `e una specie di artista che si esibisce davanti all'intero popolo), non la sua essenza, in base alla quale si potrebbe trarre conclusioni mentali oggettive. La popolazione pu`o conoscere l'auto di un famoso politico (o stella del calcio), pu`o discutere i vantaggi e gli svantaggi della sua amante (o del suo amante), il menu sulla sua tavola, o gli abiti che egli (rispettivamente, essa) indossa, conoscere dove studiano i suoi figli, e cose del genere, ma questo sono tutte cose che hanno un debole legame con le sue qualit`a politiche, soprattutto se egli `e un nuovo emergente sulla scena. Gli elettori non hanno, e non avranno mai, possibilit`a di /_contatti personali_/ e discussioni informali con lui (davanti a un drink, come si dice), almeno perch``e egli rappresenta migliaia di persone, che non ha la capacit`a fisica di conoscere personalmente; n``e essi sono stati suoi colleghi di lavoro, per conoscerlo dal punto di vista professionale.
-->Sarebbe stato bene che gli elettori richiedessero almeno qualche documento di completa educazione politica (o in scienze politiche), come `e consuetudine per ogni professione; a poter conoscere qualche suo quoziente di intelligenza oggettivo, o almeno averlo sottoposto a qualche prova o esame, in base ai risultati del quale prendere decisione; ad aver avuto modo di verificare la sua aderenza ai principi e l'incorruttibilit`a, per convincersi che egli non `e semplicemente un individuo assetato di potere che mette tutto il resto in secondo piano e nell'interesse della sua carriera politica; ad aver avuto a disposizione alcuni dei suoi test psichici e le conclusioni di commissioni mediche che egli `e psicologicamente normale. Se non altro, c'erano almeno dei limiti di et`a, come un modo, vero in generale, per verificare la sua esperienza di vita. Ma tutto ci`o contraddice il principio democratico fondamentale secondo cui /_ciascuno_/ pu`o partecipare al governo, senza alcun tipo di documento -- poich``e questi non possono corrispondere alla realt`a ed essere fabbricati da alcune forze politiche. In questo modo si arriva all'/_assurdo_/ chiamato elezione democratica, in cui tutto si riduce alla capacit`a del leader di manipolare le masse, attraverso le finanze, la sua apparenza, i discorsi, ecc., facendosi pubblicit`a davanti a loro allo stesso modo in cui viene pubblicizzato un rasoio, o un'auto, o una prostituta, per esempio. Chi riesce meglio di tutti a /_deludere_/ il popolo che egli `e il migliore, vince la battaglia, dove l'inganno `e evidente perch``e n``e la popolazione pu`o valutarlo dal basso, non conoscendo la specificit`a del suo lavoro, n``e pu`o conoscere bene il leader, senza contatti personali con lui, n``e pu`o fare affidamento sui risultati ottenuti da altri per una valutazione delle sue qualit`a. Questo `e puro inganno e una scelta ovviamente irragionevole.
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==>*_II. Soluzione zero_*
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-->Ebbene, ma come `e possibile che una scelta cos`i irragionevole, che non si applica altrove, dove qualche lavoro deve essere fatto, ad /_essere in grado di lavorare_/, perch``e la democrazia esiste ormai da circa 25 secoli e soprattutto nell'ultimo paio di queste `e la forma di governo sociale pi`u utilizzata nel mondo civilizzato? Com'`e possibile che persone, scelte in questo modo, che non deve lavorare, svolgano, da parte loro, il lavoro? Questa `e esattamente la domanda a cui noi dobbiamo rispondere ora e, come `e stato sottolineato molto tempo fa, la questione pi`u spesso non `e "qual `e la risposta", ma "/_qual `e la questione_/", cio`e quando la questione `e impostata correttamente, in molti casi, `e facile trovare la risposta. In altre parole, noi abbiamo una procedura di scelta errata ed inefficiente, per cui le persone vengono scelte non in base alle loro capacit`a per un dato lavoro, e nonostante ci`o la /_procedura_/ funziona, e questo `e possibile solo quando: o /_le persone stesse non fanno_/ (molto) /_lavoro_/; o *_/_ciascuno dei candidati_/_* alternativi *_/_avrebbe potuto svolgere lo stesso lavoro_/_*; o una combinazione delle due cose! Questo, sicuramente, `e cos`i, perch``e i politici svolgono soprattutto funzioni strategiche e rappresentative, essi dicono quello che deve essere fatto (ad esempio: cucini per me, moglie, una zuppa di polpettine, e tu sai come farla, o se non sai allora guarda in qualche ricettario), danno linee guida generali (sebbene essi svolgano anche alcuni compiti tattici, in cui molto spesso /_commettono errori_/), firmano documenti (cosa che possono fare anche tutti coloro che hanno iniziato la scuola elementare), ma il lavoro stesso `e svolto da squadre di professionisti qualificati. I politici, indiscutibilmente, portano la responsabilit`a (solo che spesso la trasferiscono dall'uno all'altro, e /_nessuno trattiene dai loro salari_/ quando essi commettono errori), e per questi rischi essi ricevono soprattutto fama, che (almeno per loro) `e apprezzata di pi`u che soldi, ma quasi ogni politico degli altri partiti avrebbe potuto fare /_lo stesso_/ lavoro (e lo fa, quando arriva il suo turno). Cos`i che la scelta democratica, di fatto, d`a solo una decisione banale e poco interessante!
-->Nella matematica esiste il termine "*_soluzione zero_*" per la soluzione di un sistema lineare omogeneo di equazioni. Questa `e una sequenza di equazioni, nella parte sinistra della quale rimangono espressioni come: "qualcosa" moltiplicato per /_x_/, pi`u "qualcos'altro" per /_y_/, pi`u ecc., finch``e non si esaurisce il numero delle incognite, e nella parte destra delle equazioni restano sempre zeri; se il numero delle equazioni `e uguale al numero delle lettere delle incognite esiste sempre la soluzione: /_x=y=...=0_/, perch``e qualunque siano queste "cose" (i coefficienti davanti alle incognite) nelle equazioni, quando li moltiplichiamo per zero e li aggiungiamo, non c'`e modo di non ottenere di nuovo zero nella parte sinistra, che `e uguale allo zero nella parte destra! Naturalmente /_anche_/ la soluzione zero `e una soluzione, ma essa non `e interessante e non richiede alcuno sforzo per essere trovata, sebbene questa `e anche la soluzione democratica -- si pu`o sempre eleggere qualcuno in questo modo, se lui (o lei, sicuramente) far`a solo questo, quello che pu`o fare anche qualsiasi altro concorrente, e meglio ancora se egli non fa nulla di importante, ma questa /_non `e_/ una decisione /_ragionevole_/, ed esistono molte altre decisioni, che sarebbero state migliori!
-->/_Proprio_/ il fatto, per`o, che questa decisione sta in contraddizione con il senso comune, la rende un'impresa geniale del pensiero in ambito sociale, perch``e essa non `e qualcosa su cui tutti avrebbero potuto intuire e utilizzare, a causa della sua trivialit`a. Ma nonostante la sua trivialit`a, questa decisione ha una caratteristica /_psicologica_/ molto importante, cio`e che essa risulta ad essere abbastanza /_convincente_/ per la popolazione, nonostante la sua illogicit`a (perch``e le persone non sono tali esseri da preoccuparsi della mancanza di logica). La decisione democratica `e convincente perch``e al popolo /_viene chiesto_/ qualcosa e i politici aspettano di sentirne la loro opinione (anche se essa non `e di grande importanza!), e poi, se qualcosa non va bene (come pi`u spesso accade), a loro viene risposto: "Ma non siete stati voi a scegliere i vostri governanti?". In breve, pensate a chi sceglierete, perch``e solo voi ne portate l'intera responsabilit`a.
-->Esiste un modo migliore per "chiudere la bocca a qualcuno" di questo a dire che solo lui ha voluto questo, cosa `e successo? E qualsiasi spiegazione del tipo che nessuno vuole l'illegalit`a, o un alto livello di criminalit`a, o un basso tenore di vita (a non avere nemmeno niente da mangiare), e cos`i via, sono cose che possono sempre essere interpretate in /_due_/ modi, e questo non fa altro che versare acqua nel mulino dei politici. Detto in senso figurativo, la notevolezza della democrazia `e che essa `e *_il pi`u conosciuto_* fino ad oggi *_"ciuccio del bambino" per la bocca del popolino_*, perch``e essa fa contemporaneamente quanto segue: crea un'illusione della saziet`a (ci hanno chiesto), non permette il bambino (qui il popolo) a piangere, e preserva il seno della madre (qui il sistema politico da inutili scontri con la "plebe")! Questo `e esattamente secondo la formula: "Il lupo `e nutrito e l'agnello `e intatto"! Ecco perch``e nell'antica Grecia a quel tempo era necessario l'intervento di un tiranno (titolo di un sovrano in quel tempo), Pisistrato, per costringere il popolo ad accettare questo miracolo dei miracoli chiamato democrazia, per il quale essi non volevano ascoltate, perch``e per quanto ristrette fossero le persone a quei tempi (come del resto anche oggi) essi non pensavano seriamente che invece di un sovrano o di un re, che si `e preparato per tutta la vita a governare, sarebbe potuto uscire davanti a loro una delle persone comuni e cominci`o a comandarli, e temevano, forse, che questo fosse uno dei successivi trucchi dei governatori (e non erano molto lontani dalla verit`a, ovviamente). Ma non era questo trucchetto geniale?!
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==>*_III. Vantaggi condizionali_*
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-->Meglio tardi che mai, ed `e per questo che `e giunto il momento di dare una definizione del concetto di democrazia, come tale *_forma di governo sociale, attraverso la quale la popolazione (o il soggetto del governo) ha la possibilit`a di un'influenza /_ragionevole_/ sull'organo governante, inclusa la scelta e il /_cambiamento_/ di questo corpo_*. Naturalmente non pu`o esistere un sistema stabile senza feedback, e questo era intuitivamente chiaro molto prima che in automazione e cibernetica si cominciasse a parlare di feedback, ma qui esso diventa la parte pi`u importante del sistema e lo stesso organo di governo svolge un ruolo in una certa misura soggiogato al soggetto del governo. Noi dobbiamo sottolineare, per`o, che sulla questione di cosa sia ragionevole per il popolo, il pi`u delle volte, il popolo stesso non ha le idee chiare (perch``e se essi fossero chiari, perch``e adesso `e tutto il governo?). Le persone nelle loro azioni sono come irragionevoli bambini, che vogliono solo giocare e riempirsi la pancia con qualcosa di zuccherato (beh, per gli adulti anche un po' di sesso di tanto in tanto non avrebbe fatto alcun male), e anche come un bambino essi avrebbero ritenuto giusto, ad esempio, mangiare un'intera scatola di caramelle in un colpo solo, perch``e il bambino (come anche le persone) difficilmente riesce a riconoscere ci`o che gli fa bene per un /_periodo_/ di tempo /_pi`u lungo_/. Accettiamo quindi che la ragionevolezza sia definita in vista del futuro prossimo e pi`u lontano del popolo, quale ragionevolezza potrebbe non essere chiara al popolo nel suo insieme, ma deve essere chiara ai suoi leader. Qui tra l'altro si vede che se il popolo non sa ci`o che `e bene per esso, e sceglie i propri governanti, allora anche il governo, a sua volta, non sar`a giusto o ragionevole per lo stesso popolo (non cos`i tanto perch``e la scelta decide qualcosa, ma perch``e i politici si /_adattano_/ ai desideri della popolazione gi`a prima delle elezioni). Ma questa `e una /_contraddizione inevitabile_/ nel sistema di governo democratico, e essa non sar`a mai completamente decisa, noi possiamo solo avvicinarci ad una comprensione relativamente corretta degli interessi delle persone!
-->Nonostante il fatto che la democrazia `e in contraddizione con il buon senso ed `e una soluzione zero alla questione del governo, essa ha un vantaggio incondizionato, di cui noi abbiamo parlato, e cio`e che essa `e il miglior pacificatore per il popolo (o il miglior tappo per la sua bocca). Oltre a ci`o essa presenta anche alcuni vantaggi condizionali, che originano dalla *_possibilit`a di dibattito_* e di ascolto delle opinioni opposte nel processo di assunzione delle decisioni. Questi vantaggi sono piuttosto relativi e possono facilmente trasformarsi in svantaggi, se la questione non si affronta con delicatezza, ma essi possono essere vantaggi in vari casi, per cui noi dobbiamo menzionarli.
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-->*_1._* Inizieremo con la possibilit`a di *_prendere decisioni relativamente ragionevoli dal punto di_* vista dell'insieme generale, cio`e *_del popolo_*, e non solo di alcuni strati della popolazione. Le dispute possono essere un grosso ostacolo (e lo sono molto spesso) quando non portano a prendere decisioni ma solo a "versamento da vuoto a vuoto", ma /_la verit`a nasce nelle dispute_/, perch``e il nostro mondo `e inevitabilmente contraddittorio e la decisione giusta `e solo una stretta striscia di abile equilibrio tra tendenze opposte! E tale equilibrio `e impossibile senza ascoltare le opinioni degli oppositori e senza la loro reale presentazione davanti all'organo di governo. Invece di tenere le contraddizioni nascoste, essi vengono manifestate apertamente dalla democrazia, ci`o che contribuisce alla loro soluzione. Ma non c'`e, sicuramente, alcuna garanzia che le controversie non si intensificheranno e non creeranno un'idea sbagliata della situazione reale, ci`o che avrebbe potuto essere visto da un organo dirigente ragionevole, ma chi pu`o garantirci che l'organo dirigente `e ragionevole e rimarr`a sempre tale? Nella misura in cui tale garanzia non esiste, *_la democrazia_* conta o *_fa affidamento sull'irragionevolezza dell'organo dirigente_*, combattendo con esso in un modo ragionevole, ma ci`o significa che /_anche_/ l'organo dirigente democratico `e irragionevole! Se tale decisione sar`a davvero ragionevole o meno dipende dalla forma democratica concreta e dall'evitare alcuni degli inconvenienti della democrazia reale, su cui ci concentreremo nel prossimo capitolo.
-->Con questo governamento si fa affidamento non solo sull'irragionevolezza e sulla corruzione, a cui spesso arriva ogni organo dirigente, perch``e `e noto da tempo che il potere rovina l'individuo (distorcendo il suo legame di feedback con la societ`a), ma anche sulla presunzione di *_mancanza del miglior politico e del miglior partito_*, qual `e un'impostazione molto ragionevole delle cose! Ci`o non significa che voi sentirete qualche politico democratico dire che non esiste il partito migliore, ma ci`o `e dovuto al carattere /_manipolativo_/ delle parole dei politici, ma la verit`a `e esattamente come l'abbiamo appena spiegato -- perch``e se ci fosse un partito (o politico) migliore, anche per il momento, allora tutti gli altri partiti /politici non hanno nulla a che fare nel governo, e, quindi, il sistema multipartitico diventa superfluo e ci ritroveremo nella situazione del totalitarismo, che `e ben noto a noi in Bulgaria. Per non arrivare a tali estremi `e utile ricordare sempre che nella democrazia: non esiste un leader o un partito migliore, tutto il potere pu`o essere corrotto e irragionevole, ogni persona al potere `e facilmente mutevole, nessuno pu`o dire tutta la verit`a ma semplicemente una parte di essa (la parola stessa "partito" deriva dal latino "parte"), e tutti i politici sono parziali, dove proprio /_in questo sta la ragionevolezza_/ di una tale gestione -- che essa contiene l'irragionevolezza in s``e!
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-->*_2._* La democrazia sostiene l'evoluzione della societ`a dandole la possibilit`a di *_rinnovarsi /_senza_/ cambiare_*, cio`e di evolversi sul posto, perch``e essa `e una forma di governo flessibile o /_adattiva_/! Poich``e ogni sistema di governo ha l'obiettivo di preservare lo status quo nel paese, un sistema pu`o cambiare solo se esso contiene in s``e la contraddizione (che porta al cambiamento), altrimenti esso pu`o crollare ma non cambiare. `E successo esattamente cos`i con i sistemi totalitari, che erano sistemi molto buoni ed efficaci, ma la capacit`a di cambiamento era loro estranea; essi hanno provato a cambiare, hanno iniziato il cambiamento e dopo questo essi sono crollati. Non esiste un tale pericolo per la democrazia, perch``e essa `e *_un sistema /_inefficace_/ e /_senza_/ uno scopo specifico_* al momento, e non esiste un'azione del genere che possa rovinarla, /_tranne la sua inefficacia_/ (come `e successo molte volte nell'antica Grecia, dove si erano alternati periodi di tirannia con questi di democrazia, e viceversa)! Quindi ci sono due facce della medaglia, come si suol dire, e la democrazia pu`o essere una forma adatta di governo sociale quando /_manca_/ un obiettivo concreto che mobiliti l'intera nazione (ad esempio, il pericolo di guerra). Da noi, in Bulgaria, la transizione verso la democrazia cominci`o proprio quando noi non avevamo alcun obiettivo concreto, cio`e la minaccia militare (che era stata ostinatamente mantenuta dai governanti come un pericolo reale, per giustificare con qualcosa la necessit`a di una sorta di dittatura) era appassita da tempo, e il governo totalitario aveva cominciato a vacillare nella sua inutile efficienza; ma pi`u tardi, durante la transizione, quando noi abbiamo accettato il governo democratico inefficace e senza scopo, si `e scoperto che `e emerso un obiettivo del tutto reale per la sopravvivenza e la conservazione della nazione, che richiedeva qualcosa di pi`u efficace della democrazia tradizionale, e per questo motivo la nostra transizione ha cominciato /_di nuovo_/ a sbandare!
-->La capacit`a di cambiamento del modello democratico di governo `e illustrata meglio di tutto attraverso l'esempio dell'altalena -- quel tipo di altalena che `e una trave appoggiata al centro su un luogo elevato e due persone (qui i partiti) seduti alle due estremit`a, dove al centro pu`o sedersi anche qualcuno (qui chiamato "centro"). Quando l'una parte cade essa "si accascia nel fango", in senso figurato, e resta l`i attaccata per qualche tempo, ma poi essa comincia a "pulirsi dal fango" e a buttarlo all'altra parte, in conseguenza di ci`o quest'ultima a sua volta si "infanga", diventa pi`u pesante e comincia a cadere sollevando sopra la parte caduta prima. Questo processo `e aiutato dal centro, ma anche dal pubblico (la popolazione), che, quando si annoia di fischiare i caduti, comincia a "gettare con uova marce" anche quello che sta sopra, perch``e egli `e pi`u vulnerabile l`i, e in alto le condizioni atmosferiche (i venti politici) sono pi`u forti, per cui l'altalena non possa rimanere ferma a lungo. In questo modo la democrazia costituisce nella sfera sociale un *_funzionante /_perpetuum mobile_/_*, cosa che `e impossibile nei sistemi meccanici! E bada, per favore, che chi si eleva in alto, /_non lo fa per meriti propri_/, ma perch``e l'altra parte `e caduta in basso, cio`e il partito dirigente diventa tale non perch``e `e con qualcosa di migliore degli altri, ma perch``e gli altri sono peggio di esso! L'esistenza di molti partiti non cambia le cose perch``e di solito la lotta avviene tra i primi due-tre partiti (e se non `e cos`i allora si formano coalizioni corrispondenti). In generale, fino a qui tutti i vantaggi della democrazia si rivelano potenziali svantaggi, e il punto successivo `e solo un modo di compromesso della democrazia con la dittatura, cos`i che esso ancor meno possa essere preso per suo vantaggio, ma qui non c'`e niente da fare -- questa `e la democrazia!
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-->*_3._* L'ultima cosa buona della democrazia, sul quale ci soffermeremo, `e *_la possibilit`a di aggiungere ad essa elementi estranei_*! Tali elementi non democratici e non autorizzati sono, ad esempio: l'istituzione presidenziale, che `e una sorta di possibile dittatura (quando si dichiara un legge marziale), o l'esistenza della mano forte, che pu`o applicare il diritto di veto, anche per sciogliere il Parlamento (in alcuni paesi); Parlamenti bicamerali, dove le diverse Camere funzionano secondo principi diversi, ma quella pi`u democratica, di regola, gioca un ruolo subordinato (con varie distinzioni nazionali); combinazione della democrazia con il governo monarchico, dove il monarca simboleggia l'autorit`a indivisa (anche se oggigiorno fortemente limitata); ammissibilit`a, ma anche necessit`a di qualche moralizzazione dell'organismo sociale come Chiesa ufficiale; impossibilit`a di esistenza di democrazia senza apparati, sia interni che esterni, repressivi o militarizzati (la polizia e l'esercito); la possibilit`a di un controllo extraparlamentare dell'organo supremo del paese (si pu`o addirittura affermare che il pi`u grande successo della democrazia si manifesta allora quando intervengono /_non_/ organi ufficiali e retribuiti ma alcuni gruppi extraparlamentari di persone), e altre varianti. Queste sono tutte possibilit`a di miglioramento, ma allo stesso tempo anche di riconoscimento dell'imperfezione della democrazia!
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==>*_IV. Le democrazie reali_*
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-->`E giunto il momento di iniziare a fare differenza tra la democrazia ideale e quella reale. La democrazia ideale `e questa, che in qualche modo permette alla popolazione di scegliere quale organo dirigente, che "suoner`a secondo la sua melodia", per cos`i dire, far`a ci`o che la gente vuole. Anche nel caso ideale noi non possiamo richiedere che questa sia il governo migliore per il popolo, ma che esso sia il migliore /_secondo l'opinione_/ media della popolazione. Oltre a ci`o, anche idealmente non `e necessario chiedere tutto alle persone (anche se ci`o `e possibile), perch``e ci sono domande su cui le persone possono solo fare confusione, se la media viene fatta in base al numero di persone, non secondo qualche altro criterio (per esempio, difficilmente si trover`a una nazione dove, se si chiedesse al popolo quanto deve costare il pane, o il formaggio, o la carne, le bevande, le sigarette, ecc., non sceglier`a il prezzo pi`u basso tra quelli proposti, perch``e qui si tratta di beni per i quali i consumatori costituiscono la maggior parte della popolazione, ma `e ovvio che questa non sar`a la decisione giusta, poich``e con una produzione libera i prezzi di vendita pi`u bassi saranno il modo pi`u sicuro per far scomparire questi prodotti dal mercato). In altre parole, anche nel caso ideale noi non dovremmo cercare una soluzione interamente ideal/_izzata_/, perch``e essa non svolger`a le sue funzioni, e se una data soluzione sia vicina o meno a quella ideale pu`o essere stimato in ciascun caso concreto secondo alcuni ovvi, ma anche discutibili, criteri. La democrazia reale, dal canto suo, `e rappresentata da ciascuna delle forme democratiche realizzate nel mondo, insieme ai loro difetti, i pi`u importanti dei quali seguono sotto.
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-->*_1._* Il primo svantaggio principale deriva dalla soluzione democratica zero, secondo la quale ai posti di comando vengono scelti persone *_/_non_/ professioniste_*, senza il titolo di studio necessario, senza verificare i loro indicatori psichici e le loro qualit`a morali. `E molto facile richiedere qualche documento relativo allo stato psichico del candidato, cos`i come anche un diploma di scuola politica o di educazione superiore -- la realizzazione di questi criteri `e pi`u una questione di desiderio che di risorse. Purtroppo si ritiene ancora (e non solo in Bulgaria) che la migliore educazione del politico sia quella legale, dove essa non ha praticamente nulla in comune con il /_management_/, o con il lavoro con le masse (pubbliche relazioni, come si dice oggi), e anche un'educazione nel campo della pubblicit`a sarebbe stata preferibile a quella giuridica, perch``e questo, ci`o che il politico deve possedere, `e la capacit`a di persuadere (o meglio, di manipolare) le masse che questo, ci`o che egli afferma, `e nel loro interesse, cio`e mobilitare le masse per alcune azioni comuni, della cui necessit`a essi dubitano. Oltre a ci`o un politico deve avere sufficienti conoscenze di storia (antica e moderna), di retorica, di economia, di scienze militari, o di qualche educazione tecnica (perch``e essa migliora il pensiero logico), eccetera.
-->Se con l'esame delle qualit`a professionali del politico possono sorgere dei problemi (superabili), allora non ci sono ostacoli all'applicazione di qualche controllo elementare sull'esistenza dell'/_esperienza_/ di vita, perch``e questo, ci`o che il politico deve sapere bene (per quanto sia possibile), `e la /_vita_/, e la conoscenza su di essa pu`o essere accumulata solo con il tempo e il lavoro, cio`e non c'`e niente di pi`u facile del requisito dell'et`a e del durata del servizio nella sfera del governo e della politica. Ad esempio, potrebbero essere necessari almeno cinque anni di servizio in posizioni dirigenziali per candidarsi a un lavoro politico a livello locale, almeno altri cinque al livello precedente -- per i candidati municipali, almeno altri cinque anni a questo livello per i candidati nazionali, e altri cinque se si tratta delle posizioni pi`u alte come Presidente, Procuratore Capo, Primo Ministro (o Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, o Presidente dell'Accademia delle Scienze, o Santo Sinodo, e simili, dove questo, forse, viene controllato). Inoltre `e abbastanza elementare richiedere un'et`a di almeno 35 anni per le cariche politiche pi`u /_basse_/, almeno 40 -- a livello comunale, almeno 45 -- per quello nazionale (cio`e al Parlamento), e almeno 50 anni per le cariche pi`u alte. Se c'`e qualcosa, a causa di ci`o che si soffre di pi`u nella propria vita, questi sono /_gli errori di giovent`u_/, e lo stesso tutto vale nel campo del governo sociale! Il governo non `e come nello sport, o nelle scienze, o nel fare figli, per esempio, dove pi`u `e giovane, meglio `e, ma /_esattamente il contrario_/, perch``e questo, ci`o di cui ha bisogno il politico o il manager, `e l'esperienza e /_moderazione_/ nella vita, altrimenti accadono tutti i tipi di grandi errori. Una caratteristica fondamentale di tutti i dittatori `e la loro giovinezza e il desiderio sfrenato di esprimersi, e la situazione non sarebbe stata la stessa se queste posizioni fossero state occupate da persone anziane -- comparate l'et`a in cui Napoleone, o Hitler, o Mussolini, o Lenin, o Stalin, e perch``e no anche Gengis Khan, o Serse, o Alessandro Macedone, e altri, salgono al potere, e scoprirete che quasi nessuno di loro lo ha fatto oltre i 40 anni. E se queste persone non fossero potute arrivare al potere a causa di restrizioni legali (e non dimentichiamo che almeno entrambi, Hitler e Lenin, sono arrivati al potere attraverso un'elezione democratica, e ai tempi di Napoleone era una legge, secondo il quale il Primo Console non poteva avere meno di 40 anni, ma Napoleone riusc`i in qualche modo a superarla con alcune manovre politiche), lo spargimento di sangue non sarebbe stato almeno il doppio meno?
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-->*_2._* Il punto successivo, che noi non abbiamo toccato finora, `e il metodo sbagliato di scelta del Parlamento, *_/_non_/_* come *_campione rappresentativo del popolo_*, ma come campione dei /_partiti politici_/, che `e un modo piuttosto indiretto per esprimere la volont`a del popolo, ed `e lontano dalla fonte primaria -- l'Areopag nell'antica Atene, dove venivano scelte da 10 persone tra 50 generi, chiamati /_dem_/, tramite sorteggio o alcuni voti nei dem. In questo senso la democrazia contemporanea (in tutto il mondo civilizzato occidentale) `e /_peggiore_/ di quella di 25 secoli prima! Il Parlamento deve essere campione rappresentativo /_dell'intera nazione_/, se noi vogliamo che esso rispecchi in qualche modo la volont`a del popolo stesso! Il campione rappresentativo `e un termine statistico e significa che se tra tutti gli elettori quelli di et`a compresa tra i 50 e i 60 anni sono il 15 %, allora tante (o molto vicine a questo) devono essere queste persone anche nel Parlamento; se nel nostro paese le persone con un titolo d'educazione terziaria tra gli elettori sono, ad esempio, il 12 %, allora altrettanto devono essere quelle persone anche nel Parlamento; se gli elettori di etnia zingara sono il 20 %, altrettanto devono esserlo anche nel pi`u alto organo democratico; e cos`i via. Ci`o non `e assicurato, n``e in Bulgaria, n``e in nessun paese democratico, n``e adesso, n``e secoli fa, ma ci`o che `e pi`u importante -- /_nessun_/ Parlamento pensa nemmeno di farlo nel prossimo futuro, perch``e questo sarebbe un forte colpo direttamente nel cuore del sistema partitico! Sulla questione dei partiti noi ci soffermeremo nel punto successivo, ma notiamo qui che se si pu`o fare qualcosa per garantire la rappresentativit`a dell'intera popolazione, ci`o pu`o essere fatto /_solo su richiesta del popolo_/, non dei politici!
-->Anche tale riforma democratica non `e un problema da realizzare -- attraverso una scelta casuale multi-parametrica, o semplicemente con una scelta casuale, da un database computerizzato di tutti gli elettori. Oltre a ci`o, questa idea non `e affatto rivoluzionaria o utopica, perch``e nel sistema giudiziario, almeno negli Stati Uniti (per quanto questo `e noto all'autore), per la scelta dei giurati per ogni causa legale (o almeno per quelli di carattere penale) la situazione `e simile, e il ruolo dei giurati e dei parlamentari, nella sua essenza, `e lo stesso -- essi devono rappresentare la gente sulla questione di /_cosa `e bene_/ e cosa `e male /_dal loro punto di vista_/, poich``e gi`a dai tempi di Platone era chiaro che qui si tratta di una questione molto insidiosa e incostante, che non pu`o essere inquadrata in un quadro formale ristretto. L'unica differenza `e che nella magistratura i rappresentanti del popolo decidono sulla colpevolezza di una determinata persona, mentre nel Parlamento essi valutano l'idoneit`a di una determinata legge, cio`e una questione pi`u astratta, ma la natura del lavoro `e la stessa! Ci`o non significa che con tale sistema non ci saranno errori, perch``e le persone molto spesso possono sbagliarsi, come abbiamo gi`a accennato, soprattutto se si cerca una certa unanimit`a (come `e nei casi di omicidio negli Stati Uniti), ma questa `e la vera democrazia, e tutto il resto `e solo "polvere negli occhi" del popolo "gettato" dai politici, per giustificare la propria esistenza e i privilegi del potere!
-->Per comprendere la possibilit`a di tali cambiamenti occorre fare alcune spiegazioni, ovvero *_dividere l'attivit`a legislativa del Parlamento in_*: *_strategica_*, qui legata alla richiesta e all'/_approvazione_/ delle leggi, da un lato, e *_tattica_*, o legata al /_creazione_/ delle leggi, cio`e con governare attraverso di esse. Questo non `e un elemento nuovo in altri campi e viene applicato in tutte le grandi imprese, dove l'organo strategico `e in qualche modo nascosto o distanziato dal management stesso -- questi sono quelli che tengono i soldi nell'impresa (o anche la moglie nella famiglia -- vedete "Sulla donna e sull'uomo") --, e l'organo tattico `e il Consiglio direttivo (esecutivo) dell'impresa. Negli organi di governo democratici, certo, il Governo e i Comuni sono gli organi tattici, ma anche nel fare le leggi bisogna dividere le cose, dove il Parlamento deve occuparsi solo dell/_'approvazione_/ delle leggi e poi esso pu`o (ma deve anche) essere composto da non professionisti e /_non collegati_/ con alcuna parte (cio`e partito). L'attivit`a tattica, ovvero la creazione delle leggi concrete, secondo le direttive del Parlamento (o del Consiglio del Popolo), `e lavoro per giuristi e altri specialisti di varie scienze, e di esso pu`o occuparsi un certo, chiamiamolo, /_Consiglio Giudiziario_/. Tutto il pasticcio in questo caso deriva dalla /_pratica sbagliata_/ che questi, che fanno le leggi, essi stessi devono anche valutarle, e che questa pratica `e sbagliata deve essere evidente, perch``e essa /_non viene applicata_/ da nessun'/_altra_/ parte se non nella formulazione delle leggi (da tutti comitati di qualsiasi competizione viene sempre controllato che i membri della giuria non prendano parte ai concorsi, e neppure siano legati da rapporti finanziari o familiari con i concorrenti). Comunque sia, le cose sarebbero abbastanza chiare, se non ci fossero i politici a complicarle, per loro interesse personale.
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-->*_3._* Per quanto riguarda i *_partiti_*, poi, se noi procediamo dall'Antica Grecia, *_essi non hanno posto nel Parlamento_*, nel senso che essi possono formarsi nel Parlamento, ma /_dopo_/ la sua elezione! E ancora meglio se essi escono in qualche Consiglio separato, chiamiamolo, /_Consiglio dei Partiti_/, perch``e anch'essi hanno il loro posto nella vita sociale come /_unit`a consolidatrici per manipolazione di massa_/ delle persone nel loro proprio interesse (noi abbiamo gi`a discusso che non `e nelle capacit`a della gente comune di realizzare i propri interessi e qualcuno pi`u intelligente di loro deve aiutarli)! In questo senso i partiti si avvicinano in larga misura ai media, ma questi ultimi sono direttamente governati dal mondo degli affari, dove i partiti, anche se essi ricevano iniezioni finanziarie dal grande business, sono organizzazioni senza scopo di lucro, cos`i che essi svolgono il ruolo delle istituzioni nazionali per relazioni pubbliche, cosa `e una necessit`a nella societ`a contemporanea. In questo modo si risolve la contraddizione tra il primo e il secondo punto di questo capitolo (al quale noi deliberatamente non abbiamo prestato attenzione), perch``e nel primo noi chiediamo professionalit`a ai politici e nell'altro -- /_non_/ professionalit`a al Parlamento. Se esistesse una veramente /_nazionale_/ Assemblea Nazionale (`e cos`i come il Parlamento bulgaro viene chiamato) per strategia ed approvazione, un strettamente legale Consiglio Giudiziario per fare le leggi, un veramente professionale Consiglio dei Partiti per mantenere i rapporti tra il governo e le masse, come anche i corrispondenti organi di gestione tattica, rappresentati dal Governo, dai diversi Ministeri, e dai Consigli Comunali, noi avremmo potuto parlare di vera democrazia in azione. Questa `e solo un'ulteriore divisione dei poteri, ma cos'`e la storia della civilizzazione se non una incessante divisione del tutto il potere, in vista della specializzazione degli individui e della determinazione delle modalit`a di interazione tra i poteri (vedete "Sull'umanit`a")?
-->Ma noi non possiamo parlare dei politici e non toccare il loro aspetto morale, che soffre fortemente dell'attuale modo democratico di scegliere attraverso /_l'auto-pubblicit`a_/, perch``e nessun politico pu`o essere scelto se non si candida da solo per il posto, esibendo solo la sua alta autostima, ma non la sua modestia o le sue altre qualit`a morali (perch``e con la sua competenza questo, in ogni caso, non ha nulla in comune)! `E vero che ogni volta quando qualcuno viene scelto per un dato incarico il candidato deve in qualche modo proporsi, ma questo non significa che egli deve strombazzare a destra e a sinistra nell'impresa quanto egli `e bravo e come tutto "sboccer`a e fruttificher`a" se la gente lo sceglie, e che tutti gli altri candidati sono "acqua nuda", come noi diciamo. La modestia `e una qualit`a /_non inerente_/ al politico (a causa del sistema di scelta), e quando qualche ragazzo sceglie la sua futura compagna di vita egli non va a cercarla nel bordello, vero? Questo `e probabilmente un paragone piuttosto spiacevole, ma esso si imporr`a sempre mentre il pluralismo si esprime principalmente nel battersi il petto e nello sputare sugli avversari politici, e questo si osserva da secoli in /_tutte_/ le strutture democratiche. La decisione radicale consiste solo nell'/_abbassare il ruolo dei politici_/ e nella loro graduale esclusione dalle autorit`a esecutive e di approvazione delle leggi! Se il "pezzo di torta", per il quale essi combattono, non `e cos`i grande, essi non mostreranno ambizioni cos`i dolorose per prenderlo, ma svolgeranno fedelmente il loro lavoro. Per quanto si possa parlare di morale, questa non cambier`a finch``e non cambier`a la situazione in cui essi agiscono, perch``e i politici, qualunque cosa si possa dire, sono persone, con tutte le loro debolezze umane, e la politica `e una specie di gioco (come, ad esempio, il poker), e esso pu`o essere interessante per tutti solo con una "scommessa" (o meglio /_buy-in_/) moderatamente alta, altrimenti esso si trasforma in un mezzo per vantaggio personale, dove tutti i metodi sono consentiti.
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==>*_V. Modelli utopici_*
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-->Finora noi abbiamo spiegato vari svantaggi della democrazia contemporanea, cos`i come alcuni metodi reali per migliorarla, in cui non c'era nulla di utopico, sebbene le utopie non siano affatto qualcosa di cattivo e abbiano il loro posto nella sfera sociale, perch``e la loro qualit`a principale `e la /_ragionevolezza_/. Detto pi`u precisamente, noi possiamo caratterizzare un'idea come utopica quando la sua ragionevolezza /_supera il livello di ragionevolezza della cerchia di persone_/ che la valuta! Ci`o dir`a che dopo un po' di tempo non ci sono ostacoli per alcune idee considerate utopiche a trovare il loro posto nella vita, se la ragionevolezza della societ`a (che Dio lo conceda) aumenta. Nella parte rimanente di questo saggio noi proporremo alcuni *_modelli democratici utopici_*, che migliorano alcuni degli svantaggi della democrazia reale spiegati sopra, o elaborano alcuni dei suoi vantaggi, mantenendo la necessaria attrattivit`a per le masse.
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-->*_1._* In primo luogo ci fermeremo sul *_modello di Parlamento rappresentativo_*, di cui abbiamo parlato nel capitolo precedente e che `e il meno utopico di tutti. Esso include: un Parlamento (o Assemblea Nazionale) scelto da un computer tra tutti gli "elettori" (questo termine in questo caso perde il suo significato, poich``e essi non "danno" affatto la loro voce); Consiglio dei Partiti, scelto dagli stessi partiti entro le quote, ricevute attraverso il voto nel Parlamento gi`a eletto; Consiglio Giudiziario, che deve essere organo legislativo (anzi organo /_law-making_/, che fa le leggi, ma che stesso non li approva) ed `e scelto dal Consiglio dei Partiti, proporzionalmente ai partiti che lo compongono, ma ci`o non significa che i legislatori debbano necessariamente essere membri di qualche partito; Governo, che viene proposto dal Consiglio dei Partiti come comitato professionale, ma `e approvato dal Parlamento; e anche Presidente del Paese con funzioni di rappresentanza e di istanza di "risposta rapida" (nel quadro giuridico), anch'esso proposto dal Consiglio dei Partiti ma eletto e approvato dall'Assemblea Nazionale, che pu`o anche destituirlo dall'incarico. In questa situazione l'organo supremo `e il Parlamento, ma esso svolge soprattutto funzioni strategiche e affida i compiti al Consiglio Giudiziario e al Consiglio dei Partiti, approva le leggi e interviene con varie direttive nel lavoro del Governo e del Presidente, potendo cessare alcune delle loro decisioni, se ci`o si rende necessario. Il Consiglio dei Partiti `e l'intermediario tra il Parlamento, da un lato, e il Governo e Consiglio Giudiziario, dall'altro, e mantiene i rapporti con le masse. Il Consiglio Giudiziario fa le leggi, che vengono esaminate dal Consiglio dei Partiti e dal Presidente, ma sono approvate dal Parlamento. Le funzioni del Governo e della Presidenza sono le stesse delle forme tradizionali di democrazia. A livello concettuale tutto `e chiaro.
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-->*_2._* Il modello successivo lo chiameremo "*_dittatura democratica_*", che, indipendentemente dal suo nome scioccante, `e un tentativo di combinare /_nel tempo_/ i vantaggi delle forme di governo democratiche e centralizzate, con la speranza di evitare i loro svantaggi! Come abbiamo sottolineato in precedenza, la democrazia `e una forma di governo mobile e adattiva, ma molto inefficace, mentre la dittatura era e rimarr`a la forma pi`u efficace, ma anche rigida. Ci`o significa che la democrazia ha i suoi vantaggi nella scelta di un /_obiettivo_/ per sviluppo, tenendo conto di opinioni diversi e scegliendo da essi il meglio possibile, ma in seguito la realizzazione stessa di questo obiettivo deve avvenire in condizioni di autocrazia e senza litigi tra i partiti. Proprio per questi motivi nell'Antica Grecia si alternavano spesso periodi di democrazia con periodi di tirannia (i dittatori a quei tempi erano chiamati Tiranni), dove nessuno di questi periodi dur`o a lungo, perch``e la democrazia allora era vicina alla democrazia ideale o pura e nella loro Assemblea Generale `e esistita una buona rappresentativit`a (beh, senza schiavi e donne), sebbene su un principio di genere. Le democrazie odierne contengono molti elementi estranei e /_per questo_/ essi durano pi`u a lungo, ma nonostante ci`o molto spesso accadono crisi di governo, vengono nominati governi provvisori, vengono dichiarate leggi marziali, e persino sistemi totalitari vanno al potere, perch``e, come il bulgaro, cos`i chiamato, /_sciopp_/ (intorno a Sofia) dice: "Ci`o che `e necessario, lo vuole s``e stesso!". Il significato di tale alternanza `e che, quando qualcosa vicino a un'estremit`a non funziona bene, perch``e /_la verit`a `e nel mezzo_/, il passaggio all'altra estremit`a `e forzato, ma anche questo non va bene, e quindi un ritorno all'prima estremit`a diventa necessario, e cos`i via, /_ad infinitum_/, o finch``e non si trover`a un miglior compromesso tra le due cose. S`i, ma gli uomini riescono molto raramente a trovare la variante di compromesso, e poi succede che essi /_la trovano nel tempo_/, e osservata da lontano questa oscillazione si colloca esattamente dove `e necessario! La nostra proposta ora `e, invece di aspettare che questi svolazzi tra le estremit`a avvengano in modo caotico, semplicemente pianificarli, includendoli in un unico sistema, questo `e in grado di funzionare /_in entrambe le modalit`a_/.
-->Il periodo di democrazia dura, ad esempio, tre anni (ma essi possono essere anche quattro), e durante questo periodo esistono tutte le istituzioni democratiche tradizionali, dove non ci sono problemi a combinare questa variante con quella sopra spiegata dell'Assemblea Nazionale rappresentativa scelta a caso, separato Consiglio dei Partiti, eccetera. Durante questo periodo si discute animatamente e si fissano degli obiettivi strategici per il prossimo periodo di dittatura, della durata di cinque anni (o ancora una volta quattro, per uguaglianza), e alla fine di questo periodo si sceglie il Dittatore necessario. Non ci sono problemi a nominare questo Dittatore anche Presidente, ma egli non sar`a una figura prevalentemente rappresentativa, come il Presidente democratico, e avr`a tutti i diritti stabiliti dalla legge, dove ogni attivit`a politica dovr`a essere congelata, le manifestazioni vietate, il Parlamento, soprattutto se composto da politici, cessa la sua funzione di organo supremo e, o il dittatore lo destituisce, o lo governa integralmente e lo utilizza per scopi sussidiari, piuttosto del questionario. Il Dittatore realizza i compiti fissati dal precedente governo democratico e due mesi prima della fine del suo mandato fissa nuove elezioni democratiche. N``e la democrazia, n``e la dittatura possono durare pi`u di un mandato, ma ogni governo pu`o /_rinunciare al proprio mandato_/, laddove il Dittatore, ad esempio, pu`o dare tutto il potere al Parlamento (o scegliere un nuovo Parlamento), se l'obiettivo per cui egli `e eletto pu`o essere effettuato anche in condizioni democratiche, dove il Parlamento pu`o in tre giorni eleggere un nuovo Dittatore o nominare il vecchio Dittatore, se il Paese si trova davanti seri problemi che richiedono una gestione individuale senza possibilit`a di lunghe controversie e disaccordi. Poich``e nelle democrazie contemporanee, comunque, esistono rudimenti di tali forme di governo, non ci sono problemi affinch``e questa proposta utopica diventa, prima o poi, realt`a.
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-->*_3._* La variante successiva combina le idee per un campione rappresentativo con una maggiore attrattivit`a e una reale partecipazione pubblica al governo. La chiameremo "*_variante totalizzatrice_*", e l'unica novit`a nella legge elettorale `e la necessit`a di far /_mancare_/ i nomi delle persone fisiche reali nelle liste elettorali dei partiti. Possono esistere qualunque partiti, raggruppamenti, gruppi, club, ecc., che partecipano alle elezioni, e se essi riescono a raccogliere voti per almeno una quota nel Parlamento o negli Enti Comunali, poi, /_dopo_/ le elezioni generali, in ciascuno di questi gruppi si svolgono elezioni casuali (o qualsiasi altra forma di scelta `e accettata l`i) per le persone concrete, che entreranno negli organi corrispondenti! Questo pu`o essere fatto facilmente, quando per la partecipazione a ciascuno di questi gruppi viene acquistato un biglietto con un numero unico nel gruppo, e successivamente vengono estratti i biglietti vincenti del numero corrispondente (pi`u alcune riserve). I gruppi possono essere basati su principi etnici, professionali, di et`a, territoriali, o di propriet`a, o anche basati su interessi e devozione alle squadre sportive, o qualche altra divisione, dove gli eletti dopo questo persone sono, in realt`a, persone comuni, non politici, ma essi non entreranno nel Consiglio Politico, essi vengono scelti per il Parlamento (forse anche per i Comuni). Non ci sono problemi per un elettore a partecipare a una decina di gruppi di questo tipo (a condizione che egli abbia acquistato i biglietti corrispondenti), cos`i come a votare per un gruppo in cui non `e iscritto personalmente (anche se questa `e solo un'eccezione). Mentre in tutte le forme democratiche tradizionali di governo /_la gente comune non ha alcuna possibilit`a di essere scelta_/ negli organi governativi, qui questa possibilit`a `e del tutto reale e le elezioni diventano qualcosa come una lotteria nazionale. Ma cos'`e la vita se non anche una lotteria?
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-->*_4._* Un momento interessante per la democrazia `e la partecipazione agli organi dirigenti sia di rappresentanti dei "buoni", cio`e del partito o della coalizione vincente, cos`i anche dei "cattivi", cio`e degli sconfitti, ed entrambi i gruppi hanno addirittura uguali diritti (e salari!). L'importante `e che, per consentire un dibattito libero, siano presenti tutte le parti, ovvero il partito di governo e l'opposizione, ma anche l'intera popolazione (o i poteri extraparlamentari), che hanno diverse possibilit`a di influenza sul governo. /_Non importa quale sia il partito al potere_/ o quale sia all'opposizione -- l'importante `e che /_entrambe le parti_/ siano presenti! In altre parole, /_l`i non c'`e specializzazione_/ nei partiti, e ciascuno pu`o fare il lavoro dell'altro, ma l'elemento necessario `e il loro cambiamento. In questa situazione non ci sono problemi a separare queste parti in /_due tipi di Parlamenti_/, che noi possiamo chiamare, rispettivamente, /_Parlamento del Partito_/ e /_Parlamento dell'Opposizione_/, e supporre che ciascuno sia composto da un uguale numero di persone (diciamo, 100), ma il leader `e quello del Partito, dove l'Opposizione pu`o solo criticare e fare proposte. Nella misura in cui ogni politico, o persona del popolo, pu`o svolgere egualmente bene entrambe le funzioni, non importa quale -- quale di essi!
-->Ora resta da stabilire come noi riempiremo entrambi i Parlamenti e come essi cambieranno e si rinnoveranno, affinch``e le cose rimangono dinamiche. La migliore scelta possibile, nel senso di rappresentativit`a, `e quella casuale, ma affinch``e la preferenza di ciascun elettore possa mostrare influenza noi proponiamo qui /_due tappe elettorali_/. La prima `e quella di formare la divisione di tutti gli elettori in almeno tre parti, vale a dire: Partito, Opposizione, e /_Folk_/ (Popolo), ma per fornire maggiore attrattivit`a `e preferibile scegliere tra cinque varianti, ad esempio, dove devono essere aggiunti anche: /_Last_/ (Vecchia) scelta (dalla votazione precedente) e /_Next_/ (Prossimo o Nuovo) tour elettorale. Queste cinque varianti sono codificate con i numeri da 1 a 5 e ogni elettore deve dichiarare entro un mese presso gli uffici appositamente predisposti uno di questi numeri, al quale egli d`a la sua preferenza, /_senza_/ per`o /_sapere in anticipo_/ quale numero cosa significa. La decifrazione dei numeri viene effettuata dopo ufficialmente (per sorteggio) e in questo modo si formano i pool del Partito, dell'Opposizione, e del Folk, dove con l'esistenza del quinto numero viene condotto un altro tour nello stesso modo (solo che al secondo tour la quinta scelta dovr`a essere aggiunta al Folk, per potersi fermare fino a qui). La scelta vera e propria avviene nella seconda tappa, in cui ciascuno deve nuovamente dichiarare un numero, ma questa volta da 1 a 10,000, ad esempio, in modo da ottenere un campione sostanzialmente pi`u piccolo di persone per ciascun gruppo, dove poi viene estratto il numero vincente (e, forse, altre due riserve). Ma fino a qui le persone esatte non vengono ancora scelte, solo il loro numero `e notevolmente ridotto (a circa doppia riserva), dove alla fine viene sorteggiato un sorteggio /_per l'ordine_/ tra di loro e vengono separati i primi al numero necessario, e quelli rimanenti restano come riserva. Per la scelta del Presidente il numero finale deve essere ora pari a 100,000, altrimenti le cose sono simili, solo che il Presidente viene scelto tra il Folk.
-->In questo modo il ruolo dei partiti in senso classico viene ridotto a zero, ma il modello democratico /_non presuppone_/ l'esistenza obbligatoria dei partiti politici -- essi sono elementi aggiuntivi e ausiliari, e se possiamo farne a meno noi non perderemo nulla. Entrambi i Parlamenti esistono come un Parlamento tradizionale unito, e ogni persona sa a quale parte appartiene e dovrebbe essere d'accordo o criticare. Anche il gruppo del Folk (il Popolo) pu`o partecipare alla discussione delle leggi (ma sicuramente senza diritto di voto), sia tramite alcune associazioni extraparlamentari (ad esempio ... zodiacali), sia se si forma un terzo, Parlamento del Folk. Ancora una cosa: qui non ci saranno astenuti dalle elezioni, perch``e ognuno che per un motivo o per altro non avr`a fatto la sua scelta, ricever`a automaticamente il numero zero, che poi verr`a interpretato come appartenente al Folk. Questo modello non significa che partiti non possano esistere affatto, ma essi non avranno il significato che hanno nelle democrazie tradizionali, e i membri di un dato partito possono essere presenti in entrambi i Parlamenti e nel Folk. In altri termini, questo modello pu`o essere combinato anche con la prima variante proposta, perch``e esso costituisce, in sostanza, una procedura di formazione di un campione rappresentativo degli elettori, e consente un livello aggiuntivo di divisione del Parlamento, al fine di evitare dibattiti diretti e loro sostituzione con risoluzioni sommarie di entrambi i Parlamenti e solo alcune riunioni comuni. Ad ogni scelta successiva viene effettuato il rinnovo dei tre poteri di governo, ma con un certo grado di continuit`a (rafforzata anche dalla Last o vecchia scelta nella prima tappa). Questa variante pu`o essere chiamata "*_Partito Sempre Cambiante_*" ed essa `e molto vicina alla democrazia ideale, anche se `e una parodia del sistema dei partiti.
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-->*_5._* La variante successiva `e la "*_nuova nomenclatura_*", che non richiede cambiamenti nella procedura di elezione, ma propone un modo per formare i quadri della nomenclatura -- qualcosa come un'/_aristocrazia_/ appositamente scelta, il cui scopo principale nella vita ad essere di governare il popolo. Tale variante `e necessaria, perch``e i secoli dell'esistenza umana confermano alcuni vantaggi definitivi di simili strati sociali, liberati da preoccupazioni sul cibo e sui mezzi di sussistenza, ma anche liberati da una concorrenza severa e irrealistica (in vari casi molto pi`u di dieci a uno). Queste persone avrebbero avuto come scopo della loro vita o il proprio piacere, o la felicit`a degli altri, oppure entrambe le cose, e anche il piacere personale, con una buona provvista e un posto pi`u stimato nella societ`a, si sarebbe ridotto di nuovo a qualcosa di utile per gli altri, come: arti, scienze, distinzioni militari, e simili cose (e non, per esempio, guardare azioni nel video). Dopo aver preso coscienza di questi plus, molte persone intelligenti si sono chieste quali sciocchezze ad inventare solo per far ascoltare alcune personalit`a, che fin dalla nascita sono state preparate a governare (perch``e non restava loro altro). Sono state usate le delusioni degli sciamani e dei funzionari ecclesiastici, il potere del denaro, `e stata inventata la favola sul sangue blu, le favole sulla predestinazione di ciascuno, la convinzione ideologica, l'appartenenza a caste diverse, l'eredit`a genetica, e cos`i via, ma tutte queste erano solo decisioni temporanee, perch``e rimaneva lo svantaggio fondamentale dell'aristocrazia, cio`e: /_la ricchezza e i benefici venivano trasferiti ereditariamente_/, e non esiste alcuna argomentazione attendibile sull'opportunit`a di questo! Detto pi`u precisamente: l'aristocrazia `e una cosa buona, ma nell'aristocrazia ereditaria si nasconde l'elemento morto; `e bene che uno sappia fin dall'infanzia se `e destinato ad attivit`a superiori, ma non c'`e alcuna logica in questo che anche i suoi figli debbano essere predestinati. Ma quando la questione `e gi`a posta, la sua decisione `e ovvia -- `e sufficiente effettuare una /_scelta casuale_/ di un piccolo numero di quadri della nomenclatura /_nell'et`a pi`u giovane possibile_/, dove l'appartenenza al gruppo dei prescelti cessa con la morte della persona!
-->Una decisione concreta `e che ogni anno venga effettuata una scelta casuale tra tutti i bambini vivi con due anni completati e tre anni non completati, dove questa viene eseguita sempre alla stessa data (ad esempio, 1 luglio). Per la Bulgaria `e sufficiente scegliere 100 bambini, ci`o che assicurer`a dopo circa cinquant'anni circa 5,000 potenziali "nomenclaturisti", che avrebbero potuto coprire le esigenze di tutte le alte cariche del Paese, compresi il Parlamento, il Consiglio Supremo, i Consigli Comunali, e il simile, ma non `e necessario che il loro impiego l`i sia obbligatorio (si suppone solo che essi saranno preferiti), e pu`o essere richiesto che a tali persone sia riservata solo una /_quota di 1/3_/ degli organi dirigenti democratici. Occorre istituire e finanziare inizialmente l'istituzione corrispondente, che dovr`a prendersi cura dell'alimentazione e dell'educazione di questi quadri, garantendo loro il meglio possibile a livello mondiale, perch``e essi saranno un numero ridicolmente piccolo (circa da 1 a 1,000 per il nostro Paese), e pi`u tardi essi troveranno sicuramente il modo di mantenersi da soli, attraverso detrazioni sui redditi dei quadri che gi`a occupano posti di comando della nomenclatura, e anche da contributi volontari. Oltre a ci`o, poich``e lo stato della nomenclatura non verr`a trasferito per via ereditaria, dopo qualche tempo essi lasceranno a questa istituzione anche beni significativi (esclusi quelli personali, che potranno rimanere agli eredi).
-->La scelta stessa pu`o essere resa molto attraente e osservata da tutti i genitori, dove il bambino felice verr`a portato direttamente nei collegi corrispondenti, per i genitori sar`a assicurato un sostegno a vita, ad esempio nell'importo di un salario minimo di lavoro, e fino al compimento dei sette anni del bambino uno dei genitori pu`o vivere con lui ricevendo un maggiore sostegno. Successivamente i nuovi aristocratici avranno anche dei redditi molto dignitosi come una sorta di pensione aristocratica, oltre alla casa, ai trasporti, alle vacanze, e altro, /_indipendentemente_/ dal fatto che essi lavorino o no. In altre parole, questi nuovi aristocratici non saranno affatto obbligati ad assumere posti di comando nel paese, ma potranno fare ci`o che il loro cuore desidera. Non sono quasi necessari maggiori dettagli, perch``e gli stessi aristocratici dopo un certo tempo (diciamo, 40 anni) saranno costretti a fare qualche codice morale, requisiti legali, eccetera. L'idea `e quella di creare ogni anno nuovi aristocratici, che fino alla fine della loro vita vivranno "come i re", per poter sviluppare al massimo la loro personalit`a, ma senza fissare geneticamente i loro diritti. Come si dice di solito: solo vantaggi senza svantaggi.
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-->*_6._* L'ultima variante noi chiameremo "*_democrazia sessuale_*", perch``e essa si basa su una differenziazione naturale di entrambi i sessi (vedete "Sulla donna e sull'uomo"). Per quanto la donna `e la stratega nata o governante nascosta nella famiglia, e allo stesso tempo la personalit`a pi`u /_mediocre_/, perch``e essa resta tra l'uomo e i posteri, sia nella sua destinazione, cos`i anche nelle sue capacit`a, essa `e semplicemente destinata ad occupare l'intera Assemblea Nazionale (non importa nella sua forma tradizionale, o in qualche variante rappresentativa), e allora quest'ultima pu`o a buon diritto essere chiamata /_Assemblea delle Donne_/ (o Consiglio). Ci`o non `e in conflitto con il sistema dei partiti e non significa che solo donne possano partecipare a un dato partito, ma che solo donne possono entrare nell'Assemblea delle Donne e nei Consigli comunali, mentre gli uomini faranno l'altro lavoro. Quest'altro lavoro `e il governare reale o tattico del Governamento e della Presidenza (soprattutto l`i). Nei Tribunali pu`o essere accettata la decisione di "Salomone" di mantenere il loro personale misto. La donna `e colei che pu`o portare pi`u calma e finezza in politica, e allora perch``e non farlo? Questa, in ogni caso, `e una tendenza mondiale nella politica negli ultimi tempi -- qui noi semplicemente la confermiamo e la portiamo alla sua forma completata.
-->Pi`u concretamente `e necessaria l'introduzione di alcuni altri requisiti per mediocrit`a nell'Assemblea delle Donne, come: altezza media, peso, misura del torace, reddito, educazione (secondaria o terziaria), et`a dai 30 ai 40 anni, e altri. Esattamente opposti sono i requisiti per il Presidente, che deve essere un vero e proprio /_padre della nazione_/, dove siano richiesti, ad esempio: altezza superiore a 180 cm, peso superiore a 80 kg, reddito superiore a 4 salari minimi, educazione superiore a quella terziaria (almeno pi`u di una terziaria), sposato con almeno due figlie, di et`a superiore a 50 anni, eccetera. Solo cos`i il governo sociale pu`o diventare sessualmente equilibrato e armonioso, dove ciascuno dona ci`o che Dio ha messo in lui o lei.
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-->Oltre a questi modelli se ne possono proporre anche diversi altri, sui quali noi non ci soffermeremo qui nei dettagli, ma accenneremo ad alcuni punti fondamentali. Cos`i, ad esempio, il voto nazionale pu`o richiedere la scelta non solo di una persona, ma fino a cinque, cos`i come di essere votato non solo "pro", ma anche "/_contro_/" (nelle caselle bianche e nere)! Ci`o `e del tutto nello spirito dei sondaggi condotti e delle classifiche per politici e partiti di spicco e consentir`a una stima pi`u accurata, cos`i anche una misurazione della /_differenza_/ tra i voti "pro" e "contro" per ciascun potere politico, dove la scelta viene fatta sulla base di questa differenza. Questo spinger`a nel "vicolo cieco" quei partiti, che sono tanto amati dagli uni, quanto anche odiati dagli altri, e proprio queste sono le "pietre taglienti" che confondono la "macinazione della farina" con il "mulino" politico. Poi si possono formare due liste -- con differenze positiva e negativa -- che sono ordinati e riempiono ora due istituzioni: Parlamento e Anti-parlamento, dove il primo `e il governamento e l'altro `e l'opposizione, senza la quale non c'`e democrazia.
-->Si pu`o anche pensare di eseguire /_l'unica scelta corretta dal basso -- la scelta iterativa_/! Ci`o significa che la scelta viene effettuata per persone delle immediate vicinanze, che tutti conoscono bene; poi una parte (diciamo dieci volte inferiore nel numero delle persone) dei primi eletti vota allo stesso modo (forse per alcuni dei gi`a scelti); e cos`i via in 3-4 iterazioni, fino ad arrivare ad un'/_allargata_/ Assemblea Nazionale di, diciamo, 1,000 persone, che ora sceglie con voto palese le 100 o 200 persone necessarie, ma essa pu`o ogni volta essere utilizzata anche per altri obiettivi del sondaggio, cos`i che per la scelta del Presidente. Non ci sono problemi insormontabili per tale votazione, che pu`o essere effettuata tramite bollettini elettorali, negli uffici comunali, con schede telefoniche da apposite macchinette, via Internet, e altre varianti, dove `e sufficiente fornire un codice univoco per la persona (codice identificativo personale o codice assicurativo), e se ci`o avviene anche apertamente (cio`e si sa di chi `e il voto) allora l'analogo codice personale per l'elettore. Quando si vota per i conoscenti non c'`e bisogno di nascondere i voti, laddove ci`o non impedisca il voto anche ai vertici, cio`e per i leader politici, ma ci`o non `e obbligatorio, almeno nelle prime iterazioni. Ci`o consentir`a, con le odierne apparecchiature informatiche, di tracciare con esattezza l'albero delle scelte (top-down e v.v.), in modo che si sapr`a esattamente chi per chi (non necessariamente direttamente) ha votato, e chi rappresenta chi, per poter realizzare un contatto reale tra elettore e rappresentante.
-->Si pu`o, alla fine, mettere anche la politica sulle fondamenta del business, dove ogni politico costruisce la propria /_compagnia politica_/, vende azioni e raccoglie denaro per la sua attivit`a /_in modo legale_/, perch``e `e un segreto pubblico che i politici sono sostenuti da alcuni o altri circoli economici, o, almeno, vivono delle quote associative dei loro seguaci. Invece di chiudere un occhio davanti a questi fatti, `e meglio permettere che si stabilisca apertamente chi guadagna da chi. In un'compagnia la strategia viene determinata dall'Assemblea Generale degli azionisti e perch``e non dovrebbe essere cos`i anche dai politici? Oppure: in che senso i politici sono peggiori delle stelle del calcio, quando queste ultime possono essere comprate e vendute ma i politici no? Perch``e se noi diamo per scontato che il denaro rovina sempre le cose, allora noi dobbiamo rifiutare anche la propriet`a privata dei mezzi di produzione, cos`i come era deciso dai comunisti.
-->Sicuramente si possono ideare anche altre varianti, o combinare alcune di quelle spiegate, ma questo `e pi`u che sufficiente, e non dimentichiamo inoltre che la difficolt`a principale nel prendere decisioni in ambito sociale deriva /_non_/ dalla scoperta di una nuova decisione ma dal /_rifiuto di quella vecchia_/!
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-->Quindi, se riassumiamo tutto quanto qui detto, risulter`a che la democrazia `e una /_cattiva_/ organizzazione sociale, ma poich``e essa contiene in s``e la contraddizione ed `e aperta a vari elementi estranei, risulta che essa `e /_dinamicamente la migliore_/ delle forme finora conosciute, dove il male che `e in essa la costringe incessantemente a migliorarsi ed evolversi! /_La democrazia `e come la vita_/ -- cosa cattiva, ma senza di essa `e peggio --, per cui ci sono tutte le ragioni per aspettare che anche in futuro essa rester`a la forma principale di governo della societ`a. Ma essa sicuramente verr`a corretta e cambiata.
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-->*_-- -- -- -- --_*
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===>*_SULLA VIOLENZA_*
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==>*_I. Necessit`a della violenza_*
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-->La violenza `e /_elemento necessario nel "gioco"_/ chiamato vita! Questa `e una verit`a banale, non solo perch``e lo dimostra l'esistenza millenaria del genere umano, ma anche perch``e l'unico modo per superarla `e ... /_un'altra forma di violenza_/, fosse quella della polizia o dell'esercito, della mafia illegale, della rivoluzione, della guerra di religione, della indagine giudiziaria, eccetera. In questo processo, naturalmente, non si pu`o dire che non abbia importanza il carattere della nuova violenza, che pu`o essere pi`u umana (nel senso comune del termine), ma essa deve essere /_pi`u forte_/, per quanto si possa parlare di qualche criterio oggettivo per la sua misurazione, come vite umane, o percentuali di una vita come misura per gravi danni fisici o morali inflitti; oppure essa deve essere espressa in un /_altro aspetto_/. La riduzione alla scala delle vite umane `e particolarmente difficile quando l'influenza `e morale, o di terrore morale, nel qual caso le consuete reazioni umane cambiano per /_paura_/ di ulteriore violenza, in quale situazione la determinata azione, sebbene abbia effetto preventivo, `e una forma di violenza contro la persona, e in questo caso l'entit`a dell'impatto globale `e determinata dagli strati pi`u ampi a cui `e diretto, mentre la sua forza in ogni singolo caso pu`o essere solo circa l'1-2 % del valore accettato come una vita umana. In ogni caso, questo carattere ciclico della lotta contro la violenza attraverso l'applicazione di un'altra violenza (tanto pi`u perch``e non esiste altro modo), `e un fenomeno naturale.
-->La violenza pu`o cambiare le sue forme, dove ogni nuova forma di solito differisce in qualche parametro, o nella sfera della sua azione, cio`e nell'ambito degli individui a cui si applica. In questo processo non solo non `e possibile un'esatta valutazione quantitativa, a causa del carattere relativo dell'unit`a di misura, ma quasi sempre non `e presente il cosiddetto "gruppo di controllo", con cui comparare la nuova forma di violenza con quella vecchia, se essa ha continuato ad esistere presso il gruppo di controllo, e la ripetizione delle cose nel tempo non avviene mai esattamente nelle stesse condizioni. Cos`i, ad esempio, /_non_/ si pu`o affermare con certezza che il terrore comunista nell'ex Unione Sovietica (o in qualunque altro paese ex comunista, con l'esclusione condizionale della Germania) sia stata una violenza peggiore di quella della democrazia contemporanea, inevitabilmente accompagnata da spargimenti di sangue: nazionali, etnici, religiosi, e criminali, per lo stesso periodo di tempo -- perch``e non sono esistite /_due uguali_/ sotto tutti i parametri unioni, che dovevano essere comparate per un periodo pi`u ampio (diciamo, cento anni) e valutando le vittime a trarre una conclusione sul carattere pi`u umano dell'una o dell'altra forma! Tutti i possibili comparazioni tra territori diversi, con popolazioni diverse, e in periodi di tempo diversi, sono inevitabilmente non oggettivi e possono essere usati solo da poteri politici parziali per dimostrare /_ci`o che essi vogliono_/ (e sulla base degli /_stessi_/ fatti).
-->In ogni caso, la violenza `e esistita sempre nella storia dell'umanit`a e non c'`e motivo di supporre che prima o poi essa scomparir`a, non importa se questo ci piaccia o no -- cos`i come, ad esempio, non possiamo fare olive senza nocciolo (e se esistono agrumi senza semi, allora essi non possono dare da soli nuova vita). Questo `e inevitabile come `e impossibile avere vita senza morte, se voi volete. Ma prima di focalizzare adeguatamente la questione, diamo una definizione generale e non restrittiva della nozione di "violenza" come: *_forma_* molto *_acuta di coercizione_*, che porta a gravi conseguenze fisiche e morali, compreso l'esito letale, e che ha come obiettivo quello di indurre individui separati o gruppi di tali persone ad agire contro la loro volont`a. La cosa importante qui `e la riluttanza dei soggetti ad avere il comportamento richiesto e le gravi conseguenze altrimenti, perch``e noi non possiamo considerare come violenza, ad esempio, se qualcuno viene svegliato nonostante la sua riluttanza ad alzarsi (anche se si versa una tazza d'acqua sulla sua testa). Ma allo stesso tempo noi non poniamo alcun requisito caratterizzante l'oggetto, che causa la violenza sul soggetto (su cui ci ritorneremo alla fine).
-->Un lato pi`u interessante, e inaspettato per molte persone, della questione sorge con l'affermazione che *_la violenza `e una reazione ragionevole_*, sia dal lato dell'oggetto che la applica in una data situazione, sia anche dal lato del soggetto della violenza, applicando a sua volta nuova violenza all'oggetto, o soccombendo alla compulsione, nonostante l'apparente caotismo e irragionevolezza della reazione (per quanto `e possibile parlare di comportamento ragionevole da parte degli esseri umani, ci`o che noi chiariremo tra breve). Qui `e il momento di menzionare una caratteristica fondamentale della materia animale organizzata e cio`e /_l'inadeguatezza della reazione_/, perch``e per essa non vale la legge di Newton per la reazione uguale e contraria (vedete anche "Sulla creazione"). Ma inadeguata `e un'affermazione debole, perch``e essa pu`o essere pi`u forte o pi`u debole, e noi cercheremo di concretizzare questa legge seguendo un'azione dinamicamente crescente sulla materia vivente (fosse essa un'ameba, una zampa di rana, un individuo particolare, o un gruppo sociale). Con uno stimolo di livello molto basso non c'`e ancora alcuna reazione fino al raggiungimento di un certo valore di soglia, poi la reazione emerge ed essa `e di solito pi`u forte dell'azione, e con l'aumento dell'azione anche la reazione aumenta, ma questo continua fino al raggiungimento di un certo momento di massimo, dopodich``e con l'ulteriore aumento dell'azione la reazione comincia a indebolirsi, e dopo un po' essa inevitabilmente cessa, perch``e il soggetto dell'azione ha semplicemente utilizzato tutte le sue capacit`a energetiche ecc. per reazione (dove si suppone che l'oggetto abbia potere illimitato, o almeno molto grande, per essere in grado di produrre un impatto sul soggetto, soprattutto violenza, di cui noi siamo interessati qui).
-->Questo esperimento `e condizionato, ma `e ovvio che esso `e generalmente applicabile, indipendentemente dal tipo di impatto e dal soggetto. La materia animale, soprattutto un intero organismo, sotto azioni deboli ha reazioni forti (ad esempio, se noi tiriamo la coda a un gatto quest'ultimo ci graffier`a), con stimoli pi`u forti poi si adegua allo stimolo (al bastone, secondo con il proverbio), e con molto forte -- rifiuta semplicemente l'opposizione (cio`e il gatto si raggomitoler`a come una palla e al massimo comincer`a a miagolare pietosamente). Ma ci`o che vale per il gatto si pu`o applicare pienamente anche all'uomo, non importa se viene picchiato o si `e appena tagliato un dito (il minimo taglio fa pi`u male, e il dolore `e una sorta di risposta degli animali superiori, che determina le loro reazioni successive). Nella sfera sociale non c'`e bisogno di andare lontano per fare esempi e noi avremmo potuto ricordare l'ondata di scioperi dei lavoratori del sistema educativo in Bulgaria (come relativamente pi`u intelligenti) subito dopo il nostro colpo di Stato del novembre 1989, ma anche in tempi democratici successivi, da quale osservazione si vede che con difficolt`a minori, subito dopo il rovesciamento (del nostro leader comunista Todor Zhivkov), gli scioperi furono pi`u massicci, ma pi`u tardi, quando arrivarono tempi veramente duri, e i salari medi di lavoro erano significativamente inferiori, in rapporto al minimo di sussistenza, gli insegnanti scioperavano sempre meno, finch``e alla fine essi rinunciarono del tutto a farlo attivamente. La curva di questa reazione pu`o essere diversa, ma il suo carattere `e sempre lo stesso e si esprime nel fatto che *_da impatti pi`u deboli nascono reazioni pi`u forti e viceversa_*!
-->Qualche vaga analogia si pu`o osservare anche con la reazione della materia vegetale, ad esempio di piegarsi sotto un forte vento, ma nel momento del vento la reazione non differisce in nulla dalla reazione di una sottile verga metallica, che `e dovuta a l'elasticit`a. La differenza tra il metallo e l'albero, per`o, si manifesta /_nel tempo_/ (dove il ramo diventa semplicemente pi`u duro), e soprattutto nelle generazioni future, dopo che si rende necessaria qualche modificazione genetica, mentre un'asta metallica non diventer`a mai pi`u forte da sola. Ci`o significa che alcuni germogli di reazione inadeguata (e di qui anche di /_ragionevolezza_/, come vedremo tra poco) esistono anche da parte della materia vegetale, ma questa questione non ci interessa per ora e noi possiamo lasciarla agli specialisti, cos`i che torniamo alla reazione degli animali.
-->Ebbene, qualcuno dir`a, potrebbe essere cos`i, ma cosa c'`e di ragionevole in una simile reazione, e dal punto di vista di chi? Ah, `e molto semplice: il punto di vista `e /_la conservazione e il prolungamento della vita_/, e il ragionevole sta proprio in questa conservazione, perch``e in caso di impatto debole la reazione pi`u forte aiuta pi`u efficacemente il corpo vivente a liberarsi dall'impatto, mentre quando lo stimolo diventa cos`i forte che non `e n``e possibile n``e ragionevole contrastarlo, allora la reazione si indebolisce, con la speranza che l'impatto cesser`a, ma anche se ci`o non accade, tuttavia, la reazione non fa altro che esaurire inutilmente la cellula, l'organismo, o la comunit`a sociale. Anche dal punto di vista dell'oggetto dell'azione (se esso `e ragionevole) e dell'efficacia dell'azione stessa, `e pi`u ragionevole che essa sia pi`u forte del necessario, in modo da avere un effetto migliore nella soppressione della reazione. Quindi il carattere paradossale della reazione della materia vivente alla costrizione, o alla forma estrema della costrizione -- la violenza --, `e una forma pi`u ragionevole, sia di azione che di reazione, di quella della materia non vivente, dove la reazione `e esattamente uguale all'azione.
-->Un'altra questione per`o `e se questo sia il livello /_massimo_/ di ragionevolezza che una materia organizzata, soprattutto in ambito sociale, pu`o mostrare, e sicuramente esiste una reazione pi`u ragionevole, consistente nel /_posizionare anticipatamente l'estremo_/ sulla curva, cio`e di /_prevedere_/ le conseguenze spiacevoli per l'organismo vivente derivanti dal forte irritante senza alcuna necessit`a che esso diventi veramente forte! Ma, ahim`e, questo "portare alla ragione" `e un processo molto lento e continua per secoli e millenni e praticamente non `e limitato nel tempo, perch``e sempre si pu`o pensare a valutare meglio il momento di cessazione o diminuzione della reazione, arrivando al punto anche prima del valore di soglia dello stimolo, ci`o che avrebbe portato come risultato alla completa assenza della necessit`a della violenza. In ogni caso, *_la violenza `e giustificata se essa pu`o impedire_* la necessit`a di *_una violenza maggiore_*, e questa `e /_l'unica_/ giustificazione della violenza! Questa tesi potrebbe non essere stata formulata in questo modo, ma essa, positivamente, `e nota da millenni ed `e fissata oggi in tutti gli atti giuridici, perch``e la punizione /_non `e_/ mai /_uguale_/ al delitto. Non solo per l'omicidio, per il quale non `e in potere dell'uomo restituire la vita a qualcuno, ma anche per una gallina rubata, ad esempio, viene pagata una multa almeno come per dieci galline, cio`e si scopre ancora una volta che per i misfatti minori la punizione `e pi`u forte, e per i reati gravi `e pi`u debole, e nei casi peggiori di morte di qualcuno il criminale molto spesso rimane in vita. Ma cos'`e una decisione giudiziaria se non una reazione a un crimine, e cos'`e un atto criminale se non una reazione alle leggi stabilite per un dato luogo e tempo?
-->Ma, in ogni caso, la violenza esiste e viene "curata" con altre forme di violenza, dove al reato minore si risponde con una violenza di punizione pi`u severa, per impedirne la diffusione, e alla violenza grave del delitto si risponde con minore violenza (se la reazione `e relativamente ragionevole), perch``e l'escalation della violenza non porta a nulla di buono, come `e stato osservato molto tempo fa, ma solo sposta il momento di extremum a violenze maggiori. Noi possiamo chiamare questa legge per brevit`a "*_legge della violenza necessaria_*" (o pi`u in generale "legge dell'impatto necessario"), ci`o che risponde proprio al nocciolo di quanto sopra esposto. Ma non `e questo il messaggio principale della religione cristiana, che dice che quando si riceve uno schiaffo su una guancia bisogna porgere anche l'altra per essere schiaffeggiati anche su quella, altro che un appello ad evitare violenze inutili a causa della conoscenza della legge di cui sopra? Il messaggio di Cristo era necessario /_proprio_/ perch``e questo contraddice la normale reazione umana, che non `e sufficientemente ragionevole!
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==>*_II. Atti di violenza_*
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-->Ora `e il momento di osservare alcune manifestazioni concrete di violenza nella societ`a, affinch``e la nostra recensione non sembri molto astratta, ma questa non `e una classificazione delle forme di violenza, perch``e alcune di esse sono contenute nelle altre o le causano, ma solo una panoramica dei punti pi`u significativi, che intende mostrare l'effetto della legge della violenza necessaria (o della non-necessit`a della violenza, se le comunit`a sociali fossero in grado di proporre qualche alternativa pi`u ragionevole).
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-->*_1._* La prima cosa da cui incominceremo `e la *_guerra_*. Essa `e la forma di violenza applicata pi`u massicciamente, ma qui `e interessante la delusione generale (accidentale o deliberata?) che, almeno dall'epoca romana fino ai giorni nostri, la guerra `e stata considerata lo strumento finale, o pi`u potente (/_ultima_/ /_ratio_/, in latino), dove quasi sempre essa `e stata /_il primo strumento_/, perch``e quasi mai si `e seduto al tavolo delle trattative prima che alcune azioni militari abbiano avuto luogo, dove le uniche eccezioni erano quando le decisioni venivano prese sulla base delle sconfitte /_degli altri_/, cosa c'`e da dire che in realt`a non esistono eccezioni! Nello spirito di quanto detto sopra sulla ragionevolezza della violenza risulta che la guerra, dopo tutto, `e uno strumento ragionevole per dimostrare la supremazia di qualcuno, e che in essa vengono commesse violenze di massa al fine di prevenire violenze di lunga durata nei periodi successivi, ma la cosa negativa `e che ci`o /_non `e abbastanza_/ ragionevole, perch``e si possono proporre diversi altri mezzi per raggiungere l'obiettivo.
-->Come esempi possiamo dare quanto segue: le competizioni sportive (calcio o altro gioco della palla, scherma, corse di cavalli, atletica leggera, ecc.); combattimenti intellettuali (scacchi o dama, per esempio); giochi d'azzardo, che in tutti i tempi hanno simboleggiato l'intervento di poteri superiori; magie e presagi, che venivano spesso applicati in passato (ma n``e sono stati approvati "standard" generalmente applicabili ad entrambe le parti, n``e sono queste cose riusciti a prevenire le battaglie, essi hanno solo creato una certa disposizione psicologica per le guerre); battaglie rappresentative di squadre uguali in numero (ad esempio, un centinaio di persone) che combattevano da entrambe le parti e in condizioni di guerra reale, cio`e di vita o di morte; tali combattimenti ma con solo l'1 % delle unit`a militari; combattimenti di gladiatori, se volete; e cos`i via. Le guerre per ragioni economiche, dal canto loro, avrebbero potuto essere condotte con mezzi economici (come ora ci proviamo, ma non ci riusciamo molto), e queste per ragioni religiose -- attraverso dispute religiose, cortei cerimoniali, confessioni o discussioni con preti, e cose simili. Ancor meno avrebbe avuto senso nelle guerre civili, se si fosse raggiunta una visione comune dei problemi a tutto il paese, e non comportarsi come due branchi di lupi che cacciano in uno spazio comune. Lo svantaggio principale dei metodi ragionevoli menzionati `e che queste sarebbero state violenze /_deboli_/, e come tali essi non avrebbero raggiunto il loro scopo! Anche se, ovviamente, essi non sarebbero stati deboli se le masse avessero mostrato un po' pi`u di intelletto e avessero previsto l'irragionevolezza di impatti pi`u forti.
-->Ma, tuttavia, nelle guerre di un paio di secoli prima ce n'era una dose di ragione maggiore che in quelle attuali, perch``e allora esisteva ancora la differenza tra fronte e retrovia, e soprattutto nell'antica Grecia i soldati hanno combattuto solo sul campo di battaglia (come si svolgono oggi gli eventi sportivi), e si sapeva in anticipo dove esattamente si combatteranno, tanto che a quei tempi le guerre non erano molto diverse, per esempio, dalle corse automobilistiche di oggi. Nel corso del 20esimo secolo, per`o, il potere dell'uomo `e cresciuto a tal punto che egli, naturalmente, ha bisogno di violenze molto pi`u grandi, per poter con il loro aiuto raggiungere la reazione debole tanto desiderata -- ahim`e, questi sono i fatti! Oltre a tutto il resto, ora l'organizzazione statale `e molto pi`u forte, tanto che le guerre oggigiorno sono come i combattimenti tra dinosauri -- viene versato molto pi`u sangue che quando si combattono due moscerini, per esempio. Altrimenti il popolo non `e diventato pi`u ragionevole, n``e intende diventarlo! La presunzione di un armamento sufficiente `e una bella cosa dal punto di vista degli Stati pi`u forti (perch``e essi comunque sono forti e sanno cosa succede con i menzionati dinosauri), ma i paesi pi`u deboli e rimasti indietro dal punto di vista industriale e militare continuano a cercare metodi astuti (e spesso disonesti) per raggiungere il dominio, cosa che essi non possono ottenere con la restrizione degli armamenti. Ad esempio, `e molto positivo che gli Stati non possiedano armi nucleari, ma questo `e positivo dal punto di vista di chi /_gi`a le possiede_/, e chi convincer`a il pi`u debole che per lui `e meglio restare pi`u debole che pi`u forte?
-->`E molto facile sollevare affermazioni secondo cui la violenza non `e necessaria ed `e infruttuosa e che, ad esempio, non era necessario che la citt`a di Dresda venisse bruciata, o che una parte significativa della popolazione di una citt`a multimilionaria come St. Pietroburgo muore, o viene lanciata la bomba atomica su Hiroshima, eccetera. Ma chi pu`o dimostrare che una violenza cos`i mostruosa non fosse necessaria per prevenire una violenza ancora pi`u grande, finch``e non si arrivi a un tale aumento delle sofferenze, che tutte le nazioni possano comprendere, almeno per un istante, la massima di Cristo sulla svolta dell'altra guancia? Non `e forse vero che grazie alla Seconda Guerra Mondiale il mondo vive ormai pi`u di mezzo secolo (Dio aiuti ad essere di pi`u) senza (almeno) guerre mondiali, e se la bomba su Hiroshima non fosse stata lanciata, non sarebbe stata lanciata finora da qualche parte qualche altra bomba, e pi`u potente? Violenza crudele, in verit`a, ma necessaria, perch``e gli uomini continuano a battersi il petto dicendo che sono esseri ragionevoli, mentre essi sono solo esseri /_capaci_/ di pensare, ma lo fanno semplicemente dopo /_aver esaurito_/ tutti gli altri metodi irragionevoli per raggiungere lo scopo (contributo, forse, dell'autore alla definizione di /_homo sapience_/). Sarebbe stato molto bello se gli americani, per esempio (come il paese pi`u potente del mondo), avessero deciso di donare per circa dieci anni il 5-6 % dei loro redditi come aiuto ai milioni di lavoratori tedeschi disoccupati nel anni '30 del 20esimo secolo, o per la popolazione indigente del paese asiatico arretrato chiamato Unione Sovietica negli anni '20, e altri esempi, ma essi non l'hanno fatto. Sarebbe stato molto bello se il capitalismo dell'inizio del 20esimo secolo fosse stato un po' migliore e non avesse generato condizioni per l'emergere delle ideologie fascista e comunista, ma non era cos`i. E perch``e l'umanit`a non `e in grado di mostrare pi`u ragione di una medusa (vedete "Sull'umanit`a"), essa reagisce secondo la legge della violenza necessaria. Questa `e la situazione, come vedete.
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-->*_2._* Un'altra tipica manifestazione di violenza `e il termine "*_genocidio_*", divenuto "moderno" nel 20esimo secolo, ma esso non `e un'invenzione del secolo ed esiste da millenni, solo che prima esso veniva applicato principalmente a livello di famiglia o trib`u, mentre oggi viene applicato su scala pi`u ampia e a livello di una nazione. Per il resto, niente di nuovo sotto il sole. La necessit`a di applicare questo tipo di violenza deriva dalla possibilit`a di tramandare geneticamente le caratteristiche del soggetto nelle generazioni, e dalle condizioni, che questo crea per il soggetto rimasto in vita ad usare a sua volta violenza sull'oggetto precedente, che violenza, naturalmente, sar`a pi`u forte di quella iniziale, se questa non fosse /_abbastanza_/ forte. Chiaro e semplice, non `e vero -- ogni pera ha il suo peduncolo (come diciamo in Bulgaria)! Questo /_non `e una giustificazione_/, perch``e /_nulla pu`o scusare il genocidio_/ (nemmeno il genocidio precedente) -- questa `e solo una spiegazione. E se si comincia a pensare quanto banale `e la soluzione che gli ebrei avrebbero potuto applicare, se lo avessero voluto, per impedire il genocidio su di loro gi`a in germe (perch``e essi hanno avuto migliaia di anni per arrivare a questa decisione, perch``e sono stati perseguitati fin dai tempi biblici), viene voglia di piangere per questo stupido essere chiamato intelligente.
-->E la soluzione, in realt`a, `e semplice, perch``e il genocidio `e diretto contro il gene e, quindi, se questo gene fosse difficile da scoprire, allora anche il genocidio non avrebbe avuto motivo di esistere! In altre parole, la soluzione sta nella graduale /_assimilazione_/ della nazionalit`a ebraica o, almeno, nel /_rifiuto del concetto di "popolo eletto da Dio"_/, cosa che avrebbe eliminato radicalmente la necessit`a di ricorrere alla violenza su di loro. Niente di difficile o di crudele -- semplicemente gli ebrei non avrebbero dovuto opporsi con tutte le loro forze alla mescolanza con le altre nazioni dove essi hanno vissuto. Cos`i, ad esempio, `e successo con i Traci nelle nostre terre nell'antichit`a, e un tipico esempio contemporaneo di equa mescolanza razziale, io credo, `e il Brasile. Qui /_*_non_* si tratta della perdita del gene, ma della sua pi`u ampia distribuzione_/ su un terreno pi`u fertile, ci`o che `e preferibile per il rafforzamento genetico delle nazionalit`a, perch``e `e noto da tempo che da legami familiari pi`u distanti nascono bambini pi`u sani, ma nel Talmud (che l'autore non conosce, ma ha sentito parlare) sono raffigurati molti matrimoni tra parenti diretti. Cos`i che, in realt`a, il pi`u intelligente `e un po' sciocco, anche se questo non `e direttamente correlato al nostro argomento.
-->Ma noi possiamo guardare le cose anche da un altro punto di vista, perch``e il concetto di razza scelta da Dio `e una sorta di /_violenza_/ delle persone intorno, sebbene una debole (morale), ed essendo tale, naturalmente, essa impone la necessit`a di una reazione pi`u forte, ci`o che `e stato applicato agli ebrei in molti paesi in diversi secoli, ma il "culmine" `e stato raggiunto sotto il fascismo, che ha applicato allora un genocidio smascherato. Guardando oggettivamente, per`o, i fascisti non hanno inventato nulla di nuovo, essi hanno semplicemente "girato la verga" all'indietro dicendo che se `e cos`i, allora essi anche sono scelti, perch``e erano ariani. In ogni caso, `e chiaro che il genocidio (anche il pi`u umano) danneggia la societ`a umana nel suo insieme, perch``e diminuisce la tanto necessaria diversit`a.
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-->*_3._* Un altro tipo di violenza appare nel *_fanatismo religioso e ideologico_*. Poich``e la fede o la convinzione sono qualcosa che pu`o essere cambiato elementare in meno di una generazione, qui la violenza necessaria `e, generalmente, pi`u debole che nei casi precedenti, ma essa inevitabilmente esiste nella storia di tutte le religioni e ideologie statali. Merita di essere detto che anche in questo caso la soluzione delle controversie `e facile (se ci fosse ragione pi`u collettiva), perch``e /_ogni religione_/ a suo modo `e progressiva (beh, anche regressiva), cos`i che non c'`e una grande differenza che esattamente si condivide (come lo `e anche con la scelta del partner per creazione di una famiglia) e la differenza `e solo una questione di gusti, cio`e essa `e qualcosa di secondario e, quindi, non esiste una ragionevole necessit`a di forte impatto obbligatorio! E in realt`a non ci sarebbe stata alcuna necessit`a di coercizione, se i soggetti cambiassero facilmente la loro religione, o se i sacerdoti avessero riconosciuto la necessit`a della tolleranza religiosa. A poco a poco ci`o si sta realizzando ai giorni nostri, e in molti paesi convivono pacificamente numerose credenze religiose, ma a questo stato di cose si `e arrivato sempre dopo molti inutili spargimenti di sangue e non ovunque. Simile `e anche la questione con le diverse ideologie perch``e, sebbene la religione abbia come obiettivo la felicit`a, e l'ideologia -- la pace nel paese, essi si assomigliano come diverse forme di delusione (vedete "Sulla religione"), e a causa della riluttanza delle masse ad accettare facilmente nuove delusioni, diventa essenziale che la legge della violenza necessaria venga attivata, affinch``e /_in seguito_/ le cose nel paese possano andare bene. Detto altrimenti: la violenza necessaria avrebbe potuto essere pi`u debole, se la caparbiet`a umana non fosse stata pi`u forte!
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-->*_4._* Un altro tipo di violenza necessaria `e il *_terrore civile_*, ma esso `e una diretta conseguenza di cause religiose o ideologiche, anche se a volte esso pu`o essere indotto da altri disordini interni. Il momento capriccioso qui `e che questo terrore spesso diventa pi`u forte del livello necessario, nel qual caso esso non solo ha inizialmente l'effetto di una reazione debole, ma consente l'/_accumulazione_/ del malcontento delle masse, cos`i che in seguito accade che il forte impatto ha svolto il ruolo di uno debole, generando una reazione pi`u forte dopo un po'. Questo `e un momento molto sottile e, poich``e il malcontento delle masse esiste sempre quando avviene un cambiamento di una direzione di gestione con un'altra, non si pu`o dire in modo inequivocabile dove sia esattamente il punto centrale della violenza. Questo `e nel senso che, come anticamente in Bulgaria esistevano dure leggi del Khan Krum, o nella giovane Unione Sovietica c'era la CheKa ('/_chrezvichajnaja komissija_/', commissione straordinaria), cos`i in molti altri paesi c'erano punizioni eccessivamente inadeguate ai crimini, e cose simili accadono anche oggi in tutto il mondo, perch``e `e necessario avere un intelletto "non umano", per stabilire il livello necessario di violenza sugli umani, cio`e questo `e praticamente impossibile. In una certa misura in questo aspetto le cose hanno a che fare con il sadismo, al quale noi arriveremo tra poco, perch``e si creano condizioni per una crudelt`a legalizzata applicata in modo massiccio, ma, noi dobbiamo sottolinearlo, il terrore spesso nasce come reazione del governo alla disobbedienza della popolazione, per cui colpevoli del terrore sono come i governanti, cos`i anche i governati.
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-->*_5._* Il successivo tipo di violenza necessaria `e l'*_anarchismo_*/*. Forse gli aderenti a questo movimento pensano di agire in questo modo perch``e, a loro avviso, l'anarchia `e il miglior regolatore (o almeno /_uno_/ dei buoni regolatori) della societ`a umana, o che "l'anarchia `e la madre dell'ordine", perch``e dal caos nasce l'ordine, e cos`i via, ma essi sono semplicemente in errore. (A proposito, questa `e una tesi molto antica, perch``e la parola inglese, cio`e latina, che significa motivo o "causa" `e etimologicamente correlata alla parola "caos" (/_chaos_/), che a sua volta `e di origine greca, e questa relazione riflette la concetti ingenui degli antichi greci di 25 secoli.) E essi hanno ragioni per cadere in errore perch``e la ben nota idea dell'economia di mercato utilizza esattamente questo pensiero, ma i nostri (bulgari), a dir poco, tentativi infruttuosi dei primi anni democratici, come anche l'esperienza mondiale in questo senso, dimostra chiaramente che scommettere su una sola idea, senza la sua opposizione, non porta a nulla di buono! Il caos non `e un buon regolatore nemmeno nel mondo dei molluschi, per non parlare della societ`a umana; esso pu`o funzionare nel mondo degli atomi e delle forze subatomiche, o nella direzione opposta -- a livello delle galassie -- ma per gli umani non `e il caos ci`o che porta a un certo ordine (di regola, ovviamente). L'anarchismo fa il suo effetto non a causa del caos, che esso provoca, ma a causa dell'applicazione della violenza necessaria su un numero limitato di soggetti, e spesso del tutto innocenti, come anche in condizioni di pacifica convivenza, quando ci`o `e come inammissibile. In questo modo /_con poche forze si ottiene un impatto forte_/, o detto altrimenti: /_l'anarchismo `e la guerra pi`u incruenta_/! Questo `e il motivo per cui questi metodi esistono e si diffondono anche ai giorni nostri in tutto il mondo. L'anarchico non `e come il sadico, egli uccide persone che non conosce, ma proprio come soggetti della sua azione, e gli anarchici "buoni", di solito, hanno le loro opinioni sull'uccisione umana, per quanto scioccante questo possa sembrare.
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-->[ * Qui si intende il compimento di attentati, esplosioni, sabotaggi, ecc., con l'obiettivo di creare disordini sociali, destinati a risolvere i problemi, perch``e il governo questo non pu`o farlo. Insieme a questa visione ne esiste anche un'altra, che risale ai tempi della Rivoluzione francese ed `e semplicemente la negazione dell'"archia"o autorit`a (in qualunque forma), a causa dell'idea che le persone, vedete, erano abbastanza intelligenti (o erano sulla buona strada per diventarlo), per capire cosa c'`e da fare e farlo, senza alcuna forzatura, ma (pensa l'autore) questa `e evidente utopia perch``e, anche se non ci fossero obiezioni da parte dei persone, senza pianificazione oggigiorno non si pu`o fare nulla. ]
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-->Detto in altro modo, l'anarchismo `e qualcosa di simile agli scioperi, solo che con risultati molto pi`u crudeli, ma che mira innanzitutto ad attirare l'attenzione dell'opinione pubblica nazionale e internazionale su problemi irrisolti, e questa violenza nel caso `e la minima necessaria, al fine di ottenere un forte impatto. L'anarchismo non deve essere confuso con la criminalit`a organizzata o il terrorismo, che possono utilizzare gli stessi metodi, ma hanno obiettivi completamente diversi. /_L'anarchismo `e l'arma dei deboli_/ e viene applicato quando l'atmosfera di terrore esistente nel paese contro alcuni dei suoi cittadini non consente l'uso di altri (pacifici) mezzi. Se in questa situazione, al costo di cinque vittime, alcune persone riuscissero a coinvolgere cinquemila poliziotti nella loro ricerca e ad attirare l'attenzione di cinque milioni di persone sui gravi problemi della societ`a, allora l'obiettivo sarebbe raggiunto! In questo senso, il forte impatto qui non mira direttamente alla soluzione dei problemi, come avviene ad esempio in una guerra, ma solo alla /_formulazione delle questioni_/ da risolvere (tranne quando l'attentato `e diretto a una personalit`a politica concreta, quando ancora una volta non risolve del tutto i problemi ma aiuta semplicemente a cambiare il corso del governo). E ancora: questa non `e una giustificazione dell'anarchismo, ma una spiegazione della sua comparsa. E ancora una volta: l'anarchismo `e la reazione possibilmente ragionevole dei deboli, quando la societ`a non propone loro una decisione migliore! La necessit`a dell'anarchismo scomparir`a da sola, se la ragionevolezza sociale raggiunger`a un livello di organizzazione superiore a quello della medusa.
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-->*_6._* Un altro tipo di violenza `e la *_criminalit`a organizzata_* (o mafia), che `e solo un'/_aggiunta_/ alle istanze autorizzate a mantenere la legge e l'ordine nel paese, sebbene essa spesso agisca contro queste istanze nella lotta per l'affermazione del dominio! Oltre a ci`o, essa agisce anche /_attraverso_/ questi organi di sicurezza, come `e presente anche il processo inverso. Essa risponde agli interessi (anche se non riconosciuti) di una parte considerevole della popolazione, servendola, perch``e la polizia non pu`o farlo, n``e ha tali obiettivi. Quando la polizia vieta i narcotici (o l'alcool, per esempio, o la prostituzione), ma il popolo, anche se ufficialmente li nega, li vuole, allora chi altro potr`a proporli al popolo se non qualche organizzazione forte, o la mafia? Il frutto proibito `e sempre pi`u dolce di quello generalmente disponibile, cos`i che, mentre ci sono divieti, ci saranno anche persone che li trasgrediranno. Questo, sicuramente, non significa che non dovrebbero esserci divieti -- cose del genere esisteranno sempre in una societ`a, perch``e ogni gruppo organizzato di persone cerca di difendere i propri interessi e negare quelli degli altri, e noi difficilmente possiamo immaginare una societ`a cos`i liberale che legalizzer`a il cannibalismo, per esempio, o non cercher`a di proteggere i giovani e i bambini dagli errori della giovinezza, e cos`i via. Ma la societ`a potrebbe essere sufficientemente /_morale_/ da non costituire al suo interno terreno per la criminalit`a organizzata, e questo `e qualcosa a cui noi possiamo sempre sforzarsi (forse perch``e non potremo mai raggiungerlo?). Salvo l'eliminazione delle cause di questo crimine rimane solo una via -- la violenza necessaria degli organi sanzionatori ufficiali ad essere tale, che la reazione della criminalit`a organizzata ad essere sufficientemente debole (ad esempio, che essa non riesce ad organizzarsi). La legalit`a e l'umanit`a qui non possono fare quasi nulla -- il punto `e: /_la cui_/ violenza sar`a pi`u forte, per provocare una reazione pi`u debole!
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-->*_7._* Alla fine ci fermeremo un attimo alla *_crudelt`a e al sadismo_*, che non sono tanto forme di violenza necessaria, quanto esempi di /_violenza mal-compresa_/, in cui si applica non la quale minimamente necessaria, ma quella molto pi`u grande, ci`o che provoca l'accumulo della reazione nel soggetto, o nei suoi parenti stretti, che porta a conseguenze che non sono reazioni deboli. In questo modo noi arriviamo al fenomeno che un impatto forte si rivela debole, cosa che non `e tipica delle normali attivit`a umane, ma il sadismo anche non `e un comportamento di psichicamente normali personalit`a umane. La crudelt`a non `e solo violenza, ma /_eccesso_/ di violenza, ci`o che `e indicazione di persone con deviazioni mentali (anche se `e difficile affermare che queste deviazioni siano rare, perch``e a molti bambini, ad esempio, piace torturare gli animali, ma questo `e spiegabile con la loro scarsa conoscenza del mondo e con la loro psiche non del tutto formata). Ci`o, che la crudelt`a `e inevitabilmente in relazione con la violenza in ciascuna delle sue forme e manifestazioni, determina la possibilit`a che essa appaia in ciascuno dei punti precedenti, ma, tuttavia, occorre fare differenza tra i due termini in presenza o assenza di coinvolgimento emotivo per l'oggetto che esercita la violenza. A questo riguardo la crudelt`a, e il sadismo come sua forma estrema, sono il pi`u delle volte atti individuali, dove la violenza `e esercitata quasi sempre in gruppi e motivata. E sottolineiamo che se la violenza `e inevitabile e necessaria nella nostra attivit`a, la crudelt`a `e del tutto ridondante e pu`o essere evitata! Il nucleo minimo della definizione di umanit`a consiste proprio in questo, che se per vari motivi si deve esercitare una certa violenza, essa deve essere applicata /_senza_/ alcuna crudelt`a. Ma, contrariamente a quanto sostengono gli umanisti, ci`o non avviene perch``e gli uomini debbano comportarsi come esseri umani (perch``e quello di umanit`a `e un concetto molto sfocato e infondato e da queste posizioni noi, per esempio, avremmo dovuto rinunciare gi`a da tempo a mangiare carne animale), ma perch``e le azioni non umane mal si accordano con la legge della violenza necessaria.
-->Da qualche parte dopo Freud si `e diffusa particolarmente la tesi secondo cui l'incapacit`a di soddisfare alcuni impulsi e desideri (spesso nascosti) non fa altro che peggiorare la situazione, perch``e porta all'accumulo e alla loro successiva manifestazione, per cui `e meglio offrire uno sfogo alle passioni (erano essi erotici, sadici, o qualsiasi altri). Questo, naturalmente, `e vero in termini generali, ma fino a un certo punto, e anche l'esagerazione di questa tesi non porta a nulla di buono, come noi gradualmente cominciamo a capire. L'eccessivo liberalismo non porta a molta libert`a per gli individui, perch``e esso rafforza le contraddizioni tra loro quando essi non sono /_ragionevolmente costretti_/, e ora diventa chiaro che la crudelt`a virtuale applicata in modo massiccio non `e cos`i innocua, perch``e essa porta alla dipendenza e al desiderio inevitabile di provarlo nella realt`a. La situazione `e molto simile a quella dell'alcol e i narcotici, ed `e logico che nel prossimo futuro vengano adottate misure simili, vale a dire ad applicare una certa violenza necessaria da parte della societ`a, che deve limitare le condizioni per la formazione di crudelt`a e sadismo. Cos`i che noi nuovamente torniamo alla questione della violenza.
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==>*_III. Osservazioni conclusive_*
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-->Prima di concludere `e opportuno rivolgere la nostra attenzione a questa peculiarit`a della nostra definizione di violenza, che essa non richiede che l'oggetto che esercita la violenza (o, in generale, l'impatto) sia necessariamente materia organizzata. Cos`i, ad esempio, per la reazione di chi `e sepolto da una valanga in montagna, e per chi `e riuscito a malapena a scappare, `e irrilevante se la valanga sia caduta da sola (cio`e a causa di leggi naturali), o sia stata causata da qualche essere umano, un estraneo o qualcuno del gruppo ferito; questo pu`o avere la sua importanza per le indagini giudiziarie, ma non per il comportamento delle persone nelle zone valanghive in inverno. Simile `e la situazione anche per altri tipi di "violenza" da parte della natura, come: terremoti, incendi, eruzioni vulcaniche, epidemie infettive, inquinamento ambientale, scomparsa di specie animali, eccetera. Noi possiamo mettere le virgolette sulla violenza quando l'oggetto non `e animato, ma ci`o non cambia il carattere della reazione del soggetto, cio`e essa `e debole per gli impatti forti (o almeno dovrebbe essere tale), esprimendosi nel loro evitamento, o nel prevedere le attivit`a forti ancor prima che essi si siano verificate. Per coloro che credono nell'ipotesi di Dio (vedete "Sulla Creazione") non ci sono ostacoli per dotare la natura di un intelletto divino e per accettare gli esempi sopra dati come vendetta di Dio, ma noi non ne abbiamo bisogno. L'importante `e che la nostra reazione sia /_inadeguata_/ all'irritante, e anche /_ragionevolmente_/ inadeguata, per quanto questo `e possibile.
-->E ancora una cosa: ogni impatto, anche *_la violenza, `e un fattore del nostro apprendimento_*. Se non `e necessaria una violenza per farci agire in modo ragionevole, allora non aspettiamo affatto che questa violenza si realizzi: sia non combattere con un avversario pi`u forte, sia non creare terreno per manifestazioni anarchiche, o per genocidi, o per intolleranza religiosa, sia non costruire alti edifici nelle zone sismiche, o evitare grandi assembramenti di persone in un unico luogo come fonte di varie infezioni, sia osservare una certa igiene morale e fisica per prevenire il contrarre l'AIDS, e altri esempi. Non importa quante volte si `e spiegato a un bambino (o bambina) che egli deve stare lontano dai fornelli o dalla piastra elettrica, egli non lo assimiler`a finch``e essa non lo "punir`a". Allo stesso tempo, quando ci si stanca di fare un duro lavoro fisico, allora `e il momento di inventare qualcosa che lo renda pi`u leggero, perch``e il dolore nei muscoli `e una debole "violenza" e le persone rispondono con una reazione pi`u forte, quando non accettano di svolgere il lavoro spiacevole per sempre, ma inventano meccanismi corrispondenti per quell'obiettivo. Sicch``e la violenza non solo `e un elemento necessario alla vita, ma anche /_la vita fa affidamento su di essa_/ nella sua evoluzione, e l'essere umano, lasciato senza alcuna forma di costrizione, comincia ad arrabbiarsi e a chiedersi cosa fare (qualcosa, che possa essere facilmente visto dai bambini piccoli e dagli animali da compagnia), affinch``e in qualche modo riceva /_la dose risanatrice di pena_/, che deve preservarlo da casi estremi di violenza! La sottigliezza qui sta nel reagire in modo intelligente alle varie forme di costrizione e violenza.
-->Ma risulta che, per quanto riguarda la reazione ragionevole, la comunit`a sociale rimane /_inferiore_/ all'individuo isolato, il che significa che `e molto pi`u facile incontrare una persona che agisce in modo ragionevole, che una nazione che fa cos`i, e per l'umanit`a intera questo `e praticamente impossibile! Questo fenomeno della comunit`a sociale viene indagato nel saggio "Sull'umanit`a", ma esso si riduce principalmente al fatto che la societ`a ha ancora un sistema nervoso molto /_primitivo_/ (soprattutto una societ`a libera), simile a quello dei molluschi, dove l'essere umano ha anche sistema nervoso e capacit`a di giudizio ragionevole (anche se esso non usa molto questi doni in situazioni reali difficili). Per questo motivo accade che un gruppo pi`u numeroso di persone non `e pi`u intelligente di un individuo scelto arbitrariamente con un intelletto medio, non importa che quest'ultimo faccia parte del gruppo, cos`i che la reazione delle comunit`a sociali, il pi`u delle volte, `e quella della medusa. Pu`o darsi che questa situazione non ci piaccia, ma noi dobbiamo tenere conto dei fatti. Sarebbe bello pensare che dopo circa cinque-dieci secoli l'umanit`a nel suo insieme riuscir`a finalmente a superare questo livello degradante per la "corona della creazione", ma ci`o non `e molto probabile. Nulla ci impedisce, per`o, di sperare che ci`o accadr`a.
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-->*_-- -- -- -- --_*
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=>FINE DI QUESTA PARTE
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Свидетельство о публикации №226011601134